Federico Fuentes
|
Durante il giuramento di più di 300.000 persone ai "battaglioni" del Comando Miranda il 9 settembre, il presidente socialista del Venezuela Hugo Chavez, che chiede la rielezione attraverso un massiccio sforzo della società a livello locale guidato dal comando, ha ricordato alle centinaia di migliaia di intervenuti al raduno che cosa era in gioco alle elezioni del 3 dicembre: "Non dimenticate cosa confronta veramente, ancora una volta, questa battaglia del Miranda. L'imperialismo nordamericano. Questo è il nostro vero contendente ed il 3 dicembre di quest'anno assesteremo una nuova sconfitta all'imperialismo nordamericano". Per raggiungere questo scopo, Hector Navarro, che fa parte della leadership nazionale del Comando Miranda, ha spiegato a Green Left Weekly che si è iniziato a costituire un "grande esercito mobilizzato" che "riguarderà una struttura che calcoliamo incorporerà più di 700.000 persone". Navarro, che si trovava in Australia come parte di una speciale missione presidenziale nella regione del Pacifico, è stato il primo ministro dell'istruzione superiore nel governo Chavez ed un rappresentante venezuelano nel parlamento andino prima di dimettersi per assumere il suo ruolo nel Comando Miranda. Navarro ha raccontato a GLW che in queste elezioni la questione non è ottenere i voti. "La nostra sfida va oltre vincere; crediamo che questo non sia un problema. L'opposizione è molto divisa ed in questo momento il presidente Chavez conta — persino secondo i sondaggi più prudenti — su un sostegno minimo del 60%; persino dei sondaggi finanziati dall'opposizione danno a Chavez un sostegno del 70% ... Possiamo dire che da questo punto di vista sarà facile vincere le elezioni". Democrazia rivoluzionaria"La nostra sfida è che non possiamo concederci il lusso che vi sia una grande astensione", ha spiegato Navarro. Ha detto che sebbene l'astensione potrebbe non essere problematica per un "governo convenzionale, tradizionale", essa è una preoccupazione per il governo del Venezuela perché questo sta cercando di fare una rivoluzione, "che significa inserire il popolo in una rivoluzione per il popolo". Le forze rivoluzionarie hanno bisogno di incorporare il popolo nel processo elettorale oltre il semplice votare, "comprendendo che la democrazia non è solamente il voto — il voto è un elemento particolare, una parte molto piccola di un vero processo democratico". Quando non vi è un "nemico chiaramente identificabile", ha detto, "il popolo non si sente motivato per la battaglia". Ma Navarro ha fatto notare che il popolo venezuelano fronteggia un nemico terribilmente potente: "La questione qui è che la nostra vera sfida non è all'opposizione in Venezuela, dobbiamo essere assolutamente consapevoli e chiari su questo punto: al momento la nostra sfida è all'imperialismo egemonico, che è rappresentato dal suo dirigente, dal suo direttore generale che è [il presidente degli USA George] Bush". Ha detto che questa "grande società globale" — l'imperialismo — è il vero avversario, "ma, poiché esso non è un nemico che il popolo si trova giusto di fronte, non è direttamente visibile, noi abbiamo il compito di cercare di comprenderlo di più che guardandolo soltanto; dobbiamo percepirlo più che vederlo". Smascherare l'imperialismo"E' per questo che la nostra campagna è diretta più a rivelare questo 'altro nemico'. E' una campagna per la creazione di consapevolezza, perché implica una maggiore profondità intellettuale per sapere che il nemico sono Bush e l'imperialismo egemonico piuttosto che solamente un singolo candidato dell'opposizione [venezuelana]". E' con questo intento che è stata lanciata la campagna Comando Miranda per la rielezione — per costruire la consapevolezza politica nel popolo e prepararlo alle prossime battaglie contro l'imperialismo. Una simile campagna, secondo Navarro, non richiede i media ma il contatto personale con le persone "nei loro quartieri, nelle loro case, negli ospedali, nelle scuole". Le unità per la Battaglia Elettorale che erano state costituite per difendere Chavez nel referendum di revoca del 2004 — un tentativo dell'opposizione sostenuto dagli USA per terminare prematuramente la durata della presidenza Chavez — condividevano una struttura simile a quella dei Comandi Miranda. Comunque, la nuova struttura mira ad andare più a fondo nella comunità per fare una battaglia ideologica. Dunque, mentre dal livello nazionale fino a proprio i tavoli di voto sono state costituite delle strutture per organizzare le truppe in battaglioni e plotoni, Navarro a detto che vengono pure attivate altre due strutture parallele: "Ci stiamo organizzando anche all'interno i diversi settori sociali — popoli indigeni, studenti, lavoratori ecc. — ci si occupa di ogni settore sociale in un modo particolare. "Vi è anche un'altra struttura che si occupa delle persone nelle loro case e nei loro luoghi di lavoro, cosicché non stiamo coprendo soltanto dove la gente vota, ma anche dove la gente lavora o studia e dove la gente vive". "E' come una partita di calcio, dove ogni persona ne marca un'altra", ha spiegato. Ogni membro del Comando Miranda ha la responsabilità di convincere altre 10 persone a votare per Chavez e ad essere parte del processo rivoluzionario. "Il Venezuela ha un difetto, le precarie condizioni di vita nelle aree urbane del nostro paese. Vi è un alto livello di povertà, una povertà che stiamo riducendo di quantità importanti, ma vi è ancora un livello di povertà e di alloggi irregolari ... così usare gli indirizzi della lista elettorale come punto di riferimento è molto inaffidabile. "Invece, dobbiamo occuparci della gente, dobbiamo dare loro la necessaria attenzione faccia a faccia ... dobbiamo andare in ogni casa e convincerli che vi è un nemico nel paese — che un nemico esiste e questo è l'imperialismo egemonico globale". La lotta per il socialismo"I nostri guadagni non si possono misurare semplicemente nella sfera elettorale perché la contesa elettorale è già vinta", ha spiegato Navarro a GLW. "E' necessario pensare a come possiamo utilizzare il processo elettorale nei riguardi della creazione della consapevolezza, nei riguardi dell'educazione politica della gente. Questo è molto importante. "Inoltre, è l'unica cosa che ci darà la vittoria che vogliamo ... vi deve essere un innalzamento di consapevolezza cosicché il popolo possa comprendere che stiamo cercando un obiettivo superiore. E la questione del socialismo è naturalmente un grande obiettivo ... "Il presidente Chavez ha avanzato molto coraggiosamente questa proposta non molto tempo fa ... La ha avanzata come una sfida. 'Svilupperemo il socialismo' ed il presidente Chavez ha dichiarato questa rivoluzione essere una rivoluzione socialista. Ma cosa è questa cosa chiamata socialismo? Che cosa è il 'socialismo del 21° secolo'"? Navarro ha detto che era una discussione che doveva essere fatta, perché "possiamo essere molto chiari sui principi del socialismo ma vi sono stati molti esperimenti socialisti e la maggioranza sono falliti a causa di errori dei processi reali, a causa di errori capitalisti all'interno del socialismo". "Questo è quello che è accaduto con l'esperimento dell'Unione Sovietica, è un esperimento che è fallito a causa degli errori commessi, per le deviazioni capitaliste avvenute all'interno di quel processo socialista. E' per questo che faremo uso di questo periodo [la campagna elettorale] per elevare il livello della discussione, sollevare il livello politico della discussione su una questione importante come il socialismo". Da Green Left Weekly, 20 settembre 2006.
|
![]()