Lizzie Phelan

 

 

Mercoledì, 25 luglio 2012

La libertà è schiavitù, il sostegno popolare è autoritarismo

di Lizzie Phelan

 

Il linguaggio ambiguo del Washington Post

Un recente articolo di Juan Forero sul Washington Post intitolato "I nuovi assolutisti dell'America Latina" è soltanto l'ultimo esempio di come la macchina mediatica imperialista sia implacabilmente impegnata nella guerra mediatica contro le nazioni sovrane del Sud, allo scopo di fertilizzare il terreno per la nuova o accresciuta aggressione economica e militare contro di loro. Tali campagne di psy-op cercano anche di influenzare gli eventi sul terreno nei paesi bersaglio, in questo caso in Venezuela in vista delle elezioni di ottobre, nelle quali tutti i segni puntano ad un'altra risonante vittoria per l'attuale presidente Hugo Chávez Frías.

L'articolo è parte dell'ala psicologica di quella che il sito web con sede in Nicaragua tortilla con sal definisce la "Guerra all'umanità" dell'occidente, allo scopo di convincere il mondo della superiorità morale della minoranza (l'elite/imperialisti occidentali) sulla maggioranza in modo da minimizzare la minaccia di uno sforzo organizzato di massa per mettere in discussione i tentativi sempre più condannati al fallimento di questa minoranza per realizzare l'egemonia globale totale.

La sua morale, sostiene la minoranza attraverso la sua vasta rete di propaganda che bombarda la maggioranza, è superiore perché è universale e perciò deve essere difesa e compiuta senza riguardo del costo, compreso quello della distruzione di intere nazioni, e tanto meno di milioni su milioni di vite, i cui governi bloccano la strada, con la Libia che è l'esempio più recente.

Fatti scomodi come i dati criminali incomparabili delle potenze imperialiste che pretendono la superiorità morale, devono essere legittimati inesorabilmente, attraverso i media degli imperialisti (incluso il Washington Post) e la descrizione dei crimini della NATO da parte dell'industria dell'intrattenimento come atti di libertà, mentre gli atti di resistenza e di autodifesa da parte dei suoi avversari che minano questa pretesa di superiorità morale e l'agenda di egemonia totale, sono presentati come crimini contro l'umanità.

E così, guardando attraverso la lente di Forero, le nazioni sovrane dell'America Latina, che stanno consolidando la loro libertà dalla dominazione occidentale attraverso la crescente unificazione del continente, sono l'emergente spauracchio per il quale il governo USA dovrebbe fare qualcosa.

Il suo gancio è il recente attacco furioso di Human Rights Watch contro il Venezuela nel suo rapporto intitolato "Serrare la presa", che, come strilla il nome, è un documento che sostiene che Chavez sia diventato più autoritario che mai.

E con un balzo feroce Forero smonta tutta la popolarità dei leader eletti di paesi sovrani e progressisti del continente con il rapporto su Chavez, focalizzando su quelli con maggiore sostegno: Rafael Correa in Ecuador e Daniel Ortega in Nicaragua.

Forero/HRW ed il malvagio uomo di paglia della magistratura venezuelana

In Venezuela il punto cruciale del livore dell'articolo, in linea con il rapporto di HRW, è rivolto al sistema giudiziario del paese. Né l'articolo né il rapporto parlano del fatto che recentemente il governo venezuelano ha pubblicato un progetto per i prossimi sei anni che ha una sezione dedicata interamente al sistema giudiziario che tratteggia l'intenzione del governo di affrontare il "carattere razzista e classista...e l'impunità" di questo sistema. In occidente simili ammissioni arrivano soltanto dopo lunghe, miti e costose indagini pubbliche. In realtà quei governi non si sognerebbero mai di riconoscere il razzismo, il classismo e l'impunità diffusa così evidenti nei loro sistemi senza, per esempio, dozzine di imbarazzanti omicidi razzisti e prolungata pressione del pubblico da parte delle famiglie delle vittime, come è avvenuto quando un'inchiesta pubblica ha "scoperto" che la polizia britannica era istituzionalmente razzista come conseguenza dello scandaloso processo agli assassini di Stephen Lawrence.

