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Soltanto due settimane fa, il parlamento greco ha approvato un
nuovo giro di misure di austerità che avranno un impatto devastante
sulle condizioni di vita dei lavoratori greci. Il voto parlamentare
è stato preceduto da una campagna di propaganda da parte delle ditte
finanziarie, delle banche e di politici europei di primo piano, che
hanno dichiarato che le nuove misure di austerità erano l'unico modo
per calmare i mercati monetari e stabilizzare l'euro.
Da allora, la crisi europea del debito si è
soltanto intensificata. In linea con il modello per tutta la crisi,
il nuovo giro di tagli sociali e di privatizzazioni è stato
afferrato come unità di misura per esigere attacchi ancora più
brutali ai livelli di vita della classe lavoratrice in Grecia, in
tutta Europa ed a livello internazionale.
Una settimana dopo l'approvazione del pacchetto di austerità
greco,
Moody's
ha declassato i titoli del governo portoghese alla condizione di
ciarpame.
Alcuni giorni più tardi, un assalto combinato da parte di
hedge funds
e di agenzie di valutazione del credito
ha costretto ad alzare il tasso d'interesse dei titoli di stato
italiani ed ha precipitato un quasi panico sul debito sovrano di
quel paese.
Questa mossa da parte dei mercati finanziari era in risposta a
dei rapporti secondo i quali il programma di austerità convenuto dal
governo italiano poteva essere annacquato nel corso della sua
approvazione in parlamento. Rispondendo all'offensiva del mercato,
il ministro delle finanze italiano ha annunciato che stava
raddoppiando il totale dei tagli alla spesa da attuarsi nel corso
dei prossimi tre anni e mezzo. Entro pochi giorni, era stato
approvato un ampio pacchetto di austerità per la terza maggiore
economia d'Europa.
All'inizio di questa settimana, i ministri delle finanze
europei si sono incontrati in una seduta di emergenza per discutere
i mezzi per pacificare i mercati. In una considerevole concessione,
hanno concordato di capovolgere la loro attuale politica e di
rendere disponibili le risorse del fondo di salvataggio europeo per
acquistare direttamente il debito greco.
I mercati hanno reagito a questa concessione con una rinnovata
offensiva. Martedì,
Moody's
ha declassato il debito dell'Irlanda alla condizione di ciarpame e
mercoledì
Fitch Ratings
ha declassato il debito sovrano greco, dichiarando che il default
della Grecia era "una possibilità reale".
Allo stesso tempo, le principali agenzie di valutazione del
credito hanno messo sotto osservazione il debito statale degli USA,
avvertendo che l'omissione di sollevare per il 2 agosto il limite
del debito sarebbe considerato un default.
Questi sviluppi dimostrano che non vi è nessuna soluzione
pacifica o razionale alla crisi europea del debito entro la
struttura dell'ordine economico e politico esistente. Questo perché
la crisi del debito sovrano e dell'euro non è semplicemente l'espressione
di una flessione congiunturale, ma di una crisi fondamentale e
sistemica del sistema capitalista mondiale.
Il crollo di
Wall Street
del settembre 2008 è stato il risultato di decenni di speculazione
finanziaria sempre più avventata, centrata negli USA ma sempre più
caratteristica di tutti i principali paesi capitalisti. E' stata
creata una montagna di debiti per finanziare un arricchimento senza
precedenti dell'elite dominante e questo processo di creazione di
ricchezza è stato separato in modo crescente dalla creazione di
valore reale.
Infatti, la crescita di una aristocrazia finanziaria globale è
stata basata sulla distruzione dell'industria e dell'infrastruttura
produttiva negli USA e negli altri paesi capitalisti avanzati
e sull'assalto spietato ai posti di lavoro, ai salari ed ai livelli
di vita della classe lavoratrice.
