Afghanistan: un disastroso pantano militare
Le forze di occupazione non sono in grado di sconfiggere

militarmente la resistenza armata

 

di Hamayon Rastgar

24 novembre 2007

 

L'avventura occidentale a guida americana in Afghanistan sembra stia inciampando verso il fallimento.

Ogni giorno che passa pare che gli americani ed i loro alleati siano bloccati in un disastroso pantano militare; le loro debolezze e limitazioni politiche e militari sono state rivelate dalla loro incapacità di sconfiggere una resistenza armata che si intensifica quotidianamente.

L'alleanza occidentale ha una seria difficoltà nell'armonizzare le sue azioni militari ed unificare il proprio intento politico.

E l'opposizione alla guerra tra la gente dei paesi occidentali coinvolti in Afghanistan sta crescendo. Tutti i segnali indicano non soltanto che le potenze occupanti sono incapaci di risolvere la crisi a loro favore, ma che le loro preoccupazioni nei prossimi anni si intensificheranno.

Le continue brutalità della guerra e dell'occupazione, le promesse infrante, la corruzione del regime fantoccio e le crescenti disgrazie della gente sotto l'occupazione hanno aumentato nel paese il risentimento verso le forze d'occupazione ed il loro governo fantoccio.

Queste costanti tensioni e turbolenze si diffondono per tutto il paese, in città e villaggi.

Entrambe le autorità d'occupazione ed il regime fantoccio si rendono conto della ferocità della situazione e hanno riconosciuto che ora non sono in grado di sconfiggere militarmente la resistenza armata. E' per questo che si appellano agli insorti per una fine negoziata della resistenza armata.

Alcuni circoli occidentali--ed anche all'interno dell'Afghanistan--hanno dimostrato interesse e speranza nelle attuali voci di negoziati in corso tra i talibani ed il governo Karzai.

Questi negoziati comunque non portano da nessuna parte. I talibani hanno già respinto la possibilità di negoziati e compromessi con il governo a meno che vi sia un ritiro delle forze d'occupazione.

Inoltre, anche se Karzai dovesse utilizzare i suoi rapporti con alcuni elementi elementi all'interno dei talibani e portarli sotto l'ombrello del governo fantoccio, ciò non metterebbe fine al conflitto.

Nel governo fantoccio vi sono già molti membri e leader ex talibani. Anzitutto e più importante, il capo dell'attuale regime fantoccio, Karzai stesso, è un ex talibano. Il mullah Salaam Rocketi, un famoso comandante militare talibano, è nel parlamento del governo fantoccio. Maulawi Ahmad Mutawakil, un autorevole leader nel movimento talibano e suo ministro degli esteri, vive a Kabul sotto la protezione di Karzai. Anche Maulana Zaeef, autorevole membro talibano e loro ambasciatore in Pakistan, vive a Kabul. Il caso di Maulawi Ahmad Mutawakil è il più interessante di questi, dal momento che concede sempre interviste a favore dei talibani alla TV ed ai canali radio. A causa di queste interviste ufficiali si potrebbe forse sospettare che sia il rappresentante ufficioso dei talibani a Kabul.

Aumentare la lista dei summenzionati membri dei talibani all'interno del regime fantoccio o come ospiti rispettati nei quartieri ricchi di Kabul non cambierà molto le cose. Possiamo persino immaginare comandanti talibani malaticci prendere vantaggio della "cortesia" di Karzai ed arrivare per controlli medici ed cure sotto l'apparenza di un processo di pace.

Ma la guerra stessa continuerà.

In occidente vi è crescente opposizione alla guerra in Afghanistan. Il numero dei morti in aumento tra le truppe di occupazione ha intensificato la campagna contro la guerra nei paesi occidentali. L'avversione delle popolazioni per gli sforzi bellici può rendere significativamente difficile per i governi occidentali continuare la loro missione in Afghanistan. Diversi paesi della NATO già evitano di portare le loro truppe sui terreni di battaglia dell'Afghanistan meridionale.

E' possibile che, se la resistenza armata si diffonde ulteriormente attraverso l'Afghanistan, l'alleanza dei paesi occidentali si sbriciolerà e molti dei 36 paesi con truppe ritireranno i loro soldati. Proprio in questo momento l'opposizione popolare alla guerra è in aumento in tutti i paesi con truppe in Afghanistan.

