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L'amministrazione Obama prepara l'ordine esecutivo per autorizzare le detenzioni indefinite

di John Burton
23 dicembre 2010

 

L'amministrazione Obama sta redigendo un ordine esecutivo, programmato per la pubblicazione agli inizi del 2011, che autorizza la detenzione indefinita senza imputazione dei prigionieri attualmente detenuti a Guantánamo Bay, Cuba. Il nuovo ordine significa che la prigione rimarrà aperta oppure che questi prigionieri saranno trasferiti a collocazioni permanenti negli USA.

Ai prigionieri sarebbe offerta una "revisione periodica" della loro incarcerazione in una procedura che fa del processo imparziale e dei fondamentali diritti democratici una parodia.

Secondo i rapporti pubblicati per la prima volta martedì sera dal Washington Post e da ProPublica, dei non nominati funzionari USA hanno rivelato che l'ordine esecutivo, che per la prima volta stabilirà la detenzione indefinita come una politica dell'amministrazione Obama, è "nei piani da più di un anno".

Con il disprezzo tipico per i diritti democratici della popolazione, l'annuncio è stato pubblicato attraverso canali non documentati anonimi alla vigilia delle vacanze invernali. E' mirato a preparare l'opinione pubblica per ancora un'altra estensione delle politiche antidemocratiche dell'amministrazione Bush.

Guantánamo Bay è diventato un gulag disprezzato a livello internazionale da quando la prima prigione, Camp Delta, è stato aperto dall'amministrazione Bush agli inizi del 2002 in base al pretesto di incarcerare "combattenti nemici" nella cosiddetta "guerra al terrore". La categoria di "nemico combattente" non aveva nessun precedente nella politica interna o nel diritto internazionale ed è stata adottata solamente allo scopo di porre in un limbo legale delle persone―spogliate di protezione in base sia alla Costituzione USA che alle Convenzioni di Ginevra.

Guantánamo Bay è diventata sinonimo dei più scandalosi attacchi agli essenziali diritti democratici, compresi i rifiuti di habeas corpus, la detenzione senza autorità legale, il rifiuto di patrocinio legale, le privazioni sensorie, gli interrogatori violenti e la tortura vera e propria.

Durante la campagna presidenziale, Obama ha promesso ripetutamente di chiudere i campi di prigionia di Guantánamo Bay, assicurando subito dopo la sua inaugurazione di completare il compito entro gennaio 2010. Con il nuovo ordine proposto, non vi è nessuna chiusura in vista.

La maggior parte dei reclusi di Guantánamo sono minacciati di detenzione a vita e meno affrontano imputazioni che nel giorno in cui Obama è stato eletto.

Il 22 dicembre il segretario alla stampa di Obama Robert Gibbs ha confermato i rapporti, annunciando che "Vi sono alcuni prigionieri che richiederanno la detenzione indefinita", sebbene chiudere le prigioni di Guantánamo, secondo Gibbs, “rimane l'obiettivo del presidente".

Alcuni dei prigionieri trasferiti potrebbero essere trasportati da Guantánamo in prigioni negli Stati Uniti. Non vi è nessuna indicazione che l'ordine esecutivo non si continuerebbe ad applicare―che significa che Obama starebbe ampliando ampiamente la portata della detenzione indefinita.

"Se l'amministrazione Obama riesce ad istituire le detenzioni indefinite sul suolo degli USA", secondo una dichiarazione del Center for Constitutional Rights (CCR), un'organizzazione che ha rappresentato molti prigionieri di Guantánamo, "sarà difficile mantenere la posizione per i 48 uomini di Guantánamo".

Secondo la dichiarazione del CCR, "Questa proposta posa le fondamenta perché le prigioni USA diventino luoghi dove persone da tutto il mondo vengono portate e imprigionate senza imputazione o processo, erodendo la nostra Costituzione e l'aderenza al diritto internazionale in maniera irriconoscibile".

Come al solito, delle fonti anonime dell'amministrazione sostengono che la mano di Obama viene forzata perché la Camera dei Rappresentanti ancora controllata dai democratici ha approvato una legge di autorizzazione della difesa che proibisce di trasferire negli Stati Uniti i prigionieri di Guantánamo per il processo, una componente cruciale del piano iniziale di Obama per chiudere i campi di concentramento. Il provvedimento è stato aggiunto senza far rumore alla legge durante i negoziati per l'abrogazione della "Non ti chiedo, non mi dire".