Il risultato è stato un'economia adattata al vero e proprio
saccheggio della ricchezza sociale e dedita totalmente alla
creazione di bolle finanziarie, appoggiata su un sistema bancario
che era essenzialmente insolvente. Lo scoppio inevitabile della
bolla dei prestiti immobiliari USA nel 2007-2008 ha esposto
l'insolvenza del sistema finanziario.
Nessuna delle misure prese dal crollo ha risolto la sottostante
crisi delle banche. Al contrario, hanno scaricato le perdite dalle
banche allo stato attraverso massicci salvataggi governativi, mentre
hanno accumulato nuove forme di debito in cima a quelli esistenti.
La borghesia ha soltanto una risposta a questo dilemma—attacchi
sempre più
feroci rivolti a rovesciare tutte le conquiste sociali ottenute
nel 20° secolo dalla classe lavoratrice. Allo stesso
tempo, ciascuna elite dominante nazionale adotta un atteggiamento
sempre più aggressivo e nazionalista verso i propri concorrenti,
alimentando la crescita del militarismo e della guerra.
I rappresentanti del capitale finanziario sono ben consapevoli
che la loro politica controrivoluzionaria provocherà sollevamenti
sociali. La loro risposta è la preparazione di forme nuove e più
repressive di governo.
Nella sua ultima pubblicazione per i sottoscrittori, Aon, un
mediatore assicurativo, ha avvisato contro l'investimento in Grecia.
La società ha posto la Grecia sulla sua "mappa mondiale dei pericoli
terroristici 2011", dichiarando che il rischio di una "rivoluzione,
di un colpo di stato o di una guerra civile" nel paese è "alto".
La scorsa settimana un blog nel sito web del
Wall Street Journal
ha fatto rilevare la crescente crisi economica in una successione di
paesi europei. Ha commentato sull'emergere
dell'opposizione di massa in Grecia in un articolo intitolato:
"Meglio conservare un po' di quel gas lacrimogeno per Portogallo,
Spagna, Italia".
Questi avvertimenti non sono limitati all'Europa. L'ex
consigliere per la sicurezza nazionale USA
Zbigniew Brzezinski
la scorsa settimana ha ammonito
che la disoccupazione di massa e la crescita della
disuguaglianza sociale negli Stati Uniti potrebbero portare
all'agitazione civile. In un'intervista al canale TV via cavo MSNBC
ha affermato: "Non voglio essere una Cassandra--e non penso che ci
stiamo avvicinando al giudizio universale--ma penso che scivoleremo
in conflitti sociali intensificati, ostilità sociale, alcune forme
di radicalismo. Vi sarà proprio la sensazione che questa non sia una
società giusta".
All'interno dei circoli della borghesia viene tratta sempre più
la conclusione che il tipo di devastazione sociale da imporre non
sarà attuato attraverso i tradizionali mezzi parlamentari.
In Germania, la discussione sulla necessità di forme "post
democratiche" di governo è guidata dal professore di Berlino
Herfried Münkler.
La soluzione all'euro-crisi, sostiene
Münkler,
non è la democratizzazione, ma piuttosto più potere per le elite
tedesca ed europea.
In uno stile simile, il 14 luglio il
Financial Times
ha pubblicato un editoriale intitolato "Preservare la
credibilità fiscale dell'Italia" che dichiarava che "L'Italia ha
bisogno di più austerità" e ha chiesto la rimozione del primo
ministro
Silvio Berlusconi
e "la sua sostituzione
con un governo con ampia base guidato da tecnocrati"—cioè
un governo il cui personale sia selezionato dalle banche.
O la crisi sarà risolta dalla borghesia sulla base della
povertà di massa, della dittatura e della guerra, oppure la classe
lavoratrice risolverà la crisi attraverso la propria azione
rivoluzionaria politicamente consapevole, collettiva e coordinata a
livello internazionale. Come
scrisse
Trotsky
negli anni '30,
l'alternativa è socialismo o barbarie.
Stefan Steinberg
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