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Centinaia di migliaia di lavoratori e di giovani hanno
partecipato ieri a uno sciopero generale di 24 ore proclamato dalla
GSEE e dalla ADEDY (confederazioni sindacali del settore privato e
pubblico), marciando in dimostrazioni verso le piazze principali di
settanta città e paesi attraverso la Grecia. Dalle prime ore della
mattina la partecipazione ad un raduno di massa per accerchiare le
camere del parlamento è stata enorme.
Secondo le cifre rilasciate dalla GSEE, in molti settori
chiave la partecipazione allo sciopero è stata del 100%. Per
esempio, abbiamo le seguenti cifre: raffinerie 100%, cantieri navali
100%, trasporti e spedizioni 100%, porti 100%, acciaierie 80% e
costruzioni 90%. Nel settore bancario, DEI (società elettricità
pubblica), OTE (società telefonica pubblica), ELTA (poste greche) e
società idriche la partecipazione ha raggiunto il 90%.
Questo livello di partecipazione conferma lo spirito combattivo
che esiste all'interno del movimento dei lavoratori greci e la sua
capacità di guidare nella giusta direzione la lotta delle masse che
sta crescendo nelle ultime tre settimane contro il governo e le sue
nuove misure di austerità che sono mirate ad imporre le condizioni
richieste dalla
"troika".
Le stime sono che vi erano 250.000 dimostranti ad Atene, 35.000
a Salonicco e 10.000 a Patrasso. Come abbiamo scritto ieri, se alle
manifestazioni a Atene fosse stato consentito di procedere
pacificamente, senza dubbio il numero di persone che avevano già
cominciato ad entrare in Piazza
Syntagnma
nel mattino indicava che per il pomeriggio il numero dei dimostranti
avrebbe superato la cifra di un milione.
Tuttavia, come abbiamo spiegato, le forze della repressione
statali hanno utilizzato agenti provocatori, con poliziotti in
borghese come pure i soliti sobillatori che si sono mescolati ai
dimostranti, che sono stati in grado di fermare temporaneamente
l'"ondata" delle masse che erano pronte a paralizzare le camere del
parlamento e l'edificio
Maximou
(il dicastero ufficiale del primo ministro). Quindi, per un momento
la marcia di una massa di lavoratori e di giovani militanti è stata
interrotta da scene di scontri violenti con la polizia. Quest'ultima
ha
cercato di usare gas lacrimogeno, con metodi reminiscenti
dell'esercito israeliano nella Palestina occupata, per svuotare
Piazza
Syntagnma dei dimostranti. Vi sono molti video e
fotografie prese da testimoni oculari che sono stati caricati su
Internet, che mostrano come nella prima mattinata la polizia al
Giardino Nazionale dietro l'edificio del parlamento stesse
ammucchiando spranghe di ferro per armare i provocatori. Gli stessi
video mostrano degli "anarchici" mascherati che avanzano e si
concentrano sotto la protezione della polizia.
Comunque, anche mentre i canali TV si affrettavano a parlare
del "funerale" del movimento, nel pomeriggio, lentamente ma
decisamente, migliaia di persone hanno iniziato a concentrarsi di
nuovo in Piazza
Syntagma. Le
masse
erano composte di lavoratori e di giovani, che durante i fatti
violenti erano nascosti nelle zone vicine aspettando che la
situazione si calmasse, di lavoratori del settore privato che non
erano usciti in sciopero per timore del licenziamento, ma che si
erano affrettati verso la manifestazione in
Piazza
Syntagma
dopo che i loro turni erano finiti e, infine,
di molti altri che non erano coinvolti nei raduni del mattino,
ma che erano stati offesi dalla cronaca dei notiziari TV che aveva
cercato di denigrare il movimento di massa.
Immediatamente, il governo ed i partiti borghesi, presi dal
panico e dalla paura, hanno cercato di venir fuori rudemente con una
soluzione politica nel disperato tentativo di oltrepassare il
movimento delle masse che con le ore stava assumendo connotazioni
rivoluzionarie.
