3 giugno 2006
|
E' divenuto parte del nostro lessico giornaliero... qualcosa tanto americano come il brandy di succo di mele. Qualsiasi cosa succeda di natura sgradevole o malvagia, deve essere stata provocata o creata da "poche mele marce". In questi giorni lo dobbiamo sentire, o leggere, con moltiplicata frequenza a causa dei casi di alto profilo che vengono testimoniati riguardanti i settori dei grandi affari, della politica e delle forze armate. Ora che il sistema giudiziario ha chiuso il capitolo dell'Enron, con Lay e Skilling che presto saranno dietro le sbarre (bene... forse), gli americani vengono fati sentire tranquilli sapendo che quelle poche mele marce sono state tirate fuori dal barile. Il morale di questa favola sottolinea che la giustizia regna suprema dopo avere ripulito poche aziende dei loro avidi e delinquenti dirigenti, mantenendo puro e sacrosanto il nostro sistema capitalista. Eccetto che... questa applicazione del "poche mele marce" al mondo dei grandi affari non è una favola ma una farsa. Il capitalismo predatore esercitato da molte delle grandi imprese non naviga sotto la bandiera della libera impresa, operando principalmente in maniera oligopolistica o in segreto in base all'impresa sussidiaria o protetta. Le società bancarie, energetiche e farmaceutiche, in nessun modo in esclusività, hanno saccheggiato e continuano a saccheggiare il consumatore americano. Una cosa che aiuta queste società predatrici è la lealtà dei loro "eserciti", impiegati che più spesso che no hanno poca scelta, se vogliono conservare il loro posto di lavoro, che essere complici nel crimine. E, naturalmente, la lealtà si estende a questi detentori del fondo pensione, ed agli altri investitori, che subliminalmente prendono parte al banchetto delle iene. Assente ogni forma di efficace controllo governativo, le grandi aziende mantengono la rotta con i loro metodi predatori, e la società è lasciata a trattare con il sempre più putrido barile di mele che sono le grandi imprese. "Poche mele marce" nel settore delle grandi aziende? Lasciatemi in pace! Più di questo accade in politica. Il sistema giudiziario mette da parte il caso del lobbyista Abramoff, andato a finire nell'indagine o nell'incarcerazione di pochi politici, e ritorna la normalità... aprendo la nazione al cavalleresco desiderio di esportare la democrazia americana in nazioni politicamente meno illuminate. Il che fa sorgere il dubbio, non dovremmo prima considerare di pulire il nostro agire in casa? Dopo tutto, è principalmente il denaro delle aziende, non il talento od il vero impegno civico, che ottiene la parte del leone dei politici eletti americani... dunque, perché insistere che questo sistema di politici corrotti, questa "democrazia" della quale siamo così fieri, sia migliore di quella di altri paesi? "Poche mele marce" in politica? Lasciatemi in pace! Forse il maggiore uso errato della metafora delle "poche mele marce" ha luogo nelle forze armate in tempo di guerra, quando il significato di onore, dovere e paese diventa spesso una vuota interpretazione di menzogne e razionalizzazioni scellerate. Dopo quasi quattro decenni abbiamo ancora una parata di non proprio gentiluomini a quattro stelle, in uniforme e non, che riferiscono orgogliosamente dell'inchiesta su My Lai come del "gold standard". Questo è qualcosa di insondabile per chiunque sia normodotato e con un poco di cuore, poiché alla fine del procedimento la punizione distribuita per l'assassinio di centinaia di non combattenti (vecchi, donne e bambini) in un piccolo villaggio vietnamita finì vergognosamente per essere una condanna a tre abbi e mezzo di consegna in caserma per il capo di un plotone. Ricordo che molti di noi, si riferiscono da anni a questo insabbiamento totale come al "Medina standard" e non al "gold standard". "Poche mele marce" nelle forze armate? Lasciatemi in pace! Le buone, o persino grandi, cose su questo nostro paese sono diluite da quelli tra noi che insistono ad essere dei minimalisti del male. Per loro tutto su di noi è indiscutibilmente grande: il nostro sistema della libera impresa, come ci governiamo... ed i nostri militari, instancabili difensori delle nostre libertà e del nostro modo di vivere. Questo è chi diciamo di essere, siano dannate realtà e verità. Eccezionalmente. se tale cosa potesse essere applicata giustamente ad ogni grande gruppo di persone, o persino ad una nazione, non dovrebbe mai essere un superlativo assunto volontariamente. L'America può soltanto aspirare ad essere eccezionale quando grande parte del mondo vede noi e le nostre azioni come eccezionali... ma non fino allora. Se propagandare questa chimerica unicità è parte della psiche della nazione, siamo preda della beffa sciovinista. Ma questa è solamente la mia opinione. Si diventa terribilmente stanchi dell'avvertimento da parte di alcuni fermi nazionalisti che agiscono come riconosciuti detentori della virtù della nazione quando enfatizzano come "poche mele marce non definiscono una nazione". Nessuno lo mette in discussione. Ma comunque appare senza senso parlare di poche mele marce quando stiamo su un barile mezzo pieno di mele putrefatte.
E' una scommessa sicura
che la scusa del "solamente poche mele marce" continueranno a
giocare bene con la nostra società compiaciuta di se e complice
mentre andiamo incontro alla crisi del giorno, questa volta
Haditha. E la questione probabilmente non verrà fuori come di quante
piccole Haditha siano state insabbiate, o continueranno ad essere
perpetrate in Iraq o in nuovi fronti nella nostra marcia imperiale.
Per ora, la soluzione trovata è stata di fornire lezioni di etica ai
soldati... quando ve ne è un bisogno maggiore in alto nella catena
del comando, dal principio fino proprio alla cima.
|
![]()