La guerra della mente:

falso terrorismo a tutto spettro

di Kurt Nimmo

 21 agosto 2005

  

In un articolo pubblicato nell'edizione del 26 agosto della Executive Intelligence Review, Jeffrey Steinberg menziona il Col. Paul E. Vallely, comandante del 7° Gruppo Operazioni Psicologiche della Riserva dell'Esercito degli Stati Uniti, ed un documento da lui scritto intitolato "Dalle PSYOP alla Guerra della mente: La psicologia della vittoria. Nel 1980 Vallely scrisse: "Alla Guerra della mente deve essere dato rilievo strategico, con applicazioni tattiche che recitano un ruolo di rinforzo e supplementare". "Nel suo contesto strategico, la Guerra della mente deve estendersi nello stesso modo agli amici, ai nemici ed ai neutrali attraverso il globo, né attraverso primitivi volantini 'da campo di battaglia' ed altoparlanti delle PSYOP né attraverso il debole, impreciso e limitato tentativo di psicotronia [la relazione tra materia, energia e coscienza], ma con i media posseduti dagli Stati Uniti che hanno la capacità di raggiungere potenzialmente tutte le persone sulla faccia della terra". In breve, i media corporativi, scrisse Vallely 25 anni fa, sono una componente integrale ed essenziale ed un "moltiplicatore di forza" di guerra continua contro i nemici, incluso il popolo americano.

Steinberg impiega molto tempo per documentare le attività occulte e paranormali dei ricercatori del Pentagono (ed anche "le armi che attaccano direttamente il sistema nervoso ed il funzionamento del cervello delle popolazioni bersagliate", inclusi "fenomeni come l'attività elettromagnetica atmosferica, la ionizzazione dell'aria ed onde a frequenza estremamente bassa"), ma ritengo che la parte interessante dell'analisi di Steinberg riguardi l'utilizzo del falso terrorismo, ovvero il terrorismo “pseudo gang” e le "operazioni psicologiche" del tipo utilizzato contro le "popolazioni bersagliate" qui negli Stati Uniti dall'11/9/2001 e, più di recente, in Gran Bretagna. Per esempio, Steinberg fa riferimento a Seymour Hersh, che ha citato John Arquilla, analista della difesa della Scuola di specializzazione della Marina e consigliere di controinsurrezione del Pentagono (v. il mio articolo di gennaio Hersh and Arquilla riguardo allo pseudo terrorismo ed al rapimento ed apparente assassinio di Margaret Hassan). "Hersh ha accennato [nel suo articolo 'The Coming Wars' sul New Yorker] che delle unità delle Forze Speciali USA venivano sguinzagliate per creare le loro ‘pseudo gangs’ terroriste per infiltrare più facilmente gruppi terroristici come al Qaeda", come riassume Steinberg. "Quando negli anni '50 le operazioni militari convenzionali ed i bombardamenti non riuscirono a sconfiggere l'insurrezione dei Mau Mau in Kenya, i britannici formarono delle squadre di uomini della tribù Kikuyu amici che giravano fingendo di essere dei terroristi", scrive Arquilla. "Queste ‘pseudo gangs', come venivano chiamate, gettarono rapidamente i Mau Mau sulla difensiva, o assistendo e poi attirando in agguati bande di combattenti oppure dirigendo attentatori ai campi terroristi. Ciò che funzionò in Kenya mezzo secolo fa ha una stupenda possibilità di erodere la fiducia ed il reclutamento tra le reti terroristiche odierne. Non dovrebbe essere difficile formare delle nuove pseudo gangs".

