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Obama ritorna all'inganno diuguali sacrifici

di Patrick Martin
26
luglio 2011

 

I discorsi a risposta alla TV in tutta la nazione trasmessi lunedì notte dal presidente Obama e dal presidente della Camera John Boehner sono stati un inganno politico su tutti i piani. Il cosiddetto dibattito a Washington sul deficit federale è truccato in anticipo. Tutti i partecipanti assumono come loro primo principio l'imposizione di tagli massicci ai programmi che beneficiano la gente che lavora.

L'amministrazione democratica ed i repubblicani al Congresso utilizzano una crisi orchestrata sull'innalzamento del limite massimo del debito federale per creare le condizioni per un attacco senza precedenti ai livelli di vita ed ai diritti sociali dei lavoratori.

I due partiti non rappresentano il popolo americano, ma piuttosto l'aristocrazia finanziaria, la cui ricchezza ed il cui reddito difendono a spese delle vaste masse. Vedranno i programmi sociali fondamentali dai quali dipendono—Medicare, Medicaid, Sicurezza Sociale, buoni alimentaridevastati dai tagli alla spesa.

Obama ha pronunciato un discorso cinico il cui scopo era di appellarsi al popolo americano perché appoggi i tagli alla spesa che spingeranno milioni di loro nella povertà mentre lasciano intatta la ricchezza gigantesca dell'aristocrazia finanziaria. Praticamente ogni frase del suo discorso di 15 minuti era una menzogna.

Obama ha descritto le due parti nel dibattito in termini che sottolineano la sostanziale unità dei due partiti del grande capitale. Ha osservato che entrambe le parti "concordano sull'ammontare della riduzione del deficit" ma non sono d'accordo su che forma questo dovrebbe prendere.

Un approccio, ha dichiarato, era basato su dolorosi tagli alle spese federali, inclusi programmi fondamentali come Medicare, ma chiedeva i ricchi ed alle corporation "di dare un poco". Questo lo ha descritto come un "approccio equilibrato". I suoi oppositori, ha continuato Obama, "insistono su un approccio di soli tagli", con "nulla dai ricchi".

Allo scopo di nascondere le dimensioni dei tagli appoggiati da entrambe le parti, Obama è stato attento a non dare nessuna cifra. Sia la Casa Bianca che i repubblicani al Congresso hanno proposto tagli alti almeno $4 trilioni nel corso dei prossimi dieci anni, compresi devastanti attacchi a Medicare, Medicaid, Sicurezza Sociale, buoni alimentari e programmi federali di sostegno all'istruzione, ai trasporti, agli alloggi, alla protezione ambientale ed alla sicurezza e salute dei lavoratori.

Per quanto riguarda gli aumenti di imposte per i ricchi, Obama ha proposto soltanto alcune centinaia di milioni di dollari da usare come foglia di fico per il carattere anti-classe lavoratrice della su politica di bilancio generale. Si è lamentato che i repubblicani non gli fornirebbero nemmeno un simbolico aumento di imposte per camuffare il carattere da guerra di classe del suo programma.

Il presidente ha avvertito che l'intransigenza dei repubblicani della Camera minacciava di costringere il governo USA al default sulle sue obbligazioni dopo il 2 agosto ed ha esortato ripetutamente i repubblicani a fare un compromesso sulla legge per innalzare il limite massimo del debito.

Il carattere patetico, umiliante di questi appelli era eccezionale. Solitamente i presidenti USA requisiscono le onde radio per un discorso TV a tutta la nazione per annunciare una grande azione politica in politica interna o estera. Ma Obama non ha annunciato nulla eccetto la propria impotenza di fronte all'ultra-destra, terminando con un'invocazione al popolo perché scriva lettere al Congresso che incitino ad un compromesso.

Ora Obama si lagna che la solvibilità del governo federale sia tenuta in ostaggio dalla fazione più a destra dei repubblicani della Camera. Ma la Casa Bianca ed i democratici del Congresso hanno concesso all'ultra-destra questo potere.

I democratici hanno controllato la Camera ed il Senato durante i primi due anni della presidenza di Obama e si sono rifiutati di aumentare le imposte sui ricchi. Al contrario, hanno ampliato ed esteso il salvataggio di Wall Street iniziato sotto l'amministrazione Bush mentre si sono rifiutati di intraprendere qualsiasi seria azione per creare posti di lavoro per i milioni gettati fuori dall'attività dalla crisi economica che ha seguito il crollo di Wall Street del 2008.

Nel dicembre 2010, mentre i democratici ancora controllavano il Congresso, Obama ha stretto un accordo con i repubblicani per estendere i tagli fiscali per i ricchi dell'era Bush per altri due anni e ha rinviato l'azione sul limite massimo del debito. Il presidente ha sostenuto che non aveva nessuna scelta che di cedere al ricatto dei repubblicani, che minacciavano di bloccare l'estensione dei tagli fiscali per i lavoratori se non erano inclusi i molto maggiori tagli fiscali per i ricchi.

