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La guerra non chiarita dell'America: in Siria combattono quasi 20.000 mercenari stranieri

11 aprile 2013

 

La guerra civile in Siria ha aperto delle opportunità per i mercenari stranieri e circa 20.000 di questi, finanziati dal traffico di droga afgano, stanno combattendo in quel paese del Medio Oriente, secondo il direttore del Servizio Federale di Controllo della Droga della Russia Viktor Ivanov.

"I gruppi del crimine organizzato transnazionale possono assicurare l'afflusso di un numero enorme di criminali e di mercenari da certi paesi in ogni parte del mondo con i ricavi delle vendite di eroina", è stato citato dichiarare giovedì Ivanov dall'agenzia di notizie Ria Novosti.

Ha affermato che da 15.000 a 20.000 mercenari sono concentrati in Siria "per destabilizzare la situazione in quel paese", ha dichiarato senza offrire nessuna prova a sostegno delle sue pretese. Sono i gruppi criminali transnazionali e non i talebani a porre la maggiore minaccia in Afghanistan, ha aggiunto.

Alexander Lukashevich, portavoce del ministro degli esteri russo, prima questo mese ha dichiarato che la Siria si sta trasformando in un "centro di attrazione" per i terroristi internazionali nella guerra civile in corso tra ribelli e forze governative.

Lo scorso anno il regime siriano del presidente Bashar al-Assad aveva presentato al Consiglio di Sicurezza dell'ONU le liste di centinaia di stranieri uccisi combattendo contro le truppe governative in quel paese arabo.

Secondo l'ONU, circa 70.000 persone, principalmente civili, sono stati uccisi in Siria da quando nel marzo 2011 è scoppiata un'insurrezione rivolta a estromettere Assad dal potere.