In Defence of
Marxism

 

Grecia: sciopero e manifestazione straordinari

mentre Papandreou si aggrappa al potere aspettando di essere rovesciato


Scritto dal comitato di redazione di Marxistiki Foni Giovedì, 16 giugno 2011

 

Centinaia di migliaia di lavoratori e di giovani hanno partecipato ieri a uno sciopero generale di 24 ore proclamato dalla GSEE e dalla ADEDY (confederazioni sindacali del settore privato e pubblico), marciando in dimostrazioni verso le piazze principali di settanta città e paesi attraverso la Grecia. Dalle prime ore della mattina la partecipazione ad un raduno di massa per accerchiare le camere del parlamento è stata enorme.

Secondo le cifre rilasciate dalla GSEE, in molti settori chiave la partecipazione allo sciopero è stata del 100%. Per esempio, abbiamo le seguenti cifre: raffinerie 100%, cantieri navali 100%, trasporti e spedizioni 100%, porti 100%, acciaierie 80% e costruzioni 90%. Nel settore bancario, DEI (società elettricità pubblica), OTE (società telefonica pubblica), ELTA (poste greche) e società idriche la partecipazione ha raggiunto il 90%.

Questo livello di partecipazione conferma lo spirito combattivo che esiste all'interno del movimento dei lavoratori greci e la sua capacità di guidare nella giusta direzione la lotta delle masse che sta crescendo nelle ultime tre settimane contro il governo e le sue nuove misure di austerità che sono mirate ad imporre le condizioni richieste dalla "troika".

Le stime sono che vi erano 250.000 dimostranti ad Atene, 35.000 a Salonicco e 10.000 a Patrasso. Come abbiamo scritto ieri, se alle manifestazioni a Atene fosse stato consentito di procedere pacificamente, senza dubbio il numero di persone che avevano già cominciato ad entrare in Piazza Syntagnma nel mattino indicava che per il pomeriggio il numero dei dimostranti avrebbe superato la cifra di un milione.

Tuttavia, come abbiamo spiegato, le forze della repressione statali hanno utilizzato agenti provocatori, con poliziotti in borghese come pure i soliti sobillatori che si sono mescolati ai dimostranti, che sono stati in grado di fermare temporaneamente l'"ondata" delle masse che erano pronte a paralizzare le camere del parlamento e l'edificio Maximou (il dicastero ufficiale del primo ministro). Quindi, per un momento la marcia di una massa di lavoratori e di giovani militanti è stata interrotta da scene di scontri violenti con la polizia. Quest'ultima ha cercato di usare gas lacrimogeno, con metodi reminiscenti dell'esercito israeliano nella Palestina occupata, per svuotare Piazza Syntagnma dei dimostranti. Vi sono molti video e fotografie prese da testimoni oculari che sono stati caricati su Internet, che mostrano come nella prima mattinata la polizia al Giardino Nazionale dietro l'edificio del parlamento stesse ammucchiando spranghe di ferro per armare i provocatori. Gli stessi video mostrano degli "anarchici" mascherati che avanzano e si concentrano sotto la protezione della polizia.

Comunque, anche mentre i canali TV si affrettavano a parlare del "funerale" del movimento, nel pomeriggio, lentamente ma decisamente, migliaia di persone hanno iniziato a concentrarsi di nuovo in Piazza Syntagma. Le masse erano composte di lavoratori e di giovani, che durante i fatti violenti erano nascosti nelle zone vicine aspettando che la situazione si calmasse, di lavoratori del settore privato che non erano usciti in sciopero per timore del licenziamento, ma che si erano affrettati verso la manifestazione in Piazza Syntagma dopo che i loro turni erano finiti e, infine, di molti altri che non erano coinvolti nei raduni del mattino, ma che erano stati offesi dalla cronaca dei notiziari TV che aveva cercato di denigrare il movimento di massa.

Immediatamente, il governo ed i partiti borghesi, presi dal panico e dalla paura, hanno cercato di venir fuori rudemente con una soluzione politica nel disperato tentativo di oltrepassare il movimento delle masse che con le ore stava assumendo connotazioni rivoluzionarie.

Papandreou si è rivolto al leader di Nuova Democrazia, Antonis Samaras, proponendogli di formare un nuovo governo di unità nazionale con un "tecnocrate" come primo ministro. Il leader di Nuova Democrazia, temendo che sarebbe stato identificato con un nuovo governo che è diventato totalmente isolato dalla società, ha avanzato la condizione che un tale governo dovrebbe rinegoziare il Memorandum e le nuove misure di austerità richieste dalla Troika. Samaras lo ha fatto deliberatamente, poiché sapeva che Papandreou non poteva accettare una simile condizione e nemmeno poteva il vero capo, cioè la “troika”.

In sostanza, apponendo questa pretesa a Papandreou, Samaras si stava rifiutando di partecipare ad un tale governo che avrebbe dovuto legiferare su una nuova serie di attacchi draconiani contro i lavoratori. Ciò che Samaras teme è che entrando in tale governo avrebbe messo in pericolo le fortune elettorali di Nuova Democrazia e quindi la sua capacità di essere una utile forza di riserva per i capitalisti greci, proprio quando i sondaggi mostrano che per la prima volta in due anni e mezzo Nuova Democrazia è ora il primo partito con il 31%, il 4% avanti del PASOK. Comunque, gli stessi sondaggi rivelano che il 40% degli elettori dichiara che non voterebbe per nessun partito, tanto disgustati quanto sono da tutti i principali partiti.

