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Con
recenti rapporti[1] che escono dall'Egitto
circa la morte di quasi 150 persone come risultato della repressione
delle forze di sicurezza e
dei militari
egiziani contro i
"dimostranti", la tentazione di reagire con orrore ed avversione
verso il governo egiziano è legittimamente reale. Tuttavia,
considerando la storia recente della politica interna di paesi
africani e mediorientali (cioè Libia, Egitto, Siria ecc.) e, in
particolare, i dati sul precedente comportamento dei media
mainstream occidentali, sarebbe saggio trattenere queste emozioni
più vicine alla maglia fino a che la storia completa delle violenze
egiziane viene resa nota.
Mentre le organizzazioni dei media occidentali hanno fatto
propaganda delle violenze in Egitto come di una repressione violenta
contro "dimostranti pacifici", ai lettori deve essere ricordato
delle pretese fatte contro il governo Assad di "repressioni
violente" contro dei "dimostranti pacifici" che erano tutto fuorché
pacifici e che persino attraversavano la soglia della violenza che
li denotava come dimostranti. In realtà, i "dimostranti" erano in
gran parte formati da fanatici religiosi, stranieri, mercenari,
franchi tiratori ed altre forme di bande di delinquenti armate che
alla fine hanno preso la forma di brigate militari di guerriglieri,
cioè
–
squadroni della morte[2] -
fatti che convenientemente i media occidentali hanno omesso
dalla loro cronaca.
Naturalmente, ogni governo, particolarmente uno
guidato da un militare incalzato di recente da un
contro-colpo di stato, è piuttosto verosimilmente capace di lanciare
una ingiustificata repressione violenta su dei dimostranti che
domandano che il leader precedente sia reinstallato. Tuttavia,
considerando il
precedente comportamento dei media occidentali, le
campagne di destabilizzazione in Medio Oriente appoggiate dagli
occidentali e la stessa Fratellanza Musulmana, vi sono diversi punti
che devono essere esaminati allo scopo di prendere una decisione
informata in relazione ai fatti che trapelano dall'Egitto.
1.) Le proteste sono veramente pacifiche?
Come menzionato sopra, la costante ripetizione di pretese di
violenze dei militari contro
"dimostranti pacifici" riporta alle
imprese di destabilizzazione contro la
Libia di Gheddafi[3] e la Siria di Assad.
Queste campagne venivano condotte non da dimostranti pacifici che
desideravano la libertà da un governo oppressivo, ma da gruppi di
individui formati in gran parte da assassini spietati,
fondamentalisti religiosi e mercenari. I "dimostranti" erano armati
dall'inizio e non sono mai stati pacifici.
Con questo in mente, è
importante ricordare che i dimostranti della Fratellanza Musulmana
in Egitto sono stati sorpresi loro stessi in numerose azioni
violente, come
sparare[4] alla polizia egiziana dopo
l'espulsione di Morsi e persino
gettare dai tetti.[5] gli avversari politici.
2.) Perché adesso le forze di sicurezza e
i militari egiziani
sparerebbero sulle proteste?
L'esercito e la polizia egiziani sono stati lodati da
manifestanti in tutto il mondo per essere stati con il popolo
egiziano in due occasioni
– una volta durante le proteste
contro Mubarak[6]
e recentemente durante le proteste contro il
fantoccio del FMI Morsi.[7] Entrambe le volte, i
militari egiziani sono intervenuti nella rissa, schierati con i
dimostranti e si sono rifiutati di sparare sul popolo egiziano che
riempiva le strade. Perché, dunque, avrebbero improvvisamente
cambiato rotta dopo aver preso di nuovo ancora il potere in
conseguenza di una richiesta popolare e di trovarsi nel corso di
formare un governo civile, cominciando a sparare indiscriminatamente
contro dei pacifici dimostranti? Mentre non è certamente al di fuori
dell'area delle possibilità, tali tattiche sembrano rappresentare un
repentino e piuttosto illogico cambiamento di una strategia
precedentemente populista.
3.) Le pretese di violenza da parte delle
forze di sicurezza e dei militari egiziani
sono esagerate?
Soltanto una settimana fa,
ho scritto un articolo intitolato
“Smascherato il film di propaganda della
Fratellanza Musulmana”,[8] nel quale ho discusso il tentativo
da parte della Fratellanza Musulmana egiziana di organizzare una
falsa manifestazione completa con squadre di telecamere il cui scopo
era di fotografare i "dimostranti" che fingevano di marciare nelle
strade dell'Egitto e di descrivere questa manifestazione come vera.
Inoltre, i "manifestanti" in mezzo alla "marcia" hanno sostato
allo scopo di assumere pose drammatiche che mostrano volti
arrabbiati e "dimostranti" feriti. Bende e macchie di sangue fasulle
vengono agitate per impressionare come pure degli attori che posano
da medici che fingono di prendersi cura dei feriti.
Queste immagini, se non
fossero state rivelate, avrebbero indubbiamente trovato la loro
strada per gli schermi televisivi di milioni di occidentali, la
popolazione più suscettibile alla propaganda al mondo, risultando
nella percezione pubblica di ancora un altro gruppo di combattenti
della libertà e di gente oppressa che viene maltrattata dal proprio
governo. Quindi, ci si deve chiedere, le immagini alle quali viene
attualmente sottoposto forzatamente il pubblico occidentale sono vere oppure
è ancora un'altra campagna di propaganda dei media creata per
indirizzare il sostegno del pubblico verso la Fratellanza
Musulmana in Egitto?
4.) I militari e le forze di sicurezza agivano per autodifesa?
Tentavano di schiacciare un assalto violento?
