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L'amministrazione Obama sta redigendo un ordine esecutivo,
programmato per la pubblicazione agli inizi del 2011, che autorizza
la detenzione indefinita senza imputazione dei prigionieri attualmente
detenuti a
Guantánamo Bay, Cuba. Il nuovo ordine significa che la prigione
rimarrà aperta oppure che questi prigionieri saranno trasferiti a
collocazioni permanenti negli USA.
Ai prigionieri sarebbe
offerta una "revisione periodica" della loro incarcerazione in una
procedura che fa del processo imparziale e dei fondamentali diritti
democratici una parodia.
Secondo i rapporti pubblicati per la prima volta martedì sera
dal
Washington Post e da ProPublica, dei non nominati
funzionari USA hanno rivelato che l'ordine esecutivo, che per la
prima volta stabilirà la detenzione indefinita come una politica
dell'amministrazione Obama, è "nei piani da più di un anno".
Con il disprezzo tipico per i diritti democratici della
popolazione, l'annuncio è stato pubblicato attraverso canali non
documentati anonimi alla vigilia delle vacanze invernali. E' mirato
a preparare l'opinione pubblica per ancora un'altra estensione delle
politiche antidemocratiche dell'amministrazione Bush.
Guantánamo Bay è diventato un gulag disprezzato a livello
internazionale da quando la prima prigione,
Camp Delta, è stato aperto dall'amministrazione Bush agli inizi del
2002 in base al pretesto di incarcerare "combattenti nemici" nella
cosiddetta "guerra al terrore". La categoria di "nemico combattente"
non aveva nessun precedente nella politica interna o nel diritto
internazionale ed è stata adottata solamente allo scopo di porre in
un limbo legale delle persone―spogliate
di protezione in base sia alla Costituzione USA che alle Convenzioni
di Ginevra.
Guantánamo Bay è diventata sinonimo dei più scandalosi attacchi agli
essenziali diritti democratici, compresi i rifiuti di
habeas corpus, la detenzione senza autorità legale, il rifiuto di
patrocinio legale, le privazioni sensorie, gli interrogatori
violenti e la tortura vera e propria.
Durante la campagna presidenziale, Obama ha promesso
ripetutamente di chiudere i campi di prigionia di
Guantánamo Bay,
assicurando subito dopo la sua inaugurazione di completare il
compito entro gennaio 2010. Con il nuovo ordine proposto, non vi è
nessuna chiusura in vista.
La maggior parte dei reclusi di
Guantánamo sono minacciati di detenzione a vita e meno
affrontano imputazioni che nel giorno in cui Obama è stato eletto.
Il 22 dicembre il segretario alla stampa di Obama
Robert Gibbs
ha confermato i rapporti, annunciando che "Vi sono alcuni
prigionieri che richiederanno la detenzione indefinita", sebbene
chiudere le prigioni di
Guantánamo, secondo Gibbs, “rimane l'obiettivo del
presidente".
Alcuni dei prigionieri trasferiti potrebbero essere trasportati
da
Guantánamo in prigioni negli Stati Uniti. Non vi è nessuna
indicazione che l'ordine esecutivo
non si continuerebbe ad applicare―che
significa che Obama starebbe ampliando ampiamente la portata della
detenzione indefinita.
"Se l'amministrazione Obama riesce ad istituire le detenzioni
indefinite sul suolo degli USA", secondo una dichiarazione del
Center for Constitutional Rights (CCR), un'organizzazione che ha
rappresentato
molti prigionieri di
Guantánamo, "sarà difficile mantenere la posizione per i 48 uomini
di Guantánamo".
Secondo la dichiarazione del CCR, "Questa proposta posa le
fondamenta perché le prigioni USA diventino luoghi dove persone da
tutto il mondo vengono portate e imprigionate senza imputazione o
processo, erodendo la nostra Costituzione e l'aderenza al diritto
internazionale in maniera irriconoscibile".
Come al solito, delle fonti anonime dell'amministrazione
sostengono che la mano di Obama viene forzata perché la Camera dei
Rappresentanti ancora controllata dai democratici ha approvato una
legge di autorizzazione della difesa che proibisce di trasferire
negli Stati Uniti i prigionieri di
Guantánamo per il processo, una componente cruciale del piano
iniziale di Obama per chiudere i campi di concentramento. Il
provvedimento è stato aggiunto senza far rumore alla legge durante i
negoziati per l'abrogazione della "Non ti chiedo, non mi dire".
