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Il
Dr. Jacques Pauwels non è il genere di storico
di cui si sente spesso sui media
mainstream
Ovviamente non è il genere di "esperto" cui essi si
riferiscono per i fatti storici. In realtà, un decisivo metodo della
propaganda nell'escludere l'attualità dal suo contesto storico.
Ascoltare
Pauwels
fa capire la portata delle menzogne che ci vengono imboccate sulla
Seconda Guerra Mondiale, sul fascismo e sulla democrazia e come i miti
relativi alle precedenti guerre hanno bisogno di essere sostenuti nella
trattazione
mainstream per soddisfare le necessità
dell'interminabile propaganda bellica.
In un discorso tenuto il 15 dicembre a
Montreal,
ha spiegato che la I e la II Guerra Mondiale
erano tutte riguardo a schiacciare i movimenti rivoluzionari di massa.
Il mito della Buona Guerra
Ogni volta che viene richiesta l'approvazione per la guerra degli
occidentali, ricompare il mito della buona guerra: la Seconda Guerra
Mondiale era una buona guerra, una necessità per soffocare la sete di
sangue di Hitler.
Pauwels distrugge questo mito,
svelando la maligna natura dell'elite occidentale.
Le ragioni del coinvolgimento degli USA nella II Guerra Mondiale si
trovano nelle condizioni economico-sociali dell'epoca, non nell'effusione
di compassione destinata a salvare l'umanità dal fascismo. In realtà
l'elite USA era a favore del fascismo, uno strumento molto conveniente
per schiacciare il movimento rivoluzionario di massa incarnato dalla
Rivoluzione Russa e dall'URSS.
La IIGM è stata di fatto una continuazione della IGM. "Abbiamo
sempre raccontato che la IGM è cominciata con l'assassinio dell'arciduca
Francesco Ferdinando, ma non è vero", afferma
Pauwels. E' effettivamente un mito radicato, mandato
avanti da varie fonti, sia dalla storia scritta da
“migliaia di eminenti
esperti, studiosi e leader”
come nell'Enciclopedia Britannica oppure da
quella di quasi nessuno, come in Wikipedia:
Lo scoppio della guerra
Con la Serbia già molto ingrandita dalle due Guerre Balcaniche
(1912–13, 1913),
i nazionalisti serbi rivolsero la loro attenzione addietro all'idea
di "liberare" gli salvi del sud dall'Austria-Ungheria. Il colonnello
Dragutin Dimitrijević,
capo dei servizi segreti militari serbi, era inoltre,
sotto
l'alias di
“Apis”, il capo della società segreta Unione o
Morte, impegnata nel perseguimento di questa ambizione panserba.
Credendo che la causa della Serbia sarebbe stata meglio servita dalla
morte
dell'arciduca austriaco Francesco Ferdinando, presunto erede
dell'imperatore austriaco Francesco Giuseppe e, apprendendo che
l'arciduca stava per visitare la Bosnia iper un giro di ispezione
militare, Apis tramò il suo assassinio.
(I Guerra Mondiale, Enciclopedia Britannica)
La causa immediata della guerra fu
l'assassinio
dell'arciduca Francesco Ferdinando d'Austria
il 28 giugno 2014, erede al trono d'Austria-Ungheria, da parte del
nazionalista jugoslavo
Gavrilo Princip
a Sarajevo.
Questo fece esplodere una crisi diplomatica
quando l'Austria-Ungheria
consegnò un ultimatum al re della Serbia
[10][11] e furono invocate le alleanze
internazionali
formate nel corso dei decenni precedenti.
Entro delle settimane, le grandi potenze erano in guerra e presto il
conflitto si sparse per il mondo.
(I
Guerra Mondiale, Wikipedia)
Entrambe la IGM e la IIGM avevano due dimensioni: la dimensione
verticale, cioè la rivalità tra imperi, e quella orizzontale, la guerra
di classe, spiega
Pauwels.
In realtà queste guerre sono state il modo migliore per l'elite
occidentale per fronteggiare i sempre crescenti movimenti rivoluzionari
e democratici alimentati dalle terribili condizioni economiche e che
minacciavano l'ordine costituito.
Nell'opinione di
Nietzsche, per esempio,
Pauwels afferma che "la guerra era la soluzione contro
la rivoluzione, poiché in guerra non vi è nessuna discussione, come c'è
in una democrazia. In guerra la minoranza, l'elite, decide e la
maggioranza, i proletari, obbediscono".
Per membri dell'elite come
Malthus, "il sistema non poteva essere la causa della
povertà poiché da esso profittava. La causa della povertà era il povero:
ve ne erano troppi. Quindi la soluzione alla povertà ed a minacciosi
movimenti rivoluzionari era semplicemente eliminare i poveri e quale
migliore soluzione della guerra per eliminare i poveri"?
Comunque, dopo la IGM, "la rivoluzione non era più una semplice
idea ma piuttosto qualcosa di concreto: l'Unione Sovietica". E' qui che
il fascismo è arrivato in soccorso. Il fascismo è stato lo strumento
utilizzato dall'elite per favorire gli obiettivi del 1914, cioè ha posto
fine alla rivoluzione ed al comunismo".
Dopo la IGM comunismo e socialismo stavano guadagnando impeto
universale. "L'elite industriale e finanziaria tedesca desiderava
schiacciare il movimento rivoluzionario e distruggere l'Unione
Sovietica. Il suo strumento fu
Adolf Hitler".
Secondo l'opinione popolare i leader occidentali stavano difendendo
la democrazia, impegnati nella guerra contro la Germania per salvare
l'umanità dal fascismo ed il coinvolgimento degli USA nella guerra portò
alla caduta della macchina bellica di
Hitler.
Niente è più lontano dalla verità. "Hitler è stato sostenuto da altri paesi europei e dagli
USA perché volevano che distruggesse l'URSS, la culla della
rivoluzione". Avvenne l'esatto opposto: fu
l'URSS a sconfiggere la Germania nazista, perdendo nella battaglia
più di 20 milioni di uomini.
Gli USA hanno reclutato i migliori scienziati, tecnici ed ingegneri
nazisti perché lavorassero per loro dopo la guerra. Questa parte di
storia chiamata
Operazione Paperclip deve ancora trovare la sua strada nell'Enciclopedia
Britannica.
La IIGM è stata la vittoria dell'Imperialismo Americano, un termine
che oggi viene utilizzato raramente anche se descrive meglio la realtà
che da allora il mondo sta vivendo.
Ma anche più sorprendente è il mito ancora in vita che andremo in
guerra per salvare il mondo da dittatori o terroristi e che il mondo
occidentale combatta per la libertà e la democrazia. Grazie agli
"stenografi del potere", la tattica è ancora affidabile e viene
utilizzata diversi decenni dopo.
Visitate il sito web di Jacques Pauwels a http://www.jacquespauwels.net/about/.
I suoi articoli
ed i suoi libri sono disponibili in
diverse lingue.
Vedi inoltre
gli articoli di Jacques Pauwels a Global Research.
The Myth of the
Good War: The USA in World War II
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