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L'accordo sul precipizio fiscale: entrambe i partiti progettano di gettarvi i lavoratori

Il secondo atto dell''accordo sul debito' attacca Sicurezza sociale, Medicaid e Medicare

16 NOVEMBRE 2012

 

Il Partito Democratico, che utilizza la retorica progressista per galvanizzare la sua base, dimostra di nuovo a se stesso di essere il più efficace becchino della rete di sicurezza statale.

Coloro che sperano che ora la rieletta amministrazione Obama compia una svolta progressista dovrebbero invece moltiplicare i giri per una grande battaglia contro entrambe i partiti per salvare Sicurezza Sociale, Medicare e gli altri cosiddetti "diritti acquisiti". Decine di milioni di poveri e di persone che lavorano contano su questi programmi, ma, nel nome dell'austerità e di allontanare il paese dal "precipizio fiscale", a questi settori vulnerabili più di tutti  verrà detto di pagare lo scotto della crisi che hanno creato le banche.

La notte elettorale i media corporativi hanno enfatizzato un messaggio. Poiché il voto popolare è stato di misura ed entrambe i partiti controllerebbero un ramo del governo, deve ora emergere una nuova era di "bipartitismo". I sapientoni chiedevano, con falsa frustrazione, se Washington può superare "l'impasse politica", "ascoltare il popolo" e infine "compiere il difficile compromesso necessario per fare andare avanti questo paese".

I mass media avevano appena presentato ai due partiti questa "sfida", che improvvisamente i leader democratici e repubblicanisorpresa, sorpresahanno dichiarato la loro buona volontà a trattare.

Mentre non conosciamo i particolari del "Grande Patto" che attualmente viene orchestrato tra il presidente Obama e la Camera dei Rappresentanti controllata dai repubblicani, i prospetti schematici sono abbastanza chiari: un leggero incremento del tasso d'imposta sul reddito per quelli ad alto reddito in cambio di drammatiche riduzioni a lungo termine dei programmi sui diritti acquisiti. L'accordo è probabile riduca i pagamenti della Sicurezza Sociale, innalzi l'età pensionabile, tagli Medicare ed abbassi le imposte sulle società.

L'accordo potrebbe anche comprendere la chiusura di alcune scappatoie fiscali e sovvenzioni delle grandi impresele forme spudoratamente corrotte di welfare delle società. Gli opinionisti liberali celebreranno queste riforme, ma in realtà per la classe dominante queste sono delle concessioni minori in cambio del declino a lungo termine della rete di sicurezza del popolo.

Per essere chiari: Non vi è nessun "mandato" popolare per il "Grande Patto" anti-lavoratori. Di fatto, nonostante il legittimo disgusto per Washington, i poveri ed i lavoratori finiranno per preferire un governo fannullone, in impasse ed inefficiente a questo congiunto!

Il nonsenso del "precipizio fiscale"

Lo stesso "precipizio fiscale" è completamente fabbricato. E' stato creato come l'accordo sul debito dell'anno scorso, con cui sarebbero compiuti $1 trilione di tagli automatici alla spesa sociale ed a spese militari future a meno che il governo approvi un piano di "riduzione del debito". In altre parole, i repubblicani ed i democratici hanno concordato di tagliare automaticamente i programmi governativi se non riusciranno ad accordarsi su come tagliare precisamente i programmi statali. Questo è l'esempio più recente di a cosa assomigli realmente il "bipartitismo".

Il linguaggio allarmistico di un "precipizio fiscale" è inteso a dare ai prossimi tagli un'aria di urgenza e di inevitabilità. Le crisi economiche in precedenti periodi della civiltà umana sono state provocate da disastri naturali e da formazioni geologiche. Questi hanno diminuito rapidamente gli standard e l'aspettativa di vita della gente. Ma non questa. Nulla in natura costringe la società a fare aspettare i lavoratori più a lungo prima che vadano in pensione o ad avere un'assistenza sanitaria scadente.

Il 1° gennaio il giorno del cosiddetto "precipizio fiscale"non sembrerà per niente diverso dal giorno precedente. Tutti i fondamentali dell'economiale risorse naturali, l'energia umana, la tecnologia ed il macchinariosaranno ancora intatti. La crisi è interamente un prodotto della forma di organizzazione sociale, il capitalismo, e delle decisioni deliberate dei politici capitalisti. Perciò la conseguenza è che questa crisi può essere evitata con altre decisioni ed un'altra forma di organizzazione sociale.

