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La crisi europea del debito e la minaccia di dittatura

16 luglio 2011

 

Soltanto due settimane fa, il parlamento greco ha approvato un nuovo giro di misure di austerità che avranno un impatto devastante sulle condizioni di vita dei lavoratori greci. Il voto parlamentare è stato preceduto da una campagna di propaganda da parte delle ditte finanziarie, delle banche e di politici europei di primo piano, che hanno dichiarato che le nuove misure di austerità erano l'unico modo per calmare i mercati monetari e stabilizzare l'euro.

Da allora, la crisi europea del debito si è soltanto intensificata. In linea con il modello per tutta la crisi, il nuovo giro di tagli sociali e di privatizzazioni è stato afferrato come unità di misura per esigere attacchi ancora più brutali ai livelli di vita della classe lavoratrice in Grecia, in tutta Europa ed a livello internazionale.

Una settimana dopo l'approvazione del pacchetto di austerità greco, Moody's ha declassato i titoli del governo portoghese alla condizione di ciarpame. Alcuni giorni più tardi, un assalto combinato da parte di hedge funds e di agenzie di valutazione del credito ha costretto ad alzare il tasso d'interesse dei titoli di stato italiani ed ha precipitato un quasi panico sul debito sovrano di quel paese.

Questa mossa da parte dei mercati finanziari era in risposta a dei rapporti secondo i quali il programma di austerità convenuto dal governo italiano poteva essere annacquato nel corso della sua approvazione in parlamento. Rispondendo all'offensiva del mercato, il ministro delle finanze italiano ha annunciato che stava raddoppiando il totale dei tagli alla spesa da attuarsi nel corso dei prossimi tre anni e mezzo. Entro pochi giorni, era stato approvato un ampio pacchetto di austerità per la terza maggiore economia d'Europa.

All'inizio di questa settimana, i ministri delle finanze europei si sono incontrati in una seduta di emergenza per discutere i mezzi per pacificare i mercati. In una considerevole concessione, hanno concordato di capovolgere la loro attuale politica e di rendere disponibili le risorse del fondo di salvataggio europeo per acquistare direttamente il debito greco.

I mercati hanno reagito a questa concessione con una rinnovata offensiva. Martedì, Moody's ha declassato il debito dell'Irlanda alla condizione di ciarpame e mercoledì Fitch Ratings ha declassato il debito sovrano greco, dichiarando che il default della Grecia era "una possibilità reale".

Allo stesso tempo, le principali agenzie di valutazione del credito hanno messo sotto osservazione il debito statale degli USA, avvertendo che l'omissione di sollevare per il 2 agosto il limite del debito sarebbe considerato un default.

Questi sviluppi dimostrano che non vi è nessuna soluzione pacifica o razionale alla crisi europea del debito entro la struttura dell'ordine economico e politico esistente. Questo perché la crisi del debito sovrano e dell'euro non è semplicemente l'espressione di una flessione congiunturale, ma di una crisi fondamentale e sistemica del sistema capitalista mondiale.

Il crollo di Wall Street del settembre 2008 è stato il risultato di decenni di speculazione finanziaria sempre più avventata, centrata negli USA ma sempre più caratteristica di tutti i principali paesi capitalisti. E' stata creata una montagna di debiti per finanziare un arricchimento senza precedenti dell'elite dominante e questo processo di creazione di ricchezza è stato separato in modo crescente dalla creazione di valore reale.

Infatti, la crescita di una aristocrazia finanziaria globale è stata basata sulla distruzione dell'industria e dell'infrastruttura produttiva negli USA  e negli altri paesi capitalisti avanzati e sull'assalto spietato ai posti di lavoro, ai salari ed ai livelli di vita della classe lavoratrice.

Il risultato è stato un'economia adattata al vero e proprio saccheggio della ricchezza sociale e dedita totalmente alla creazione di bolle finanziarie, appoggiata su un sistema bancario che era essenzialmente insolvente. Lo scoppio inevitabile della bolla dei prestiti immobiliari USA nel 2007-2008 ha esposto l'insolvenza del sistema finanziario.

Nessuna delle misure prese dal crollo ha risolto la sottostante crisi delle banche. Al contrario, hanno scaricato le perdite dalle banche allo stato attraverso massicci salvataggi governativi, mentre hanno accumulato nuove forme di debito in cima a quelli esistenti.

La borghesia ha soltanto una risposta a questo dilemmaattacchi sempre più feroci rivolti a rovesciare tutte le conquiste sociali ottenute nel 20° secolo dalla classe lavoratrice. Allo stesso tempo, ciascuna elite dominante nazionale adotta un atteggiamento sempre più aggressivo e nazionalista verso i propri concorrenti, alimentando la crescita del militarismo e della guerra.

I rappresentanti del capitale finanziario sono ben consapevoli che la loro politica controrivoluzionaria provocherà sollevamenti sociali. La loro risposta è la preparazione di forme nuove e più repressive di governo.

Nella sua ultima pubblicazione per i sottoscrittori, Aon, un mediatore assicurativo, ha avvisato contro l'investimento in Grecia. La società ha posto la Grecia sulla sua "mappa mondiale dei pericoli terroristici 2011", dichiarando che il rischio di una "rivoluzione, di un colpo di stato o di una guerra civile" nel paese è "alto".

La scorsa settimana un blog nel sito web del Wall Street Journal ha fatto rilevare la crescente crisi economica in una successione di paesi europei. Ha commentato sull'emergere dell'opposizione di massa in Grecia in un articolo intitolato: "Meglio conservare un po' di quel gas lacrimogeno per Portogallo, Spagna, Italia".

Questi avvertimenti non sono limitati all'Europa. L'ex consigliere per la sicurezza nazionale USA Zbigniew Brzezinski la scorsa settimana ha ammonito che la disoccupazione di massa e la crescita della disuguaglianza sociale negli Stati Uniti potrebbero portare all'agitazione civile. In un'intervista al canale TV via cavo MSNBC ha affermato: "Non voglio essere una Cassandra--e non penso che ci stiamo avvicinando al giudizio universale--ma penso che scivoleremo in conflitti sociali intensificati, ostilità sociale, alcune forme di radicalismo. Vi sarà proprio la sensazione che questa non sia una società giusta".

All'interno dei circoli della borghesia viene tratta sempre più la conclusione che il tipo di devastazione sociale da imporre non sarà attuato attraverso i tradizionali mezzi parlamentari.

In Germania, la discussione sulla necessità di forme "post democratiche" di governo è guidata dal professore di Berlino Herfried Münkler. La soluzione all'euro-crisi, sostiene Münkler, non è la democratizzazione, ma piuttosto più potere per le elite tedesca ed europea.

In uno stile simile, il 14 luglio il Financial Times ha pubblicato un editoriale intitolato "Preservare la credibilità fiscale dell'Italia" che dichiarava che "L'Italia ha bisogno di più austerità" e ha chiesto la rimozione del primo ministro Silvio Berlusconi e "la sua sostituzione con un governo con ampia base guidato da tecnocrati"cioè un governo il cui personale sia selezionato dalle banche.

O la crisi sarà risolta dalla borghesia sulla base della povertà di massa, della dittatura e della guerra, oppure la classe lavoratrice risolverà la crisi attraverso la propria azione rivoluzionaria politicamente consapevole, collettiva e coordinata a livello internazionale. Come scrisse Trotsky negli anni '30, l'alternativa è socialismo o barbarie.

Stefan Steinberg