
La natura fascista dello Stato di Israele
Lunedì 7 agosto 2006
di Kurt Nimmo
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Kadima, il partito politico di Ehud Olmert, che attualmente guida la carica sanguinaria in Libano, è stato creato dal Likud, ed il Likud dal Herut, il partito politico del sionismo revisionista di Zeev Jabotinsky, un movimento in discordia con il sionismo socialista e prendendo spunti da Benito Mussolini e dal fascismo. Nel 1940, Avraham Stern, inspirato da Jabotinsky, formò l'Irgun Zvai Leumi be-Yisrael, o semplicemente Lehi, un gruppo terrorista specializzato non soltanto nell'ammazzare ufficiali e soldati del colonialismo britannico in Palestina, ma chiunque, senza riguardo di razza e religione (compresi ebrei) che stavano in mezzo alla realizzazione di una "patria nella Terra di Israele entro i confini descritti nella Bibbia", come dichiarò Stern nei suoi 18 Principi di Rinascita (v. Zarathustra in Jerusalem: Nietzsche and the “New Hebrews” di David Ohana). Stern ed il Lehi, chiamato anche la Banda Stern, tentarono di collaborare con i nazisti durante la seconda guerra mondiale, dichiarando che "potrebbero esistere degli interessi comuni tra l'istituzione di un nuovo ordine in Europa in conformità al concetto tedesco e le vere aspirazioni nazionali del popolo ebraico come incarnate dal NMO (Lehi)”. "Né la moralità né la tradizione ebraica possono negare l'uso del terrore come strumento di lotta", dichiarava nel 1943 un articolo pubblicato in un quotidiano clandestino del Lehi. "Siamo del tutto distanti dalle incertezze morali sul campo di battaglia nazionale. Vediamo davanti a noi il comando della Torah, il maggiore insegnamento morale al mondo: Annientare—fino alla distruzione. Siamo particolarmente lontani da questo tipo di esitazione con riguardo ad un nemico la cui perversione morale è ammessa da tutti.... Ma principalmente il terrore fa parte della nostra battaglia politica sotto le attuali condizioni ed il suo ruolo è vasto e grande". In altre parole, come comandato nel Vecchio Testamento (il riferimento all'"annientamento" è preso da Esodo 17:14 e Numeri 14:45), i nemici dovrebbero essere distrutti completamente ed il loro "ricordo" cancellato da tutta la storia. Simili omicidi di massa e brutalità, disgiunti da qualsiasi restrizione morale, "scuotono gli Yishuv [coloni] dalla loro compiacenza" (v. la voce di Wikipedia sul Lehi e la giustificazione del terrorismo). Dopo avere assassinato Lord Moyne al Cairo nel 1943, seguito dall'omicidio nel 1948 del mediatore ONU, il conte Folke Bernadotte (Bernadotte fu assassinato in parte per avere rivelato l'intensità delle imprese sioniste nel massacro e nella pulizia etnica dei palestinesi), il 31 maggio 1948 il Lehi venne integrato nelle Forze di Difesa israeliane ed un membro venne eletto alla prima Knesset. In breve, il terrorismo divenne una istituzione militare ed una politica dello stato dopo che i britannici decisero di ritirarsi dal Mandato della Palestina e nel 1947 l'Assemblea Generale dell'ONU approvasse il Piano di Partizione che divideva la Palestina in due stati (o, piuttosto, uno stato, dal momento che gli israeliani non soltanto vennero meno alla promessa di conformarsi al piano, ma iniziarono immediatamente la pulizia etnica degli arabi). Nei mesi precedenti alla proclamazione di uno stato sionista (di fatto, proclamato un giorno prima del termine del Mandato della Palestina), secondo gli archivi dell'Ufficio Coloniale britannico e del Ministero degli Esteri, "l'Irgun Z’vai Leumi e la Banda Stern, in coordinamento con lo Hagana, commisero l'infame massacro di Deir Yassin, dove furono massacrati 250 uomini, donne e bambini e molte delle loro case fatte esplodere sopra le loro teste", scrive il palestinese cristiano Issa Nakhleh, un rappresentante dell'Alto Comitato Arabo per la Palestina di New York City 1947-1948 (v. l'Enciclopedia del problema palestinese, Capitolo 7, Zionist Crimes and Terrorism in Palestine di Nakhleh; alla fine di questo capitolo vi è una descrizione dettagliata di numerosi crimini terroristici commessi dall'Irgun-Hagana). I dettagli dei crimini commessi dalle organizzazioni terroriste sioniste nel 1948 sono ... rapporti parola per parola fotocopiati degli archivi dell'Ufficio della guerra, dall'Ufficio Coloniale e dal Ministero degli Esteri e dell'Ufficio del Pubblico Archivio, Kew Gardens, Surrey, Regno Unito. Quello che segue è un riassunto dei tipi di crimini commessi dai terroristi sionisti nel 1948: 1.
