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I rapporti sulla disoccupazione calante in Germania

nascondono crescente povertà

di Dietmar Henning
10
gennaio 2012

 

L'Agenzia Federale per l'Impiego (BA) si vanta che siano impiegati più lavoratori tedeschi che mai prima. L'attuale totale della disoccupazione ufficiale di meno di 3 milioni stando alle supposizioni è il più basso in molti anni. Queste cifre apparentemente positive, che parzialmente risultano da manipolazioni statistiche, effettivamente nascondono un'amara realtà: la maggior parte del recente aumento dell'occupazione è stato realizzato attraverso una massiccia crescita nel settore a basso salario e dei posti di lavoro part-time precari.

Secondo le statistiche governative, il numero di coloro impiegati in Germania nel novembre 2011 è cresciuto (in confronto all'anno precedente) di più di mezzo milione, a 41,6 milioni. Comunque, soltanto circa 29 milioni di questi posti di lavoro erano posizioni assicurate socialmente; 7,3 milioni erano dei cosiddetti "mini posti di lavoro", dove i lavoratori sono pagati €400 al mese o meno, mentre il resto consiste di impiegati statati, militari e lavoratori autonomi.

La BA enfatizza che l'incremento nell'occupazione sia direttamente collegato alla crescita nel numero dei posti di lavoro assicurati socialmenteun aumento di circa 700.000 lo scorso anno. Comunque, quasi la metà di questi nuovi posti di lavoro risultano essere posti di lavoro part-time in settori a basso salario. Circa 5,5 milioni di persone lavorano attualmente in questi posti di lavoro.

Apparentemente la crescita nell'impiego a tempo pieno è avvenuta principalmente nel settore a basso salario. Tra il 2009 ed il 2010, più della metà dei nuovi posti di lavoro erano posti di agenzie di lavoro temporaneo; nel 2011, ogni cinque nuovi posti di lavoro uno era di questi. Ed anche i numeri record delle nuove posizioni annunciati nel dicembre 2010 consistono principalmente di posizioni di agenzie di lavoro temporaneo o di posti di lavoro in settori a basso salario, come il rifornimento di cibo e bevande.

Quello che il governo, i rappresentanti dei datori di lavoro ed i sindacati stanno celebrando come un successo è un'espansione massiccia del settore a basso salario. Prova di questo è il numero crescente dei pagamenti sociali "aggiuntivi" ai lavoratori a tempo pieno. Nel 2011, quasi 1,5 milioni di lavoratori erano idonei per questi benefici statali perché i loro salari erano così bassi. Di questi, 331.000 avevano posti di lavoro a tempo pieno ma venivano loro pagati ancora salari sotto il minimo del sussidio di disoccupazione.

Come risultato di questo massiccio incremento nel lavoro a bassa retribuzione e/o part-time, molti di questi lavoratori cercano di trovare dei secondi posti di lavoro, o anche più di una "attività secondaria pagata", per guadagnare appena a sufficienza per sopravvivere. Comunque, attualmente non vi è nessuna statistica che documenti questa tendenza inevitabile. Nondimeno, l'ufficio ricerche della BA l'anno scorso che nel 2011 quasi 2 milioni di lavoratori avevano almeno un posto di lavoro extra.

La diffusione di posti di lavoro insicuri, a basso salario porta ulteriori svantaggi. Innanzitutto, in questo settore l'avvicendamento è estremamente alto: più della metà di tutte le assegnazioni temporanee e dopo meno di tre mesi. Molti lavoratori temporanei devono impegnarsi a prestare servizio immediatamente dopo che terminano i loro contratti.

Secondo il rapporto della BA, attorno a 2,8 milioni di lavoratori hanno perduto i loro posti di lavoro tra novembre 2010 e novembre 2011. Uno su quattro di questi lavoratori (737.000) ha richiesto con successo il sussidio di disoccupazione. Questo rappresenta un aumento del 20% paragonato al 2008. Il giornale tedesco Süddeutsche Zeitung ha citato dal rapporto: "O i loro contratti di lavoro erano troppo brevi per permettere loro di reclamare il licenziamento ingiusto, o i loro salari erano troppo bassi per loro per cadere pienamente dal sussidio di disoccupazione e perciò hanno dovuto essere colmati da ALG".

Il sistema dei sussidi di disoccupazione tedesco ha due stadi: Arbeitslosengeld (Fondi disoccupazione, ALG) I e II. ALG I può essere richiesto soltanto da quelli che hanno pagato i contributi di assicurazione all'impiego per almeno un anno nei due anni prima di avere perduto il posto di lavoro. I sussidi ALG I vengono pagati fino a 12 mesi e sono basati sul reddito precedente. I reclamanti sposati con almeno un bambino ricevono il 67% del reddito netto precedente; tutti gli altri ricevono il 60%.

