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I risultati elettorali forniscono un'importante, sebbene
imperfetta, istantanea dell'umore nella società in ogni dato periodo.
Sebbene non possano riflettere la piena complessità dei cambiamenti
sotterranei che si svolgono, forniscono percezioni preziose. I processi
che si sviluppano senza far rumore negli anni e nei decenni
improvvisamente emergono e prendono forma. In questi risultati,
nel corso del tempo,
si possono tracciare i cambiamenti demografici,
economici, sociali ed ideologici che hanno luogo sotto la superficie
della società, come riflessi nell'urna elettorale.
Talvolta vi sono periodi prolungati di stasi relativa, seguiti da
trasformazioni e cambiamenti drammatici. Partiti e politici che parevano
immutabili sopravvivono alla loro utilità storica e sono spazzati via
dalla scena della storia e rimpiazzati da altri—che a loro volta salgono e cadono. A volte,
dei vecchi involucri politici vengono riempiti di nuovo contenuto
sociale—i nomi restano gli stessi—ma le forze sociali che rappresentano non lo sono.
In ultima analisi, i partiti politici riflettono gli interessi di
differenti classi o strati di classi. Come la base economica sottostante
per il dominio capitalista entra in crisi, così anche fanno le forme
politiche ed ideologiche del sistema. Questo è un processo complesso e
contraddittorio, non diretto e meccanico. Nondimeno, le basi per queste
crisi sono radicate nella struttura economica della società.
I Democratici ed i Repubblicani, entrambe i quali rappresentano gli
interessi della classe capitalista, controllano la politica americana da
più di 150 anni. Sono stati in grado di assicurare il loro dominio
poggiando sulla classe lavoratrice, mettendo uno strato contro l'altro,
offrendo le briciole ad alcuni mentre opprimevano ferocemente altri, per
rappezzare l'apparenza di una base elettorale d'appoggio. Ciò è
continuato fino al 21° secolo sulla base della crescita economica
post-IIGM, dell'inedia sociale e del ruolo pernicioso dei leader
sindacali, che si sono rifiutati di rompere con questi partiti ed
offrire un'alternativa politica della classe lavoratrice.
Ma la crescita economica è finita da lungo tempo. Ci sono voluti
diversi anni di crisi per bruciare via il grasso, far deragliare
l'inerzia e scuotere la fiducia della gente nel sistema. La crisi del
2008 ha accelerato il processo. L'8 novembre abbiamo visto l'ultima
manifestazione politica della crisi. Questo, a sua volta, darà un
ritorno d'informazioni sulla crisi economica e sociale e vice versa. La
relativa stabilità degli ultimi decenni è morta e sepolta.
In cerca di risposte
Parte del processo di cercare una via d'uscita dalla crisi è la
prova di partiti e leader esistenti. Senza nessun partito tradizionale
di massa della classe lavoratrice, i lavoratori americani devono passare
per una variante particolarmente strana di questa esperienza.
Brancolando nel buio senza una guida dai leader sindacali, battersi gli
stinchi e masticarsi le punte nel processo. Tuttavia, alla fine si
accenderanno le luci e la realtà di quello che stanno affrontando ed il
bisogno di una maniera molto diversa di fare le cose diventerà evidente.
Una volta che i lavoratori americani concludono che sono necessari nuovi
partiti, leader e metodi di lotta, per il capitalismo sarà ora di
spegnere le luci.
A distanza di soltanto pochi mesi, abbiamo visto l'ignominiosa
caduta di
Jeb Bush
e di Hillary Clinton, gli eredi selezionati
delle loro trincerate dinastie politiche. Siamo pure stati testimoni
della spettacolare ascesa e del crollo di
Bernie Sanders—che si è spinto nel fiume
non rompendo con i Democratici e non correndo come un indipendente—e la
scombussolata vittoria finale dell'ultimo fattosi dal nulla,
Donald J. Trump.