Tutto ciò spiega perché il tentativo di ieri di raffazzonare un governo di coalizione non ha trovato ascolto. Questa situazione, in ultima analisi, è dovuta all'enorme pressione del movimento di massa dal basso che vuole vedere la caduta di questo governo. Le masse, guidate dalla classe lavoratrice, stanno fissando l'orientamento e spingendo questo odiato "governo del Memorandum” a fuggire in preda al panico fuori dal potere.

L'annuncio di Papandreou della notte scorsa ed i fatti di ieri sono un'espressione eloquente della situazione di stallo politico dal quale la classe dominante è minacciata. Alla fine tutto ciò che Papandreou poteva fare era di annunciare un rimpasto di gabinetto. Facendo questo, non ha accontentato nessuno. Ha mandato in collera i lavoratori ed i giovani che sono nelle piazze, che vogliono vedere la fine di questo governo. Ha fatto arrabbiare pure la classe dominante, che è preoccupata per il suo tentativo di tenersi stretto al potere con piccole manovre che serviranno soltanto a spingere ancora più gente fuori nelle strade.

Come ultima risorsa, quello che ora la borghesia sta promuovendo sono elezioni anticipate. Da queste spera di ottenere un nuovo governo con Nuova Democrazia come potere sovrano. Ha raggiunto questa conclusione perché può vedere non è in grado di formare un governo che abbia l'autorità di tenere a freno la tendenza ascendente del movimento di massa.

Le pressioni opposte del movimento di massa da una parte e della borghesia dall'altra hanno già aperto una grossa crepa all'interno del gruppo parlamentare del PASOK. Uno dopo l'altro, i membri del parlamento del PASOK, hanno espresso apertamente il loro disaccordo con il governo, o dalla "destra" (lamentando la timidezza e la cattiva conduzione da parte del governo) oppure dalla "sinistra" (attaccando le singole misure del nuovo draconiano programma di austerità). Già un altro parlamentare del PASOK si è dichiarato un "indipendente", lasciando il gruppo parlamentare del PASOK con 155 degli originali 160 che sono stati eletti nelle elezioni del 2009, mentre altri due si sono dimessi dai loro posti di parlamentari in modo che non debbano votare per le misure.

Ciò che per Papandreou è ancora peggiore è che sta trovando molto difficile convincere qualunque di questi parlamentari ad accettare posti ministeriali, mentre un gruppo di 25 parlamentari del PASOK hanno chiesto una riunione del gruppo parlamentare straordinaria per questo pomeriggio per discutere cosa accadrà alla fine.

I lavoratori ed i giovani ora "stringono i denti" e, incoraggiati dalla sensazione chela ribellione molto presto porterà a cadere questo odiato governo della "troika", si preparano a dargli il colpo di grazia e continuano le loro dimostrazioni.

Nell'articolo che abbiamo prodotto la notte scorsa (in greco) abbiamo sottolineato i seguenti:

“Papandreou non si è ancora dimesso ma 'ha gettato il guanto'! Allora prendiamolo! Dal momento che non vuole dimettersi, 'dimissioniamolo'. Il grande movimento che abbiamo creato in questi giorni e che sta ora stabilendo il tono politico deve passare ad una fase nuova, più alta e più efficace.

"Il modo più efficace per realizzarla è di intensificare gli sforzi nei quartieri della classe lavoratrice, nei luoghi di lavoro e nei sindacati di modo che possiamo attuare direttamente la decisione dell'Assemblea Popolare di Piazza Syntagma che correttamente ha sollevato la necessità di un totale sciopero generale politico.

"E dal momento che la classe dominante ora affronta un serio problema del potere, rafforziamo gli organi del nostro potere, che sono emersi attraverso la nostra lotta, dalle assemblee popolari nelle città, nei quartieri e nei luoghi di lavoro. Procediamo direttamente alla formazione di un Comitato di Lotta Panellenico Centrale eletto dalle assemblee popolari che sarà in grado di rimpiazzare il potere della "troika" e delle banche e di servire i nostri bisogni, rifiutando di pagare l'esorbitante debito e mettendo la ricchezza concentrata del paese nelle mani della società nel complesso e sotto il controllo dei lavoratori.

"In queste condizioni i leader di KKE e di SYRIZA devono finire di chiedere semplicemente le elezioni. Devono contribuire direttamente allo sviluppo ed all'espansione del movimento di massa con uno sciopero generale politico e preparare la possibilità di un netto cambiamento nelle sezioni elettorali, unendo assieme le loro forze basate su un programma radicale di trasformazione socialista della società. Soltanto in questo modo delle elezioni anticipate, che vengono ora promosse dalla classe dominante come ultima risorsa allo scopo di fermare e di sviare il movimento delle masse, produrranno un risultato che rafforzerebbe il movimento di massa con tutte le sue richieste".

Quale che sia il risultato finale, un nuovo governo di coalizione o elezioni anticipate, vi sono due elementi chiave nella situazione in Grecia.

Da una parte, il movimento di massa si sente incoraggiato e fiducioso e continuerà ad esprimere la propria determinazione per influenzare gli sviluppi politici fondamentali. La possibile caduta di Papandreou stimolerà l'appetito delle masse che spingono per riottenere tutto ciò che hanno perduto con questo governo e resteranno mobilitate per obbligare ad una soluzione basilare ai loro problemi.

Dall'altra parte, l'instabilità politica e lo sviluppo di una situazione rivoluzionaria nella società greca, porta ancora più vicino alla possibilità di un default e qualsiasi residuo "ottimismo" possano ancora nutrire i "mercati internazionali" che la Grecia sarà in grado di rimborsare i suoi debiti svanirà molto rapidamente. Le uniche cose che ora la Grecia può esportare ai suoi partner nella UE sono recessione, instabilità economica e la "moda" delle rivolte popolari.

Fonte: Μαρξιστική Φωνή (Grecia)