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I discorsi a risposta alla TV in tutta la nazione trasmessi
lunedì notte dal presidente Obama e dal presidente della Camera
John Boehner sono stati un inganno politico su tutti i
piani. Il cosiddetto dibattito a
Washington
sul deficit federale
è truccato in anticipo. Tutti i partecipanti assumono come loro
primo principio l'imposizione di tagli massicci ai programmi che
beneficiano la gente che lavora.
L'amministrazione democratica ed i repubblicani al Congresso
utilizzano una crisi orchestrata sull'innalzamento del limite
massimo del debito federale per creare le condizioni per un attacco
senza precedenti ai livelli di vita ed ai diritti sociali dei
lavoratori.
I due partiti non rappresentano il popolo americano, ma
piuttosto l'aristocrazia finanziaria, la cui ricchezza ed il cui
reddito difendono a spese delle vaste masse. Vedranno i programmi
sociali fondamentali dai quali dipendono—Medicare,
Medicaid,
Sicurezza Sociale,
buoni alimentari—devastati
dai tagli alla spesa.
Obama ha pronunciato un discorso cinico il cui scopo era di
appellarsi al popolo americano perché appoggi i tagli alla spesa che
spingeranno milioni di loro nella povertà mentre lasciano intatta la
ricchezza gigantesca dell'aristocrazia finanziaria. Praticamente
ogni frase del suo discorso di 15 minuti era una menzogna.
Obama ha descritto le due parti nel dibattito in termini che
sottolineano la sostanziale unità dei due partiti del grande
capitale. Ha osservato che entrambe le parti "concordano
sull'ammontare della riduzione del deficit" ma non sono d'accordo su
che forma questo dovrebbe prendere.
Un approccio, ha dichiarato, era basato su dolorosi tagli alle
spese federali, inclusi programmi fondamentali come
Medicare,
ma chiedeva i ricchi ed alle corporation "di dare un poco". Questo
lo ha descritto come un "approccio equilibrato". I suoi oppositori,
ha continuato Obama, "insistono su un approccio di soli tagli", con
"nulla dai ricchi".
Allo scopo di nascondere le dimensioni dei tagli appoggiati da
entrambe le parti, Obama è stato attento a non dare nessuna cifra.
Sia la Casa Bianca che i repubblicani al Congresso hanno proposto
tagli alti almeno $4 trilioni nel corso dei prossimi dieci anni,
compresi devastanti attacchi a
Medicare, Medicaid,
Sicurezza Sociale,
buoni alimentari e programmi federali di sostegno
all'istruzione, ai trasporti, agli alloggi, alla protezione
ambientale ed alla sicurezza e salute dei lavoratori.
Per quanto riguarda gli aumenti di imposte per i ricchi, Obama
ha proposto soltanto alcune centinaia di milioni di dollari da usare
come foglia di fico per il carattere anti-classe lavoratrice della
su politica di bilancio generale. Si è lamentato che i repubblicani
non gli fornirebbero nemmeno un simbolico aumento di imposte per
camuffare il carattere da guerra di classe del suo programma.
Il presidente ha avvertito che l'intransigenza dei repubblicani
della Camera minacciava di costringere il governo USA al default
sulle sue obbligazioni dopo il 2 agosto ed ha esortato ripetutamente
i repubblicani a fare un compromesso sulla legge per innalzare il
limite massimo del debito.
Il carattere patetico, umiliante di questi appelli era
eccezionale. Solitamente i presidenti USA requisiscono le onde radio
per un discorso TV a tutta la nazione per annunciare una grande
azione politica in politica interna o estera. Ma Obama non ha
annunciato nulla eccetto la propria impotenza di fronte
all'ultra-destra, terminando con un'invocazione al popolo perché
scriva lettere al Congresso che incitino ad un compromesso.
Ora Obama si lagna che la solvibilità del governo federale sia
tenuta in ostaggio dalla fazione più a destra dei repubblicani della
Camera. Ma la Casa Bianca ed i democratici del Congresso hanno
concesso all'ultra-destra questo potere.
I democratici hanno controllato la Camera ed il Senato durante
i primi due anni della presidenza di Obama e si sono rifiutati di
aumentare le imposte sui ricchi. Al contrario, hanno ampliato ed
esteso il salvataggio di
Wall Street
iniziato sotto l'amministrazione Bush mentre si sono rifiutati di
intraprendere qualsiasi seria azione per creare posti di
lavoro per i milioni gettati fuori dall'attività dalla crisi
economica che ha seguito il crollo di
Wall Street
del 2008.
Nel dicembre 2010, mentre i democratici ancora controllavano il
Congresso, Obama ha stretto un accordo con i repubblicani per
estendere i tagli fiscali per i ricchi dell'era Bush per altri due
anni e ha rinviato l'azione sul limite massimo del debito. Il
presidente ha sostenuto che non aveva nessuna scelta che di cedere
al ricatto dei repubblicani, che minacciavano di bloccare
l'estensione dei tagli fiscali per i lavoratori se non erano inclusi
i molto maggiori tagli fiscali per i ricchi.