Sebbene Trump
e Sanders, ciascuno a suo modo, abbia
aiutato il proprio rispettivo partito a mantenere la sua rilevanza
attraverso un altro ciclo elettorale, le forze che hanno liberato
affretteranno la finale demolizione di questi pilastri del
domino capitalista.
All'ala destra liberale della classe dominante sono stati dati otto
anni per risolvere i problemi della classe lavoratrice, ma ha fallito.
Una combinazione di disillusione, astensione, il Collegio Elettorale e
la cristallizzazione di campanilismo della classe lavoratrice
urbana/rurale che ha inclinato l'equilibrio in alcuni stati chiave, ha
dato la vittoria all'ala destra conservatrice.
Ma, come vedremo, non ha nessun reale mandato. Ora Trump sta
mettendo insieme il suo gabinetto, circondandosi di ideologi reazionari
e di banchieri come
Stephen Bannon, Newt
Gingrich, Rudy Giuliani, Steven Mnuchin ed altri.
In futuri articoli esploreremo dettagliatamente questa galleria di
furfanti. E' sufficiente affermare che questa autentica "cucina di
ladri" accelererà soltanto la decomposizione del partito "vincente"—che ha pure il controllo del Congresso. Trump non ha
nessuna scusa per
non tenere alle sue altisonanti promesse di politica interna ed
estera, molte delle quali sono contraddittorie ed in discordia con la
piattaforma del suo partito—per non dire irrealizzabili in pieno o nemmeno in parte
sotto il capitalismo.
La fiducia nell'intero sistema ed in tutte le sue istituzioni sono
già ad un livello basso da record ed anche se al principio alcune
persone gli daranno una possibilità, Trump finirà con lo spingere ancora
più in basso la fiducia nel sistema.
"Non mi pento di non aver votato"
Questa mancanza di fiducia era in piena mostra il giorno delle
elezioni poiché la partecipazione
è rimasta stagnante nonostante gli appelli preoccupati di entrambe le parti
di uscire a votare. Soltanto il 58,4% degli aventi diritto si è dato il
fastidio di andare a votare, un
tasso molto più
basso che nella maggior parte dei paesi sviluppati e più
basso persino che in paesi come Turchia e Messico. Il motivo è chiaro:
decine di milioni di persone si astengono perché sanno istintivamente
che il loro voto non cambierà nulla. Non importa chi vinca, eccesso di
lavoro, bassi salari, debiti, tensione ed insicurezza continueranno.
Quest'anno ha visto i due candidati più disprezzati nella memoria
recente impegnarsi in una guerra d'attrito personale che non ha offerto
che opzioni negative di sconfiggere l'"altro" candidato. E senza
macchine e procedure per votare standardizzate—ed il fatto che il voto ha luogo in un giorno di
martedì lavorativo—milioni di persone non potevano essere infastiditi per
arrivare in tempo alle votazioni.
Tuttavia, anche il
58,4%è un'esagerazione. I media riferiscono della
partecipazione di "aventi diritto"—non della popolazione totale in età per votare—per gonfiare il numero. Nel 2016 231 milioni di
americani avevano legalmente il diritto di voto. Nondimeno, questo non
comprende i 20 milioni o più residenti negli USA in età per votare che
non sono in grado di intervenire perché sono in prigione, sono criminali
condannati oppure che, a causa della loro condizione di immigrazione,
non hanno nessun diritto nonostante lavorino e paghino le tasse in
questo paese.
Secondo il
Pew Research Center, gli USA si sono classificati 31° di 35
paesi principalmente dell'OCSE per affluenza elettorale sulla base
dell'età per votare della popolazione. Alla fine soltanto il 24,7% della
popolazione in età per votare ha votato per Trump—persino meno del 25,4% che ha votato per la Clinton—difficilmente un mandato.
