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OpEdNews.com

 

7 marzo 2010

Prima l'Islanda, poi il mondo

di Michael Collins

 

Il pubblico è arrabbiato. Perché il pubblico dovrebbe pagare per gli errori dei banchieri? Il blogger islandese Halldor Sigurdsson

Chi ripulisce del disastro quando banchieri ignoranti ed avidi accumulano un massiccio debito e poi falliscono? Sabato il popolo dell'Islanda ha formulato una forte dichiarazione: I peccati dei grandi banchieri e dei regolatori governativi non dovrebbero ricadere sui cittadini. Con un margine di 93% a 2%, ha bocciato la proposta che richiedeva loro di coprire le inadempienze contratte da una delle più vecchie e più grandi banche del paese. Coprire il debito sarebbe costato ai 317.000 cittadini dell'Islanda circa $17.000 ciascuno.

Il referendum nazionale islandese è stata la prima opportunità per il popolo di qualunque paese di votare direttamente su chi paga quando l'elite finanziaria va in bancarotta.

Mentre i cittadini votavano, il primo ministro islandese stava respingendo l'importanza del voto e prometteva di negoziare uno schema di pagamento che obbliga i cittadini a sovvenzionare i debiti non pagati dai più che cattivi banchieri d'Islanda.

Gli islandesi stanno lottando con una economia collassata. Le imprese falliscono ad un ritmo impressionante, la disoccupazione aumenta vertiginosamente e le prospettive per il futuro semplicemente non ci sono. Tuttavia i governi britannico ed olandese chiedono che i loro cittadini truffati ricevano compensazione dai tormentati islandesi. Dove erano le banche centrali ed i politici britannica ed olandese mentre i loro cittadini venivano derubati? I governanti di questi paesi non sono al corrente che la fallita banca islandese era posseduta da ricchi investitori, non dai cittadini?

Le dimensioni e le tipiche terribili circostanze dell'Islanda offrono un'anteprima focalizzata per i cittadini di tutto il mondo. Le banche fanno un cattivo affare dopo l'altro. Quando stanno per fallire, il governo interviene con un salvataggio dei contribuenti. Non importa quale fazione dello stretto spettro politico sia in carico. Il messaggio è crudamente chiaro -- quando le banche falliscono. voi pagate. La soluzione viene presentata ai cittadini come un fatto compiuto, una sottomissione obbligatoria all'indefinita schiavitù finanziaria a beneficio dell'elite finanziaria fallita. La volontà del popolo non importa nemmeno quando vi sia un voto diretto.

Le fallite imprese finanziarie che controllano il commercio globale stanno aprendo in Islanda il loro nuovo spettacolo in viaggio. I prossimi in fila per la servitù della gleba sono i cittadini greci, grazie ai loro menzogneri leader ed alla Goldman Sachs di Wall Street.

I cittadini degli Stati Uniti restano in modo schiacciante contrari ai salvataggi per Wall Street e le grandi banche. Come il primo ministro islandese, i membri del Congresso ed il presidente non se ne preoccupano. Ora le grandi banche hanno ricevuto almeno $12 trilioni in crediti e denaro dal Tesoro USA e dalla Federal Reserve Bank. I 17 milioni di cittadini disoccupati, le loro famiglie e gli otto milioni costretti a lavorare per un orario ridotto vengono appena menzionati e ricevono giusto una miseria paragonati agli ultra ricchi banchieri.

Come hanno fatto l'elite finanziaria ed i suoi servi politici in Islanda? La lezione è istruttiva.

I banchieri della minuscola Islanda imbrogliano i regolatori britannici ed olandesi

La seconda maggiore banca islandese voleva alcuni nuovi clienti. Nel 2006, la banca creò il servizio bancario Icesave. Per il mercato britannico, l'Icesave spinse in alto i tassi d'interesse fissi e l'accesso facile all'online banking. La comunicazione pubblicitaria ai clienti in Olanda era fondata sulla trasparenza bancaria, vedendo come la banca funzionava online, con un tasso d'interesse del 5% sui depositi.

I regolatori britannici proclamavano che non vi era nessun grande problema con le politiche dell'Icesave finché nell'ottobre del 2008 la banca crollò. La banca centrale olandese (proprio ora in una crisi di liquidità) diede il proprio timbro d'approvazione alla Icesave anche se vi erano considerevoli segnali d'avvertimento che la banca era in difficoltà.

Per l'epoca la Icesave era insolvente, i suoi 300.000 depositanti britannici e più di 100.000 in Olanda videro il loro denaro svanire. Iniziò l'addebito delle colpe. La banca centrale olandese sosteneva che i regolatori islandesi le avevano mentito. I regolatori britannici erano scioccati per lo scompiglio del sistema bancario islandese.

I regolatori olandesi e britannici trascurarono di menzionare che avevano affidato all'esterno la regolamentazione per i loro cittadini alla minuscola banca centrale dell'Islanda. Questi paesi finanziariamente arguti non potevano essere seccati dal loro popolo finché lo schema dell'Icesave fece il danno.

In qualche modo i leader politici olandesi e britannici dimenticarono di menzionare che la Svezia e la Norvegia hanno assicurato i depositi dei loro cittadini quando un'altra banca islandese è fallita in quei paesi.