Per comporre il suo caso, Forero cita i casi di due ex giudici che hanno accusato il governo venezuelano di truccare il sistema giudiziario. Afferma che dei massimi funzionari governativi avrebbero chiamato l'ex magistrato Eladio Aponte, che da allora ha cercato esilio negli USA, e gli hanno chiesto dei "favori". Convenientemente Forero tralascia di informare il lettore che Aponte è stato licenziato dal suo posto perché affronta accuse di avere accettato denaro da narcotrafficanti e per avere procurato all'ora incarcerato malfamato barone della droga Walid Makled  una carta d'identità. Vi è l'accusa che durante il processo di Makled questi abbia pagato ad Aponte circa $70.000. Né l'articolo menziona che prima Aponte è fuggito in Costa Rica per evitare il processo e da qui ha viaggiato per gli USA niente di meno che in un aeroplano della Drug Enforcement Administration USA. Aponte ha negato le accuse ma non ha fornito nessuna prova a sostegno della sua smentita. Le autorità venezuelane dichiarano che presenteranno le prove delle loro accuse contro Aponte.

Forero dedica appena una frase per menzionare che l'ex giudice Maria Lourdes Afiuni sta affrontando un processo dopo avere "reso furioso Chavez con una delle sue decisioni". Se fossero state dedicate più di 23 parole al caso di Afiuni che forse alcuni fatti sarebbero entrati in mezzo ad una buona storia, come dice il vecchio adagio. Perché la Afiuni, dopo avere preso la decisione, dove non era presente nessun pubblico ministero (contrariamente alla legge), che Eligio Cedeño, un finanziere che era stato accusato di avere sottratto milioni di dollari e di avere recitato una parte in altri enormi casi di corruzione, fosse messo immediatamente in libertà accompagnandolo proprio fuori dell'aula del tribunale per vederlo andar via in motocicletta cominciando la sua fuga che alla fine è terminata a Miami. A dispetto della decisione della Afiuni, ha violato unilateralmente la normale procedura di mandare l'imputato alla struttura di detenzione del tribunale mentre le procedure amministrative riguardanti il suo rilascio venivano completate. E' questo scandalo di simili gravi proporzioni che ha fatto infuriare il pubblico ed il governo venezuelano ed è per questo che la Afiuni affronta un processo.

Il Washington Post include un paragrafo di disconoscimento, ammettendo che i leader "filoamericani", come in Colombia, hanno "indebolito il controllo democratico". Così la Colombia è una democrazia debole, ma Venezuela, Nicaragua ed Ecuador sono regimi autoritari? Questo è un altro totale capovolgimento della realtà. La Colombia, il massimo destinatario degli aiuti militari USA del continente (e del mondo), che vanta l'accesso a sette basi militari USA, attualmente detiene all'incirca 5.700 prigionieri politici e ha l'estremamente alto ammontare di 3,6 milioni di profughi interni. Questa tetra situazione è totalmente incomparabile con la realtà degli stati non satelliti degli USA come quelli sui quali il Washington Post e HRW hanno concentrato la loro ira.

Ed effettivamente il quadro più spaventoso a livello globale in termini di abuso domestico del sistema giudiziario è per mano del regime USA.

Diversamente da Venezuela, Nicaragua e Ecuador, negli USA si può essere detenuti indefinitamente senza accuse. Un uomo in età lavorativa su 48 è dietro le sbarre e questa cifra esclude decine di migliaia di immigrati minacciati di deportazione, gente che aspetta la condanna. Gli USA imprigionano cinque volte più persone del Venezuela, sei volte più del Nicaragua ed otto volte più dell'Ecuador. Mentre gli USA sono in cima alla lista dei tassi di popolazione carceraria globale, gli altri tre sono molto indietro al numero 98, 122 e 160 rispettivamente.