Attacchi furtivi a molti villaggi arabi, finiti con la morte di
molti uomini, donne e bambini. Come osserva Nakhleh, era l'orientamento fascista dei sionisti di Jabotinsky che permetteva e scusava questi crimini terroristici. "Proprio a causa dei loro obiettivi, i nazisti ed i sionisti sono fascisti, un fatto confermato dai loro metodi di fare le cose e dal loro atteggiamento verso la vita umana. Ciò è dimostrato dal loro atteggiamento verso la guerra", un metodo di guerra completamente in discordia con il diritto internazionale umanitario e le Convenzioni di Ginevra, un fatto dimostrato ancora una volta dall'invasione e dalla pulizia etnica del Libano. In sostanza, il bombardamento e l'invasione del Libano sono una replica dell'espulsione dei palestinesi del 1948: Nel primo periodo della guerra sionista per la partizione della Palestina, le forze sioniste bombardarono indiscriminatamente ogni possibile villaggio arabo con il fuoco dei mortai, uccidendo uomini, donne e bambini innocenti. In alcuni casi gli abitanti fuggirono da soli al fuoco micidiale; in altri casi le autorità arabe raccomandavano agli abitanti la fuga per sfuggire al micidiale bombardamento che pioveva su di loro senza nessuna apparente ragione militare.... In molti casi i sionisti uccidevano gli abitanti dei villaggi palestinesi con il bombardamento dall'aria, lo stesso tipo di crimine di guerra che hanno ripreso dopo per decenni contro i campi profughi palestinesi.... Quando il bombardamento, il cannoneggiamento e le scariche di armi da fuoco sui civili inermi per dare un esempio del destino che aspettava quelli che sarebbero rimasti nel loro villaggio era insufficiente a costringere i palestinesi ad andarsene, i sionisti semplicemente ordinavano agli abitanti di andarsene.... Dopo avere espulso quegli arabi palestinesi che non avevano massacrato, i sionisti bruciavano e distruggevano sfrenatamente le case degli abitanti che avevano espulso... Molte volte gli arabi palestinesi dei villaggi sulle strade principali scappavano temporaneamente per sicurezza in villaggi vicini, aspettando di ritornare alle loro case quando cessava il combattimento. Quando tentavano di ritornare a casa, scoprivano che i sionisti avevano sfrenatamente distrutto le loro case per rendere impossibile alla popolazione araba indigena di ritornare. (Nakhleh, Capitolo Nove, The Conspiracy to Expel and the Expulsion of Palestinian Arabs 1948-1950). Sebbene i media corporativi pro Israele (e qualcuno contenderebbe controllati dai sionisti) si impegnino in niente altro che uno sforzo erculeo per ritrarre l'invasione israeliana ed il bombardamento del Libano come una risposta giustificata alla provocazione di Hezbollah, il fatto è che Israele sta replicando quella che ora è una radicale costante storica. Nella prefazione a "Israel’s Sacred Terrorism" di Livia Rokach, Nasser H. Aruri scrive: Il diario personale di Moshe Sharett [il secondo primo ministro di Israele, 1954-1955] fa luce ... documentando ampiamente il fondamento logico e la meccanica della "politica araba" di Israele alla fine degli anni '40 e negli anni '50. La politica descritta, nei suoi particolari più profondi, è una di deliberati atti di provocazione di Israele, intesi a generare l'ostilità araba e così creare pretesti per azioni armate e l'espansione territoriale. Le note di Sharett documentano questa politica di "terrorismo sacro" e smascherano i miti delle "necessità di sicurezza" di Israele e della "minaccia araba" che sono stati trattati come verità manifeste dalla creazione di Israele al presente, quando il terrorismo israeliano contro i palestinesi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza ed i libanesi nel Libano meridionale ha raggiunto un livello intollerabile. E' divenuto sempre più evidente che le eccezionali alterazioni demografiche e geografiche nella