Nessun candidato ha ottenuto la maggioranza dei voti dati in
nessuno stato eccetto
Washington, DC—che non è nemmeno uno stato—e che, espressivamente,
ha votato al 90% per la Clinton. In sei stati soltanto, più
Washington DC, l'affluenza è stata abbastanza alta che uno dei
candidati ha ottenuto più voti del totale degli astenuti:
Iowa
e Wisconsin
per Trump
e Maine, Massachusetts, Minnesota, New Hampshire e
DC
per la Clinton.
Per inserire queste cose nel recente contesto storico, considerate
i seguenti totale per il candidato vincente nelle ultime tre elezioni:
·
2008 (Obama): 69,5
milioni
·
2012 (Obama): 65,9 milioni
·
2016 (Trump): 61,9 milioni
Questa caduta nei voti per il "vincitore" è ancora più drammatica
quando si considera che nel corso degli ultimi otto anni la
popolazione è cresciuta di una stima di 21 milioni di persone. In cima a
tutto ciò, 14 stati—inclusi importanti stati oscillanti—quest'anno avevano in vigore delle nuove restrizioni al
voto che erano chiaramente intese a ridurre la
partecipazione elettorale tra lgli aventi diritto di voto delle
minoranze. Quando tutto questo viene messo assieme, non c'è da
meravigliarsi che l'idea queste elezioni riflettano la "volontà del
popolo" suona vuota.
The key to understanding the result is the fact that an
estimated 9 million fewer people voted in 2016 as compared to four years
ago—and about 7 million of those had voted for the Democrats in 2012.
Although some 1.9 million of them switched their votes to the
Republicans, most of these former Democratic voters simply stayed home.
As the New York Times put it, “The election was notable as much
for the people who did not show up, as for those who did.”
La chiave per comprendere il risultato è il fatto che nel 2016 ha
votato una stima di 9 milioni di persone in meno paragonato a quattro
anni fa—e circa 7 milioni di quelli nel 2012 avevano votato per
i Democratici.
Alcuni esempi illustrano concretamente gli effetti elettorali di 30
anni di declino della classe lavoratrice e del tradimento dei
Democratici "amici dei lavoratori":
·
In un sondaggio app
Brigade tenuto prima delle elezioni, il 2% dei Repubblicani
registrati ha dichiarato che avrebbe votato per Hillary, mentre il 40%
dei Democratici registrati ha dichiarato che avrebbe votato per Trump.
Più donne che uomini del Partito
Democratico hanno indicato che si
sarebbero mosse dall'altra parte a votare per Trump.
·
Un terzo delle 700 contee che in precedenza hanno votato per Obama
hanno voltato e hanno votato per Trump.
·
La Clinton ha ricevuto 129.000 voti in meno di quelli ricevuti da
Obama quattro anni fa nella pesantemente democratica Detroit—e ha perduto lo stato per circa 61.000 voti totali.
·
La Clinton ha ricevuto 95.000 voti in meno
di quelli ricevuti da Obama
nella pesantemente democratica Milwaukee—e ha perduto lo stato per 73.000 voti totali.
Come si è espresso un barbiere di
Milwaukee, "Non sono spiaciuto.
Milwaukee è stanca. Entrambe erano terribili. Non fanno mai
nulla per noi comunque".
·
Il 29% degli elettori latini, comprese il 26% delle donne latine
che hanno sostenuto
Donald Trump.
·
Più donne bianche—il
53%—ha
votato per Trump invece che per la Clinton. Soltanto l'1% in tutto delle
elettrici hanno cambiato per i Democratici. Molte donne l'hanno vista
chiaramente più preoccupata per la sua carriera mentre difendeva un
sistema che tiene le donne lavoratrici e tutti i lavoratori in catene.
·
Gli
exit polls del NY Times
hanno dimostrato che i giovani hanno cambiato per i Repubblicani per
+5% e che,
attraverso il paese, tutti i gruppi etnici hanno cambiato verso i
repubblicani: +1%
di bianchi, +7%
di neri, +8%
di latinos.
