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L'Europa nel 2013

10 gennaio 2013

 

 

L'Europa resta impantanata nella più profonda crisi economica e sociale dalla II Guerra Mondiale.

Nel 2012, hanno perso il posto di lavoro più persone che in qualsiasi altro anno dei due decenni passati, ha dichiarato martedì il commissario UE Laszlo Andor mentre presentava il "Rapporto sull'occupazione e sociale europeo 2012". Ha osservato che coloro che erano occupati avevano meno denaro nelle loro tasche ed il rischio di scivolare nella povertà saliva inesorabilmente.

E' "improbabile", ha aggiunto Andor, "che nel 2013 la situazione socio-economica in Europa migliorerà significativamente".

La situazione è catastrofica specialmente nei paesi europei meridionali ed orientali. Precedentemente, soltanto le guerre hanno devastato le economie nazionali così a fondo in tale periodo di tempo come hanno fatto le misure di austerità dell'Unione Europea.

In Grecia e Spagna, uno su quattro è ufficialmente disoccupato e più della metà di tutti i giovani non ha nessun lavoro. Nei tre anni passati il reddito medio familiare è caduto del 17% in Grecia e dell'8% in Spagna. L'assistenza sanitaria, i sistemi pensionistici e di sicurezza sociale sono esposti al collasso totale.

Ma, nonostante la catastrofe sociale che hanno provocato con le loro politiche di austerità, i governi europei sono decisi a stringere le viti fiscali. Non si limitano più alla periferia della zona euro, ma stanno attaccando ancora più ferocemente la classe lavoratrice dei paesi del centro.

Questo è confermato da nuovi, draconiani piani di austerità per l'Italia, la Francia e la Germania, come pure dalla chiusura di fabbriche automobilistiche in Europa. Nel suo discorso del nuovo anno alla nazione, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha dichiarato che la situazione economica "l'anno successivo non sarebbe stata più facile, ma invece più difficile". Questo è un chiaro avvertimento.

In Gran Bretagna, dove già quasi un quarto della popolazione vive in povertà, il governo Cameron sta smantellando sistematicamente il Sistema Sanitario Nazionale, l'istruzione pubblica e la sicurezza sociale.

Non un singolo partito dello spettro politico ufficiale offre una via d'uscita da questo circolo vizioso di austerità, recessione e decomposizione sociale. Siano nominalmente di destra o di sinistra, concordano tutti che non vi sia nessuna alternativa al consolidamento fiscale ed alla soddisfazione dei mercati finanziari a spese dei servizi sociali, dell'istruzione e dell'assistenza sanitaria. Nelle elezioni dovute quest'anno in Italia e Germania, l'unica questione è quale partito o coalizione è meglio adatta ad attuare i diktat dell'oligarchia finanziaria.

In Italia, vi sono tre campi che si fronteggiano nelle elezioni: il campo di Silvio Berlusconi, che unisce gli elementi più criminali della borghesia con i razzisti manifesti della Lega Nord; il campo di Mario Monti, l'uomo selezionato dalle banche internazionali, che nell'anno passato ha implementato i più severi tagli alla spesa sociale nella storia del paese ed il campo di Pier Luigi Bersani, finora l'alleato più affidabile di Monti, il cui principale caratteristica di vendita è che è piazzato meglio per integrare i sindacati e la cosiddetta "sinistra" nel processo di implementare la politica del governo.

In Germania, il Partito Socialdemocratico (SPD) ed i Verdi stanno cercando di sostituire la coalizione conservatori-neoliberali diretta dalla Merkel allo scopo di imporre più efficientemente austerità e tagli ai servizi sociali. Hanno dimostrato le loro qualificazioni durante la tenuta del governo di coalizione rosso-verde guidato dal cancelliere socialdemocratico Gerhard Schröder.