società israeliana entro l'attuale generazione sono state determinate non come risultati accidentali dello sforzo di proteggere la "sicurezza di Israele" contro una "minaccia araba", ma dalla spinta al lebensraum. In aggiunta alla filosofia nazista del Lebensraum (eseguire la pulizia etnica in un'area a vantaggio di insediamenti coloniali), la politica israeliana della terra bruciata in Libano, come a Gaza ed in Cisgiordania, si propone di distruggere l'infrastruttura economica degli arabi (un processo bene in corso nelle ultime aree). "L'esatto parallelo tra l'ostinata distruzione da parte della Germania nazista delle economie all'interno dell'Europa occupata dall'Asse e l'ostinata distruzione da parte di Israele dell'economia dei palestinesi in Cisgiordania ed a Gaza è di importanza fondamentale", osserva Issa Nakhleh. "La distruzione delle economie dell'Europa occupata dai nazisti non era attuata esclusivamente allo scopo di sfruttare i beni ed il lavoro delle nazioni occupate. Non era semplicemente una sfrenata distruzione transitoria in azioni di guerra, era allo scopo di espandere il Terzo Reich attraverso l'integrazione dei territori delle nazioni occupate nella Germania nazista ed utilizzando la distruzione delle economie degli abitanti indigenti come preludio alla loro espulsione" (Capitolo Diciannove, the Willful Destruction of the Palestinian Economy in the West Bank and the Gaza Strip). In maniera grottesca i media corporativi passano sopra la ripetizione di questi crimini da parte di Olmert e del governo di Israele dominato dal presunto "centrista" Kadima, rifiutandosi di notare l'ovvio modello del patologico e sanguinario comportamento sionista. Invece di notare o persino accennare alla natura fascista di questo comportamento, ci viene raccontato che "alcuni civili sono più innocenti di altri" (Dershowitz) e che Hezbollah è responsabile dello sterminio da parte di Israele di centinaia, forse migliaia di civili libanesi. "I sionisti ed i leader israeliani hanno seguito le orme dei nazisti. 3.000 sionisti e capi politici e militari israeliani, durante il periodo 1939-1989, hanno partecipato come organizzatori, istigatori e complici nella commissione di crimini di terrorismo, crimini contro la pace, crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio contro i palestinesi ed i popoli di Libano, Siria, Giordania ed Egitto", scrive Nakhleh nella prefazione al suo libro online. Tutti i membri di Hagana, Palmach, Irgun Z’vai Leumi, della Banda Gang, dell'Agenzia Ebraica e del Fondo Nazionale Ebraico sono accusati di questi crimini. Molti di loro sono diventati presidenti, ministri, generali, ufficiali delle forze armate ed hanno continuato a partecipare alla commissione dei suddetti crimini. Molti di loro occupano posizioni elevate nella società israeliana. Pare che partecipare alla commissione di questi crimini sia stato, e lo è ancora, una qualifica essenziale per la promozione nel governo israeliano e gli accusati di questi crimini sono ancora in libertà, godendosi i frutti dei loro crimini. Ci si riferisce a loro come a degli eroi. Molti di loro vengono onorati e ricevuti come capi di stato, primi ministri, ministri, alti funzionari governativi e studiosi di uno stato presumibilmente democratico. I palestinesi che sono stati vittime di questi crimini sono fino ad oggi condannati alla vita di una nazione in esilio privati di tutti i loro diritti. La loro patria è occupata. Migliaia di loro sono stati assassinati, centinaia di migliaia sono stati imprigionati e torturati, soffrendo fino ad oggi sotto la barbarica occupazione israeliana. Le vittime vengono chiamate terroristi, assassini e criminali ed i veri terroristi e criminali di guerra vengono ricevuti come rispettabili rappresentanti di una società democratica.
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