Quando la maggioranza repubblicana alla Camera di recente
installata quindi ha insistito che la legislazione per innalzare il
limite massimo del debito federale includesse enormi tagli alla
spesa sociale federale, Obama non soltanto ha accettato le loro
richieste, ma ha abbracciato la scadenza del limite massimo del
debito come un'opportunità per costringere ad accettare tagli alla
spesa molto più ampi persino di quelli inizialmente proposti dai
repubblicani. E' stato Obama, non
Boehner,
che per primo ha messo sul tavolo per tagli di bilancio la Sicurezza
Sociale.
Ad un punto del suo discorso di lunedì notte Obama ha esortato
i repubblicani a non "lasciare che il popolo americano diventi danno
collaterale" nel conflitto sul
limite massimo del debito. Questa è stata forse la distorsione
più grottesca in un'intera litania di menzogne. Il popolo americano
non è una vittima imprevista o non voluta, è il bersaglio deliberato
dell'attacco furioso dei tagli alla spesa che vengono dibattuti dai
due partiti.
Obama
e
Boehner rappresentano
l'aristocrazia finanziaria USA, che sta cercando di servirsi della
crisi orchestrata sull'innalzamento del
limite massimo del debito per creare le condizioni per un
attacco senza precedenti ai livelli di vita ed ai diritti sociali
dei lavoratori.
L'ultima proposta presentata dai repubblicani della Camera
condizionerebbe l'aumento del limite
massimo del debito a $3 trilioni di tagli alla spesa nel
corso di dieci anni, da realizzarsi in due stadi. Uno iniziale di
$1,2 trilioni comprenderebbe tutti i tagli ai programmi sui diritti
non acquisiti già accettato dall'amministrazione Obama nei colloqui
guidati dal vicepresidente
Joseph Biden.
Uno ulteriore di $1,8 trilioni, che include tagli a Medicare e
Sicurezza Sociale, sarebbe risolto da una commissione bipartisan del
Congresso
ed adottato per il prossimo gennaio.
L'ultimo piano dei democratici è stato presentato lunedì dal
leader della maggioranza al Senato
Harry Reid.
Piuttosto che in due fasi, alzerebbe immediatamente il
limite
massimo del debito, e fornirebbe $2,7 trilioni di tagli alla spesa
nel corso del prossimo decennio, senza nessun incremento di imposte.
Reid ha proposto di rimandare i tagli a Medicare e Sicurezza Sociale
fino a dopo le elezioni del 2012 e di contare invece come un taglio
alla spesa il programmato declino delle spese militari a causa della
riduzione di truppe da
Iraq
ed
Afghanistan.
Entrambe i piani comprendono gli stessi $1,2 trilioni di tagli
ai programmi in diritti non acquisiti, che avranno effetti
devastanti sull'infrastruttura sociale, particolarmente
l'istruzione, l'ambiente ed i trasporti, come loro prima fase.
La differenza principale è che il piano repubblicano richiede
un processo a due livelli che obbligherebbe ad un secondo voto
sull'innalzamento del
limite
massimo del debito e per decurtare i programmi sociali,
particolarmente la spesa sui diritti acquisiti, un
momento nel 2012, un provvedimento il cui scopo trasparente è di
contribuire a mobilitare gli elementi dell'ultra-destra del
Tea Party
e di scoraggiare la tradizionale affluenza del Partito Democratico
alle elezioni.
Nel suo discorso televisivo, Obama ha appoggiato il piano di
Reid, il che dimostra che la sua retorica su tassare i ricchi è
soltanto aria fritta. Ora sostiene un piano che procura incrementi
zero di imposte ai ricchi, abbandonando anche l'apparenza dei
"sacrifici condivisi".
Nel dibattito ufficiale di
Washington,
i bisogni e gli interessi dei lavoratori non contano nulla. Obama
pianta la sua campagna per innalzare il limite massimo del debito
interamente sulle preoccupazioni finanziarie di
Wall Street, mentre i repubblicani rispondono con una
difesa ancora più brutale del "diritto" dei ricchi di trattenere
ogni centesimo che hanno rapinato alla classe lavoratrice.
La
classe lavoratrice deve opporsi a qualsiasi richiesta di
sacrifici, sia in nome della riduzione del deficit che per evitare
un default del governo federale dopo il 2 agosto. I lavoratori non
sono responsabili del crollo di
Wall Street
o della crisi economica che è seguita o dei massicci deficit
federali generati dalla crisi e dal salvataggio delle banche.
Se i politici capitalisti di
Washington
sollevano una crisi finanziaria attraverso le loro manovre, questa
sottolineerà soltanto l'irresponsabilità e la noncuranza
dell'aristocrazia finanziaria americana.
La risposta a questa crisi non deve essere "sacrifici
condivisi", ma l'avvio di una lotta politica da parte della classe
lavoratrice per porre fine al sistema del profitto, attraverso la
rottura con i democratici ed i repubblicani e la formazione di un
movimento politico indipendente dei lavoratori basato su un
programma socialista.
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