Partendo dal presupposto
che nel tafferuglio tra i militari/forze di sicurezza egiziani ed i
sostenitori della Fratellanza Musulmana siano state veramente uccise
149 persone, è possibile che le forze egiziane rispondessero
soltanto all'ostilità violenta di una parte dei dimostranti? La
domanda è mai nemmeno posta da nessuna delle organizzazioni dei
media mainstream in relazione a chi abbia iniziato le violenze?
Effettivamente, la
formulazione dei resoconti prodotti dalle organizzazioni mainstream
è abilmente congegnata per suggerire che la sparatoria sia stata
iniziata dalla polizia e dai militari egiziani, ma praticamente
tutti loro si fermano di colpo prima di fare questa pretesa. Invece,
i resoconti menzionano che le forze di sicurezza si sono avvicinate
alla linea della protesta con bastoni ed uniformi scure e che hanno
quindi sparato gas lacrimogeno ai dimostranti. In maniera abbastanza
interessante, sembra che la polizia ed i militari egiziani abbiano
agito nello stesso modo in cui lo fa la polizia americana quando
risponde a
fatti molto meno gravi.[9]
Con noncuranza, i resoconti indicano soltanto che, dopo che la
sparatoria è cominciata, "feriti e morti giacciono sulle strade
vicino a pozze di sangue". Tuttavia, nonostante le ovvie intese
implicazioni dei rapporti, non è chiaro quale parte abbia realmente
cominciato a sparare munizioni vere.
Naturalmente, è necessario
che il pubblico occidentale sia dalla parte di ogni popolo che stia
combattendo per la propria libertà e la propria autodeterminazione.
Tuttavia, è anche imperativo che il pubblico occidentale non
esternalizzi il proprio cervello ad una macchina mediatica che gli
ha mentito in quasi ogni occasione, raccontando mezze verità, quarti
di verità o esclusivamente l'esatto contrario della verità. Se le
organizzazioni dei media occidentali si sono provate dei bugiardi
per quanto riguarda Egitto, Libia e Siria, quale ragione logica
avrebbe uno spettatore per credere che non lo rifarebbero?
Thus, with the track record of Western media outlets in mind, until
the case against the Egyptian government is proven, it is important
to look at every possible aspect surrounding the unfolding violence
in Egypt in order to discern the truth.
Quindi, con in mente il
precedente delle organizzazioni dei media occidentali, finché il
caso contro il governo egiziano non è dimostrato, è importante
guardare ad ogni possibile aspetto che circonda le violenze che si
svolgono in Egitto allo scopo di discernere la verità.
Note:
[1] Saleh, Yasmine; Finn, Tom. “Egypt forces assault protest camp,
many scores shot dead.” Reuters. 14 agosto 2013.
http://news.yahoo.com/egypt-police-move-against-pro-mursi-sit-ins-054010053.html
[2] Turbeville, Brandon. “Globalist Hidden Hand Revealed in
Destabilization of Syria.” Activist Post. 8 aprile 2013.
http://www.activistpost.com/2013/04/globalist-hidden-hand-revealed-in.html
[3] Tarpley, Webster G. “The CIA’s Libya Rebels : The Same
Terrorists Who Killed US, NATO Troops In Iraq.” Tarpley.net. 24
marzo 2011.http://tarpley.net/2011/03/24/the-cia%E2%80%99s-libya-rebels-the-same-terrorists-who-killed-us-nato-troops-in-iraq/
[4] “Video shows Morsi supporter shooting at Egyptian army –
Truthloader.” Youtube. Postato da Truthloader. Postato il 9 luglio 2013.https://www.youtube.com/watch?v=z4M1d80J4Fk
[5] Mudie, Keir. “Egypt violence: Gang throws rivals to their deaths
from top of a building.” The Mirror. 7 luglio 2013.http://www.mirror.co.uk/news/world-news/egypt-violence-gang-throws-rivals-2034262
[6] Naylor, Hugh; Stanton, Chris. “Egypt’s army pledges: we will not
open fire on protest.” The National. 1° febbraio 2011.http://www.thenational.ae/news/world/middle-east/egypts-army-pledges-we-will-not-open-fire-on-protest
[7] Fisher, Max. “Video: Egyptian army helicopter drops flags over
anti-government protests.” Washington Post. 1° luglio 2013.http://www.washingtonpost.com/blogs/worldviews/wp/2013/07/01/video-egyptian-army-helicopter-drops-flags-over-anti-government-protests/
[8] Turbeville, Brandon. “Muslim Brotherhood Propaganda Film
Exposed.” Activist Post. 8 agosto 2013.
http://www.activistpost.com/2013/08/muslim-brotherhood-propaganda-film.html
[9] Nir, Sarah Maslin. “Occupy Protesters and Police Clash in
Oakland.” New York Times. 29 gennaio 2012.
http://www.nytimes.com/2012/01/29/us/occupy-protesters-and-police-clash-in-oakland.html?_r=0
Leggete altri
articoli di
Brandon Turbeville qui.
Brandon Turbeville è uno scrittore dalla periferia di Florence,
South Carolina. Ha una laurea della Francis Marion University ed è
l'autore di tre libri,
Codex
Alimentarius -- The End of Health Freedom,
7 Real
Conspiracies, e
Five Sense
Solutions e
Dispatches From a Dissident. Turbeville ha pubblicato più di 200
articoli che si occupano di un'ampia varietà di argomenti, inclusi
salute, economia, corruzione governativa e diritti civili. Il
podcast di Brandon Turbeville, Truth on The Tracks, si può trovare
ogni lunedì notte alle 9 pm EST a
UCYTV. E' disponibile per interviste radio e TV. Prego
contattate activistpost (at) gmail.com.
Postato da
Activist
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