
L'agenda segreta di Israele:
finanziare il terrorismo arabo
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Perché Israele dovrebbe fornire appoggio nascosto per estremisti fondamentalisti islamici? La risposta a questa domanda provocatoria punta verso un piccolo sporco segreto che i principali media in America tengono segreto. |
22 gennaio 2005
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Vi è una massiccia documentazione che punta verso un durevole, sebbene poco noto, ruolo dei servizi segreti israeliani, il Mossad, nel fornire finanziamento e supporto tattico proprio per gli "estremisti musulmani" ritenuti i peggiori nemici di Israele. La verità è che i musulmani estremisti si sono dimostrati utili (anche se spesso involontari) strumenti nel portare avanti l'agenda geopolitica di Israele. Sebbene molti americani siano ora consapevoli che i primi sforzi di Osama bin Laden contro i sovietici in Afghanistan sono stati sponsorizzati dalla CIA, i media sono stati reticenti nel far notare che questa condotta di armi, descritta da Covert Action Information Bulletin (settembre 1987) come "la seconda maggiore operazione segreta" nella storia della CIA, è stata anche, secondo l'ex agente del Mossad Victor Ostrovsky (nel suo libro The Other Side of Deception), sotto la diretta supervisione del Mossad. Ostrovsky notava: "Era una conduttura complessa dal momento che una vasta parte delle armi dei mujahadeen erano prodotte in America e furono fornite alla Fratellanza Musulmana direttamente da Israele, utilizzando come portatori i nomadi beduini che vagavano nelle zone demilitarizzate del Sinai". L'ex corrispondente della ABC John K. Cooley, in Unholy Wars: Afghanistan, America and International Terrorism, fornisce alcune conferme alle affermazioni di Ostrovsky. Egli scrive: La discussione sul contributo di esterni nell'addestramento e nelle operazioni in Afghanistan sarebbe incompleta senza menzionare l'Iran e lo stato di Israele. L'importante ruolo dell'Iran nell'addestramento e nei rifornimenti è un fatto storico. Per quanto riguarda Israele, le prove sono molto superficiali. . . . Se unità d'elite delle forze speciali israeliane abbiano oppure no addestrato i guerrieri musulmani, che subito rivolgerebbero i loro fucili contro Israele in organizzazioni musulmane come Hamas, è un segreto ben custodito dagli israeliani. Diversi americani e britannici che presero parte al programma di addestramento hanno assicurato all'autore che gli israeliani vi presero parte realmente, sebbene nessuno ammetterà di avere realmente visto, o parlato con, istruttori o agenti dei servizi segreti israeliani in Afghanistan o Pakistan. Quello che è certo è che di tutti i membri della coalizione antisovietica, gli israeliani sono quelli che sono riusciti meglio a nascondere i dettagli e persino le tracce marcate di un ruolo nell'addestramento: molto di più che gli americani ed i britannici. . . . In aggiunta, dovrebbe essere osservato che Sami Masri, ex affiliato alla infame, "islamica", stando alle supposizioni, Bank of Credit and Commerce International (BCCI) ha raccontato ai giornalisti Jonathan Beaty e S. C. Gwynne (entrambe Time magazine) che la BCCI "finanziava le armi israeliane che che finivano nella guerra afgana. Vi erano armi israeliane, aerei israeliani e piloti della CIA. Le armi arrivavano in Afghanistan e la BCCI agevolava l'operazione". Comunque, vi è molto di più sulla storia dei legami del Mossad con la cosiddetta rete del terrore islamica che oggi è oggetto degli incubi americani. Nel suo libro informativo The Other Side of Deception, l'ex uomo del Mossad Victor Ostrovsky svela il fatto preoccupante che il Mossad ha avuto una storia segreta di sostegno ai gruppi islamici radicali per i suoi scopi. Facendo notare che in Israele i duri che odiano arabi e musulmani ed il loro Mossad credono che la sopravvivenza di Israele sia riposta nella sua forza militare e che "questa forza sorge dal bisogno di rispondere alla costante minaccia di guerra", i duri di Israele temono che qualsiasi pace con qualsiasi stato arabo potrebbe indebolire Israele e causare la sua fine. In questa maniera, Ostrovsky scrive: Sostenere gli elementi radicali del fondamentalismo islamico è conforme al progetto generale del Mossad per la regione. Un mondo arabo dominato dai fondamentalisti non sarebbe una controparte in nessun negoziato con l'occidente, lasciando così nuovamente Israele come l'unico paese democratico e ragionevole della regione. Persino l'editorialista Jack Anderson, una fedele condotta di news per la lobby israeliana, ha vantato l'abilità israeliana. Molto tempo fa, il 17 settembre 