L'America non è la faccia bianca di George Bush

di Media Mole

 

Giovedì 18 novembre 2004 - Sono un giornalista e questo non è il mio vero nome. Voi leggete da anni i miei articoli sui giornali nazionali e sulle riviste. Bene, li leggevate. Questo è stato fino alla guerra in Iraq. Puf. E' finita. La libertà di stampa in America è morta e sepolta.

Se sei un giornalista e vuoi dire qualcosa sugli oltre 100.000 civili morti in Iraq, puoi dimenticartelo. Se vuoi coprire una protesta locale, dove dei contestatori pacifici vengono colpiti con proiettili di gomma o gassati, dimenticatelo.

Se vuoi riferire del genocidio a Fallujah, dimenticatelo. Se vuoi scrivere sul fatto che i militari USA hanno sempre saputo dove era Osama bin Laden, dimenticatelo. Se vuoi esaminare seriamente l'11/9, meglio dimenticarlo, scaricare qualche nuovo software da hacker e gettare via il tuo cellulare.

I media USA funzionano sulla pubblicità e sul potere/politica. Se il quotidiano è guidato dall'avidità, l'editore fa la corte ai suoi inserzionisti ed alle società del luogo che danno posti di lavoro, come la Raytheon e la Honeywell.

I giovani soldati dai quartieri poveri non contano, specialmente se la loro pelle è rossa, bruna o nera, mandateli in Iraq. Anche i giovani bianchi poveri vanno bene. Naturalmente quando saranno uccisi ci sarà la copertura con la bandiera rossa, bianca e blu, al ritorno a casa nella loro città in America, articoli su come siano morti da eroi in guerra per difendere ... Cosa? Se il quotidiano sta soltanto cercando di "ungere qualche ruota" e non di fare denaro, l'editore ha un occhio sull'accesso politico alla Casa Bianca e l'altro sull'intimidire i tribunali statali e federali con una pressione editoriale che ondeggia in base all'agenda del quotidiano.

Bene, la conoscenza è potere. Studiate il vostro quotidiano locale e chiamate il direttore e l'editore. Protestate fuori da ogni azienda dei media che trascura di portare la verità sull'amministrazione Bush, la guerra in Iraq, Fallujah, l'11/9, le elezioni del 2004 e le proteste locali.

Abbiate sempre fotocamere e telecamere a disposizione alle proteste per registrare gli abusi della polizia e di provocatori esterni; portate le foto ai quotidiani o mandatele via Internet.

Guardate la CNN e la Fox News e notate i principali inserzionisti pubblicitari; organizzate boicottaggi e proteste contro tutti gli sponsor finanziari dei programmi di notizie. Indagate sulla struttura societaria dei media e degli inserzionisti e guardate dove scorre il denaro. E' divertente, cercate su Google news per i guadagni societari e rintracciate nei registri statali i proprietari delle società, sono informazioni di dominio pubblico. Fate una lista dei contribuenti alla campagna elettorale di Bush e fate i controlli incrociati con gli inserzionisti pubblicitari ed i proprietari dei media.

Metteteli in imbarazzo; i media odiano essere messi in imbarazzo; i politici odiano essere sorpresi con i pantaloni calati.

Indagate sui senatori USA e sulle loro relazioni con le società energetiche. Procuratevi le liste dei proprietari delle società energetiche e delle loro società di investimenti. Cominciate a scrivere lettere, chiedete ai direttori dei giornali perché Martha Stewart è in prigione e non lo sono i dirigenti di Halliburton, Bechtel, Raytheon, delle società di investimenti private e di tutte le altre società americane che hanno gonfiato le loro borse con il sangue dei giovani soldati e dei civili in Iraq. Costruite croci bianche per i morti in Iraq; affiggete dappertutto in città i volti dei bambini mutilati in Iraq.

Ascoltate le stazioni radio di estrema destra, chiamate e, una volta che siete in onda, sfidatele. Organizzate il boicottaggio dei loro inserzionisti pubblicitari.

Le elezioni del 2004? Tutto ciò che può essere scaricato dalla rete vi può essere caricato; veloce come un fischio, datevi da fare.

Leggete “Secrets of the Tomb", il libro di Alexandra Robbins sulla Skull and Bones, su come Bush e Kerry fossero entrambe membri della società segreta di Yale, assieme agli sviluppatori della prima bomba atomica ed a tutte le istituzioni facoltose. I direttori dei giornali prestano attenzione alle lettere ed alle chiamate dei lettori. Ditegli che i loro redattori stanno facendo un lavoro schifoso, fate i nomi. Organizzate boicottaggi dei peggiori media della città; costruite media alternativi, veri media alternativi. Su Internet, raggiungete gente ovunque nel mondo, fate loro sapere che gli americani si preoccupano del genocidio appena compiuto a Fallujah; postate commenti sui giornali online di tutto il mondo.

Dite loro: l'America non è la faccia bianca di George Bush, non è il nauseante odore del basso ventre unto di petrolio.

Organizzatevi e resistete.

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