Craig Murray

Former Ambassador, Human Rights Activist

 

 

 

Il giorno in cui in Europa la democrazia è morta

di craig l'11 novembre 2011

 

L'11 novembre è giustamente una giornata straziante. Ho addosso un papavero rosso, l'ho sempre, per le ragioni per le quali lo portavo 40 anni fa, ignorando il rivestimento di propaganda militarista, che c'é sempre stata ma che di recente è stata iper-amplificata.

Ma questo è il giorno in cui per la democrazia europea la musica è morta. Naturalmente è un errore scegliere un singolo giorno o evento come il giorno in cui si svolge qualsiasi importante processo storico. Ma un singolo giorno può simboleggiarlo, come la caduta della Bastiglia.

Allora non l'ho notato, ma in Inghilterra la democrazia ha smesso di significare realmente qualcosa alcuni anni fa quando i principali partiti politici britannici furono comprati per l'agenda neo-con.

In Europa, oggi è uno di quei giorni simbolici poiché l'ex vicepresidente della Banca Centrale Europea è stato imposto ai greci dai tedeschi come loro primo ministro e poiché l'ex commissario della UE Mario Monti è stato imposto agli italiani, in nessun caso con nessun elettore che avesse la possibilità di farci qualcosa.

!5 anni fa, come primo segretario dell'ambasciata britannica a Varsavia, il mio compito principale era di contribuire a spostare la Polonia nell'Unione Europea. Ho assistito a molte conferenze organizzate dalla UE ed alcune organizzate da me per promuovere ciò. Ad una conferenza organizzata dalla Fondazione Konrad Adenauer, oratore dopo oratore tratteggiava quello che chiamavano "il ruolo delle elite" nel promuovere l'integrazione europea. Questo era il titolo di una delle sessioni. Veniva proposta, piuttosto apertamente, la tesi che l'Unione Europa fosse una grande e nobile idea che era sempre stata avanzata da grandi visionari tra l'elite e che sull'opinione popolare si poteva alla fine contare per accelerare, ma non le doveva essere consentito di fermare il progetto.

Se non l'avete visto e sentito dall'interno, non potete comprendere la riverenza che sentono gli eurocrati verso i nomi dei loro padri fondatori, come Schumann e Monnet e Spinelli ed una gran quantità di altri dei quali non avete mai sentito parlare. I partecipanti alle conferenze come quella cui ero in Polonia, diretta dalla Fondazione Konrad Adenauer, sono concepite molto per sentire che sono parte di questa elite, una specie di superuomo con una conoscenza superiore e discernimento rispetto al popolano comune. Era materia inebriante per giovani politici polacchi ambiziosi della metà degli anni '90.

A quella conferenza pronunciai un discorso  nel quale avvisavo contro il modello elitista e parlai della necessità in una democrazia del consenso informato. Ciò venne visto come piuttosto pittoresco, sebbene raccontai piuttosto bene molte barzellette. Di principio resto ampiamente a favore dell'integrazione europea ed interamente a favore delle frontiere interne aperte dell'Europa, ma tuttavia molto conscio che coloro che guidano il progetto europeo non credono veramente nella democrazia se essa significa che la gente comune possa dire cosa fare a grandi menti come loro.

L'11 novembre può essere ricordato nella storia come il giorno che ha aiutato la gente comune in Europa a capire questo.