Cosa si trova dietro al "Grande Patto"?

Chi spinge avanti queste proposte? Non è principalmente il Tea Party. Né è Paul Ryan, che avendo perduto la strada per la Casa Bianca, ha attuato un golpe clandestino sul processo di bilancio. Invece, gran parte della struttura fondamentale viene fuori dalla Commissione Simpson-Bowles nominata da Obama nel 2010. Le proposte della commissione allora mancavano della super-maggioranza per essere intraprese direttamente dal Congresso, ma è riemersa ripetutamente nei circoli politici di entrambe democratici e repubblicani.

Alan Simpson è un repubblicano cosiddetto "moderato", che di fatto ha passato la maggior parte della sua carriera senatoriale a cercare di restringere l'immigrazione e Erskine Bowles è un politico democratico che in precedenza ha lavorato alla JPMorgan Chase.

Una volta scaduta la loro commissione, Simpson e Bowles hanno continuato il loro lavoro nella "bipartitica" Commissione per un Bilancio Federale responsabile. Questa organizzazione è appoggiata dal miliardario crociato anti-Sicurezza Sociale Pete Peterson ed è stata all'opera con tenacia per diffondere la visione di Wall Street per la riforma dei diritti acquisiti.

La maggior parte dei cosiddetti esperti politici loderanno questa impresa bipartitica come "di principio"persino "coraggiosa"per affrontare queste difficili ed impopolari questioni. In realtà, qualsiasi impopolarità questi politici affrontino nel breve termine tra il loro elettorato sarà compensato da una vita di amici, sostegno ed offerte di lavoro da Wall Street. Inoltre, i media corporativi saranno accanitamente all'opera per convincerci che sono meramente le ancelle di un futuro inevitabile.

Costruire la controffensiva

Tutto ciò indica la guida fuorviante di quelle organizzazioni progressiste e di quei sindacati che hanno riversato risorse molto importanti nella campagna di Obama e hanno incoraggiato la fiducia nel Partito Democratico. Hanno passato l'ultimo anno descrivendo il presidente Obama come un alleato dei lavoratori in milioni di volantini, visite a casa e telefonate. Come risultato sono in una posizione estremamente sfavorevole per fare dietro front e chiamare il "Grande Patto" per ciò che è o per realizzare il genere di mobilitazioni necessarie a fermarlo.

Una recente dichiarazione della AFL-CIO sulla possibilità di un "Grande Patto" contro i lavoratori suggeriva che fosse interamente opera di repubblicani inermi. Si è rifiutata di trarre l'evidente sostanza che qualunque "patto" simile ha due parti e che i democratici sono ugualmente responsabili.

Come ha scritto il PSL prima delle elezioni, la politica pragmatica del "male minore" è non soltanto sbagliata di principio; è una strategia che smobilita e demoralizza le forze progressiste, lasciandole impreparate politicamente e dal punto di vista organizzativo di fronte all'assalto bipartisan.

Come la principale eredità politica dell'amministrazione Clinton è stata lo svuotamento bipartisan del welfare—una mossa della quale i suoi predecessori repubblicani potevano soltanto sognarel'amministrazione Obama si è disposta per sventrare i programmi sui diritti acquisiti in una maniera in cui Bush non avrebbe mai potuto. Il Partito Democratico, che utilizza la retorica del New Deal per galvanizzare la sua base, si dimostrerebbe essere di nuovo il più efficace becchino dello stato sociale.

Quando nel 1996 Clinton ha sventrato lo stato sociale, è riuscito perché non è sorto nessun movimento di massa. Poiché i sindacati, le organizzazioni per i diritti civili e liberal si sono rifiutate di lottare contro l'amministrazione guidata dal Partito Democratico, a 7 milioni di bambini sono stati negati i sussidi essenziali. Questa volta l'attacco è contro una parte molto più grande della popolazione. Vi sono due scelte: rimanere passivi, in modo da non imbarazzare l'amministrazione democratica, nel qual caso vince Wall Street. Oppure possiamo costruire un movimento di resistenza di massa, con un chiaro senso del nemico bipartisan, per fermare il "Grande Patto" sulle sue orme. Tutti questi diritti sono stati conquistati nelle strade, attraverso l'azione militante e gli scioperi e possono essere difesi soltanto in una forma similare.