George Washington's Blog

 

LUNEDì 2 marzo 2009

"Gli economisti portano delle responsabilità per l'attuale crisi"

 

Come ho rilevato in precedenza, la maggior parte degli economisti non comprende né la causa né la soluzione alla crisi economica.

Un nuovo documento di un gruppo internazionale di professori di economia ora afferma la stessa cosa.

Il documento dimostra che ciò che la professione economica ha adottato come vangelo - che l'economia è intrinsecamente stabile - è assolutamente falso.

Il documento afferma pure che gli economisti mainstream hanno mancato il fatto che le bolle speculative portano a crolli inevitabili e che tali crolli da bolle scoppiate possono portare giù l'intera economia.

Ed il documento rimprovera i modelli di rischio utilizzati per giustificare l'acquisto e la vendita casuale del valore di molti trilioni di dollari di credit default swaps e CDO.

Perché si sono tanto sbagliati?

Perché si sono tanto sbagliati? Perché gli economisti mainstream si attengono a simili scorretti modelli ed ignorano le verità fondamentali su come funziona realmente l'economia?

Certamente parte di questo sono l'arroganza e l'ignoranza.

Ma forse è anche perché i ricchi fanno un sacco di soldi in tempi di prosperità e nei crolli -  poiché comprendono che i crolli seguono i boom ed investono prima del tempo appropriatamente. Seguendo il dogma comunemente accettato, il pubblico non viene a sapere nulla e le elite possono guadagnare fortune su entrambe boom e crollo.

Gli economisti mainstream si avvolgono delle teorie di Keynes e Friedman come se fossero provate otre ogni ombra di dubbio. Ma Keynes e Friedman ignorarono entrambe confortevolmente il fatto che se la bolla è grande abbastanza, il crollo risultante porterà giù l'economia (come sta attualmente facendo). Effettivamente, entrambe Keynes e Friedman erano dei fedeli servitori di quelli al potere (che potrebbe, di fatto, essere una delle ragioni principali per le quali sono stati promossi ad una simile posizione giubilata come i due principali economisti del ventesimo secolo).

Ed entrambe hanno fornito l'illusione che i problemi possano essere sistemati facilmente, senza affrontare i problemi reali, centrali:

  • L'economia keynesiana comporta che si possa continuare a far esplodere infinite bolle speculative finché il governo è disposto a "stimolare" l'economia quando le cose crollano

  • Similmente, Friedman insegna che se giusto si incrementa a sufficienza l'offerta di moneta, si può lasciare che gli affari vadano fuori controllo e si influenzino da soli in tutte le bolle speculative che vogliono. E' per questo che - anche un paio di anni fa - i VIP dell'economia affermavano di avere calcolato tutto, che tutti potevano scatenarsi ed il sistema sarebbe sempre rimasto stabile.

Ai poteri forti non piacciono gli economisti che dicono "Ragazzi, se non vi moderate, quella bolla diventerà troppo grande e vi scoppierà giusto in faccia". Non vogliono sentire che non possono fare denaro infinito utilizzando folli livelli di aumenti di reddito con denaro preso in prestito e di livelli 30 a 1 di utilizzo della riserva frazionaria e di derivati del credito. E, naturalmente, non vogliono sentire che la Federal Reserve è una grossa parte del problema.

Così Keynes e Friedman sono stati elevati allo status di profeti e quegli economisti che pongono interrogativi severi - come quelli della scuola austriaca di economia - sono stati ignorati e messi da parte. Analogamente, coloro che spingono teorie voodoo che giustificano lo spaventoso incremento negli aumenti di reddito con denaro preso in prestito e nell'uso di derivati del credito sono stati trattati come delle celebrità mentre coloro che mettono in discussione simili sciocchezze sono stati ridicolizzati.

Qui alcuni estratti per trasmettere il sapore del documento:

La crisi finanziaria globale ha rivelato la necessità di ripensare fondamentalmente come sono regolati i sistemi finanziari. Ha pure reso chiaro un fallimento sistemico della professione economica. ... E' ovvio, anche all'osservatore casuale, che questi modelli trascurano di rendere conto della effettiva evoluzione dell'economia del mondo reale. Inoltre, l'attuale agenda accademica è in gran parte affollato dalla ricerca sulle cause intrinseche della crisi finanziaria. Vi è stata anche poca esplorazione degli indicatori iniziali della crisi del sistema e dei modi potenziali per impedire a questa malattia di svilupparsi. Infatti, se si sfoglia attraverso la letteratura accademica di macroeconomia e finanza, "crisi sistemica" appare come un fatto non di questo mondo che è assente dai modelli economici. La maggior parte dei modelli, intenzionalmente, non offrono nessun mezzo di comprensione immediato su come considerare o trattare questo fenomeno ricorrente. Nel nostro momento di maggiore bisogno, le società di tutto il mondo vengono lasciate a cercare a tastoni nel buio senza una teoria. ...

L'implicito punto di vista dietro i modelli standard è che i mercati e l'economia siano intrinsecamente stabili e che vadano fuori rotta soltanto temporaneamente. Di conseguenza, la maggioranza degli economisti non si è preoccupata di avvisare i politici della crisi che minacciava il sistema e ha ignorato il lavoro di coloro che lo hanno fatto. ...

Il confinamento della macroeconomia a modelli di situazioni stabili che sono perturbati da limitate scosse esterne e che trascurano le ricorrenti intrinseche dinamiche di boom e crollo del nostro sistema economico è straordinario. Dopo tutto, le crisi finanziarie ed economiche internazionali non sono per nulla nuove e hanno avuto un impatto tremendo oltre le conseguenze economiche immediate di disoccupazione di massa ed iperinflazione. Ciò è ancora più sorprendente data la lunga eredità accademica dello studio dei primi economisti dei fenomeni di crisi ... Comunque, questa tradizione è stata trascurata e persino repressa. ...

Molti degli economisti finanziari che hanno sviluppato i modelli teorici sui quali è costruita la struttura finanziaria moderna erano ben consapevoli delle forti ed altamente irrealistiche restrizioni imposte agli altri modelli per assicurare la stabilità. Nondimeno, gli economisti finanziari hanno emesso poco allarme al pubblico sulla fragilità dei loro modelli . . .

Gran parte dei loro sforzi di ricerca non sono diretti verso i bisogni più comuni della società. Vi è ora il dominio di un paradigma che non ha nessuna solida base metodologica ed il cui risultato empirico è a dir poco modesto. ... Gli economisti di professione portano delle responsabilità per l'attuale crisi. Hanno fallito nel loro dovere verso la società di fornire quanta comprensione possibile nel funzionamento dell'economia e nel fornire avvertimenti sugli strumenti che hanno creato. Sono anche stati riluttanti ad enfatizzare le limitazioni della loro analisi. Riteniamo che il fallimento nel prevedere persino i problemi attuali del sistema finanziario internazionale e l'incapacità dei modelli standard di macroeconomia e di finanza di provvedere qualsiasi discernimento sugli eventi in sviluppo siano una ragione valida per un grande cambio di direzione in queste aree ed una riconsiderazione delle loro premesse fondamentali.