Le condizioni all'interno delle prigioni USA sono incomparabili, dato che vi si sprecano circa 2,3 milioni di persone. I tassi di abuso sessuale sono sbalorditivi e le corporation utilizzano i reclusi come forza lavoro a buon mercato o gratuita. Questa è la schiavitù sistematica del 21° secolo nel mondo "sviluppato" e tale pericoloso fenomeno significa che vi è effettivamente un enorme incentivo monetario ad incarcerare sempre più per l'elite imprenditoriale che tira le fila del sistema politico USA.

Mentre il Venezuela ha promesso di affrontare il carattere razzista del suo sistema giudiziario e ha appoggiato la creazione di una schiera di gruppi di discendenza africana che agiranno come gruppi di pressione per assicurare che la lotta contro il razzismo proceda, gli USA hanno storicamente represso le organizzazioni afroamericane che lottano in modo genuino per questo progresso. Non vi è nessun luogo su questo pianeta dove il trattamento dei neri sia peggiore che ad opera del regime USA, come esemplificato dal fatto che dei 2,3 milioni di carcerati USA, il 46% sono neri, nonostante che i neri costituiscano soltanto il 13% della popolazione degli USA.

Ma né il Washington Post HRW dedicano un rapporto per esaminare attentamente la condizione dei diritti umani negli USA come fanno con il loro provocante titolo per il Venezuela "Serrare la presa" e la menzione degli abusi interni degli USA è sepolta nel loro rapporto mondiale annuale. Questo ogni anno viene lasciato fare ai cinesi.

Mentre HRW si tiene occupato a fare propaganda per la caduta del governo siriano sulla scorta di un grappolo di tremolanti video di youtube che pretendono di mostrare le forze di sicurezza siriane che usano le armi contro dei dimostranti pacifici, riguardo ai quali il capo della Commissione per i Diritti Umani dell'ONU che indaga sulla Siria Paulo Pinheiro ha dichiarato: “YouTube non è un mezzo di indagine attendibile... Vi è la manipolazione dei media", non vi è nessun modo in cui si possa montare una campagna per il cambio di regime negli USA sulla base di questi video proprio reali, che soltanto si aggiungono alla risma prima di loro, della polizia USA che apre il fuoco su dimostranti disarmati nella città di Anaheim in California".

Leader popolare o autoritario repressivo?

Continuando con questa iniziativa per deviare l'attenzione da chi sono i maggiori nemici dell'umanità, il senso occulto dell'articolo di Forero è che le masse venezuelane che appoggiano Chavez in qualche modo non sono nel pieno controllo delle loro capacità mentali e questo quindi è un alto segno di come il governo venezuelano affamato di potere stia raggirando il proprio popolo.

E così cita un giudice venezuelano che parla della sua lealtà alla Rivoluzione Bolivariana del Venezuela ed a Chavez come un esempio di come i sostenitori di Chavez siano ovunque, comprese le più importanti istituzioni del paese. La logica ridicola sembra essere che la popolarità è pericolosa perché con della gente ovunque che sostiene il governo, vi sarà meno gente a mettersi sulla strada del suo programma, senza riguardo se quel programma sia per migliorare l'insieme di tutti i venezuelani come ha provato di avere fatto fino adesso.

Forero ritrae con compiacenza le masse di venezuelani poveri come delle pecore sotto l'incantesimo di un "leader messianico accattivante", come se sostenessero Chavez per nessuna altra ragione che avere subito il lavaggio del cervello dal suo carisma. Ancora più ripugnante, è l'utilizzo dell'accademico Javier Corrales, che ha scritto un libro su Chavez con il titolo dichiaratamente razzista "Un dragone ai tropici", come fonte da aggiungere allo stridere di voci che pretendono che Chavez stia abusando della sua popolarità.