Comunque, l'amministrazione non ha mai cercato di rovesciare il
contenuto delle politiche antidemocratiche implementate da Bush. Dei
settori dell'establishment
politico hanno favorito la chiusura di
Guantánamo a causa della sua reputazione internazionale, mentre
hanno mantenuto intatta la sostanza della politica.
Secondo dei rapporti, il nuovo ordine esecutivo interessa
direttamente 48 prigionieri che l'amministrazione Obama ha
classificato come troppo pericolosi per essere rilasciati ma che non
possono essere messi sotto processo. Secondo il
Washington Post, "funzionari non nominati" hanno affermato che i
prigionieri non possono affrontare il processo perché per ottenere
le prove contro di loro è stata utilizzata la tortura. Senza le
prove della tortura, i casi contro di loro "non soddisferebbero gli
standard legali".
Vi sono almeno altri 126 prigionieri incarcerati a
Guantánamo la cui posizione rimane incerta.
Le fonti anonime dell'amministrazione sostengono che l'ordine
esecutivo estenderà i diritti dei prigionieri istituendo un "processo
di revisione del detenuto" che permetterà un accesso limitato alle
prove e agli avvocati per delle udienze a intervalli designati,
forse una volta l'anno. Un rapporto del
New York Times ha descritto l'ordine esecutivo come
l'istituzione di "qualcosa come una commissione per il rilascio
sulla parola per valutare se ciascun detenuto posi una continua
minaccia oppure se possa essere trasferito senza pericolo in un
altro paese".
Comunque, in base alla Costituzione, le
commissioni per il rilascio sulla parola, che solitamente sono
riempite di dipendenti politici e danno considerazione molto
limitata ai casi davanti ad esse, entrano in gioco soltanto dopo che
qualcuno è condannato per un crimine. In base al piano
dell'amministrazione Obama, i prigionieri possono essere detenuti
per il resto della loro vita senza un processo civile o anche una
commissione militare.
Non vi è nessuna ragione di credere che l'ordine esecutivo sarà
limitato soltanto agli attuali prigionieri di
Guantánamo. Per oltre un anno l'amministrazione Obama ha insistito
di avere il potere di detenere chiunque indichi come
"sospetto terrorista" indefinitamente e senza revisione
giudiziaria, fondata sull'Authorization
to Use Military Force del Congresso che è arrivata come conseguenza
degli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001 a
New York e Washington.
Questo è lo stesso fondamento logico utilizzato
dall'amministrazione Bush.
La notizia dell'ordine esecutivo proposto è stata denunciata
dai sostenitori dei diritti civili.
Jameel Jaffer, un avvocato di sicurezza nazionale alla
American Civil Liberties Union, ha dichiarato che l'ordine esecutivo
"normalizzerebbe e istituzionalizzerebbe la detenzione indefinita ed
altre politiche" introdotte dall'amministrazione Bush.
Laura W. Murphy, direttrice dell'ufficio legislativo di Washington
della American Civil Liberties Union, ha aggiunto che "La nostra
Costituzione richiede che si accusino e si perseguano persone
accusate di reati. Non si può vendere un piano di detenzione
indefinita apponendo alcuni ninnoli sul processo imparziale e
pensare che ciò ripristini il dominio della legge".
L'ordine esecutivo è un'estensione dell'attacco ai diritti
democratici attuato dall'amministrazione Obama da quando è entrata
inizialmente in carica.
Mentre si è rifiutata di avviare un singolo procedimento penale
per qualsiasi dei crimini di guerra commessi, l'amministrazione
Obama è intervenuta nei processi in tribunale per bloccare le cause
civili contro funzionari dell'amministrazione Bush per tortura e
spionaggio interno. I documenti di WikiLeaks recentemente pubblicati
dimostrano che l'amministrazione ha collaborato con i governi di
Spagna e Germania per impedire sfide legali a queste stesse
politiche.
Obama ha firmato la condanna a morte per il cittadino USA
Anwar Al-Awlaki e utilizzato argomenti da Comma 22 per impedire a
suo padre di impugnare in tribunale l'ordine di assassinio
extra-giudiziale.
Gli avvocati dell'amministrazione Obama hanno autorizzato
le incursioni dell'FBI nelle case e negli uffici di attivisti contro
la guerra sulla base che opponendosi all'imperialismo USA forniscono
"sostegno materiale" alle organizzazioni terroristiche.
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