·
Il 50% degli iscritti al sindacato ha votato
per Trump, nonostante gli sforzi frenetici dei leader sindacali di
tenerli in linea a votare per la Clinton.
La presidenza di Obama terminerà con i Democratici in possesso di
11 seggi del Senato in meno, più di 60 seggi in meno alla Camera dei
Rappresentanti, almeno 14 governatorati in meno e più di 900 seggi in
meno nelle legislature di stato di quando è entrato in carica. I
Democratici hanno controllato il Congresso dal 2008 al 2010 e cosa hanno
fatto? Nel lontano 2008, sono state gettate le basi per annientare nel
2016 quelli in carica.
Democrazia in stile americano
Cosa dire del fastidioso dettaglio che in realtà la Clinton ha
ricevuto 1,7 milioni di voti in più di Trump? Come è possibile che il
"vincitore" possa prendere la carica mentre ha ricevuto quei molti voti
in meno?
Come abbiamo scritto prima delle elezioni in
Le elezioni USA
2016:
alla vigilia dell'Armageddon, “E non
dimentichiamoci del Collegio Elettorale. Per tutto il trambusto sulla
democrazia e la volontà della maggioranza, l'8 novembre non un singolo
americano voterà per il presidente. Il
Collegio
Elettorale è una delle molte valvole di sicurezza costruite nella
Costituzione USA per assicurarsi che le masse non prendano troppo alla
lettera la democrazia. E' alterata verso l collegi elettorali rurali più
conservatori e significa che in realtà i votanti votano per degli
'elettori' non eletti che non sono legalmente tenuti a votare per il
candidato più votato dall'elettorato nel loro distretto. Ricordate,
questa è democrazia per la borghesia, non per la classe lavoratrice".
Per conquistare le chiavi della Casa Bianca un candidato deve
ricevere un minimo di 270 voti elettorali. Gli elettori sono assegnati
nello stesso rapporto dei membri del Congresso, con ciascuno stato che
riceve due voti elettorali per ciascun senatore ed un numero variante di
elettori pari al numero di membri della Camera dei Rappresentanti.
Washington DC ha inoltre assegnati tre elettori, sebbene non abbia
nessuna rappresentanza nel Congresso. Mentre sto scrivendo, non una
singola persona ha ancora votato per il Presidente degli Stati Uniti.
Infatti, i 538 elettori non si riuniranno per votare fino al 18
dicembre.
Perciò perché la Clinton ha umilmente accettato la sconfitta ed è
caduta dal radar del pubblico? Quelli che hanno guardato i dibattiti
ricorderanno la pressione che è stata messa su Trump per dichiarare che
avrebbe riconosciuto i risultati, che ha affermato ripetutamente che
erano truccati. Alla fine si è calmato e ha dichiarato che avrebbe
accettato i risultati—se avesse vinto. Fiduciosa nella vittoria,
la Clinton ha giurato di giocare secondo le regole ed ora è a loro
tenuta. Ironicamente, alcuni anni fa la Clinton ha parlato contro il
Collegio Elettorale ma non ha fatto nulla per determinarne la fine. Ora
lei e la classe dominante USA, che la preferiva a Trump in modo
schiacciante, deve vivere con i frutti avvelenati di questa arcaica
istituzione.
Il 2016 segna la quinta volta dal 1820 che il vincitore del voto
popolare ha perduto la presidenza (le altre sono state nel
1824, 1876, 1888 e 2000).
Più di recente,
George W. Bush è stato dichiarato il 43° presidente nonostante abbia
ricevuto 540.000 voti in meno di Al Gore. Cercando di evitare una
maggiore controversia, Gore ha accettato la sconfitta dopo che la non
eletta Corte Suprema ha deciso che Bush aveva di fatto ottenuto la
Florida sulla base di
“schede truccate”.
