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MESI PRIMA che si svolgesse in maggio a Chicago il vertice
della NATO, il sindaco
Rahm Emanuel ed il soprintendente della polizia
Garry McCarthy iniziarono ad affollare i mass media con storie di una
"razza speciale" di dimostranti violenti che quel fine
settimana avrebbero preso il controllo delle strade.
Vi furono dei racconti su dimostranti che facevano scorta di
urina ed
escrementi da lanciare alla polizia.
Le attività del centro furono incoraggiate a
chiudere le
finestre con assi,
ai lavoratori venne raccontato di
"vestirsi in
modo informale" così non sarebbero stati presi a bersaglio
ed i residenti furono invitati
a lasciare la città per il fine settimana.
Nulla che sia accaduto alle manifestazioni è arrivato nemmeno
vicino a soddisfare la disseminazione della paura della città. Ma,
come se al momento opportuno, è stata servita un'operazione della
polizia di Chicago che ha preteso di arrestare preventivamente dei
dimostranti violenti, dando ai mass media qualcosa su cui
concentrarsi dopo tutta la retorica intimidatoria scagliata intorno
da
Emanuel
e da altri.
Mercoledì 16 maggio, poco prima della mezzanotte, quattro
giorni prima della marcia di massa contro il vertice NATO, una
moltitudine di poliziotti ha abbattuto la porta di un residence di
South Side, asserendo che i tre occupanti all'interno stavano
assemblando delle
bottiglie Molotov da essere utilizzate in una "campagna di
terrore" rivolta al quartier generale della campagna di
Barack Obama, alla casa del sindaco Emanuel ed a stazioni di
polizia.
Nei giorni seguenti, la polizia ha compiuto altri due arresti
su accuse attinenti al terrorismo, ma ha affermato che i casi non
erano collegati. Ha anche dichiarato che la città non era stata in
nessuna occasione in imminente pericolo--grazie al lavoro del Dipartimento di Polizia di
Chicago.
Ciò che è emerso più tardi è stato che vi era un
collegamento tra i casi.
Tutti e cinque--i tre dell'appartamento ed i due arrestati
separatamente--hanno avuto dei contatti con due informatori della
polizia che si facevano chiamare
"Moe"
e "Gloves". Almeno uno di questi infiltrati--Moe--ha cominciato a
comparire a riunioni di attivisti fin dall'inizio di marzo ed i
due sono diventati generalmente noti agli attivisti di
Occupy Chicago quando hanno indossato
delle maschere e si sono uniti al contingente dei
Black Bloc alla marcia del 1° Maggio.
Un'altra caratteristica comune ai due casi è che finora non è
stata presentata nessuna prova materiale che colleghi i cinque a
qualsiasi atto di violenza--soltanto la testimonianza degli
informatori.
E vi è un'altra coincidenza ancora più vistosa--i casi seguono
lo stesso esatto copione utilizzato in anni recenti da funzionari
del governo e delle agenzie di polizia per reprimere le
mobilitazioni per la giustizia sociale di alto profilo.
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GIA' NEL 2010, la
National Lawyers Guild (NLG)
era diventata molto allarmata per il modello emergente di
repressione mirato ad indebolire il diritto costituzionalmente
protetto di libertà di espressione e di assemblea. La NLG ha anche
redatto un esauriente rapporto intitolato
"Le operazioni
di polizia relative all'attività politica: le restrizioni al
dissenso di massa negli USA"
che elencava diversi aspetti
di questo copione.
Secondo il rapporto:
Ripetutamente, milioni di dollari sono stati ottenuti da
dipartimenti di polizia per personale ed equipaggiamento ai grandi
eventi, giustificati dalle testimonianze di informatori
confidenziali che grandi numeri di "anarchici" stanno progettando di
partecipare ed impegnarsi in violenze. Un più preciso esame dei
fatti rivela spesso la falsità di simili accuse: numerosi
informatori della polizia, molti dei quali con retroterra criminale,
quando più tardi interrogati
ammettono
che i gruppi di attivisti che hanno infiltrato non hanno mai
progettato alcuna attività violenta. Effettivamente, altri milioni
sono stati spesi per pagare i danni ai dimostranti perseguitati
ingiustamente con queste tattiche.
Pubblicato nel 2010, il rapporto continua per documentare
l'utilizzo di questo copione nella sorveglianza, nell'infiltrazione e nell'intrappolamento
di polizia di attivisti durante la
Convenzione Nazionale Repubblicana del 2008 a
Minneapolis/St. Paul
e la protesta del vertice del G20 di
potenti governi
del 2009
a
Pittsburgh.
Per esempio, alla
Convenzione Nazionale Repubblicana due attivisti del Texas
furono incoraggiati, raggirati e manipolati da parte di un attivista-risultato l'informatore dell'FBI
Brandon Darby a fabbricare
delle bombe Molotov. Anche se gli attivisti ci ripensarono e
decisero di eseguire il piano, l'FBI li arrestò comunque. Il
programma radio
This American
Life
ed il documentario
Better This
World
esposero
dettagliatamente la manipolazione utilizzata per incastrare questi
giovani--tutta con l'intenzione di minare lo sforzo degli attivisti
con i quali erano associati.
L'utilizzo di tali metodi da stato di polizia--adoperando i
mass media per diffondere un messaggio di paura, architettare
complotti allo scopo di sventarli e di screditare le attività di
protesta e schierare enormi numeri di poliziotti pronti ad
amministrare la violenza--ora è parte regolare di come la polizia
cerca di presidiare il dissenso negli USA.