Gli islandesi imprecano contro la legge

Le tattiche imprenditoriali fallite dell'Icesave, la regolamentazione negligente del governo islandese e le indifferenti autorità britanniche ed olandesi hanno creato il problema. Ma i cittadini ne prendono la punizione.

Il solito sospetto, il Fondo Monetario Internazionale (IMF), ha offerto miliardi di denaro in cambio della copertura dei perduti depositi per i cittadini britannici ed olandesi. L'IMF ha fatto marcia indietro da questa posizione mentre diventava chiaro che gli islandesi avrebbero respinto il referendum del 6 marzo.

Infine, le macchinazioni finanziarie dei banchieri internazionali e dei leader del G-20 non importano. Il popolo dell'Islanda non è certo dell'opinione di pagare il conto. Voler far credere altrimenti prolunga soltanto la sciarada di qualche sistemazione per il comatoso sistema finanziario globale. A chi giova? All'elite finanziaria che continua ad accumulare sempre più denaro come se valesse realmente qualcosa.

I cittadini furiosi - I bloggers non si arrenderanno

Gli islandesi prendono seriamente il loro voto. Solitamente l'affluenza è sopra l'80%. Ma l'affluenza per questo referendum è stata del 57%, la cifra più bassa da anni.

La notizia molto buona è che gli islandesi stanno fornendo un'analisi reale e scendendo in strada regolarmente per protestare per il grande imbroglio perpetrato dai loro leader e dall'elite finanziaria. Questo è un esempio del dialogo vibrante tra le persone che hanno scelto di contrattaccare.

Independent Icelandic News - Il caso della frode dell'Icesave

"Il pubblico è stato ingannato deliberatamente e l'inganno è stato completo. Le banche sono cadute, i britannici, gli olandesi ed anche i tedeschi sono arrabbiati e noi islandesi dobbiamo perdere i nostri risparmi, le nostre case, i nostri posti di lavoro, la nostra dignità. Dobbiamo anche pagare per i tedeschi, gli olandesi ed i britannici.

"Stiamo soltanto iniziando a "sentire la fredda mano morta del mostro del libero mercato finanziario neoconservatore" che ha straziato il mondo e spreme ancora la nazione islandese, persino dopo la sua morte. Non abbiamo preso una recessione, abbiamo preso un crollo completo". 23 giugno 2009

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Economic Disaster Area - Arrogante, umiliante, miope e stupido

"Proprio ora il paese è intontito. Tutti aspettano qualcosa mentre cercano di stare a galla. Le imprese ed i singoli che hanno guardato il loro denaro volare dalla finestra per anni in cima a tassi d'interesse esorbitanti provano la sensazione di affogamento. Sembra come molti stiano proprio chiudendo gli occhi ed abbandonarsi al proprio destino per spegnersi mentre ancora aspettano che i soccorsi appaiano da qualche parte all'orizzonte.

 

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The Iceland Weather Report - Johanna (Primo Ministro dell'Islanda) invia un messaggio chiaro

"Come se il governo non fosse abbastanza in ansia per l'opinione pubblica qui nel paese, il Primo Ministro Johanna Sigurðardóttir ha annunciato pubblicamente che progetta di evitare domani il referendum.

"Per me è inutile e trovo che sia molto triste che il primo referendum dalla fondazione della repubblica tratti come più importante una legislazione che è già obsoleta. Di conseguenza, non vedo nessuna importanza nel prendere parte a questo referendum" (ha dichiarato il Primo Ministro dell'Islanda). alda 5 marzo 2010

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Notizie sulla crisi bancaria dell'Islanda ed altro

"Secondo i numeri, l'1,5% ha detto si all'accordo per pagare l'Icesave, ma il 93,6 a questo ha detto no. Ma questo non cambia nulla. Il primo ministro ed il ministro delle finanze affermano che sul tavolo vi è un nuovo accordo. Il presidente dell'Islanda afferma che un referendum rende più forte la democrazia. Il risultato del referendum non ha alcun effetto sul governo in Islanda". Halldor Sigurdsson, 7 marzo

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Economic Disaster Area - Referendum nazionale - Un triste giorno per la democrazia in Islanda

"Domani vi è il primo referendum nazionale al quale ai cittadini islandesi è permesso partecipare dall'elite politica sin dall'ideazione della repubblica nel 1944. Secondo ogni criterio, questo dovrebbe essere un giorno felice per la democrazia in Islanda.

"Ma invece non è causa per celebrare ma una grande pietra miliare nel farsesco gioco politico che ha avuto luogo tra i quattro maggiori movimenti politici in Islanda dal 1944.

"Si, una farsa. 'Non è quello che realmente è questa intera faccenda?', ha chiesto ieri un giornalista olandese dopo avere osservato la scena. E' un giorno triste". 5 marzo @ Dadi

FINE

Michael Collins è uno scrittore dell'area di DC che fa ricerche e commenti sulla corruzione del nuovo millennio. I suoi articoli mettono a fuoco le manipolazioni finanziarie del Partito del Denaro, l'abuso di potere da parte del governo e mette in evidenza le elezioni e la frode elettorale. I suoi articoli possono trovarsi qui. Il suo sito web si chiama The Money Party.