Il trattato di Lisbona: in dubbio il processo democratico della UE
di Laurent Dauré & Dominique Guillemin
Collaboratori Online Journal

Jun 5, 2008

Alcune cose sono più semplici da legalizzare che da legittimare”. --Nicolas de Chamfort (1741-1794)

Il 4 febbraio, il Parlamento francese ha votato la legge che modifica il titolo XV della Costituzione francese a Versailles e tre giorni più tardi, il 7 febbraio, il Trattato di Lisbona è stato formalmente ratificato.

Il Trattato di Lisbona,che prevede la riforma delle istituzioni della UE, è stato redatto per sostituire la bozza di costituzione europea, che è stata dapprima respinta dal 55% degli elettori francesi il 29 maggio 2005 e poi il 1° giugno 2005 dal 61% degli elettori olandesi.

Come siamo passati dal rifiuto degli elettori all'adozione del testo da parte del Parlamento nel 2008? Prima del voto pubblico del 2005, Valéry Giscard d'Estaing, principale autore della costituzione, dichiarò: "E' una buona idea aver scelto il referendum, a condizione che l'esito sia si". [1] Ed un anno più tardi: "Il rigetto della costituzione è stato un errore che dovrà essere corretto". [2]

Nonostante i rifiuti francese ed olandese, alcuni paesi adottarono una costituzione che aveva poca possibilità di successo, un indizio che il progetto iniziale non era emendabile: "Se è un Si, diremo 'Andiamo avanti' e se è un No diremo 'Continuiamo'. ( . . . ) Se alla fine del processo di ratifica non riusciamo a risolvere i problemi, i paesi che avrebbero detto 'No' dovrebbero porsi la domanda un'altra volta". [3]

Perché era allora così impellente un testo che poteva capitare venisse esposto ad un voto pubblico? I pro europei, che erano convinti che il loro progetto avrebbe ridestato l'entusiasmo popolare, potrebbero aver mostrato troppo ottimismo. Nel 2005, i cittadini, che avevano ricevuto una copia del testo, furono incoraggiati a seguire massicciamente la campagna e non persero l'opportunità di esprimersi. Non soltanto il dibattito è stato coperto dai mass media -- caratterizzato dalla loro chiara preferenza per il "votate si" [4] -- ma anche in numerosi forum, riunioni, blog o attraverso varie pubblicazioni. All'epoca, i difensori della costituzione ricorsero a delle massime senza senso ma imperiose: "Abbiamo bisogno di costruire l'Europa", "L'Europa necessita di un nuovo avvio", "Siamo più europei!" e così via.

In breve, l'idea era che avevamo bisogno di costruire l'Europa perché avevamo bisogno di costruire l'Europa. Il loro metodo -- uno conveniente -- era di presentare le ragioni contro la costituzione come pericolosi e reazionari. Per persuadere i più restii furono annunciati grandi disastri a venire [5]. Ma il solo scopo di tali risentimenti allarmisti era di nascondere la vera natura politica del progetto. Era per costruire un'Europa federale? Un superstato europeo? Un'Europa delle nazioni? In ogni caso, i difensori della costituzione non considerarono nessun "Piano B" e "L'Europa doveva uscire dalla carreggiata nella quale si trovava". Questo tipo di frase, che si è dovuta sentire dovunque nel 2005 come pure nel 2008, cade nel settore della mitologia della UE: i popoli di 20 nazioni sovrane dovevano essere uniti in un nuovo ordinamento politico. La UE crede ancora che la legittimazione popolare porrà i tocchi finali a ciò che ha realizzato in termini di legislazione.