Il Collegio Elettorale è stato uno dei molti compromessi tra i
proprietari di piantagioni e di schiavi del Sud ed i mercanti e
banchieri del Nord che misero insieme la Costituzione USA. Poiché gli
Stati del Sud avevano una popolazione molto più piccola di quelli del
Nord e poiché così grande proporzione della loro popolazione erano
schiavi senza diritti, avevano bisogno di un modo per assicurarsi di
avere voce nel governo federale. Il compromesso fu quello dei risultati.
In breve, parte della visione dei "Padri Fondatori" fu di contare gli
schiavi neri come esseri umani. Questo avrebbe contribuito a riempire i
ruoli della popolazione esattamente a sufficienza per concedere agli
stati del Sud alcuni membri del Congresso e voti elettorali in più. In
maniera non sorprendente, quattro dei primi cinque presidenti USA erano
dallo stato schiavista della Virginia e la capitale del paese fu
spostata da
New York City e Filadelfia ad
una palute tormentata dalla malaria dall'altra parte del
fiume Potomac dalla Virginia.
Sebbene la schiavitù fosse terminata, il desiderio di contrastare
il peso crescente della classe lavoratrice urbana ha costretto la classe
dominante a mantenere in funzione come contrappeso il Collegio
Elettorale. Le aree rurali tendono ad essere più conservatrici e
specialmente dopo le lotte sindacali degli anni '30, la violazione
antidemocratica di "una persona, un voto" è stata mantenuta in vigore,
nonostante il declino continuo della popolazione rurale.
Così, per esempio, entrambe gli stati del
Wyoming
e della California ricevono due senatori. Ma, nel
caso del
Wyoming, ciascun senatore rappresenta circa 291.000 residenti,
mentre ciascuno dei senatori della California rappresenta 19,2 milioni
di persone.
Il
Wyoming riceve soltanto un rappresentante alla Camera USA e la
California ne riceve 53. Ma l'equilibrio è ancora in maniera
schiacciante a favore del
Wyoming rurale e conservatore, che ha
ricevuto un voto al Collegio Elettorale per 194.000 residenti,
paragonato ai 697.000 residenti per voto del Collegio Elettorale dalla
California. Moltiplicate questo attraverso l'enorme distesa rurale del
paese ed avete un margine statistico a favore degli elettori più
conservatori. Questo è soltanto uno dei molti "pesi e contrappesi" nella
Costituzione—inteso a ridurre il potere della maggioranza
lavoratrice.
Abbastanza stranamente, il presidente eletto sembra concordare che
il Collegio Elettorale si fa beffa del sistema. dopo la rielezione di
Obama, ha twittato Trump, "Il Collegio Elettorale è un disastro per la
democrazia". Ora che ha vinto proprio sulla base di questo meccanismo,
ha raccontato a
Lesley Stahl della CBS che è ancora d'accordo con il suo tweet del
2012: "Non cambierò idea soltanto perché ho vinto . . . Piuttosto vorrei
vedere dove si va con i semplici voti. Sapete, si ottengono 100 milioni
di voti e qualcun altro ottiene 90 milioni di voti e si vince".
Sebbene dichiari di non concordare con esso, Trump, come sempre, è
felice di giocare secondo le regole scritte dai ricchi e potenti per i
ricchi ed i potenti, sia in tempo di tasse che di elezioni.
Crisi costituzionale?
L'idea che il sistema sia truccato ottiene un'ampia eco per una
ragione. Decine di milioni di americani possono vedere che il sistema è
truccato—a favore dei ricchi. Anche se il Collegio Elettorale
fosse abolito ed il presidente fosse eletto da una maggioranza semplice
del voto popolare, non vi sarebbe nessuna opzione praticabile per la
classe lavoratrice. E' per questo che non abbiamo appoggiato né la
Clinton né Trump nonostante la cacofonia del "male minore"dei
Democratici. E' per questo che insistiamo sulla necessità di costruire
un partito socialista di massa che rappresenti la classe lavoratrice.