La mia tesi è che al Qaeda (o, più precisamente, al CIA-duh) sia proprio una simile “pseudo gang”, creata inizialmente Afghanistan negli anni '80 per combattere i sovietici ma tenuta in piedi, come lo sono tutte le riuscite operazioni di intelligence (e la CIA ammette che la creazione della Rete del terrorismo islamico è fino ad oggi la sua maggiore e più riuscita operazione; v. Chalmers Johnson). Come direbbero i media corporativi (come partecipanti volontari alla guerra psicologica contro il popolo americano), al CIA-duh si ricompose dopo che gli Stati Uniti abbandonarono l'Afghanistan in seguito alla sconfitta sovietica in quel paese tranquillo e più o meno privo di significato strategico (cioè fino a che un consorzio di società petrolifere e di gas naturale decisero di volere costruire lì una conduttura negli anni '90). Vi sono abbondanti prove che al CIA-duh sia rimasta una apprezzata "risorsa" dell'intelligence (e cavallo da lavoro della guerra segreta) dopo l'Afghanistan, l'esempio principale sono le sue attività nei Balcani (v. il mio From Afghanistan to Iraq: Transplanting CIA Engineered Terrorism) ed altrove.

Come nota Steinberg, riferendosi ancora una volta al lavoro investigativo di Hersh, "[il Tenente Generale cristiano evangelico William “Jerry” Boykin] ed il suo immediato superiore, il Sottosegretario alla difesa per l'intelligence Stephen Cambone, sono direttamente al comando delle squadre delle Operazioni Speciali ricerca-eliminazione propagandate da John Arquilla nel suo promo della pseudo-gang". Joe E. Kilgore, scrivendo per Special Warfare nell'inverno del 2002, dichiara che "il futuro detiene una grande promessa per il Centro e la Scuola e per gli allievi che addestra. Il generale al comando della SWCS [John F. Kennedy Special Warfare Center and School], Maggiore Generale William G. Boykin, sta sviluppando la Scuola del Futuro ARSOF, un concetto innovativo inteso ad assicurare che le strutture educative e le tecniche della SWCS affronteranno le sfide del 21° secolo. Il Comitato direttivo di evoluzione delle Forze Speciali sta sviluppando un piano dettagliato per facilitare la trasformazione della Sezione Forze Speciali. I piani di perfezionamento per sia per la CIA che per le PSYOP sono stati approvati, e quei piani sono programmati per essere messi in pratica a partire dall'anno fiscale 2002". Una componente integrale dell'ambizioso programma di operazioni psicologiche del Pentagono è il Proactive, Preemptive Operations Group (P2OG). "Il P2OG lancerebbe delle operazioni segrete rivolte a 'stimolare reazioni' tra i terroristi e gli stati che possiedono armi di distruzione di massa, il che significa che spingerebbe in azione delle cellule terroriste, esponendole così ad attacchi di 'risposta rapida' da parte delle forze USA. Il mezzo con i quali farebbe ciò sarebbe un utilizzo molto maggiore delle forze per operazioni speciali", ha scritto David Isenberg per Asia Times nel novembre del 2002. Comunque, il P2OG è solamente la facciata di pubbliche relazioni di un piano molto più vasto e sinistro che risale almeno al 1980 ed al documento sull'embrionale Guerra della mente del Col. Paul E. Vallely ed all'idea della guerra psicologica contro il popolo americano.

Naturalmente Vallely non menziona esplicitamente la guerra di “pseudo-gang” ed invece propone l'idea di guerra a "tutto spettro" su tutti i fronti, compresa la guerra della disinformazione o propaganda contro il popolo americano. In realtà, l'idea del falso o ingannevole terrorismo è molto più vecchia e ha origine nella sua forma moderna ed è stata collaudata sul campo dal Generale Frank Kitson, un ufficiale britannico "che per primo escogitò il concetto che fu più tardi utilizzato per la costituzione di al Qaeda. Egli lo chiamò la ‘pseudo gang’, un gruppo patrocinato dallo stato utilizzato per portare avanti un piano, screditando nel frattempo la vera opposizione. La strategia venne usata sia in Kenya che in Irlanda del Nord. Nel caso dell'Irlanda del Nord, la maggior parte della violenza che venne attribuita ai 'lealisti' non era in realtà opera loro, ma il risultato delle attività degli squadroni della morte affiliati allo stato parallelo britannico", scrive Ian Buckley (v. il mio General Frank Kitson: Trail Blazing Fake Terrorism).