Professor Richard D. Wolff

 

 

La caduta del Muro di Berlino ed il fallimento dei sistemi economici realmente esistenti

di Richard Wolff.

PUBBLICATO IL 12 NOVEMBRE 2014

Questo articolo è apparso originariamenteTruth-out.org

La settimana scorsa l'esagerazione è diventata sfrenata entrando nel 25° anniversario della caduta del Muro di Berlino. Era stata raggiunta la "Libertà". La Repubblica Democratica Tedesca (RDT) ovvero quella che i media occidentali preferivano chiamare la Germania Est comunista, era stata eliminata. Il suo odiato spiare il suo popolo - il massiccio apparato della "Stasi"  non poteva continuare. La libertà e la prosperità sarebbero e sono arrivate mentre il paese si ricongiungeva al "mondo libero". Il popolo aveva rovesciato pacificamente il socialismo realmente esistente ed era tornato al capitalismo. Nessuno poté sfuggire a questa (esagerata ufficialmente) interpretazione della caduta del Muro. Tuttavia non è affatto l'unica, sebbene sia stato ammesso raramente.

E' abbastanza vero che è crollato un regime repressivo tra promesse di libertà e di prosperità. Ciò che avvenne attraverso gran parte dell'Europa Orientale. Tuttavia la libertà e la prosperità di sono provate perlopiù elusive da realizzare o mantenere. Dove la libertà ha reintrodotto il capitalismo, il capitalismo ha rapidamente assunto la direzione ed ha imposto i suoi pesanti fardelli. L'euforia, come la primavera, non è mai durata.

Reintegrarsi nel capitalismo europeo tramite la riunificazione tedesca non è stata la benedizione che tanti tedeschi immaginavano indietro nel 1989. Hanno lasciato posti di lavoro sicuri, redditi e servizi sociali generosi. Riacquistare la libertà è costato loro pesantemente. Il capitalismo cui si sono ricongiunti ha dei seri problemi economici che continuano a restringere le opportunità di lavoro e la sicurezza, i servizi sociali e le prospettive di futuro. I guadagni in alcune libertà continuano a costare la perdita di altre.

I funzionari ed altri entusiasti pro-capitalisti hanno segnato il 25° anniversario con esagerazioni piuttosto sospette. Forse hanno celebrato così chiassosamente per affogare - come gli ubriachi con l'alcool - la loro ansia crescente su ciò che la libertà capitalista continua a consegnare.

Un modo migliore di celebrare sarebbe stato valutare onestamente ed estrarre lezioni utili dall'esperimento della RDT (1949-1990) nell'andare oltre il capitalismo. Perché crollò? Cosa avranno bisogno di compiere in modo diverso esperimenti futuri di progredire oltre il capitalismo per sopravvivere e prosperare? Cosa significano realmente la caduta del Muro e le parallele implosioni di altri socialismi?

Alcuni, come Margaret Thatcher, desiderano esperimenti socialisti falliti per "dimostrare" che non esiste nessuna realizzabile alternativa al capitalismo. Tuttavia questa interpretazione è svanita con l'evoluzione del capitalismo post 1990. Il capitalismo globale che è emerse dipendeva dalle bolle del debito insostenibile e ha nettamente approfondito le disuguaglianze nella ricchezza e nel reddito. Il crollo globale del 2008 e la successiva austerità stanno facendo a brandelli dovunque le reti di sicurezza sociale. Le versioni ancora più dure di capitalismo provocano movimenti di massa con potenti correnti critiche del capitalismo. Si rinnova l'interesse in Marx e nel marxismo. Come è stato sempre vero, le contraddizioni del capitalismo generano interesse in ed esperimenti con diverse forme di socialismo.

La caduta del Muro e della RDT mostra i limiti del suo particolare esperimento nel post capitalismo. Né nessuno dovrebbe sorprendersi che alcuni esperimenti nella transizione da un sistema economico all'altro si provino insostenibili. Quella stessa lezione viene insegnata dalle precedenti transizioni della storia.

In Europa il capitalismo emerse allo stesso modo dal feudalesimo. Per esempio, nobili e servi talvolta si affrontavano in delle città che sperimentavano organizzazioni della produzione non feudale. I mercanti o altri stavano utilizzando la ricchezza accumulata come mezzo per assumere dei lavoratori. Gli ultimi, spesso rifugiati dalle proprietà terriere feudali, sopravvivevano in un modo nuovo: vendendo la loro capacità di lavorare. I ricchi diventavano più ricchi vendendo le produzioni nei mercati emergenti e prendendo i profitti.

