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L'Istituto Internazionale per la Pace, la giustizia ed i
Diritti Umani
(ISTEAMS)
ha appena pubblicato un
esauriente resoconto
sull'attacco chimico nel sobborgo di Damasco di Ghouta Est. Il
documento è chiamato L'attacco chimico a Ghouta Est per
giustificare il diritto militare all'intervento di protezione in
Siria. Con spezzoni di filmati e le prove fornite da testimoni
per sorreggere le conclusioni, il rapporto è stato presentato al
Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite e diffuso tra i
diplomatici stranieri.
L'autore è il presidente e coordinatore internazionale di
ISTEAMS
Madre
Agnes Mariam
della Croce
(el-Salib),
la madre superiora del Monastero di S. Giacomo dei Mutilati (Siria).
Una intrepida fedele, raccoglie le prove relative ad eventi
sanguinosi nella zona del conflitto proprio dall'inizio della
ribellione siriana: i militanti diventare furiosi, i falsi
organizzati ed esempi di enfatizzazione parziale dei fatti in Siria
da parte dei media occidentali...
Lo studio di 35 video postati su Internet ha fatto emergere
disparità multiple e ha portato alla luce i metodi utilizzati per
manipolare l'opinione pubblica. I videoclip che mostrano centinaia
di morti e di vittime che soffocano, incluse dozzine di bambini che
soffrono in conseguenza di un attacco con armi chimiche da parte
delle truppe governative erano stati preparati in precedenza prima
che l'incidente avesse luogo allo scopo di giustificare un
intervento straniero contro la Siria. Il rapporto presenta le
seguenti conclusioni fondamentali:
In realtà al momento dell'attacco non vi era nessun
residente locale nell'area di Ghouta Est, il posto scelto per
inscenare la provocazione. La maggioranza della popolazione
aveva lasciato Ghouta Est prima che iniziassero le azioni di
combattimento. Quelli rimasti erano soltanto alcuni anziani ed
alcuni
«sostenitori
dei ribelli»
-
in prevalenza adolescenti ed adulti. I corpi morti delle
vittime appartengono principalmente a persone di varie località
situate lontano da
Ghouta Est; alcuni di loro sono state identificate dai parenti.
Molti video hanno carattere fittizio o, espresso
apertamente, sono dei falsi evidenti con i cadaveri di persone che
sono state uccise, rapite e scomparse in conseguenza degli
attacchi dei
«ribelli»
contro 11 villaggi alauiti a Latakia il 3 agosto 2013 (allora più di
150 donne e bambini sono stati rapiti per essere scambiati con
militanti tenuti in prigione in carceri siriane, gli autori del
rapporto forniscono l'elenco dettagliato delle vittime già
identificate e delle persone scomparse, mettono in evidenza che
l'elenco contiene 400 nomi, così, al momento, è lungi dall'essere
completo). Qui vi sono degli esempi di incidenti inscenati:
a) Eventi prestabiliti di morti e soccorso forniti alle
vittime. Due filmati presentati dal Comitato di Coordinamento
Rivoluzionario Jobar e dal Comitato Rivoluzionario di Hamouria,
mostrano immagini in contraddizione dello stesso adolescente che sta
morendo in filmati diversi. In alcuni luoghi l'immagine mostra
proprio lo stesso bambino che riceve più e più volte soccorso
d'emergenza ed ogni volta viene fatto in maniera differente. Gli
autori del rapporto e gli esperti affermano che sembra moltissimo un
video secondo copione quando proprio la stessa immagine viene
scattata molte volte.
b) Prova dei corpi delle vittime e loro sepoltura.
Avendo annunciato che il numero delle persone uccise era di 1.465, i
«ribelli»
(questa menzogna è stata ripetuta molte volte dai
massimi funzionari USA) hanno potuto produrre la prova di soltanto 8
sepolture. I cadaveri appartengono principalmente a bambini, alcune
vittime sono adulti e non vi è quasi nessuna donna tra i morti
mentre a Ghouta Est una squadra medica congiunta ha riferito che
molti cadaveri erano femminili.
c) Prova di casi estremamente strani quando delle persone
sono state trasportate a distanza, gli stessi corpi dei morti
mostrati tante volte in filmati differenti. Per esempio, la stessa
donna, che presumibilmente cercava i suoi figli, è riuscita in
qualche modo ad essere presente in cinque video scattati in luoghi
diversi allo stesso tempo, ha anche trovato due dei figli e, in
qualche maniera, lo ha fatto anche in due posti diversi. In un altro
video che mostrava le vittime dell'attacco chimico a Jobar, i
bambini esposti nel video compaiono di nuovo come vittime, ma questa
volta in un posto chiamato
Kfar-Batna,
il terzo video mostra proprio gli stessi bambini come vittime a
Ain Terma…
Vi sono altri casi di autentiche menzogne e falsi che
possono essere facilmente smascherati. Per esempio, i
falsificatori hanno utilizzato fotografie e video che sono stati
trasmessi come prove fotografiche della morte dei residenti a Ghouta
presto nell'immediato seguito degli attacchi e dello sforzo della
propaganda che è seguito. Tuttavia, il rapporto
ISTEAMS rileva che queste fotografie e video non sono
stati presi affatto a Ghouta e nemmeno in Siria, ma che in
realtà erano fotografie prese al Cairo, Egitto, durante i tumulti.
L'altro esempio è un testimone mostrato descrivere come la sua
famiglia abbia sentito l'odore del gas velenoso sarin. Questa è una
menzogna perché il sarin non ha nessun odore (proprio nello stesso
modo in cui la maggioranza delle sostanze velenose
–
agenti chimici utilizzati per scopi bellici
–
non produce nessun odore).
Il rapporto di 50 pagine dell'Istituto
Internazionale per la Pace, la giustizia ed i Diritti Umani è
un'altra prova del fatto irrefutabile che, secondo il ministro degli
affari esteri russo
Sergey Lavrov,
«Abbiamo abbondanza di rapporti sull'uso
di armi chimiche, che indica che l'opposizione ricorre
regolarmente a provocazioni allo scopo di scatenare degli attacchi e
l'intervento contro la Siria»,
ha dichiarato.
«Vi
sono molti dati. Sono ampiamente disponibili su Internet. Questi
dati sono presentati nel rapporto, che i
nostri esperti hanno messo assieme in associazione con l'utilizzo di
armi chimiche ad Aleppo nel marzo di quest'anno. Vi è inoltre grande
quantità di dati sugli incidenti che sono avvenuti in agosto a
Ghouta, vicino Damasco».
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