|
"Sotto la manipolazione e direzione della CIA e, solitamente,
nel suo libro paga, sono stati passati e presenti presidenti di Messico,
Colombia, Uruguay e Costa Rica,
"il nostro ministero del lavoro", "il nostro vicepresidente", "la mia
polizia", giornalisti, leader sindacali, leader studenteschi,
diplomatici e molti altri. Se l'Agenzia desiderasse disseminare
propaganda anticomunista, provocare discordia nelle file della sinistra
o fare espellere personale d'ambasciata comunista, avrebbe soltanto
bisogno di preparare alcuni documenti falsi, presentarli agli
appropriati ministeri governativi e giornalisti e
– presto! – scandalo istantaneo".
(William Blum,
CIA Manipulation: The Painful Truths Told by Phil Agee,
Anti-Empire Report 27 giugno 2013)
La organizzazioni dei media indipendenti stanno mettendo sempre più
in discussione i poteri forti e, grazie ai
social media, la verità su quello che sta
realmente accadendo nel nostro mondo può essere condivisa allo scatto di
un tasto.
Tristemente, la macchina bellica imperiale continua ad alzare la
sua testa violenta in proporzione esponenziale sotto la maschera della
democrazia e della "Guerra a terrorismo".
Questa
macchina bellica viene promossa dai media mainstream dei quali per molte
ragioni non ci si può fidare. E' un fatto ben documentato che la CIA
abbia utilizzato il giornalismo come copertura per i suoi agenti ed
abbia impiantato nei media.
Secondo documenti della CIA, "più di 400 giornalisti
americani ... nei venticinque anni passati hanno segretamente
eseguito incarichi per la
Central Intelligence Agency“,
ha scritto Carl Bernstein nel 1977.
In questo episodio di
Alternative views, l'ex agente della CIA John Stockwell
spiega "come le tattiche di 'disinformazione' della CIA
manipolano l'opinione pubblica impiantando storie nella stampa
e finanziando e sostenendo giornali di destra".
Impiantare storie nei media è una tecnica standard della CIA:
Una tattica comune dell'Agenzia era di scrivere editoriali
e storie false di notizie da pubblicarsi di proposito da parte
dei media latinoamericani senza nessuna indicazione dell'origine CIA o
di pagamento della CIA ai media. Il valore
propagandistico di simili articoli di "notizie" potrebbe moltiplicarsi
venendo raccolto da altre stazioni CIA in America Latina che li
disseminerebbero attraverso una agenzia d'informazioni di
proprietà CIA o una stazione radio di proprietà CIA.
Alcune di queste storie sono tornate indietro negli Stati
Uniti per essere lette o ascoltate da ignari nordamericani.
(Blum, op. cit.)
Moreover several journalists are members
of the very influential foreign policy think tank
Council on Foreign Relations, which has among its corporate members:
Inoltre, diversi giornalisti sono membri proprio dell'influente
think tank di politica estera
Council on Foreign Relations, che ha tra i suoi membri corporativi:
1. Grandi istituzioni finanziarie, come:
Bank of America Merrill Lynch
Citi
Goldman Sachs Group, Inc.
JPMorgan Chase & Co
The Nasdaq OMX Group
2. Tutte le compagnie che fanno parte di
quello che è noto come Big Oil:
BP p.l.c.
Chevron Corporation
ConocoPhillips Company
Exxon Mobil Corporation
Shell Oil Company
TOTAL S.A.
3. Grandi contraenti della difesa e della
sicurezza che contano in gran parte sulle vendite militari
(cifre del
SIPRI) e su sovvenzioni statali, tra gli altri:
DynCorp International (70% delle entrate da vendite militari
nel
2011)
Lockheed Martin Corporation (78% delle entrate da vendite militari nel 2011)
Northrop Grumman (81% delle entrate da vendite militari nel
2011)
Raytheon Company (90% delle entrate da vendite militari nel
2011)
Booz Allen Hamilton Inc. (99% delle entrate dal governo federale)
In aggiunta, gli esperti di questioni di politica estera dei media
mainstream sono spesso
collegati al complesso militare-industriale e vengono molto spesso
presentati come "indipendenti".
Durante il dibattito pubblico attorno alla questione di attaccare
la Siria,
Stephen Hadley, ex consigliere per la
sicurezza nazionale di
George W. Bush, ha fatto una serie di
apparizioni di alto profilo sui media.
Hadley ha sostenuto vigorosamente
l'intervento militare in delle apparizioni su
CNN, MSNBC, Fox News e Bloomberg TV
e ha scritto un editoriale sul
Washington Post intitolato
“To stop Iran, Obama must enforce red lines with Assad”.
In ciascun caso, il pubblico di
Hadley non è stato informato che serve
come direttore della
Raytheon, il fabbricante d'armi che
produce i missili da crociera
Tomahawk che sono stati ampiamente citati
come l'arma da scegliere in un potenziale attacco alla Siria.
Hadley guadagna $128.500 di compensi
annui in denaro dalla società e presiede la sua commissione affari
pubblici. Possiede anche 11.477 azioni del capitale della Raytheon, che
ha scambiato a livelli massimi assoluti durante il dibattito sulla Siria
($77,65 il 23 agosto, rendendo il valore delle azioni di $891.189).
Nonostante questo interesse finanziario, Hadley è stato presentato al
suo pubblico come un competente, indipendente esperto di sicurezza
nazionale. (Public Accountability,
War or No War on Syria: Conflict of Interest of “Experts” who Commented
in Favor of Military Intervention, 15
ottobre 2013)
|