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Non fatevi ingannare da giornalisti mainstream, da esperti "indipendenti" e dalla CIA

di Global Research

Global Research, 2 agosto 2015

 

"Sotto la manipolazione e direzione della CIA e, solitamente, nel suo libro paga, sono stati passati e presenti presidenti di Messico, Colombia, Uruguay e Costa Rica, "il nostro ministero del lavoro", "il nostro vicepresidente", "la mia polizia", giornalisti, leader sindacali, leader studenteschi, diplomatici e molti altri. Se l'Agenzia desiderasse disseminare propaganda anticomunista, provocare discordia nelle file della sinistra o fare espellere personale d'ambasciata comunista, avrebbe soltanto bisogno di preparare alcuni documenti falsi, presentarli agli appropriati ministeri governativi e giornalisti e – presto! – scandalo istantaneo". (William Blum, CIA Manipulation: The Painful Truths Told by Phil Agee, Anti-Empire Report 27 giugno 2013)

La organizzazioni dei media indipendenti stanno mettendo sempre più in discussione i poteri forti e, grazie ai social media, la verità su quello che sta realmente accadendo nel nostro mondo può essere condivisa allo scatto di un tasto.

Tristemente, la macchina bellica imperiale continua ad alzare la sua testa violenta in proporzione esponenziale sotto la maschera della democrazia e della "Guerra a terrorismo".

Questa macchina bellica viene promossa dai media mainstream dei quali per molte ragioni non ci si può fidare. E' un fatto ben documentato che la CIA abbia utilizzato il giornalismo come copertura per i suoi agenti ed abbia impiantato nei media.

Secondo documenti della CIA, "più di 400 giornalisti americani ... nei venticinque anni passati hanno segretamente eseguito incarichi per la Central Intelligence Agency“, ha scritto Carl Bernstein nel 1977.

In questo episodio di Alternative views, l'ex agente della CIA John Stockwell spiega "come le tattiche di 'disinformazione' della CIA manipolano l'opinione pubblica impiantando storie nella stampa e finanziando e sostenendo giornali di destra".

Impiantare storie nei media è una tecnica standard della CIA:

Una tattica comune dell'Agenzia era di scrivere editoriali e storie false di notizie da pubblicarsi di proposito da parte dei media latinoamericani senza nessuna indicazione dell'origine CIA o di pagamento della CIA ai media. Il valore propagandistico di simili articoli di "notizie" potrebbe moltiplicarsi venendo raccolto da altre stazioni CIA in America Latina che li disseminerebbero attraverso una agenzia d'informazioni di proprietà CIA o una stazione radio di proprietà CIA. Alcune di queste storie sono tornate indietro negli Stati Uniti per essere lette o ascoltate da ignari nordamericani. (Blum, op. cit.)

Moreover several journalists are members of the very influential foreign policy think tank Council on Foreign Relations, which has among its corporate members:

Inoltre, diversi giornalisti sono membri proprio dell'influente think tank di politica estera Council on Foreign Relations, che ha tra i suoi membri corporativi:

1. Grandi istituzioni finanziarie, come:

Bank of America Merrill Lynch

Citi

Goldman Sachs Group, Inc.

JPMorgan Chase & Co

The Nasdaq OMX Group

2. Tutte le compagnie che fanno parte di quello che è noto come Big Oil:

BP p.l.c.

Chevron Corporation

ConocoPhillips Company

Exxon Mobil Corporation

Shell Oil Company

TOTAL S.A.

3. Grandi contraenti della difesa e della sicurezza che contano in gran parte sulle vendite militari (cifre del SIPRI) e su sovvenzioni statali, tra gli altri:

DynCorp International (70% delle entrate da vendite militari nel  2011)

Lockheed Martin Corporation (78% delle entrate da vendite militari nel 2011)

Northrop Grumman (81% delle entrate da vendite militari nel 2011)

Raytheon Company (90% delle entrate da vendite militari nel 2011)

Booz Allen Hamilton Inc. (99% delle entrate dal governo federale)

In aggiunta, gli esperti di questioni di politica estera dei media mainstream sono spesso collegati al complesso militare-industriale e vengono molto spesso presentati come "indipendenti".

Durante il dibattito pubblico attorno alla questione di attaccare la Siria, Stephen Hadley, ex consigliere per la sicurezza nazionale di George W. Bush, ha fatto una serie di apparizioni di alto profilo sui media. Hadley ha sostenuto vigorosamente l'intervento militare in delle apparizioni su CNN, MSNBC, Fox News e Bloomberg TV e ha scritto un editoriale sul Washington Post intitolato “To stop Iran, Obama must enforce red lines with Assad”.

In ciascun caso, il pubblico di Hadley non è stato informato che serve come direttore della Raytheon, il fabbricante d'armi che produce i missili da crociera Tomahawk che sono stati ampiamente citati come l'arma da scegliere in un potenziale attacco alla Siria. Hadley guadagna $128.500 di compensi annui in denaro dalla società e presiede la sua commissione affari pubblici. Possiede anche 11.477 azioni del capitale della Raytheon, che ha scambiato a livelli massimi assoluti durante il dibattito sulla Siria ($77,65 il 23 agosto, rendendo il valore delle azioni di $891.189). Nonostante questo interesse finanziario, Hadley è stato presentato al suo pubblico come un competente, indipendente esperto di sicurezza nazionale. (Public Accountability, War or No War on Syria: Conflict of Interest of “Experts” who Commented in Favor of Military Intervention, 15 ottobre 2013)