Nel 2005 questo scenario ideale è stato frustrato dai ‘Non’ e dai ‘Nee’, ma non sarebbe stato riscritto. Non è mai stata affatto chiaramente una opzione. La "crisi della UE" non era sull'orientamento politico ed istituzionale dell'Europa; è stato un lieve incidente che necessitava soluzione. Ma prima dell'estate del 2007 non è stato presentato nessun nuovo testo. Vi sono due ragioni per questo, una essendo il calendario elettorale francese, perché Jacques Chirac non poteva tornare sul verdetto delle urne e perciò lasciò il compito al suo successore; in realtà Nicolas Sarkozy promise di tenere in considerazione il voto del 2005 e propose un "trattato semplificato per raccogliere le misure sulle quali vi era un consenso nella costituzione di Valéry Giscard d’Estaing” [6], che sarebbe stata ratificata dal Parlamento. La seconda ragione è che il trattato dovrebbe essere basato sul seguente principio: "[Che] tutte le precedenti proposte saranno nel nuovo testo, ma in qualche modo saranno nascoste e dissimulate” [7].

Quindi, con il Trattato di Lisbona la UE celava la costituzione di Giscard, che ha rifiutato di abbandonare. Sebbene l'approccio del Presidente Sarkozy fosse legittimo fino al punto che il "trattato semplificato" si supponeva essere radicalmente differente dal testo precedente [8] (più protettivo, meno liberale, più consensuale . . . ), come rendere conto di dichiarazioni come : "La sostanza della Costituzione è stata mantenuta. Questo è un fatto" [9]; "Non abbiamo lasciato andare un singolo punto sostanziale del Trattato Costituzionale . . ." [10]; "Il 90% di essa è ancora lì . . . Questi cambiamenti non hanno costituito nessun drammatico cambiamento alla sostanza di ciò che era stato concordato nel 2004.” [11]; “La sostanza di ciò che era stato concordato nel 2004 è stata mantenuta. Ciò che è perduto è il termine 'costituzione' ” [12]; “E' essenzialmente la stessa proposta della vecchia Costituzione". [13]; “La cosa buona del non chiamarlo una Costituzione è che nessuno può chiedere un referendum su di esso". [14]; “Naturalmente vi saranno trasferimenti di sovranità. Ma sarei intelligente ad attirare l'attenzione dell'opinione pubblica su questo fatto?" [15] ecc. ecc.?

Queste confessioni rivelano sollievo e soddisfazione sul mantenimento del trattato originale, ma tradiscono anche esplicite intenzioni di dissimulazione, che è totalmente diverso dallo spirito di apertura che era la principale pretesa della costituzione. "Lo scopo del Trattato Costituzionale era di essere più leggibile; lo scopo di questo trattato è di essere indecifrabile . . . La Costituzione mirava ad essere chiara, mentre questo trattato doveva essere non chiaro. E' un successo". [16]

Il trattato di Lisbona non è un testo coerente, ma una combinazione di emendamenti alla costituzione europea, riferimenti a precedenti trattati e documenti allegati, che isolano le parti più controverse. Il metodo "è di mantenere una parte delle innovazioni del trattato costituzionale e di dividerle in diversi testi per renderle meno visibili. Le disposizioni più innovative sarebbero approvate come dei semplici emendamenti ai trattati di Maastricht e Nizza. I miglioramenti tecnici verrebbero raccolti in un trattato innocuo. L'intero sarebbe indirizzato ai parlamenti, che deciderebbero con votazioni separate. Perciò l'opinione pubblica adotterebbe inconsapevolmente le disposizioni che non accetterebbe se presentate direttamente". [17] Poco importa quindi che il trattato dovrebbe essere lungo 267 pagine e circa 3.000 con i documenti allegati [18]. Grazie a questo trucco, i popoli riluttanti possono essere ignorati. Ciò attira il sospetto sui passi precedenti dell'integrazione europea. Perché, dopo tutto, come ha detto José-Manuel Barroso, "Se si doveva tenere un referendum sulla creazione della Comunità Europea o sull'introduzione dell'euro, pensate che questi sarebbero stati approvati?" [19]