1972, scrisse: Gli israeliani sono anche abili nello sfruttare le rivalità tra gli arabi e nel far rivoltare arabo contro arabo. Le tribù kurde, per esempio, popolano le montagne dell'Iraq settentrionale. Tutti i mesi, un inviato segreto israeliano scivola nelle montagne dalla parte iraniana per consegnare 50.000 dollari al capo kurdo Mulla Mustafa al Barzani. La sovvenzione assicura l'ostilità dei kurdi verso l'Iraq, il cui governo è attivamente anti-israeliano. Il 25 aprile 1983 Anderson fece notare che un rapporto segreto del Dipartimento di Stato speculava che se il leader dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina Yasser Arafat fosse stato rimosso, "probabilmente il movimento palestinese si disintegrerà in schegge e gruppi radicali che, combinati con altre forze rivoluzionarie della regione, porrebbero una grave minaccia ai governi arabi moderati". Quindi, secondo la descrizione di Anderson, il Dipartimento di Stato riferiva: Israele pare sia determinato a palesare questa minaccia . . . e ci si può aspettare che espanda notevolmente le cooperazioni segrete con movimenti rivoluzionari. Anderson aggiunse che "due ben piazzate fonti dei servizi segreti" avevano spiegato che ciò significava che era nell'interesse di Israele "dividere e vincere" mettendo le varie fazioni palestinesi l'una contro l'altra. Ciò avrebbe quindi aiutato a destabilizzare tutti i regimi arabi ed islamici del Medio Oriente. Anderson quindi dichiarò chiaro e tondo che le fonti dissero che "Israele aveva segretamente fornito finanziamenti al gruppo di Abu Nidal". Il giornalista britannico Patrick Seale, una riconosciuta autorità sul Medio Oriente, dedicò un libro intero, intitolato Abu Nidal: A Gun for Hire, per descrivere e documentare la sua tesi che Nidal è sempre stato soprattutto un sostituto del Mossad. Oggi Nidal (secondo quanto riferito, a riposo in Egitto) è stato rimpiazzato da Osama bin Laden nei titoli dei media come "il terrorista più ricercato al mondo". E, come gli sforzi di Nidal per dividere il mondo arabo, in particolare la causa palestinese, le attività di bin Laden pare abbiano concordanza di interessi con Israele, sebbene ciò sia qualcosa che i principali media non sono stati disposti a riconoscere. Mentre bin Laden non ha mai attaccato un obiettivo israeliano od ebraico, persino The Washington Post del 30 settembre ha fatto notare che l'obiettivo primario di bin Laden è appoggiare "un tipo destabilizzante di fondamentalismo islamico in una lunga lista di esistenti regimi del Medio Oriente e dell'Asia centrale". Lo stesso articolo del Post rivelava che, contrariamente all'opinione del pubblico in generale che in qualche modo bin Laden sia in lega con bersagli favoriti di Israele come l'Iraq di Saddam Hussein e la Libia di Muammar Gheddafi, un ex associato di bin Laden ha testimoniato che bin Laden stesso era piuttosto ostile sia al leader iracheno che a quello libico. Questo nuovamente è abbastanza in linea con il atteggiamento di Israele verso le due icone arabe. E, alla luce delle recenti questioni sulle vere nazionalità ed identità dei pretesi dirottatori che hanno portato giù i quattro aeroplani che fecero strage sul suolo americano l'11 settembre, il summenzionato articolo di Anderson del 17/9/1972 faceva notare qualcosa che dovrebbe richiamare attenzione: Gli agenti israeliani, immigrati le cui famiglie hanno vissuto per generazioni in paesi arabi, hanno una conoscenza perfetta dei dialetti e delle abitudini arabe. Sono stati capaci di infiltrare facilmente i governi arabi. Come riferiva American Free Press il 22 ottobre, vi è qualche dubbio sul fatto che coloro che l'11 settembre sono stati identificati come i dirottatori fossero i dirottatori. Il veterano dei giornalisti investigativi Seymour Hersh, scrivendo sul The New Yorker dell'8 ottobre, faceva notare che "molti investigatori credono che alcuni degli iniziali indizi sulle identità ed i preparativi dei terroristi, come i manuali di volo, fossero stati messi lì perché fossero trovati". Hersh ha pure osservato che ufficiali militari superiori gli avevano suggerito che "potrebbe essere stato coinvolto anche un importante servizio segreto straniero". Hersh non indicò nessuno, ma un lettore familiare con la storia passata di Hersh di dare risalto gli intrighi del Mossad israeliano potrebbe forse leggere tra le righe ed indovinare a quale nazione straniera la fonte di Hersh potrebbe, comunque indirettamente, stare alludendo. _______________________________________________________________________________________________________________ Reprinted for fair use only
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