Ma il litigio sul Collegio Elettorale solleva alcune importanti
questioni sulla praticabilità a lungo termine della più vecchia
repubblica esistente al mondo. Come dimostra ripetutamente la storia,
una formazione sociale in crisi avrà la propria struttura legale
sottoposta a tensione, messa in discussione ed alla fine spezzata. In
aggiunta al compromesso, l'originale Costituzione USA privava del
diritto di voto le donne, la maggior parte degli uomini bianchi, i
nativi americani, molti neri liberati, gli immigrati ecc. Ci sono voluti
due secoli di lotta di classe per emendare la Costituzione al punto
dove, almeno sulla carta, siamo tutti uguali. Ma tutti sanno che in
realtà non è questo il caso.
Il motivo principale per cui la Clinton ha accettato la sua
umiliante sconfitta senza un pigolio è che la classe dominante vuole
disperatamente evitare di attirare troppa attenzione sul Collegio
Elettorale ed altri fatti scomodi sulla Costituzione, che la maggior
parte degli americani non ha nemmeno letto. Preferisce utilizzare altre
misure per cercare di tenere sotto controllo Trump. Se dovesse
mobilitare la gente nelle strade a difesa del vincitore del voto
popolare le cose potrebbero andare rapidamente fuori controllo. Non
potrebbero escludersi una crisi costituzionale e persino elementi di
guerra civile
Come abbiamo spiegato, la Costituzione USA è un'empia mescolanza di
contraddizioni di forme di governo libertarie e centralizzate. Queste
sono radicate nelle origini e nella genesi rivoluzionarie e
controrivoluzionarie di questo paese.
Thomas Jefferson,
che redasse la Dichiarazione d'Indipendenza, era lui
stesso una confusione di contraddizioni. Ma aveva punti di vista
inequivocabili sulla questione della Costituzione, come tratteggiato in
una lettera del 1789 a
James Madison: "Ogni costituzione, quindi, ed ogni legge,
espira naturalmente alla fine di diciannove anni. Deve essere fatta
rispettare più a lungo, è un atto di forza, e non di diritto".
Decenni più tardi, nel 1813, in una lettera a
John Wayne Eppes manteneva la stessa fondamentale opinione: "Le
generazioni di uomini possono essere considerate come enti o
corporazioni. Ciascuna generazione ha l'usufrutto della terra durante
il periodo della sua durata. Quando cessa di esistere, l'usufrutto passa
alla generazione successiva libero e non ingombro e così via
successivamente da una generazione all'altra per sempre. Possiamo
considerare ciascuna generazione come una distinta nazione, con un
diritto, secondo la volontà della sua maggioranza, di vincolare se
stessa, ma nessuno di vincolare la generazione successiva, più degli
abitanti di un altro paese".
Basava la sua cifra di diciannove anni sull'unità generazionale
media della sua epoca. Secondo ogni misura di quello che costituisce una
generazione a 227 anni dall'adozione della Costituzione, almeno
Jefferson concorderebbe che
è arrivato il momento di rivisitare le strutture legali che ci
governano. Alcune cose sono cambiate da quando è stata adottata da una
minuscola manciata della popolazione del tempo. Gli USA sono stati
trasformati da una piccola ex colonia dell'Inghilterra alla maggiore
superpotenza economica ed imperialista mondiale, il suo territorio si è
allargato drammaticamente e la sua popolazione è cresciuta quasi un
centinaio di volte da 3,5 milioni a 320 milioni.
Da parte nostra, crediamo che in una genuina democrazia la
maggioranza della classe lavoratrice dovrebbe avere il diritto di
determinare il proprio destino, incluso il diritto di emendare o di
riscrivere completamente la costituzione, da approvarsi attraverso un
referendum popolare. Per il caso che accada, l'Articolo 5 della
Costituzione USA contiene delle clausole per la convocazione di una
convenzione costituzionale. Diverse legislature di stato hanno già
simbolicamente votato per invocare questo processo. Fino a oggi, la
maggior parte dei tentativi per riscrivere la costituzione sono venuti
dai conservatori del Sud,che pensano che gli statuti che regolano il
paese siano troppo liberali.