Un ruolo particolarmente insidioso viene giocato in tutta Europa dai partiti nominalmente di "sinistra". Essi considerano il loro ruolo principale mantenere sotto controllo la lotta di classe ed impedire lo sviluppo di un movimento indipendente della classe lavoratrice. A questo fine, compiono critiche verbali all'austerità mentre operano per convogliare l'opposizione sociale dietro ai sindacati, che sostengono il programma di austerità della borghesia e collaborano alla sua attuazione. Allo stesso tempo, i partiti della pseudo-sinistra forniscono ai governi le maggioranze parlamentari necessarie per l'implementazione dei loro attacchi alla classe lavoratrice o implementano gli attacchi loro stessi.

In Danimarca, l'alleanza rosso-verde, una raccolta di "sinistra" socialdemocratica, stalinista, maoisti e pabloiti, recentemente ha votato per il bilancio del governo a guida socialdemocratica, che segue con continuità le politiche di austerità del precedente governo conservatore.

In Grecia, la Coalizione della Sinistra Radicale (SYRIZA) è pronta a sostituire l'instabile governo di coalizione del primo ministro Antonis Samaras. SYRIZA ha assicurato ripetutamente le banche internazionali della sua buona volontà a rimborsare il debito pubblico greco e a mantenere il paese nell'Unione Europea.

In Italia, sia Sinistra Ecologia Libertà che Rifondazione Comunista si preparano ad appoggiare un governo guidato da Bersani o da Monti, come hanno fatto in precedenza con il governo di Romano Prodi. Ed in Germania, il Partito della Sinistra è disposto a fornire ad un governo federale SPD-Verdi la maggioranza necessaria, come ha già fatto a livello di stato.

Questi partiti sono di sinistra soltanto di nome. Essi rappresentano uno strato benestante della classe media che si sposta sempre più a destra mentre si intensifica la lotta di classe. Si sono pienamente integrati nel campo borghese.

Sotto condizioni dove ogni soluzione alla crisi attraverso le strutture politiche esistenti è impossibile, i conflitti sociali devono assumere inevitabilmente delle forme più aperte. Intense lotte di classe sono nell'agenda in tutta Europa. Ciò è già stato annunciato dalle proteste di massa che si sono svolte l'anno scorso in Grecia, Spagna e Portogallo. E' inconcepibile che centinaia di milioni di lavoratori europei accetteranno la distruzione della loro vita senza uno scontro.

Tuttavia, l'intensificazione della lotta di classe non risolve automaticamente la questione della prospettiva politica. Piuttosto, la propone più nettamente.

Se una soluzione progressista alla crisi resta bloccata, a causa del ruolo giocato dai partiti della pseudo-sinistra, allora le organizzazioni di ultra-destra possono beneficiare della crescita della miseria sociale e della disperazione. Questa è l'amara lezione del secolo passato. Lo stesso pericolo può essere visto oggi nella crescita delle organizzazioni di ultra-destra e fasciste come Chrysi Avgi (Alba Dorata) in Grecia, il Fronte Nazionale in Francia e Jobbik in Ungheria.

I lavoratori devono rompere con i sindacati e le organizzazioni di pseudo-sinistra che cercano di legarli al decadente sistema capitalista. Insistendo che non vi è nessuna alternativa ad ulteriori tagli ed all'impoverimento di grandi settori della popolazione, la classe dominante di fatto ammette la bancarotta del capitalismo.

L'unica alternativa ad una ricaduta nella povertà di massa e nella barbarie è un programma socialista. Le banche e le grandi imprese devono essere nazionalizzate e poste sotto controllo democratico. La produzione deve essere riorganizzata di modo che serva i bisogni della società e non gli interessi di profitto degli speculatori finanziari e dei parassiti.

Un simile programma può essere realizzato soltanto attraverso la lotta unita della classe lavoratrice europea ed internazionale. Esso richiede la formazione di governi dei lavoratori e l'istituzione degli Stati Uniti Socialisti d'Europa. Il compito più urgente è la costruzione di nuovi partiti rivoluzionari dei lavoratori come parte di un movimento socialista internazionalei partiti dell'Uguaglianza Socialista ed il Comitato Internazionale della Quarta Internazionale.

Peter Schwarz