Martedì 6 gennaio 2009
Jim Holstun e Joanna Tinker in Electronic Intifada:
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Per più di quattro mesi dopo il 19 giugno 2008, Hamas si è astenuto da qualsiasi azione militare che potesse mettere a repentaglio la tregua o "calma" negoziata con Israele. La prova di ciò è semplice da raggiungere. Per esempio, l'annotazione su Wikipedia degli eventi dell'estate, "Lista di attacchi con razzi e mortai in Israele nel 2008" (corretta il 4 gennaio 2009), basata quasi esclusivamente su giornali e fonti governative israeliani, conferma che non vi è stato nessun attacco con razzi o mortai rivendicato da o plausibilmente attribuito a Hamas durante la calma. Questo può essere verificato anche esaminando gli archivi di rapporti di notizie del periodo. I pochi che sono stati lanciati, nessuno di essi provocando delle vittime, sono stati rivendicati dalla Brigata dei Martiri di al-Aqsa, dalla Jihad Islamica, dalle "Forze Badr" o da nessuno. Il primo ministro di Hamas Ismail Haniyeh ha richiesto ripetutamente una cessazione del fuoco di razzi e ha denunciato quelle fazioni che hanno rotto la tregua. Un portavoce di Hamas ha criticato Fatah per avere permesso alla Brigata dei Martiri di al-Aqsa, che è affiliata con Fatah, di sparare razzi. Nel frattempo, in Cisgiordania gli omicidi delle forze di occupazione israeliane ed i pogrom dei coloni sono continuati inesorabili. Hanno compreso il tentativo da parte di un colono di sparare un razzo fatto in casa verso il villaggio palestinese di Burin, che quasi uccideva un altro colono. Durante la tregua, dunque, i coloni israeliani hanno sparato più razzi (cioè uno) di quanto abbia fatto Hamas. In un documento intitolato "La guerra del terrore di Hamas contro Israele", il ministero degli affari esteri israeliano fornisce prove visive evidenti della buona fede di Hamas durante il periodo di calma.
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