Tali esperimenti di capitalismo erano talvolta brevi, distrutti dai signori feudali circostanti dispiaciuti dell'indipendenza delle città, gelosi della loro ricchezza o entrambe. Altri esperimenti capitalisti durarono più a lungo, ma poi scomparsero per la mancanza di materie prime, di lavoratori sufficienti, di mercati adeguati o tramite attacchi dei signori feudali o di competitori capitalisti e così via. La transizione dell'Europa dal feudalesimo al capitalismo prese secoli e coinvolse molti esperimenti che si dissolsero ("rivoluzioni" seguite da "restaurazioni"). Alla fine, le condizioni in evoluzione - e le lezioni tratte dai precedenti, falliti esperimenti capitalisti - permisero degli esperimenti che riuscirono e crebbero nel capitalismo di oggi. La transizione dal capitalismo al socialismo può ben esporre scatti comparabili.

Qui c'è un'interpretazione della caduta del Muro che trae delle lezioni utili dai 41 anni della RDT. La RDT definì il socialismo come 1) trasferire la proprietà e le operazioni della maggior parte dell'industria da persone private a funzionari statali e 2) assegnare al governo il dominio della pianificazione economica sui mercati e i prezzi. Lo stato assunse la direzione della produzione e della distribuzione. Quindi accumulò un potere straordinario con troppo pochi limiti e troppo poco potere di contrappeso dal basso. Mentre la crescita economica era impressionante, trascurò grandemente di impegnare il popolo nell'impegno verso il sistema socialista. La carenza di libertà personali, di beni di consumo e di libertà politiche della RDT costruì indifferenza ed ostilità verso il suo esperimento socialista.

La lezione quindi è che aggiungere democrazia politica avrebbe potuto salvare la RDT? Non necessariamente: se i partiti politici fossero proliferati, cosa avrebbe impedito ad un governo del tipo RDT di controllarli e manipolarli? Cosa avrebbe impedito che la democrazia politica fosse puramente formale nella RDT come oggi lo è nella maggior parte dei paesi capitalisti, dove molteplici partiti non hanno affatto impedito ai capitalisti di dominare efficacemente partiti e politici?

Una lezione da trarre dalla storia della RDT è che se le società socialiste devono essere dirette dal, del e per il popolo, allora il popolo deve essere al comando e questo include nell'ambito dell'economia. Le democrazie (sia capitaliste che socialiste) resteranno meramente formali quando l'economia continua ad essere diretta da piccole minoranze che si auto-selezionano (nel capitalismo, i grandi azionisti ed i consigli di amministrazione che scelgono e nel socialismo, i funzionari statali). Quelle minoranze domineranno finché non saranno rovesciate.

Quindi, quello che avrebbe potuto salvare la RDT, avrebbe richiesto andare ben oltre nazionalizzare i mezzi di produzione industriale e costruire progetti sui mercati. Avrebbe dovuto democratizzare le imprese (fabbriche, uffici e negozi) che producono e distribuiscono beni e servizi. Ma non ha mai osato farlo. I lavoratori della RDT non producevano e distribuivano democraticamente - e perciò non controllavano - i surplus dell'economia al loro punto di origine nelle imprese. Dunque, non controllavano i fondi che permettevano allo stato di funzionare. Se le imprese fossero state democratizzate, avrebbero detenuto i mezzi per limitare e controbilanciare il potere dello stato.

I lavoratori della RDT allora avrebbero potuto combattere per difendere un socialismo che li avrebbe resi gli operatori ed i decisori nelle e delle loro imprese. Gli eccessi del potere statale potevano essere fermati se i lavoratori nelle imprese democratizzate avessero utilizzato la ricchezza ed il potere delle imprese per questi fini. In questa interpretazione alternativa della caduta del Muro di Berlino, quando l'esperimento nel socialismo della RDT si fermò alla nazionalizzazione dell'industria ed all'industria pianificata - "La Germania non è ancora pronta per altro" - tornarono indietro. Soltanto andando oltre - riorganizzando democraticamente le imprese - il loro esperimento di socialismo sarebbe potuto sopravvivere.



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