Quindi non importa che la popolarità sia un risultato diretto dei fatti che, da quando Chavez ottenne la sua prima elezione nel 1999, questo paese che aveva uno dei divari più ampi al mondo tra ricchi e poveri ha visto la povertà ridotta di più del 50%, l'analfabetismo sradicato, decine di milioni di persone ora in grado di accedere all'assistenza sanitaria gratuita, altri milioni che partecipano gratis all'istruzione superiore, la creazione di decine di migliaia di consigli comunali che danno alla popolazione l'opportunità di partecipare al sistema politico, la comparsa in scena di 200.000 cooperative, l'emergere di uno spiegamento di donne, di indigeni e, come menzionato, di organizzazioni di discendenti africani e molto di più. Questi sono le ragioni per cui, come il presidente del Nicaragua Daniel Ortega, quando Chavez parla nelle pubbliche piazze, qualcosa che gli imperialisti non potranno mai osare di sognare, milioni di persone si accalcano per sentirlo parlare. E' per questo che sono ancora venuti a milioni per difenderlo dal fallito colpo di stato appoggiato dagli USA del 2002 ed è per questo che votano ripetutamente per lui a milioni.

Lungi dal consolidare il potere in poche mani, entrambe Nicaragua e Venezuela si muovono fermamente per rafforzare ed espandere gli organi della democrazia diretta. I consigli comunali del Venezuela sono stati citati sopra, mentre in Nicaragua il modello Potere al cittadino continua a migliorare i modi nei quali le comunità locali possono prendere decisioni su come viene speso il denaro statale nelle loro municipalità. La connessione tra quel modello e le recenti statistiche che hanno dimostrato che l'FSLN era riuscito a dimezzare la povertà estrema nel secondo paese più povero delle Americhe dopo Haiti è chiara. E' la gente locale che conosce meglio i bisogni della sua comunità e come tale è lei a decidere dove stabilire le priorità riguardo agli investimenti statali per lo sviluppo di infrastrutture enormi, cioè sviluppo di strade, abitazioni, tetti ed elettricità e le iniziative sociali che sono state particolarmente poste come bersaglio per permettere alle donne più povere del Nicaragua di diventare autosufficienti. Il partito FSLN di governo ha anche ampliato il numero di rappresentanti di governo locale, mentre non ha aumentato il bilancio dei loro stipendi. Questa è una mossa che assicura una rappresentanza più equilibrata e taglierà la retribuzione dei funzionari pubblici, per migliorare l'incentivo di servizio monetario/sociale di tale posizione a favore dell'ultimo.

Affrontare i bisogni materiali e spirituali dei poveri e della maggioranza marginalizzata come hanno fatto e stanno facendo i paesi attaccati da Forero, è la chiave per assicurare che godano delle condizioni che permettono loro di partecipare alla costruzione della democrazia. Nel frattempo, negli USA ed in Inghilterra, per esempio, l'idea che i cittadini debbano essere in grado di avere più voce in capitolo sulle politiche che interessano le loro comunità locali oltre a scegliere ogni tre o quattro anni tra due o tre partiti che rappresentano tutti gli stessi interessi corporativi, che è proprio non avere affatto nessuna voce, è inaudita.

In Libia, lo stile di "democrazia" preferita dall'occidente è arrivata subito dietro al fosforo bianco ed ai missili da crociera Tomahawk, a spese del sistema di democrazia diretta che lì era stato costruito, per non menzionare le decine di migliaia di vite, i milioni di mezzi di sussistenza, la stabilità ed il livello di sviluppo che ha portato il popolo libico ai più elevato standard di vita in Africa.

Smascherare il missionario

Ma HRW ha dati di comportamento precedente di preferire pubblicare propaganda favorevole a distruggere questo progresso nei paesi dove l'equilibrio del potere non è a favore delle potenze della NATO.

Dalla sua fondazione nel 1978 come Helsinki Watch da parte della Ford Foundation, HRW ha promosso in modo costante l'intervento umanitario in paesi considerati come avversari dall'occidente. Più recentemente in Libia, HRW è stato firmatario del documento che ha portato alla sospensione della Libia dal Consiglio dei Diritti Umani dell'ONU, in violazione delle procedure dell'ONU, ed alle successive Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza che hanno portato ai nove mesi di attacchi aerei sostenuti da circa 40 paesi della NATO.

Durante la sua lunga e sudicia storia, nel 2010 HRW ha annunciato che avrebbe accettato $100 milioni da George Soros che è il vaso da miele dietro alcuni dei più potenti istituti di ricerca degli USA, di gruppi di pressione e di ONG  e perciò gode di una considerevole influenza nel determinare la politica estera imperialista degli USA.

