La Costituzione europea: non credete alle fesserie
di Mike Whitney

30 maggio 2005

 

La costituzione europea è un cavallo di Troia sbattuta assieme dalle elite industriali e bancarie con il chiaro scopo di minare la sovranità nazionale ed accelerare la globalizzazione. Grazie a Dio i francesi hanno avuto il buon senso di leggere il documento e di bocciarlo. A differenza delle loro controparti americane, che sono state vittime di un fuoco di sbarramento di accordi sul libero commercio (NAFTA, CAFTA, FTAA) che hanno sacrificato l'ambiente, sventrato la sovranità nazionale e brutalizzato le classi medie, i francesi hanno storto il naso per un piano che è stato progettato per silurare il loro sistema economico. Se la costituzione fosse passata, le sue politiche neoliberiste avrebbero inevitabilmente messo i francesi in competizione diretta con i lavoratori meno pagati della provincia di Canton.

No grazie. Quello è un modello che funziona solamente per l'oligarchia aziendale ed i loro amici della "libera stampa".

Non occorre fare molta ricerca per capire chi c'era dietro il tacchino europeo. Una rapida occhiata a Google News mostra che tutte le imprese di media nel mondo, escludendo Socialist Worker e International Herald Tribune, sostenevano il trattato e si lamentano già dei risultati del referendum, respingendoli come un segno della "testardaggine francese" e di "arroganza culturale". La maggior parte delle notizie evitano completamente i fatti, scegliendo invece di piagnucolare su una "Europa divisa" e sulla disgrazia che i figli birichini di Chirac hanno ammucchiato sulla sua pura reputazione.

Ascoltate proprio il ragliare del New York Times: “PARIGI, 29 maggio -- Voltando le spalle a mezzo secolo di storia europea, la Francia ha rigettato decisivamente domenica una costituzione per l'Europa, gettando il paese nello scompiglio politico e mettendo a rischio la causa dell'unità europea".

"Gettando il paese nello scompiglio politico e mettendo a rischio la causa dell'unità europea"? Mio Dio, non si stancano mai delle iperbole al "quotidiano dei dati".

Prima di tutto, è proprio una forzatura chiamare affatto una costituzione questo giornaletto neoliberista. Tipicamente, pensiamo ad una costituzione come ad un documento che abbraccia i più alti ideali di un popolo, la stesura di chiare linee guida generali per salvaguardare i diritti civili ed il governo della legge, non un compendio di benefici per la grande industria ed i suoi amici nell'alta finanza. La costituzione UE semplicemente consegna più potere ad una classe "non eletta" di europarassiti che vogliono succhiare la vita dal sistema dello stato sociale che ha innalzato il livello di vita delle classi medie ai più alti nel mondo. I francesi sono stati svegli abbastanza da dire “non!”

La costituzione pone una minaccia persino maggiore alla sovranità nazionale francese. Come nota George Will nel suo articolo del 29 maggio, “La costituzione dice che gli stati membri possono 'esercitare la loro competenza' soltanto dove la UE non esercita la sua. Ma la costituzione da alle istituzioni della UE la giurisdizione sugli affari esteri, la difesa, l'immigrazione, il commercio, l'energia, l'agricoltura, la pesca ed ancora di più".

Cosa?! Il controllo su "affari esteri, la difesa, l'immigrazione, il commercio, l'energia, l'agricoltura, la pesca ed ancora di più"?

Perché un popolo sovrano dovrebbe trasferire l'autorità su queste questioni a burocrati ed aziende il cui unico interesse è il fondo? Persino il conservatore George Will ammette che una vittoria del "si" "accelererebbe il risucchio della sovranità di ogni nazione". (Ironicamente, l'articolo di Will era uno dei soli due articoli, su 1.400, che critica la costituzione UE)

Un articolo di America Vera Zavala, “French Vote on the Constitution,” chiarisce ulteriormente il dilemma della sovranità: "La costituzione centralizza ancora di più il potere nelle mani della antidemocratica...commissione UE. La commissione UE ottiene possiede una corsia veloce sulle questioni commerciali.... La costituzione parla chiaramente di una unione militare e dichiara che gli stati nazione devono incrementare le spese militari nei loro bilanci nazionali.... La politica economica neoliberista è fissata nel trattato, essa da la priorità alla lotta all'inflazione su quella alla disoccupazione, un dogma economico che crea problemi in tutto il mondo".

In altre parole, la stessa camicia di forza neoliberista che è stata usata in tutto il mondo in via di sviluppo viene ora confezionata su misura per l'Europa. E' una strategia che trasferisce in maniera credibile la quota del leone della ricchezza e delle risorse alle società multinazionali ed ai loro colleghi delle istituzioni bancarie. Presumibilmente, le risorse che vengono dirette verso il settore militare andrebbero dritte alla NATO (non a qualche alternativa forza europea) e rimarrebbero sotto il controllo americano. La ragione di questo è che le forze armate USA sono una concessione posseduta interamente dall'elite corporativa, un modello che non richiede nessuna buona sincronizzazione.

Il voto francese è solamente la prima salva in quella che senza dubbio sarà una lunga guerra. I mogol corporativi ed i loro tirapiedi politici hanno affilato i loro artigli per un conflitto lungo e sanguinoso. Non saranno scoraggiati dai risultati del processo democratico. Il Primo Ministro del Lussemburgo Jean-Claude Juncker ha già spazzato in parte il voto francese dicendo che il processo di ratifica deve "andare avanti".

E certamente sarà così.

La costituzione UE fornisce un esempio eccellente dei pericoli sottostanti cui si trova di fronte la democrazia nel mondo moderno. L'insidiosa influenza delle corporations sorpassa di molto il pericolo del terrorismo internazionale. A rischio sono le istituzioni che proteggono la libertà personale e l'indipendenza nazionale. La costituzione della UE, immersa nei delicati colori pastello di una massiccia campagna di pubbliche relazioni, è soltanto l'ultimo maligno progetto per minare lo stato nazione ed istituire lo spurio "nuovo ordine mondiale".

George Will lo ha detto meglio: "La sovranità è il predicato dell'autogoverno. La profondamente retrograda costituzione annullerebbe cinque secoli di lotte per dare a parlamenti nazionali rappresentativi il controllo sulla finanza pubblica e sul governo in generale".

Amen.

Mike Whitney vive nello stato di Washington e si può contattare a: fergiewhitney@msn.com.

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