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L'Agenzia Federale per l'Impiego (BA) si vanta che siano
impiegati più lavoratori tedeschi che mai prima. L'attuale totale
della disoccupazione ufficiale di meno di 3 milioni stando alle
supposizioni è il più basso in molti anni. Queste cifre
apparentemente positive, che parzialmente risultano da manipolazioni
statistiche, effettivamente nascondono un'amara realtà: la maggior
parte del recente aumento dell'occupazione è stato realizzato
attraverso una massiccia crescita nel settore a basso salario e dei
posti di lavoro part-time precari.
Secondo le statistiche governative, il numero di coloro
impiegati in Germania nel novembre 2011 è cresciuto (in confronto
all'anno precedente) di più di mezzo milione, a 41,6 milioni.
Comunque, soltanto circa 29 milioni di questi posti di lavoro erano
posizioni assicurate socialmente; 7,3 milioni erano dei cosiddetti
"mini posti di lavoro", dove i lavoratori sono pagati €400 al mese o
meno, mentre il resto consiste di impiegati statati, militari e
lavoratori autonomi.
La BA enfatizza che l'incremento nell'occupazione sia
direttamente collegato alla crescita nel numero dei posti di lavoro
assicurati socialmente—un
aumento di circa 700.000 lo scorso anno. Comunque, quasi la metà di
questi nuovi posti di lavoro risultano essere posti di lavoro
part-time in settori a basso salario. Circa 5,5
milioni di persone lavorano attualmente in questi posti di lavoro.
Apparentemente la crescita nell'impiego a tempo pieno è
avvenuta principalmente nel settore a basso salario. Tra il 2009 ed
il 2010, più della metà dei nuovi posti di lavoro erano posti di
agenzie di lavoro temporaneo; nel 2011, ogni cinque nuovi posti di
lavoro uno era di questi. Ed anche i numeri record delle nuove
posizioni annunciati nel dicembre 2010 consistono principalmente di
posizioni di agenzie di lavoro temporaneo o di posti di lavoro in
settori a basso salario, come il rifornimento di cibo e bevande.
Quello che il governo, i rappresentanti dei datori di lavoro ed
i sindacati stanno celebrando come un successo è un'espansione
massiccia del settore a basso salario. Prova di questo è il numero
crescente dei pagamenti sociali "aggiuntivi" ai lavoratori a tempo
pieno. Nel 2011, quasi 1,5 milioni di lavoratori erano idonei per
questi benefici statali perché i loro salari erano così bassi. Di
questi, 331.000 avevano posti di lavoro a tempo pieno ma venivano
loro pagati ancora salari sotto il minimo del sussidio di
disoccupazione.
Come risultato di questo massiccio incremento nel lavoro a
bassa retribuzione e/o part-time, molti di questi lavoratori cercano
di trovare dei secondi posti di lavoro, o anche più di una "attività
secondaria pagata", per guadagnare appena a sufficienza per
sopravvivere. Comunque, attualmente non vi è nessuna statistica che
documenti questa tendenza inevitabile. Nondimeno, l'ufficio ricerche
della BA l'anno scorso che nel 2011 quasi 2 milioni di lavoratori
avevano almeno un posto di lavoro extra.
La diffusione di posti di lavoro insicuri, a basso salario
porta ulteriori svantaggi. Innanzitutto, in questo settore
l'avvicendamento è estremamente alto: più della metà di tutte le
assegnazioni temporanee e dopo meno di tre mesi. Molti lavoratori
temporanei devono impegnarsi a prestare servizio immediatamente dopo
che terminano i loro contratti.
Secondo il rapporto della BA, attorno a 2,8 milioni di
lavoratori hanno perduto i loro posti di lavoro tra novembre 2010 e
novembre 2011. Uno su quattro di questi lavoratori (737.000) ha
richiesto con successo il sussidio di disoccupazione. Questo
rappresenta un aumento del 20% paragonato al 2008. Il giornale
tedesco
Süddeutsche Zeitung
ha citato dal rapporto: "O
i loro contratti di lavoro erano troppo brevi per permettere loro di
reclamare il licenziamento ingiusto, o i loro salari erano troppo
bassi per loro per cadere pienamente dal sussidio di disoccupazione
e perciò hanno dovuto essere colmati da ALG".
Il sistema dei sussidi di disoccupazione tedesco ha due stadi:
Arbeitslosengeld
(Fondi disoccupazione,
ALG) I e II. ALG I può essere richiesto soltanto
da quelli che hanno pagato i contributi di assicurazione all'impiego
per almeno un anno nei due anni prima di avere perduto il posto di
lavoro. I sussidi ALG I vengono pagati fino a 12 mesi e sono basati
sul reddito precedente. I reclamanti sposati con almeno un bambino
ricevono il 67% del reddito netto
precedente; tutti gli altri ricevono il 60%.
Dopo un anno, il diritto acquisito a ALG I scade normalmente.
