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La stessa settimana in cui i funzionari europei hanno annunciato i
risultati degli stress test delle banche intesi a dare ai banchieri
luce verde per continuare le loro abitudini speculative, il
presidente della Banca Centrale Europea (BCE)
Jean-Claude Trichet
ha pubblicato una colonna sul
Financial Times
(22
luglio) argomentando a favore della fine dei programmi di stimolo
economico e per l'imposizione rigorosa di misure di austerità in
tutta Europa.
In un articolo intitolato "Non più incentivi—Per
tutti ora è tempo di stringere",
Trichet
ha scritto che seguente al collasso finanziario del settembre 2008,
il mondo è stato appena in grado di evitare un "tracollo finanziario
ed una seconda Grande Depressione", ma ad un alto prezzo. Secondo il
calcoli della BCE, "il volume dei rischi del contribuente stanziati
per sostenere la sfera finanziaria ... è stato tanto elevato quanto
il 27% del prodotto interno lordo". Trichet ha osservato che una
percentuale simile del PIL è stata
messa a disposizione del sistema bancario dall'altra parte
dell'Atlantico.
Per i contribuenti europei il costo totale del salvataggio
delle banche nel
2008-2009, ha scritto Trichet, è ammontato a più di €4
trilioni (4.000 miliardi di euro n.d.r.),
con una somma paragonabile messa a disposizione delle banche USA.
I governi per tutta Europa e, per implicazione, negli USA ed a
livello internazionale, hanno dovuto, ha dichiarato Trichet,
"confermare la loro determinazione a consolidare le finanze
pubbliche", cioè, persistere nel portare avanti programmi di
austerità che distruggeranno i programmi sociali e condanneranno
milioni di persone alla disoccupazione ed alla povertà.
Le osservazioni di Trichet hanno seguito la decisione del
gruppo dei paesi del G20 in giugno di passare ad una politica di
tagli di bilancio coordinata. Seguendo il pacchetto di emergenza di
salvataggio dell'euro di €750 miliardi concordato in maggio, i
governi europei hanno già cominciato ad implementare dei pacchetti
di austerità senza precedenti attraverso il continente.
Secondo un commentatore economico di un canale TV economico
francese, la crisi del debito greco ha spinto i governi europei a
fare di più per ridurre la spesa sociale nelle 10 settimane passate
di quello che hanno fatto nei 10 anni passati. Trichet sta chiedendo
che questo smantellamento dello stato sociale europeo sia accelerato
ed ampliato.
Allo scopo di assicurarsi che i governi europei "consolidino le
loro finanze pubbliche", l'Unione Europea, assieme al Fondo
Monetario Internazionale, sta preparando delle misure punitive da
utilizzare contro i paesi che manchino di tagliare la spesa
abbastanza rapidamente. I commissari della UE chiedono il diritto di
ispezionare i bilanci nazionali e di emanare sanzioni contro gli
stati che non si conformano alle loro richieste.
Commentando sulla necessità di misure simili nel caso
dell'Ungheria, il commissario della politica economica e monetaria
europea
Olli Rehn
recentemente ha dichiarato: "Dobbiamo affilare i nostri artigli".
La UE e la Banca Centrale Europea assumono un atteggiamento
molto diverso verso le banche che hanno in primo luogo scatenato la
crisi.
Gli stress test delle banche europee pubblicati la scorsa
settimana erano tutto eccetto che "stressati". Intrapresi in gran
parte a causa della pressione degli investitori USA e asiatici e dei
loro rispettivi governi, i test sono stati un esercizio di
"incremento di fiducia" dettato dalle banche stesse per ammutolire i
nervosi mercati monetari e per stabilizzare l'euro.
Secondo la rivista economica
Money Week: “Naturalmente, gli
stress test delle banche europee sono stati un'imbiancata. Si doveva
essere particolarmente ingenui per aspettarsi qualcos'altro... per
esprimersi francamente. I regolatori dell'Europa non hanno nemmeno
tentato di fingere che fosse un'esercitazione seria. Su 91 banche,
soltanto 7 sono andate male. Ed erano quelle che sapevamo già essere
nei guai".
Prima dei test,
Der Spiegel
ha riportato che alle 14 banche tedesche che venivano esaminate
era stato fatto sapere che avevano "poco da temere perché i
criteri per le prove erano stati annacquati in febbrili negoziati
tra la Banca Centrale Europea, la Commissione Europea ed i
supervisori del sistema bancario europeo".
Seguente alla pubblicazione degli stress test è stato rivelato
che 6 delle 14 banche tedesche hanno opposto resistenza ai parametri
delle prove e negato informazioni sui loro pacchetti di debito
sovrano. L'omissione da parte di queste banche di pubblicare le
cifre indica che continuano a tenere nei loro libri contabili grandi
quantità di debiti tossici.
Gli
stress test gettano luce sull'avvertimento di Trichet nel suo
commento sul
Financial Times
di "una futura catastrofe economica". Trichet è ben
consapevole che molte banche europee rimangono gravate da un enorme
ammontare di crediti inesigibili. Questo è combinato con il
massiccio indebitamento di diverse economie europee sofferenti. Una
rinnovata crisi bancaria nel caso di un default sui pagamenti dei
crediti da parte di un paese sovrano o di un'altra grande
istituzione finanziaria è del tutto possibile.
E' per pagare per il salvataggio bancario dello scorso anno e
per preparare altre operazioni di soccorso a venire che
Trichet
chiede misure di austerità dirette contro la classe lavoratrice. In
questo, articola la politica di guerra di classe della classe
capitalista internazionale.
La crisi economica globale è la forma nella quale sta avendo
luogo un fondamentale riordino delle relazioni sociali, mirato a
cancellare le conquiste economiche del passato della classe
lavoratrice ed a ridurre i salari e le condizioni dei lavoratori nei
centri capitalisti più vecchi a quelli dei lavoratori impoveriti e
brutalmente sfruttati in Asia ed in America Latina.
In risposta ai diktat del capitale finanziario, i governi per
tutta Europa, in Nord America, Giappone ed Australia stanno cercando
di imporre tagli storici agli standard di vita della classe
lavoratrice. Essi e le elite dominanti i cui interessi servono
contano per farlo sull'assistenza della burocrazia sindacale.
In paese dopo paese—Grecia,
Spagna, Portogallo—i
sindacati operano per dissolvere l'opposizione della classe
lavoratrice limitandola a scioperi di un giorno e proteste
simbolici, mentre appoggiano i governi che stanno attuando i tagli.
In giugno, il segretario generale della Confederazione Sindacale
Europea,
John Monks,
ha dichiarato il suo completo accordo con i piani UE-FMI per
l'austerità in Grecia.
Vi è una crescente opposizione popolare a questi attacchi. Ma
la classe lavoratrice richiede il proprio programma di classe e la
propria strategia da contrapporre all'agenda di guerra di classe
della borghesia.
Devono essere costituite delle nuove organizzazioni dei
lavoratori, come comitati di fabbrica, in opposizione ai sindacati
per attuare azioni industriali in difesa di posti di lavoro, salari
e bisogni sociali fondamentali. Soprattutto, la resistenza della
classe lavoratrice deve essere guidata da una nuova prospettiva
politica rivoluzionaria, basata sull'unità internazionale dei
lavoratori nella lotta per il potere dei lavoratori ed il
socialismo.
Stefan Steinberg
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