La UE firma ACTA, trattato globale di censura internet

Rady Ananda
Prisonplanet.com
27
gennaio 2012

 

Oggi l'Unione Europea ed i 22 stati membri hanno firmato l'Accordo Commerciale Anticontraffazione (ACTA), ha annunciato il ministro degli esteri del Giappone. Si sono ora associati agli USA e ad altri sette paesi che hanno firmato il trattato lo scorso ottobre.

Questa cerimonia delle firma ha semplicemente formalizzato l'adozione dell'ACTA da parte della UE lo scorso mese, durante una riunione non riferita sull'agricoltura e la pesca, riporta TechDirt.

Sebbene avviato dagli USA, il depositario ufficiale del trattato è il Giappone.

La rimozione della clausola delle Tre Violazioni, con la quale gli utenti accusati di tre titoli di pirateria sarebbero esclusi da internet, ha aperto la strada per l'adozione dell'ACTA da parte della UE lo scorso mese.

Collegato con l'ACTA, un capitolo nell'Accordo d'Associazione Trans-Pacifico (TPP) “vorrebbe che gli stati firmatari adottino misure sul diritto d'autore ancora più restrittive dell'ACTA", riporta la Electronic Frontier Foundation.

Entrambe l'ACTA ed il TPP sono stati sviluppati senza influenza del pubblico ed al di fuori dei gruppi sul commercio internazionale, come l'Organizzazione Mondiale del Commercio e l'Organizzazione per lo Sviluppo e la Cooperazione Economica.

Dei cablogrammi trapelati nel 2009 da WikiLeaks hanno svelato delle bozze iniziali dell'ACTA, risultanti in una tempesta di polemiche. Questi cablogrammi, associati a successive dichiarazioni, hanno dimostrato che i negoziati per l'ACTA sono cominciati nel 2006 e sono stati controversi anche per gli stati partecipanti. Qui si può trovare un sommario storico del progresso del trattato fino a dicembre.

L'ACTA viola la Magna Carta e la Costituzione USA

Come PIPA e SOPA, due disegni di legge interni di censura su internet che hanno indotto i principali siti web ad oscurare il loro nome o il loro sito web in una  protesta il 18 gennaio, l'ACTA permette agli accusatori di utilizzazione senza autorizzazione di materiale tutelato dalla legge sul diritto d'autore di evitare l'esame giudiziario. La mancanza di "processo imparziale" rende questi disegni di legge e l'ACTA incostituzionali e viola la Magna Carta, uno statuto firmato nel 1215 sul quale si fonda la maggior parte del diritto occidentale, inclusa la Costituzione USA. Viene spesso citata come il più importante documento legale nella storia della democrazia.

(I PATRIOT Act, il programma di assassinio di Obama e la National Defense Authorization Act che permette la detenzione indefinita sono tra le molte recenti leggi approvate negli USA che trasgrediscono direttamente la Magna Carta).

"La Costituzione dichiara soltanto una, comanda due volte", spiega Peter Strauss della Cornell University Law School, approfondendo ulteriormente:

Il Quinto Emendamento ordina al governo federale che nessuno sarà 'privato della vita, libertà o proprietà senza il giusto processo di diritto'. Il Quattordicesimo Emendamento, ratificato nel 1868, usa le stesse undici parole, chiamate la Clausola del Processo Imparziale, per descrivere un obbligo legale di tutti gli stati. Queste parole hanno come loro promessa centrale l'assicurazione che tutti i livelli del governo americano devono operare entro la legge ('legalità') e prevedere giuste procedure.

Non soltanto il processo imparziale, ma l'adozione dell'ACTA da parte degli USA viola anche l'Articolo II, Sezione 2 della Costituzione USA, che prevede che il presidente "avrà il potere, da e con il consiglio ed il consenso del Senato, di comporre trattati, a condizione che siano d'accordo i due terzi dei senatori presenti".

Il Senato non ha mai votato sull'ACTA.

Durante l'oscuramento di internet del 18 gennaio, Darrell Issa (R-CA) ha presentato OPEN, (H.R. 3782, la Online Protection and Enforcement of Digital Trade Act). Heather Callaghan rileva che anche se OPEN prende di mira i siti web con base all'estero,

La formulazione del disegno di legge è spalancata per perseguire i siti americani. Soltanto un esempio: quando si descrive un sito che infrange la legge, comincia con quelli 'che sono entrati tramite un nome di dominio non domestico', ma continua nella sezione (8)(A)(ii) per ogni sito che 'conduca affari diretti ai residenti degli Stati Uniti'.

Mentre questo giro di disegni di legge e di trattati per la censura su internet si fanno largo per diventare legge, "gli Stati Uniti cadono di 27 posti nel decimo Indice della libertà di stampa 2011 annuale di Reporter Senza Frontiere al 47° totale, riporta Activist Post.

I firmatari odierni comprendono UE, Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia e Regno Unito.

Lo scorso ottobre hanno firmato l'ACTA  Australia, Canada, Giappone, Corea del Sud, Marocco, Nuova Zelanda, Singapore e gli Stati Uniti.

Sebbene impegnati nei negoziati iniziali dell'ACTA, Svizzera e Messico non lo hanno ancora ratificato. Comunque, "Dal momento che l'accordo rimane aperto per la firma fino a maggio 2013, è possibile che anche altri stati possano compiere una mossa per entrare a farvi parte", afferma Maira Sutton dell'EFF.

Questo articolo è comparso per la prima volta su Activist Post

Rady Ananda è una giornalista investigativa e ricercatrice nei settori di sanità, ambiente, politica e diritti civili. I suoi due siti web, Food Freedom e COTO Report sono delle letture indispensabili.