ALG II viene visto come fondamentale sussidio della sicurezza
sociale e viene pagato soltanto a quelli che hanno consumato tutti i
loro risparmi, che non riescono più a provvedere a loro stessi ed
alla loro famiglia e che non hanno partner sposati nella posizione
di farlo. I sussidi dei livelli ALG II non sono collegati a
guadagni precedenti o ai pagamenti di contributi
di assicurazione all'impiego. Una persona singola è intitolato a
€374 al mese più alloggio e costi del riscaldamento.
L'impiego nel settore a basso salario, interrotto da frequenti
periodi di disoccupazione, porta con se la conseguenza addizionale
dell'idoneità drasticamente ridotta alle pensioni di lavoro, che
significa che questi lavoratori sono predestinati alla povertà in
età anziana. Già sempre più pensionati devono richiedere pagamenti
sociali o trovare lavoro per arrivare alla fine del mese. Lo scorso
anno, circa 660.000 persone tra i 65 e i 74 anni svolgevano lavori
part-time, quasi il 60% in più che nel 2000.
La povertà in età anziana è diretta ad incrementare
ulteriormente, perché una nuova politica che istituisce la crescita
progressiva dell'età pensionabile da 65 a 67 anni renderà ancora più
difficile per gli anziani trovare lavoro pagato, a causa
dell'aumento di coloro che cercano lavoro in questo gruppo d'età.
Comunque, nonostante la crescente pressione a continuare a lavorare,
ogni secondo pensionato è già stato costretto a prendere il
prepensionamento.
Il Ministero del Lavoro tedesco la scorsa settimana ha
confermato che il peggioramento delle condizioni cui sono esposte le
persone disoccupate più vecchie è direttamente attribuibile alla
recente alterazione dei parametri statistici dell'impiego. Nel 2007,
delle nuove regole hanno determinato che i reclamanti disoccupati
sopra i 58 anni di età, che non sono stati in grado di trovare un
posto di lavoro nei 12 mesi precedenti, non devono più essere
conteggiati come disoccupati. I centri del lavoro sono perciò
incoraggiati a trattare queste categorie di cercatori di lavoro come
una bassa priorità, perché
dopo 12 mesi scompariranno in ogni caso dalle
statistiche.
I disoccupati a lungo termine dopo l'età di 58 anni sono
soltanto una delle categorie che non vengono conteggiate nelle
statistiche della disoccupazione. Anche studenti in
formazione continua, internati, genitori singoli di
figli sotto i tre anni e persone che sono da poco disoccupate o che
non possono lavorare a causa di malattia (e che perciò non
soddisfano ancora i criteri di idoneità per ALG) non sono inclusi.
La cifra ufficiale della disoccupazione tedesca per dicembre
2010 era appena sotto 2,8 milioni. Ma nello stesso ,mese, più di 5,2
milioni di persone idonee al lavoro tra l'età di 15 e 65 anni
stavano ricevendo ALG I o II. Se si sottrae da questo totale il
numero crescente di lavoratori a paga bassa che richiedono
"integrazioni" questo risulta in un totale di 4 milioni di
disoccupati. Ed neanche questa cifra non comprende tutti.
Senza diversi trucchi statistici, le cifre della disoccupazione
del governo sarebbero assai al di sopra della cifra ufficiale del
6,6%. Tra le altre cose, il Ministero del Lavoro le ha ridotte
includendo gli autonomi nel totale delle persone idonee al lavoro,
sulla quale è basata la percentuale dei disoccupati. Se si
utilizzano i metodi di calcolo iniziali, la percentuale dei
disoccupati aumenta dal 6,6% al 7,4% della forza lavoro.
Il
Süddeutsche Zeitung
ha commentato come segue sulle
ultime cifre dell'occupazione: "Questo successo è stato realizzato
da tutti i partecipanti: i lavoratori, che hanno contribuito a
riportare la competitività economica rinunciando per anni ad
incrementi salariali. Le stesse imprese, modernizzando le loro
strutture ed i politici, che hanno rotto la forma restrittiva del
mercato del lavoro per mezzo di
Agenda 2010".
Infatti, il governo di coalizione socialdemocratici-verdi sotto
Gerhard Schröder
tra il 1998 ed il 2005 con la sua
Agenda 2010
ha implementato devastanti tagli sociali, che
hanno impoverito i disoccupati e dato l'avvio ad una massiccia
espansione del settore a basso salario. Le imprese effettivamente
hanno "ristrutturato", per approfittare delle nuove possibilità per
i contratti di lavoro temporaneo fornite dal governo
Schröder.
I sindacati sono stati realmente dei partner in questo processo e
hanno lavorato in stretta associazione con il cancelliere
Schröder,
con il suo successore
Angela Merkel
e con i padroni stessi.
La crescente povertà ed i salari calanti sono le conseguenze
dirette di questa "cooperazione".
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