Altri tra la lunga lista di maligni sostenitori di HRW comprendono la Sandler Foundation, che ha donato al gruppo circa  $30 milioni. La fondazione è il prodotto di Marion e Herb Sandler che sono stati loro stessi dei donatori importanti dei democratici e hanno contribuito a fondare numerosi istituti di ricerca e gruppi di pressione, incluso il Center for American Progress, finanziato anche da Soros e diretto da John Podesta, capo di gabinetto della Casa Bianca sotto il presidente Clinton. Non è quindi sorprendente che la fondazione abbia promosso costantemente l'intromissione degli USA nel Sud, compreso il sostegno alla saga KONY2012 che ha richiesto l'intervento militare in Uganda con un pretesto interamente fasullo.

In breve, se seguite il denaro della vasta rete dei paesi NATO di istituti di ricerca, lobbisti, ONG, giornali, siti web di notizie, canali di notizie, industria della musica e del cinema, quella che comprende il Washington Post e HRW, può quasi sempre essere rintracciato all'elite corporativa o "filantropica" che ha degli interessi acquisiti nel promuovere l'agenda di egemonia globale dei paesi NATO.

Ho notato qualche sorpresa nelle persone che scoprono il ruolo di organizzazioni come HRW ed Amnesty International. Comunque, la trattazione dell'intervento umanitario è forse uno dei trucchi più vecchi nel libro degli imperi occidentali, ma ha soltanto evoluto il suo travestimento. Questo articolo di Global Research aveva ragione nel chiamare le moderne ONG occidentali “Missionari dell'Impero oppure, come Black Agenda Report ha etichettato HRW, Guerrieri dei diritti umani per l'Impero. I resoconti della prima presenza inglese in Africa, come quelli offerti in "Le cose vanno in pezzi" di Chinua Achebe, rivelano il modo insidioso nel quale i missionari in seguito alla prima suddivisione dell'Africa alla Conferenza di Berlino si incastrarono nelle comunità africane e rosero su alcuni punti di tensione come un'opportunità per promuovere ai settori di minoranza di quelle comunità l'idea che i torti nelle loro comunità erano degli esempi di sofferenza al livello più grave, la causa della quale era l'arretratezza morale della loro società e che poteva essere risolta se accettavano l'unico sentiero morale corretto, la chiesa inglese. Questa spaccatura della comunità ha significato che quando con il tempo le disastrose conseguenze sono diventate chiare a tutti e si è sentita la vera sofferenza al livello più grave, era troppo tardi.

Le ONG operano oggi in gran parte nello stesso modo, facilitando i progetti imperiali che portano soltanto guerra, instabilità e miseria in primo luogo alla maggioranza della gente del Sud dietro alla maschera dei "diritti umani" di quelle persone. Comunque è una maschera che sta venendo strappata, per prima cosa con la richiesta dei paesi membri di ALBA di espellere l'USAID ed i suoi rappresentanti e poi questa settimana con la legge firmata da presidente russo Vladimir Putin che farà registrare tutte le ONG che ricevono finanziamento esterno come agenti stranieri e più di recente con il ritiro del Venezuela da parte di Chavez dalla Corte dei Diritti Umani interamericana dell'OSA. Naturalmente l'OSA è un altro strumento della dominazione occidentale nella regione, un ente che tenuto a promuovere la democrazia è esso stesso antidemocratico e continua a violare la volontà della maggioranza dei suoi membri di porre fine al criminale blocco di Cuba.

La decisione di Chavez di ritirare, ha affermato, è venuta "dalla dignità, e accusiamo loro davanti al mondo prima che il mondo diventi inidoneo a chiamarsi un gruppo dei diritti umani". Non è senza precedenti per tali gruppi essere proibiti da governi del Sud nei loro paesi quando sono minacciati dall'effettiva aggressione militare. Ma la guerra contro questi paesi sovrani comincia molto tempo prima dell'azione militare diretta. Comincia in articoli come quelli di Forero.