Finché la maggioranza degli americani non si sposta in questa
direzione, siamo naturalmente costretti a vivere sotto gli attuali
statuti. Tuttavia, abbiamo abbondanza di idee per quello a cui dovrebbe
somigliare una nuova costituzione, per esempio:
·
Pari diritti di protezione, di voto e di cittadinanza per tutti
quelli che vivono negli Stati Uniti
·
Libertà civili garantite per tutti, nello spirito del
Bill of Rights dell'attuale costituzione
·
Democrazia diretta partecipatoria sulla base di consigli eletti,
con tutti i funzionari eletti soggetti a revoca immediata e che non
guadagnino più di un lavoratore specializzato medio
·
Proprietà pubblica ed amministrazione democratica di ogni società
"troppo grande per fallire", cominciando con i
Fortune 500
·
Una garanzia costituzionale ad un posto di lavoro di qualità con
paga sindacale e protezioni o un posto nell'istruzione
·
Robuste protezioni per sanità, sicurezza ed ambientali
·
Il diritto all'assistenza sanitaria ed all'istruzione gratuite, di
alta qualità ed universali; alloggio sicuro ed accessibile e trasporti
pubblici efficienti per tutti
·
Una riduzione drammatica della settimana lavorativa e generose
ferie e congedo maternità/paternità pagati
Come abbiamo molte volte spiegato, viviamo in una democrazia per i
ricchi. Ci viene concessa
l'apparenza di una voce soltanto perché è più facile governare il popolo
attraverso l'apparenza della democrazia che attraverso la forza palese e
non vi è abbastanza forza a loro disposizione per tenerci giù tutti. In
futuro, una costituzione socialista dovrebbe istituire una nuova serie
di parametri per ciò che possiamo aspettare dalla vita su questo
pianeta.
Come abbiamo visto, Trump è stato eletto da una piccola minoranza
della popolazione, molti dei quali lo hanno visto come un voto di
protesta ed un dito medio allo status quo. Attualmente ha un semplice
42% di tasso di approvazione, il più basso di ogni
presidente al primo mandato da quando si è cominciato a registrare il dato dopo la
IIGM. Nondimeno, questo è il più alto che in ogni periodo durante la
campagna, poiché affaticati dalle elezioni sono disposti a "aspettare e
vedere" cosa fa in carica. Possiamo essere certi che non dovranno
aspettare a lungo allo scopo di vedere cosa rappresenti. Milioni che
alle elezioni erano indifferenti non sono indifferenti ora che si
prepara a prendere il potere. Milioni di altri sono già scesi in strada
e si preparano a fare la loro parte negli anni di tensione e sforzo
davanti a noi.
Mentre molti si ritorcono in orrore per il caos in cui si trova la
società, i marxisti prendono la visione lunga della storia. Comprendiamo
che stiamo sperimentando le tardive doglie del parto di una nuova
società. Il capitalismo è gravido del potenziale per un modo
drammaticamente diverso di organizzare la produzione, la distribuzione e
lo scambio umani. Il potenziale materiale per il socialismo è presente
almeno dagli anni '20, ma la mancanza di una leadership della classe
lavoratrice sufficientemente forte e rivoluzionaria ci ha condannato a
soffrire per molti decenni le contraddizioni del capitalismo. Un
cambiamento è da lungo maturo—come un neonato di molti mesi in ritardo—e ciò da al processo un carattere particolarmente
distorto.
Il compito dei rivoluzionari marxisti è di facilitare la nascita il
più velocemente possibile—in modo che nel processo non muoiano
entrambe la vecchia e la nuova società.
Siamo fiduciosi che l'attuale generazione possa porre fine a questa
sofferenza una volta per tutte. Unitevi alla lotta per la democrazia
socialista dei lavoratori—nella quale la maggioranza governi veramente.
Unitevi alla IMT ed aiutateci ad affrettare
il giorno!
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