Comunque, l'amministrazione non ha mai cercato di rovesciare il contenuto delle politiche antidemocratiche implementate da Bush. Dei settori dell'establishment politico hanno favorito la chiusura di Guantánamo a causa della sua reputazione internazionale, mentre hanno mantenuto intatta la sostanza della politica.

Secondo dei rapporti, il nuovo ordine esecutivo interessa direttamente 48 prigionieri che l'amministrazione Obama ha classificato come troppo pericolosi per essere rilasciati ma che non possono essere messi sotto processo. Secondo il Washington Post, "funzionari non nominati" hanno affermato che i prigionieri non possono affrontare il processo perché per ottenere le prove contro di loro è stata utilizzata la tortura. Senza le prove della tortura, i casi contro di loro "non soddisferebbero gli standard legali".

Vi sono almeno altri 126 prigionieri incarcerati a Guantánamo la cui posizione rimane incerta.

Le fonti anonime dell'amministrazione sostengono che l'ordine esecutivo estenderà i diritti dei prigionieri istituendo un "processo di revisione del detenuto" che permetterà un accesso limitato alle prove e agli avvocati per delle udienze a intervalli designati, forse una volta l'anno. Un rapporto del New York Times ha descritto l'ordine esecutivo come l'istituzione di "qualcosa come una commissione per il rilascio sulla parola per valutare se ciascun detenuto posi una continua minaccia oppure se possa essere trasferito senza pericolo in un altro paese".

Comunque, in base alla Costituzione, le commissioni per il rilascio sulla parola, che solitamente sono riempite di dipendenti politici e danno considerazione molto limitata ai casi davanti ad esse, entrano in gioco soltanto dopo che qualcuno è condannato per un crimine. In base al piano dell'amministrazione Obama, i prigionieri possono essere detenuti per il resto della loro vita senza un processo civile o anche una commissione militare.

Non vi è nessuna ragione di credere che l'ordine esecutivo sarà limitato soltanto agli attuali prigionieri di Guantánamo. Per oltre un anno l'amministrazione Obama ha insistito di avere il potere di detenere chiunque indichi come "sospetto terrorista" indefinitamente e senza revisione giudiziaria, fondata sull'Authorization to Use Military Force del Congresso che è arrivata come conseguenza degli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001 a New York e Washington. Questo è lo stesso fondamento logico utilizzato dall'amministrazione Bush.

La notizia dell'ordine esecutivo proposto è stata denunciata dai sostenitori dei diritti civili.

Jameel Jaffer, un avvocato di sicurezza nazionale alla American Civil Liberties Union, ha dichiarato che l'ordine esecutivo "normalizzerebbe e istituzionalizzerebbe la detenzione indefinita ed altre politiche" introdotte dall'amministrazione Bush. Laura W. Murphy, direttrice dell'ufficio legislativo di Washington della American Civil Liberties Union, ha aggiunto che "La nostra Costituzione richiede che si accusino e si perseguano persone accusate di reati. Non si può vendere un piano di detenzione indefinita apponendo alcuni ninnoli sul processo imparziale e pensare che ciò ripristini il dominio della legge".

L'ordine esecutivo è un'estensione dell'attacco ai diritti democratici attuato dall'amministrazione Obama da quando è entrata inizialmente in carica.

Mentre si è rifiutata di avviare un singolo procedimento penale per qualsiasi dei crimini di guerra commessi, l'amministrazione Obama è intervenuta nei processi in tribunale per bloccare le cause civili contro funzionari dell'amministrazione Bush per tortura e spionaggio interno. I documenti di WikiLeaks recentemente pubblicati dimostrano che l'amministrazione ha collaborato con i governi di Spagna e Germania per impedire sfide legali a queste stesse politiche.

Obama ha firmato la condanna a morte per il cittadino USA Anwar Al-Awlaki e utilizzato argomenti da Comma 22 per impedire a suo padre di impugnare in tribunale l'ordine di assassinio extra-giudiziale.

Gli avvocati dell'amministrazione Obama hanno autorizzato le incursioni dell'FBI nelle case e negli uffici di attivisti contro la guerra sulla base che opponendosi all'imperialismo USA forniscono "sostegno materiale" alle organizzazioni terroristiche.