Papandreou
si è rivolto al leader di Nuova Democrazia,
Antonis Samaras,
proponendogli di formare un nuovo governo di unità nazionale con un
"tecnocrate" come primo ministro. Il leader di Nuova Democrazia,
temendo che sarebbe stato identificato con un nuovo governo che è
diventato totalmente isolato dalla società, ha avanzato la
condizione che un tale governo dovrebbe rinegoziare il Memorandum e
le nuove misure di austerità richieste dalla Troika. Samaras lo ha
fatto deliberatamente, poiché sapeva che
Papandreou
non poteva accettare una simile condizione e nemmeno poteva il vero
capo, cioè la
“troika”.
In sostanza, apponendo questa pretesa a
Papandreou, Samaras si
stava rifiutando di partecipare ad un tale governo che avrebbe
dovuto legiferare su una nuova serie di attacchi draconiani contro i
lavoratori. Ciò che Samaras teme è che entrando in tale governo
avrebbe messo in pericolo le fortune elettorali di Nuova Democrazia
e quindi la sua
capacità di essere una utile forza di riserva per i capitalisti
greci, proprio quando i sondaggi mostrano che
per la prima volta in due anni e mezzo Nuova
Democrazia è ora il primo partito con il 31%, il 4% avanti del
PASOK. Comunque, gli stessi sondaggi rivelano che il 40% degli
elettori dichiara che non voterebbe per nessun partito, tanto
disgustati quanto sono da tutti i principali partiti.
Tutto ciò spiega perché il tentativo di ieri di raffazzonare un
governo di coalizione non ha trovato ascolto. Questa situazione, in
ultima analisi, è dovuta all'enorme pressione del movimento di massa
dal basso che vuole vedere la caduta di questo governo. Le masse,
guidate dalla classe lavoratrice, stanno fissando l'orientamento e
spingendo questo odiato "governo del
Memorandum” a
fuggire in preda al panico fuori dal potere.
L'annuncio di
Papandreou
della notte scorsa ed i fatti di ieri sono un'espressione eloquente
della situazione di stallo politico dal quale la classe dominante
è minacciata. Alla fine tutto ciò che
Papandreou
poteva fare era di annunciare un rimpasto di gabinetto. Facendo
questo, non ha accontentato nessuno. Ha mandato in collera i
lavoratori ed i giovani che sono nelle piazze, che vogliono vedere
la fine di questo governo. Ha fatto arrabbiare pure la classe
dominante, che è preoccupata per il suo tentativo di tenersi
stretto al potere con piccole manovre che serviranno soltanto a
spingere ancora più gente fuori nelle strade.
Come ultima risorsa, quello che ora la borghesia sta
promuovendo sono elezioni anticipate. Da queste spera di ottenere un
nuovo governo con Nuova Democrazia come potere sovrano. Ha raggiunto
questa conclusione perché può vedere non è in grado di formare un
governo che abbia l'autorità di tenere a freno la tendenza
ascendente del movimento di massa.
Le pressioni opposte del movimento di massa da una parte e
della borghesia dall'altra hanno già aperto una grossa crepa
all'interno del gruppo parlamentare del PASOK. Uno dopo l'altro, i
membri del parlamento del PASOK, hanno espresso apertamente il loro
disaccordo con il governo, o dalla "destra" (lamentando la timidezza
e la cattiva conduzione da parte del governo) oppure dalla
"sinistra" (attaccando le singole misure del nuovo draconiano
programma di austerità). Già un altro parlamentare del PASOK si è
dichiarato un "indipendente", lasciando il gruppo parlamentare del
PASOK con 155 degli originali 160 che sono stati eletti nelle
elezioni del 2009, mentre altri due si sono dimessi dai loro posti
di parlamentari in modo che non debbano votare per le misure.