Dopo un anno, il diritto acquisito a ALG I scade normalmente. ALG II viene visto come fondamentale sussidio della sicurezza sociale e viene pagato soltanto a quelli che hanno consumato tutti i loro risparmi, che non riescono più a provvedere a loro stessi ed alla loro famiglia e che non hanno partner sposati nella posizione di farlo. I sussidi  dei livelli ALG II non sono collegati a guadagni precedenti o ai pagamenti di contributi di assicurazione all'impiego. Una persona singola è intitolato a €374 al mese più alloggio e costi del riscaldamento.

L'impiego nel settore a basso salario, interrotto da frequenti periodi di disoccupazione, porta con se la conseguenza addizionale dell'idoneità drasticamente ridotta alle pensioni di lavoro, che significa che questi lavoratori sono predestinati alla povertà in età anziana. Già sempre più pensionati devono richiedere pagamenti sociali o trovare lavoro per arrivare alla fine del mese. Lo scorso anno, circa 660.000 persone tra i 65 e i 74 anni svolgevano lavori part-time, quasi il 60% in più che nel 2000.

La povertà in età anziana è diretta ad incrementare ulteriormente, perché una nuova politica che istituisce la crescita progressiva dell'età pensionabile da 65 a 67 anni renderà ancora più difficile per gli anziani trovare lavoro pagato, a causa dell'aumento di coloro che cercano lavoro in questo gruppo d'età. Comunque, nonostante la crescente pressione a continuare a lavorare, ogni secondo pensionato è già stato costretto a prendere il prepensionamento.

Il Ministero del Lavoro tedesco la scorsa settimana ha confermato che il peggioramento delle condizioni cui sono esposte le persone disoccupate più vecchie è direttamente attribuibile alla recente alterazione dei parametri statistici dell'impiego. Nel 2007, delle nuove regole hanno determinato che i reclamanti disoccupati sopra i 58 anni di età, che non sono stati in grado di trovare un posto di lavoro nei 12 mesi precedenti, non devono più essere conteggiati come disoccupati. I centri del lavoro sono perciò incoraggiati a trattare queste categorie di cercatori di lavoro come una bassa priorità, perché dopo 12 mesi scompariranno in ogni caso dalle statistiche.

I disoccupati a lungo termine dopo l'età di 58 anni sono soltanto una delle categorie che non vengono conteggiate nelle statistiche della disoccupazione. Anche  studenti in formazione continua, internati, genitori singoli di figli sotto i tre anni e persone che sono da poco disoccupate o che non possono lavorare a causa di malattia (e che perciò non soddisfano ancora i criteri di idoneità per ALG) non sono inclusi.

La cifra ufficiale della disoccupazione tedesca per dicembre 2010 era appena sotto 2,8 milioni. Ma nello stesso ,mese, più di 5,2 milioni di persone idonee al lavoro tra l'età di 15 e 65 anni stavano ricevendo ALG I o II. Se si sottrae da questo totale il numero crescente di lavoratori a paga bassa che richiedono "integrazioni" questo risulta in un totale di 4 milioni di disoccupati. Ed neanche questa cifra non comprende tutti.

Senza diversi trucchi statistici, le cifre della disoccupazione del governo sarebbero assai al di sopra della cifra ufficiale del 6,6%. Tra le altre cose, il Ministero del Lavoro le ha ridotte includendo gli autonomi nel totale delle persone idonee al lavoro, sulla quale è basata la percentuale dei disoccupati. Se si utilizzano i metodi di calcolo iniziali, la percentuale dei disoccupati aumenta dal 6,6% al 7,4% della forza lavoro.

Il Süddeutsche Zeitung ha commentato come segue sulle ultime cifre dell'occupazione: "Questo successo è stato realizzato da tutti i partecipanti: i lavoratori, che hanno contribuito a riportare la competitività economica rinunciando per anni ad incrementi salariali. Le stesse imprese, modernizzando le loro strutture ed i politici, che hanno rotto la forma restrittiva del mercato del lavoro per mezzo di Agenda 2010".

Infatti, il governo di coalizione socialdemocratici-verdi sotto Gerhard Schröder tra il 1998 ed il 2005 con la sua Agenda 2010 ha implementato devastanti tagli sociali, che hanno impoverito i disoccupati e dato l'avvio ad una massiccia espansione del settore a basso salario. Le imprese effettivamente hanno "ristrutturato", per approfittare delle nuove possibilità per i contratti di lavoro temporaneo fornite dal governo Schröder. I sindacati sono stati realmente dei partner in questo processo e hanno lavorato in stretta associazione con il cancelliere Schröder, con il suo successore Angela Merkel e con i padroni stessi.

La crescente povertà ed i salari calanti sono le conseguenze dirette di questa "cooperazione".