Gli imperialisti cercano di cambiare questa situazione a loro favore sostenendo che la loro presenza in Afghanistan avvantaggia la popolazione del luogo. Hanno appena festeggiato un sondaggio dell'opinione pubblica in Afghanistan che dimostra che la maggioranza della gente in Afghanistan appoggia la presenza delle truppe occidentali nel suo paese.

Il "sondaggio d'opinione" afgano

Vi sono molte ragioni per diffidare di questo sondaggio come di un tentativo discutibile per convincere la gente nei paesi occidentali della giustezza della guerra in Afghanistan, una delle quali è che questo sondaggio è stato condotto da un organizzazione (Afghanistan Centre for Social and Opinion Research) che riceve i suoi finanziamenti dall'USAID. Quindi, a causa dell'ideologia di questa fonte di finanziamento, è del tutto possibile che il sondaggio produca dei risultati che sostengono gli interessi delle istituzioni donatrici. Per di più, chiunque conosca la situazione in Afghanistan saprà che è molto difficile condurre sondaggi dell'opinione pubblica in maniera appropriata. L'Afghanistan è un paese semi-feudale nel quale la maggioranza della gente vive nelle campagne. Il sistema di comunicazione e dei trasporti è molto limitato o non esistente in molte parti del paese. Perciò, sarebbe molto difficile raggiungere una porzione significativa della popolazione. L'Afghanistan è anche in una situazione di guerra, dove l'insurrezione armata e l'opposizione al governo ed alle potenze di occupazione hanno posto fine al controllo del governo e delle forze d'occupazione in molti luoghi. Di conseguenza, per dei sondaggisti filogovernativi sarebbe impossibile andare in quei luoghi.

E' molto probabile che l'organizzazione finanziata per produrre il sondaggio abbia in gran parte condotto le sue attività in aree urbane, dove risiede solamente il 20% della popolazione. Molto probabilmente, i sondaggisti non si sono neppure presi il fastidio di fare una escursione nei quartieri poveri, preferendo porre domande nell'ambiente sicuro delle "zone verdi" non ufficiali in alcune città ed in questo modo soddisfare la loro quota di 1.600 persone. In tali circostanze, il sondaggio produrrebbe realmente un risultato che sarebbe gradevole per le orecchie del generale Rick Hillier, di Stephen Harper, di George W. Bush e dei loro simili. Oppure, se i risultati non fossero veramente piacevoli, si potrebbe semplicemente sistemare alcuni dati statistici, come viene fatto di solito.

Il sondaggio è stato un tentativo per incrementare il sostegno per la guerra. Con l'intensificarsi del conflitto, i governi che si sono associati alla guerra di George W. Bush all'Afghanistan si trovano in gravi problemi. L'inverno imminente potrebbe rallentare l'insurrezione e la guerra, ma l'inizio della primavera potrebbe portare ad un anno anche più micidiale per le truppe d'occupazione. E' chiaramente in vista il possibile fallimento della missione. Ora l'interrogativo è questo: i politici occidentali dimostreranno buonsenso e si ritireranno in un modo che si arrechi un danno limitato al popolo dell'Afghanistan? Oppure aumenteranno le atrocità all'interno dell'Afghanistan e spargeranno la guerra oltre i confini di questo paese e spingeranno il mondo verso disastri persino più rischiosi? Non dovremmo prendere molto alla leggera le classi dominanti dei paesi imperialisti occidentali; possono sempre incrementare la repressione ed utilizzare la forza invece che convincere--anche contro l loro popoli--e commettere carneficine all'estero. Soltanto dei movimenti sociali di opposizione alla guerra, all'occupazione ed all'imperialismo forti e dinamici possono cambiare le cose per il meglio in Afghanistan ed altrove.

Hamayon Rastgar
è un afgano-canadese membro dell'Afghanistan-Canada Research Group (ACRG). Ha viaggiato in Afghanistan, assieme a Mike Skinner, anche lui membro dell'ACRG, nell'estate del 2007 e passato tre mesi nel paese per compiere indagini. hamayon@yorku.ca