A
Chicago, i funzionari cittadini non hanno deviato dal modello
in alcun punto: creare un atmosfera di paura nel periodo che precede
la protesta per
mettere in fuga il pubblico generale e giustificare un
massiccio ammontare di spesa nella sicurezza. Lanciare quindi un
assalto prima della marcia principale ed utilizzare i mass media per
spaventare ulteriormente la gente e giustificare qualsiasi brutalità
abbia utilizzato in definitiva la polizia. E se e quando ad un
attento esame i casi si sbriciolano, i funzionari di polizia e del
governo avranno già realizzato il loro obiettivo di demonizzare e
disorganizzare il movimento.
E, naturalmente, l'ossessione per i dimostranti violenti,
alimentata da accuse sensazionali contro dei capri espiatori come i
NATO Five, oscura le cause che in primo luogo hanno animato i
dimostranti. A Chicago, la violenza, la tortura, la
distruzione e la morte causate dalla NATO, dall'Afghanistan alla Libia, sono scomparse dietro alla discussione su
"contestatori violenti". Le vittime non erano più la
gente dell'Afghanistan o della Libia, ma la legge e l'ordine stessi.
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I NATO
Five--Brent Betterly
di Oakland Park, Fla.; Jared Chase
di Keene, N.H.; Brian Church
di Ft. Lauderdale, Fla. e Sebastian Senakiewicz
e Mark Neiweem
di Chicago--il 12 e 13 giugno sono comparsi
in tribunale, ma alle udienze i pubblici ministeri hanno declinato
di condividere l'accusa con la difesa.
Con le
parole dell'avvocato della difesa
Tom Durkin,
questo ha lasciato gli imputati ed i loro avvocati a
"combattere contro i mulini a vento".
Anche il giudice,
Adam Bourgeois Jr.,
è sembrato sorpreso dal rifiuto dell'accusa
di dichiarare di cosa siano stati accusati i cinque. "Pare un poco
strano, ma così è", ha dichiarato
Bourgeois.
Ad una conferenza stampa dopo l'udienza, Durkin ha chiamato
"ridicolo" il caso contro gli imputati e ha messo in discussione la
costituzionalità delle leggi sul terrorismo dell'Illinois secondo le
quali sono stati accusati perché la formulazione della legge è
"esagerata e vaga". "Si può essere accusati di terrorismo per avere
distrutto un alveare", ha continuato.
D'altronde, lo stato ha stabilito una cauzione scandalosamente
alta--ammontante a $5,75 milioni per i cinque--che serve essa stessa
come forma di pressione sugli imputati per dichiararsi colpevoli di
un'accusa minore oppure affrontare la prospettiva di restare in
prigione durante un processo che potrebbe prendere anni allo scopo
di provare la loro innocenza. Come ha dichiarato
Michael Deutsch,
un altro avvocato difensore:
Gli imputati sono incarcerati con una cauzione draconiana da
quasi un mese e lo stato si è rifiutato di fornire procuratori con
alcuna prova a sostegno delle sue accuse sensazionaliste e
politicamente motivate. Il rifiuto di fornire persino il mandato di
perquisizione o una copia di un atto d'accusa restituito fino al 2
luglio è prova che in un caso che ha caratterizzato come un caso di
terrorismo, le norme sono interpretate a favore dell'accusa. Questo
è sottolineato chiaramente dalla presenza degli imputati in
tribunale in catene, mani e piedi, circondati da una falange di
sceriffi.
Vi è
una lunga e vergognosa storia di
infiltrazione, repressione e complotti di FBI e polizia contro
attivisti per la giustizia sociale--dall'infiltrazione delle
organizzazioni socialiste e comuniste nel 20° secolo all'assassinio
di leader del Partito delle Pantere Nere.
Negli ultimi 10 anni, arabi e musulmani sono stati
implacabilmente assoggettati allo stesso modello di infiltrazioni,
montature ed assalti per sventare "complotti" che hanno organizzato
gli stessi agenti della polizia. Dagli attacchi dell'11 settembre,
più di 700.000
musulmani--quasi il 50% di tutte le famiglie musulmane negli
USA--sono stati
intervistati
dall'FBI in
quella che è essenzialmente un'epidemia nazionale di
schedatura razziale.
La difesa dei diritti civili fondamentali richiede che gli
attivisti resistano alla repressione. Ciò significa difendere gli
individui bersagliati--come i
NATO Five--ma anche svelare i metodi della polizia e rifiutare di
essere intimiditi
nel limitare l'esercizio del nostro diritto di protestare.
La montatura contro i
NATO Five è un attacco ai più vasti movimenti Occupy e contro la
guerra. Resistere a questo attacco dipenderà dalla costruzione di
una lotta nazionale per esporre e sfidare l'assalto dello stato ai
nostri diritti. Richiederà inoltre formare un fondo di difesa legale
e tenere delle azioni attorno alle date importanti nel caso legale.
Con le parole di
Matt McLoughlin,
membro di Occupy
Chicago:
E' straziante che siamo dalla parte giusta della storia, che
stiamo veramente facendo un buon lavoro e che questa sia la risposta
del governo. Credo che abbia senso che questa sia la sua risposta.
Siamo una minaccia allo
status quo. Siamo stati realmente efficaci nel cambiare la
discussione nazionale in modo tale che non si potranno mantenere le
cose nello stesso modo. E' per questo che ci danno la caccia.
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