Black Agenda Report

The journal of African American political thought and action

 

Imminente l'invasione euro-americana della Libia

Martedì, 19/04/2011 - 21:34 — Glen Ford

Commentario di Glen Ford a Black Agenda Radio

Come se destinata al furto della terra di altri popoli, l'Unione Europea si prepara a mettere migliaia dei suoi una volta e per sempre stivali coloniali sul suolo della Libia. "L'assalto violento terrestre in massa potrebbe significativamente iniziare con l'imminente schieramento dei cosiddetti 'gruppi da battaglia' dell'Unione Europea unità militari multinazionali di circa 1.500 uomini ciascuna". Il leader libico Muammar Gheddafi, che prima aveva offerto di accettare una certa assistenza umanitaria a Misurata, ha giurato di combattere ogni soldato straniero sul territorio libico.

 

Imminente l'invasione euro-americana della Libia

Commentario di Glen Ford a Black Agenda Radio

L'invasione ufficiale euro-americana della Libia sta per cominciare. Dico invasione "ufficiale" perché europei ed americani hanno già stivali sul terreno che lasciano impronte insanguinate in Libia, delle Operazioni Speciali e della CIA USA, dei commando degli Special Air Services britannici e dei loro equivalenti francesi. I notiziari dei paesi invasori sanno che le loro forze armate sono attive sul suolo libico ed occasionalmente riferiscono altrettanto. Ma aspettano rispettosamente gli annunci dei loro governi che la "vera" invasione sia, ufficialmente, iniziata.

Il momento è vicino. I britannici hanno annunciato che stanno inviando una squadra di dieci consiglieri militari ad aiutare i ribelli. I francesi, che sono stati oscenamente rapidi a riconoscere il cosiddetto Consiglio Transitorio Nazionale dei ribelli come un genere di governo, hanno già dei consiglieri militari a Bengasi. Si ritiene che la CIA americana ed i sauditi siano davvero sul terreno, avendo sponsorizzato e finanziato Khalifa Haftar, l'esule libico che ha formato il cosiddetto Esercito Nazionale Libico che da più di 20 anni sta tentando di lanciare una rivolta armata contro il governo di Tripoli.

L'assalto violento terrestre in massa potrebbe significativamente iniziare con l'imminente schieramento dei cosiddetti gruppi da battaglia dell'Unione Europea unità militari multinazionali di circa 1.500 uomini ciascuna. Dall'inizio di aprile l'Unione Europea di 27 paesi stava discutendo dei modi per insinuare una forza in Libia. Inaspettatamente, il leader libico Muammar Gheddafi ha accettato il principio di permettere al personale umanitario internazionale di aiutare i civili nella contesa città portuale di Misurata. Velocemente, gli europei sono saltati sulla dichiarazione di Gheddafi come una scusa per inviare fino a 1.000 uomini per un incarico che poteva essere compiuto soltanto da una grande forza militare terrestre operante con rinforzo aereo da vicino. Il gruppo da battaglia della UE difenderebbe le installazioni portuali, che ora sono tenute dai ribelli, e quindi creerebbe dei corridoi terrestri nella e fuori della città, gran parte della quale è tenuta da soldati leali a Gheddafi le cui linee dovrebbero essere attraversate.

Ricordando che una volta che date all'ex colonialista un pollice, questi si prenderà l'intero paese, il col. Gheddafi ha giurato di combattere ogni soldato straniero sul territorio libico, non importa quale sostengano sia la sua missione.

Il piano europeo è cinico in modo trasparente. Cercano di sbarcare un "gruppo da battaglia" a Misurata sotto pretese umanitarie e quindi scontrarsi inevitabilmente con i soldati di Gheddafi trincerati nelle vicinanze. Questo sarà l'inizio dell'invasione terrestre multinazionale europea, con migliaia di truppe che arrivano in Libia immediatamente. Comincerà l'assedio di Tripoli, se il regime tiene, e se no, allora comincerà la guerra di guerriglia oppure, come la chiamano gli euro-americani quando rubano il paese di qualcun altro, l'"insurrezione".

Il Comando Africa degli USA, l'AFRICOM, era abituato a preoccuparsi di ottenere il permesso per aprire un ufficio sul suolo africano. Presto, potrebbe trovarsi ad operare da uno dei paesi più grandi del continente.

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