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BAR ed altri 12 siti web di sinistra sono stati posti in una lista
di vittime da eliminare pubblicizzata dal
Washington Post.
I responsabili sode dei fascisti del genere dei Democratici. "Se la Clinton
avesse vinto le elezioni, avrebbe iniziato una campagna di repressione
contro la sinistra lungo le stesse linee di sicurezza nazionale
dell'articolo del
Washington Post,
con quel giornale probabilmente a guidare la carica della propaganda.
Donald Trump
non è l'unico fascista di cui preoccuparsi.
Il fascismo con il volto del Partito Democratico
del direttore
esecutivo di BAR
Glen Ford
"Il fascismo assomiglia a Democratici e Repubblicani"; esso opera
attraverso il duopolio, l'apparato politico della classe dominante".
Se qualcuno pensava che BAR fosse tagliente quando abbiamo
affermato che nella Grande Tenda di
Hillary Clinton era in preparazione una varietà di fascismo dell'ultimo stadio capitalista,
l'offensiva delle
“fake news”
prova la nostra idea. Sui talloni dello scoppio d'ira del Presidente
Obama nel suo tour d'addio in Germania, quando ha piagnucolato due volte
sui pericoli di "disinformazione" ben confezionata su Internet, l'amico
dei Democratici
Washington Post
ha trasmesso legittimità ai diffusori di un elenco di 200 siti web
designati come "organizzazioni e simpatizzanti della propaganda russa" – includendo Black Agenda Report, l'unica organizzazione di neri a entrare.
Sebbene totalmente privo di sostanza, l'articolo del Post
non è stato il miracolo di una notte, ma un facsimile metodicamente
costruito di giornalismo investigativo che senza dubbio è stato prodotto
su ordine dell'alta direzione del giornale, se non dal proprietario, il
mogul di Amazon
Jeff Bezos. Il reporter autore dell'articolo
Craig Timberg si è rifiutato di nominare le persone dietro alla sua "fonte" principale,
il sito web
Is It Propaganda or Not,
allo scopo di evitare loro "di essere presi di mira dalle legioni di abili
hacker della Russia" – una nuova distorsione dell'etica giornalistica che nessun vero direttore
tollererebbe. Questo pezzo è stato autorizzato dal capo.
PropOrNot
sembra essere arrivato dal nulla alcuni mesi fa. Il suo anonimo portavoce,
quando contattato da
Glenn Greenwald and Ben Norton di
'The Intercept’
ha preteso di soprintendere "a 30 persone, organizzate in squadre", ma ha
dichiarato "non possiamo confermare o negare il coinvolgimento di
qualcuno".
"Il FPRI è stato fondato negli anni '50 e da allora cerca russi in
ogni angolo buio".
L'altra "squadra di esperti" citata dal Post opera dal
Foreign Policy Research Institute.
Il FPRI
è stato fondato negli anni '50 da da uno di destra ora defunto nato
austriaco di nome
Robert Strausz-Hupé e da
allora cerca russi in ogni angolo buio.
Il membro del
FPRI
Clint Watts
non ha potuto offrire niente di succoso per l'articolo del Post
eccetto che il russi "vogliono essenzialmente erodere la fiducia nel
governo USA o negli interessi del governo USA".
Watts è stato il
coautore di un articolo su un sito chiamato
War on the
Rocks
intitolato
"Troll per Trump:
Come la
Russia sta cercando di distruggere la
nostra democrazia”,
dove scrive:
"Si, la Russia sta aiutando la campagna di Trump, ma non lo fa
solamente o nemmeno necessariamente con lo scopo di piazzarlo
nell'Ufficio Ovale. Piuttosto, questi sforzi cercano di produrre un
elettorato diviso ed un presidente con nessun mandato chiaro per
governare. L'obiettivo finale è di diminuire ed infangare la democrazia
americana. Sfortunatamente, questo tentativo sta andando davvero molto
bene".
Dal punto di vista del FPRI, non è importante se la Russia stesse
oppure non cercando di influire sul risultato delle elezioni (qualcosa
che gli USA fanno di routine per il mondo, compreso questo mese in
Germania, dove Obama ha dichiarato che se potesse voterebbe per la
Merkel). Qualunque cosa che tenda a "diminuire ed infangare la
democrazia americana" serve i russi, o così va il ragionamento. I
fatti che riflettono negativamente il sistema politico ed economico
degli USA sono, quindi, sovversivi. Proprio la parola l'imperialismo" è
un crimine di qualche genere.
Gli appassionati a
PropOrNot sono ancora più crudi. I siti sul suo elenco sono stati messi lì per motivi
"comportamentali", sostiene il loro anonimo
Fuhrer.
Di conseguenza,
"in un importante significato non importa se vengono scaltramente
diretti e pagati da funzionari dell'intelligence russa (sebbene alcuni
di loro indubbiamente lo siano) oppure se nemmeno sapevano di stare
echeggiando la propaganda russa prima di essere chiamati: se continuano
a farlo, per qualunque motivo, la loro volontà di echeggiare
acriticamente la propaganda russa li rende uno strumento dello stato
russo. Spesso si applica il termine di
‘utile idiota’
e sfidarli
è giustificato, appropriato e
Tuttavia, il fine non è soltanto di "sfidare" i siti elencati, ma
di perseguirli e reprimerli, poiché possono "avere violato la
Espionage Act,
la Foreign Agent Registration Act ed altre leggi collegate".
"I fatti che riflettono negativamente il sistema politico ed
economico degli USA sono 'sovversivi'".