Con Nicolas Sarkozy al potere ed appoggiato da una maggioranza in Parlamento, la ratificazione francese è divenuta poco più che una formalità, dal momento che "[i cambiamenti] sono stati semplicemente progettati per permettere a certi capi di governo di vendere al loro popolo l'idea della ratificazione attraverso l'azione parlamentare piuttosto che attraverso un referendum". [20] Il resto è seguito facilmente: il 13 dicembre 2007 il trattato è stato firmato da parte di 27 capi di stato a Lisbona; la Francia è stato il quinto paese a ratificarlo. Grazie ad un clima generale di approvazione politica e dei media combinata con frasi rassicuranti di "fine della crisi", non è stato sollevato nessun dibattito sul contenuto del progetto che nel 2005 era stato respinto dal popolo. Il 2008 verrà dedicato alle ratificazioni nazionali e le nuove istituzioni europee saranno in carica dopo il 1° gennaio 2009. Ma solamente l'Irlanda è costituzionalmente obbligata a sottoporlo a plebiscito. La data è stata rinviata diverse volte perché i sondaggi di opinione non presagivano un risultato chiaro. Un risultato 'si', naturalmente.

Note:

(1) Le Monde, 6 maggio 2005.

(2) Discorso alla London School of Economics, 26 giugno 2006.

(3) Jean-Claude Juncker, Primo Ministro del Lussemburgo, pochi giorni prima del referendum francese del 2005, Daily Telegraph, 26 maggio 2005. Inoltre, il Lussemburgo ha ratificato la Costituzione il 10 luglio 2005.

(4) Il 29% dei discorsi alla televisione a favore del 'No' contro il 71% a favore del 'Si' secondo il programma televisivo “Arrêt sur Image,” France 5, 10 aprile 2005.   

(5) Due esempi fra molti: "Se votate 'No', ci esponete tutti al rischio di guerra". Pierre Lellouche, Paris UMP MP, France 2, 26 aprile 2005; “Quelli che storcono il naso alla costituzione europea dovrebbero tenere a mente le immagini di Auschwitz”. Jean-Marie Cavada, Membro del Parlamento Europeo, AFP dispatch, 22 gennaio 2005. Nel 2008, lo stesso viene ripetuto in Irlanda: "Dite si alla sincerità, si alla nuova Europa e si alla fine del totalitarismo", discorso di Brian Cowen a Tullamore, 12 maggio 2008. Totalitarismo . . . Ma quale totalitarismo?     

(6) Nicolas Sarkozy, Europe 1, 31 gennaio 2007.

(7) Valéry Giscard d’Estaing, Sunday Telegraph, 1° luglio 2007.

(8) "Naturalmente questo trattato semplificato non può essere una nuova costituzione, perché i francesi ed altri hanno già detto le hanno già detto no. Ma l'Europa deve essere munita delle istituzioni sulle quali sarà raggiunto un consenso". Nicolas Sarkozy, incontro con José-Manuel Barroso, Bruxelles, 2 maggio 2007.

(9) Angela Merkel, cancelliere tedesco, The Daily Telegraph, 29 giugno 2007.

(10) José Luis Zapatero, Primo Ministro spagnolo, discorso ufficiale, 27 giugno 2007.

(11) Bertie Ahern, Irish Independent, 24 giugno 2007.

(12) Dermot Ahern, Ministro degli Esteri irlandese, Daily Mail Ireland, 25 giugno 2007.

(13) Margot Wallstrom, commissario europeo, Svenska Dagbladet, 26 giugno 2007.

(14) Giuliano Amato, ex Vicepresidente della convenzione europea, discorso alla London School of Economics, 21 luglio 2007.

(15) Jean-Claude Juncker, Primo Ministro del Granducato del Lussemburgo, Europe Agency, 24 giugno 2007.

(16) Karel de Gucht, Ministro degli Esteri belga, Flandreinfo, 23 giugno 2007.

(17) Valéry Giscard d’Estaing, Le Monde, 14 giugno 2007.

(18) Confrontate con le 191 pagine della costituzione europea e le 64 pagine della Costituzione dell'Irlanda.

(19) Presidente della commissione europea, Daily Telegraph, 4 novembre 2007.

(20) Dr Garret FitzGerald, ex Primo Ministro irlandese, Irish Times, 30 giugno 2007.

 

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