Once Upon a Time...

 

22 GIUGNO 2011

Ogni parola che dice è una menzogna

 

 

Ho guardato il discorso di Obama. Durante la sua breve durata, continuavo a pensare che George W. Bush avrebbe potuto pronunciare esattamente lo stesso discorso. (Ah, ricordavo proprio che John Caruso ha dimostrato questa verità due anni fa, in maniera eccezionalmente scaltra ed intelligente.) Infatti, ed è questo il punto di rilevanza, nessun uomo o nessuna donna salirà alla carica di presidente a meno che dica precisamente le stesse frasi vuote ed offra le stesse insignificanti assicurazioni.

Il problema sottostante è identificato dal titolo di questo articolo. Quando un individuo vi mente ripetutamente e sistematicamente, su questioni grandi e piccole, e specialmente quando lo fa per un esteso periodo di tempo, vi è soltanto un metodo con il quale un adulto procederà in futuro. Molto semplicemente, questo è considerare tutto ciò che dice una menzogna -- oppure, se preferite una versione alternativa, più "morbida" della stessa idea, non credere a nulla di ciò che dice mancante una convalida indipendente. Tristemente per tutti noi, vi sono molti pochi adulti in America e soltanto quattro o cinque di loro hanno un blog.

Nel caso di Obama, potrei proporre le parole di un osservatore preveggente. In risposta al discorso sfrenatamente applaudito di Obama sulla razza, questa persona scrisse:

Quasi tutti i politici mentono e la maggior parte dei politici mente ripetutamente. Tuttavia, in un senso, il discorso di Obama è eccezionale, raro e unico -- ma non per alcuna delle ragioni offerte dagli adulatori privi di senso critico ed irrazionali di Obama. E' eccezionale per questo motivo: è raro che un candidato annunci in simili termini rigidi e completi che mentirà su ogni fatto del momento, su ogni aspetto della nostra storia che incida sulle crisi di oggi e che abbia a loro portato, su tutto ciò che potrebbe sfidare la visione mitologica dell'America. Ma questo è ciò che Obama ha realizzato con questo discorso. Può essere un risultato straordinario -- straordinario e detestabile ed uno che promette in futuro distruzione infinita, sia qui che all'estero.

Oh si, l'ho scritto io -- nel marzo 2008. Penso che forse 12 o 15 persone fossero d'accordo con me. La maggior parte di voi fessi non lo era. Direi che ora tocca a me ridere di voi, ma, data la devastazione e la morte che Obama ha provocato -- ed è molto, molto lontano dall'aver finito -- non penso che nessuno senta molta voglia di ridere su questo.

Ma, avendolo detto, devo osservare che nel discorso questa sera, Obama ha presentato un breve passaggio contenente nulla altro che sorprendenti bugie madornali. Ecco:

Siamo una nazione che porta i suoi nemici davanti alla giustizia mentre si attiene alla regola della legge e rispetta i diritti di tutti i suoi cittadini. Proteggiamo la nostra libertà e la nostra prosperità estendendola ad altri. Non siamo per l'impero, ma per l'autodeterminazione.

Amo "mentre si attiene alla regola della legge". E "Non siamo per l'impero...". Quelle tre frasi nella loro interezza sono materiale da commedia placcato oro.

Non potreste proprio morire? Potreste.

Sto lavorando ad un articolo che discuterà ulteriormente (tra le altre cose) questa questione di non dare credito ad una singola parola pronunciata da Obama o da qualche membro della classe dominante nazionale. Queste sono soltanto alcune note preliminari, causate da questo chiaramente trascurabile discorso.

Da continuarsi nei prossimi uno o due giorni.

P.S. Qui troverete di più sui dettagli della parte sull'Afghanistan del discorso. La principale conclusione è quella che ho ripetutamente indicato: NON CE NE ANDREMO.

Si, ho scritto ieri questo articolo. Sono un tipo pensoso in quel modo.

postATO DA Arthur Silber