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Dall'agosto 2014 l'aeronautica militare USA con l'appoggio di una
coalizione di 19 paesi ha condotto implacabilmente una campagna aerea
intensificata contro la Siria e l'Iraq
ponendo come obiettivo presunto le brigate dello Stato Islamico.
Secondo
Defense News, dall'agosto 2014
a metà gennaio 2015 sono stati eseguiti più di 16.000 attacchi aerei. Il
60% degli attacchi aerei sono stati condotti dall'USAF utilizzando aerei
da caccia avanzati e capacità di bombardamento
(Aaron Mehta,
“A-10 Performing 11 Percent of Anti-ISIS Sorties”. Defense
News, 19 gennaio 2015.)
Gli attacchi aerei sono stati descritti dai media con naturalezza
come parte di un'operazione antiterrorismo "morbida" piuttosto che come
un atto di guerra totale diretta contro
la Siria e l'Iraq.
Questa campagna aerea su vasta scala, che è risultata in
innumerevoli vittime civili, è stata ripetutamente riportata
erroneamente dai media
mainstream.
Secondo
Max Boot,
membro anziano
della sicurezza nazionale al
Council on
Foreign Relations. ”La strategia di
Obama in Siria ed Iraq non sta funzionando... [perché] la campagna di
bombardamento degli USA
contro l'ISIS è stata insolitamente contenuta",
(Newsweek, 17 febbraio 2015,
enfasi aggiunta).
Gli americani sono portati a credere che lo Stato Islamico
costituisca una forza formidabile che affronta le forze armate USA e che
minaccia la civiltà occidentale.
Obama dovrebbe rimboccarsi le maniche nell'affrontare il "nemico
esterno" dell'America. Secondo
Max Boot del CFR,
l'escalation militare è la risposta: ciò che viene richiesto è che
il presidente "spedisca più aeroplani, consiglieri militari e forze
operazioni speciali, mentre allenta le restrizioni sotto le quali
operano."
(Ibid)
Che tipo di aeroplani sono impegnati nella campagna aerea? L'F-16 Fighting Falcon,
l'F-15E Strike Eagle,
l'A-10 Warthog,
per non parlare
dell'aeroplano da caccia tattico invisibile
F-22 Raptor della
Lockheed Martin.
Una domanda per i nostri lettori
Perché l'USAF non è stata in grado di eliminare lo Stato Islamico
che fin dall'inizio era equipaggiato in gran parte con piccole armi
convenzionali per non parlare dei moderni pickup Toyota?
Proprio fin dall'inizio, questa campagna aerea NON è stata diretta
contro l'ISIS. Le prove confermano che lo Stato Islamico non è
l'obiettivo. Proprio il contrario.
I raid aerei sono intesi a distruggere le infrastrutture economiche
di Iraq e Siria.
Invitiamo i nostri lettori a riflettere attentamente sull'immagine
seguente, che descrive il convoglio di pickup dello Stato Islamico
che entra in Iraq ed attraversa la distanza di 200 km di aperto deserto
che separa i due paesi.
Questo convoglio è entrato in Iraq nel giugno 2014.
Cosa sarebbe stato necessario da un punto di vista militare per
eliminare un convoglio dell'ISIS senza nessuna effettiva capacità
antiaerea?
Senza comprensione di questioni militari, prevale il buon senso.
Se avessero voluto eliminare le brigate dello Stato Islamico,
potevano avere bombardato "a tappeto" i suoi convogli di pickup
Toyota in giugno quando attraversavano il deserto dalla Siria all'Iraq.
La risposta è piuttosto ovvia, tuttavia non un singolo media
mainstream lo ha ammesso.
Il deserto siro-arabico è territorio aperto (vedi
mappa).Con moderni aerei da caccia
(F15, F22 Raptor,
F16)
sarebbe stato
–da un punto di
vista militare–
una cosa facile, una rapida e conveniente operazione chirurgica, che
avrebbe decimato in una questione di ore i convogli dello Stato
Islamico.
Invece, quello di cui siamo stati testimoni sei mesi prolungati di
continui implacabili raid e bombardamenti aerei ed il nemico terrorista
è evidentemente ancora intatto.
A confronto, i raid di bombardamento della Jugoslavia della NATO
nel 1999 sono durati circa tre mesi (24 marzo-10 giugno 1999).
E siamo portati a credere che lo Stato Islamico non possa essere
sconfitto da una potente coalizione di 19 paese a guida USA.
La campagna aerea non era intesa a decimare lo Stato Islamico.
Il mandato di antiterrorismo è una fantasticheria.
L'America è lo "Stato Sponsor del Terrorismo" Numero Uno.
Lo
Stato Islamico non soltanto è protetto dagli USA e dai loro
alleati, è addestrato e finanziato da USA-NATO, con l'appoggio di
Israele e degli alleati di
Washington nel Golfo
Persico.
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