Vi è chiaramente una cospirazione in corso, che comprende il
presidente uscente, la donna che sperava gli avrebbe succeduto,
l'apparato del Partito Democratico che guidano, i media corporativi e l'establishment della sicurezza nazionale
che si sono riuniti sotto la Grande Tenda di
Hillary Clinton
dopo che
r Donald Trump ha distrutto la parte repubblicana del duopolio elettorale corporativo.
Le posizioni della campagna di Trump contro
il libero flusso verso l'esterno di capitali e di posti di lavoro,
tramite accordi sui diritti aziendali del tipo NAFTA e TPP
e la sua dichiarata riluttanza a perseguire il "cambio di regime" contro
stati che "uccidono l'ISIS" ha provocato il panico tra i suoi fratelli
nella classe dominante. Avevano perduto il controllo della narrativa
politica e temevano che un eretico potesse assumere la direzione dello
Stato.
Se la Clinton avesse vinto le elezioni, avrebbe iniziato una
campagna di repressione contro la sinistra lungo le stesse linee di
sicurezza nazionale dell'articolo del
Washington Post, con quel giornale che probabilmente
avrebbe guidato la carica della propaganda.
L'amministrazione Obama ed il proprietario del Post Bezos
sono piuttosto stretti, politicamente. Già nel 2013, quando Obama stava
ancora cercando di raggiungere un "Grande Patto" al Congresso con i
repubblicani, ha proposto
inferiori tassi d'imposta sulle imprese come un modo per stimolare la
crescita economica e ha messo in vetrina il centro di distribuzione
Amazon di
in Chattanooga, Tennessee, come modello -- nonostante le deplorevoli condizioni di
lavoro, la paga bassa (meno di $12 l'ora, per cominciare) e l'utilizzo
abbondante di lavoratori part-time ed a contratto nello stabilimento. Il
suo economista alla Casa Bianca,
Gene Sperling,
ha raccontato alla stampa, “Dovremmo stare a cercare altre vie per il progresso, altri
'grandi patti' che possano essere per la crescita dei posti di lavoro
per la classe media". Lo stesso anno Bezos ha chiuso l'accordo per il
Washington Post.
Il suo giornale è chiaramente il mezzo d'informazione che presenzia
per la marca di fascismo dei Democratici, che è pazzamente è mascherata
in modo stravagante da crociata antifascista.
"La marca di fascismo dell' establishment corporativo di Democratici e
Repubblicani è molto più razzialmente, sessualmente e culturalmente
inclusiva, ma altrettanto feroce".
Il termine "fascista" viene oggi fatto circolare più che in ogni periodo
dal 1969, ma vi è poca discussione riguardo a cosa somigli realmente il
fascismo del 21° secolo. La verità è che somiglia ai Democratici e
Repubblicani; esso opera attraverso il duopolio, l'apparato politico
della classe dominante. Il fascismo di
Donald Trump è in gran parte il residuo del fascismo dell'America dell'apartheid, sotto
Jim Crow, che aveva molte delle caratteristiche - ed in alcuni modi
presagiva - il fascismo "classico" dell'Europa precedente la seconda
guerra mondiale. La marca di fascismo dell' establishment corporativo di Democratici e Repubblicani è molto più razzialmente,
sessualmente e culturalmente inclusiva, ma altrettanto feroce. E, in
questo momento storico, i fascisti corporativi Democratici sono la marca
più aggressivamente bellicosa.
Questi fascisti si combattono anche l'un l'altro, talvolta
ferocemente - come stiamo ora vedendo. Ma si intrecciano e si
sovrappongono più di quanto differiscano.
Donald Trump sbraita di portare via la cittadinanza alla gente che brucia la bandiera,
ma
Hillary Clinton quando era senatrice ha introdotto
la sua misura per quelli che
bruciano la bandiera. E Trump potrebbe diventare in un
istante un fanatico del cambio di regime. Fa tutto parte del menù del
duopolio dell'ultimo stadio capitalista.
Come ha scritto la redattrice ed autorevole editorialista di BAR
Margaret Kimberley
nel suo articolo
“Chi è il fascista”:
"soltanto negli ultimi 40 anni i presidenti americani o i loro
partner nel crimine alleati hanno ucciso gente in
n Iraq, Iran, Afghanistan, Pakistan, Congo, Somalia, Haiti, Grenada, Gaza,
Kosovo, Serbia, Sudan, Siria, Libia
e Yemen. cosa devono fare per essere chiamati fascisti? Far
vedere le cattive maniere sembra essere l'unica cosa che faccia
esplodere espressioni i oltraggio tra gli americani".
I fascisti-Democratici sono più di tutti interessati a mantenere le
loro guerre infinite per la dominazione globale. Quindi, la loro lista
di vittime da eliminare è abbondante di gente contro la guerra,
principalmente di destra che ballano al ritmo di "Prima l'America" di
Trump. I siti di sinistra nella lista di vittime da eliminare dei
Democratici sono:
opednews.com
paulcraigroberts.org
consortiumnews.com
counterpunch.org
globalresearch.ca
truth-out.org
greanvillepost.com
truthdig.com
informationclearinghouse.info
http://www.voltairenet.org/en
moonofalabama.org
nakedcapitalism.com
zerohedge.com
Come unico sito di neri nel mazzo, possiamo affermare in modo
sicuro che BAR è il più povero, il più parsimonioso. Chiunque voglia
farci uscire finanziariamente dai problemi per dare un contributo
dovrebbe andare all'angolo superiore a destra
di PayPal della pagina prima che i fascisti Hillary (o
Donald) dispongano di escluderci da PayPal, come hanno fatto con
Wikileaks. Sono in arrivo tempi (di destra) duri.
Il direttore esecutivo di BAR Glen Ford
può contattarsi a
Glen.Ford@BlackAgendaReport.com.
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