Quando la maggioranza repubblicana alla Camera di recente installata quindi ha insistito che la legislazione per innalzare il limite massimo del debito federale includesse enormi tagli alla spesa sociale federale, Obama non soltanto ha accettato le loro richieste, ma ha abbracciato la scadenza del limite massimo del debito come un'opportunità per costringere ad accettare tagli alla spesa molto più ampi persino di quelli inizialmente proposti dai repubblicani. E' stato Obama, non Boehner, che per primo ha messo sul tavolo per tagli di bilancio la Sicurezza Sociale.

Ad un punto del suo discorso di lunedì notte Obama ha esortato i repubblicani a non "lasciare che il popolo americano diventi danno collaterale" nel conflitto sul limite massimo del debito. Questa è stata forse la distorsione più grottesca in un'intera litania di menzogne. Il popolo americano non è una vittima imprevista o non voluta, è il bersaglio deliberato dell'attacco furioso dei tagli alla spesa che vengono dibattuti dai due partiti.

Obama e Boehner rappresentano l'aristocrazia finanziaria USA, che sta cercando di servirsi della crisi orchestrata sull'innalzamento del limite massimo del debito per creare le condizioni per un attacco senza precedenti ai livelli di vita ed ai diritti sociali dei lavoratori.

L'ultima proposta presentata dai repubblicani della Camera condizionerebbe l'aumento del limite massimo del debito a $3 trilioni di tagli alla spesa nel corso di dieci anni, da realizzarsi in due stadi. Uno iniziale di $1,2 trilioni comprenderebbe tutti i tagli ai programmi sui diritti non acquisiti già accettato dall'amministrazione Obama nei colloqui guidati dal vicepresidente Joseph Biden. Uno ulteriore di $1,8 trilioni, che include tagli a Medicare e Sicurezza Sociale, sarebbe risolto da una commissione bipartisan del Congresso ed adottato per il prossimo gennaio.

L'ultimo piano dei democratici è stato presentato lunedì dal leader della maggioranza al Senato Harry Reid. Piuttosto che in due fasi, alzerebbe immediatamente il limite massimo del debito, e fornirebbe $2,7 trilioni di tagli alla spesa nel corso del prossimo decennio, senza nessun incremento di imposte. Reid ha proposto di rimandare i tagli a Medicare e Sicurezza Sociale fino a dopo le elezioni del 2012 e di contare invece come un taglio alla spesa il programmato declino delle spese militari a causa della riduzione di truppe da Iraq ed Afghanistan.

Entrambe i piani comprendono gli stessi $1,2 trilioni di tagli ai programmi in diritti non acquisiti, che avranno effetti devastanti sull'infrastruttura sociale, particolarmente l'istruzione, l'ambiente ed i trasporti, come loro prima fase.

La differenza principale è che il piano repubblicano richiede un processo a due livelli che obbligherebbe ad un secondo voto sull'innalzamento del limite massimo del debito e per decurtare i programmi sociali, particolarmente la spesa sui diritti acquisiti, un momento nel 2012, un provvedimento il cui scopo trasparente è di contribuire a mobilitare gli elementi dell'ultra-destra del Tea Party e di scoraggiare la tradizionale affluenza del Partito Democratico alle elezioni.

Nel suo discorso televisivo, Obama ha appoggiato il piano di Reid, il che dimostra che la sua retorica su tassare i ricchi è soltanto aria fritta. Ora sostiene un piano che procura incrementi zero di imposte ai ricchi, abbandonando anche l'apparenza dei "sacrifici condivisi".

Nel dibattito ufficiale di Washington, i bisogni e gli interessi dei lavoratori non contano nulla. Obama pianta la sua campagna per innalzare il limite massimo del debito interamente sulle preoccupazioni finanziarie di Wall Street, mentre i repubblicani rispondono con una difesa ancora più brutale del "diritto" dei ricchi di trattenere ogni centesimo che hanno rapinato alla classe lavoratrice.

La classe lavoratrice deve opporsi a qualsiasi richiesta di sacrifici, sia in nome della riduzione del deficit che per evitare un default del governo federale dopo il 2 agosto. I lavoratori non sono responsabili del crollo di Wall Street o della crisi economica che è seguita o dei massicci deficit federali generati dalla crisi e dal salvataggio delle banche.

Se i politici capitalisti di Washington sollevano una crisi finanziaria attraverso le loro manovre, questa sottolineerà soltanto l'irresponsabilità e la noncuranza dell'aristocrazia finanziaria americana.

La risposta a questa crisi non deve essere "sacrifici condivisi", ma l'avvio di una lotta politica da parte della classe lavoratrice per porre fine al sistema del profitto, attraverso la rottura con i democratici ed i repubblicani e la formazione di un movimento politico indipendente dei lavoratori basato su un programma socialista.