Ciò che per
Papandreou è
ancora peggiore è che sta trovando molto difficile convincere
qualunque di questi parlamentari ad accettare posti ministeriali,
mentre un gruppo di 25 parlamentari del PASOK hanno chiesto una
riunione del gruppo parlamentare straordinaria per questo pomeriggio
per discutere cosa accadrà alla fine.
I lavoratori ed i giovani ora "stringono i denti" e,
incoraggiati dalla sensazione chela ribellione molto presto porterà
a cadere questo odiato governo della
"troika", si
preparano a dargli il colpo di grazia e continuano le loro
dimostrazioni.
Nell'articolo che abbiamo prodotto la notte scorsa (in greco)
abbiamo sottolineato i seguenti:
“Papandreou non
si è ancora dimesso ma 'ha gettato il guanto'! Allora prendiamolo!
Dal momento che non vuole dimettersi, 'dimissioniamolo'. Il grande
movimento che abbiamo creato in questi giorni e che sta ora
stabilendo il tono politico deve passare ad una fase nuova, più alta
e più efficace.
"Il modo più efficace per realizzarla è di intensificare gli
sforzi nei quartieri della classe lavoratrice, nei luoghi di lavoro
e nei sindacati di modo che possiamo attuare direttamente la
decisione dell'Assemblea Popolare di Piazza
Syntagma che
correttamente ha sollevato la necessità
di un totale sciopero generale politico.
"E dal momento che la classe dominante ora affronta un serio
problema del potere, rafforziamo gli organi del nostro potere, che
sono emersi attraverso la nostra lotta, dalle assemblee popolari
nelle città, nei quartieri e nei luoghi di lavoro. Procediamo
direttamente alla formazione di un Comitato di Lotta Panellenico
Centrale eletto dalle assemblee popolari che sarà in grado di
rimpiazzare il potere della
"troika" e
delle banche e di servire i nostri bisogni, rifiutando
di pagare l'esorbitante debito e mettendo la ricchezza concentrata
del paese nelle mani della società nel complesso e sotto il
controllo dei lavoratori.
"In queste condizioni i leader di
KKE
e di
SYRIZA devono finire di chiedere semplicemente le
elezioni. Devono contribuire direttamente allo sviluppo ed
all'espansione del movimento di massa con uno sciopero generale
politico e preparare la possibilità di un netto cambiamento nelle
sezioni elettorali, unendo assieme le loro forze basate su un
programma radicale di trasformazione socialista della società.
Soltanto in questo modo delle elezioni anticipate, che vengono ora
promosse dalla classe dominante come ultima risorsa allo scopo di
fermare e di sviare il movimento delle masse, produrranno un
risultato che rafforzerebbe il movimento di massa con tutte le sue
richieste".
Quale che sia il risultato finale, un nuovo governo di
coalizione o elezioni anticipate, vi sono due elementi chiave nella
situazione in Grecia.
Da una parte, il movimento di massa si sente incoraggiato e
fiducioso e continuerà ad esprimere la propria determinazione per
influenzare gli sviluppi politici fondamentali. La possibile caduta
di
Papandreou stimolerà l'appetito delle masse che spingono
per riottenere tutto ciò che hanno perduto con questo governo e
resteranno mobilitate per obbligare ad una soluzione basilare ai
loro problemi.
Dall'altra parte, l'instabilità politica e lo sviluppo di una
situazione rivoluzionaria nella società greca, porta ancora più
vicino alla possibilità di un default e qualsiasi residuo
"ottimismo" possano ancora nutrire i "mercati internazionali" che la
Grecia sarà in grado di rimborsare i suoi debiti svanirà molto
rapidamente. Le uniche cose che ora la Grecia può esportare ai suoi
partner nella UE sono recessione, instabilità economica e la "moda"
delle rivolte popolari.
Fonte:
Μαρξιστική Φωνή (Grecia)
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