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I LAVORATORI negli USA sono ancora colpiti dal peggiore collo
economico dalla Grande Depressione. E' qualcosa che la gente in
tutti gli stati del paese comprende fin troppo bene.
"Non è come il danno per un uragano o una siccità o qualcosa
cui ci si riferisce tipicamente come ad un 'atto di Dio' al di fuori
del controllo del governo", ha affermato il senatore democratico del
Nebraska
Ben Nelson. Nelson
stava spiegando perché ha votato assieme ai repubblicani per cercare
di bloccare l'estensione dei sussidi di disoccupazione.
Alla fine a metà luglio quella estensione è stata
approvata, nonostante Nelson ed i repubblicani--sette settimane
dopo che i sussidi di disoccupazione extra erano scaduti, escludendo
un totale di 2,5 milioni di persone che sono senza lavoro più a
lungo delle 26 settimane standard per l'assicurazione contro la
disoccupazione.
Il costo della legislazione è di $34 miliardi--un poco più di
metà dell'ammontare che il Senato ha approvato per una legge di
spese belliche qualche settimana prima. Ciò nonostante, i
repubblicani ed alcuni democratici hanno lottato tutti i momenti
contro l'estensione della disoccupazione--nel nome della
"responsabilità fiscale" di bilancio.
"Gli americani sono frustrati per l'ammontare di spesa e
prestiti qua intorno", ha dichiarato il leader della minoranza al
Senato
Mitch McConnell (R-Ky.). "Non
facciamo il segno di avanzare in una legislazione che peggiorerà il
deficit e scaverà un buco ancora più profondo di quello in cui ci
troviamo".
Comunque, per milioni di lavoratori e per le loro famiglie il
"buco in cui ci troviamo" è come pagare i conti quando non si trova
nessun lavoro--e l'estensione dei sussidi di disoccupazione che si
aggirano su una media appena sopra $300 la settimana come stanno le
cose è poco adeguata ad aiutare.
In realtà, la legge per estendere i sussidi di disoccupazione è
stata ancora meno di aiuto dopo quello che i democratici del Senato
hanno fatto svendendo diversi importanti provvedimenti. Per esempio,
hanno fatto cadere il fortemente necessario finanziamento per i
programmi Medicaid statali--un compromesso che obbligherà i governi
statali ad altri tagli all'assistenza sanitaria e ad altre spese. Il
Centro per le priorità di bilancio e di politica ha avvisato che
lasciare cadere il finanziamento supplementare a Medicaid potrebbe
in definitiva portare alla perdita di 900.000 posti di lavoro nel
settore pubblico ed in quello privato.
I democratici hanno anche addolcito l'accordo con i
repubblicani concordando di tagliare un aumento di $25 la settimana
in sussidi stanziati in precedenti leggi di estensione
dell'indennità di disoccupazione.
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CIRCA 15 milioni di persone sono disoccupate, secondo le cifre
ufficiali, ed almeno tanti lavorano involontariamente part time
perché non riescono a trovare un lavoro a tempo pieno o hanno
abbandonato completamente la forza lavoro per la disperazione di non
trovare mai un posto di lavoro.
Quindi perché i politici sono così lenti ad agire? L'opinione
pubblica non li sta fermando. Un recente sondaggio
USA Today/Gallup
ha riportato che il 60% della gente appoggia la "spesa governativa
addizionale per creare posti di lavoro e stimolare l'economia".
Un'indagine del
National Employment Law Project
ha scoperto che il 74% è d'accordo con l'affermazione "Con la
disoccupazione vicina al 10% e milioni ancora fuori dal lavoro, è
troppo presto per cominciare a tagliare i sussidi e la copertura
sanitaria per i lavoratori che hanno perso il posto".
Si, i repubblicani hanno continuato a perseguire la loro
strategia di ostacolare ogni iniziativa dei democratici. Ma a
Washington
il problema non è soltanto l'intransigenza del GOP, ma la dedizione
dell'amministrazione Obama e della leadership del Partito
Democratico a molti degli stessi dogmi e politiche neoliberisti
del passato.
Obama ed i democratici hanno approvato un grande pacchetto di
incentivi economici nei loro primi mesi al potere nel 2009--non così
grande o così diretto a creare posti di lavoro come molti
sostenitori avevano sperato, ma nondimeno la maggiore di queste
misure dalla Grande Depressione.
Ma, da allora, il discorso si è rivolto fermamente verso
l'austerità, austerità ed altra austerità. Lo stesso Obama ha
promesso un congelamento della spesa della maggior parte delle
agenzie governative--naturalmente non il Pentagono--per i prossimi
tre anni ed in giugno i funzionari al bilancio della Casa Bianca
hanno ordinato ai dipartimenti di tagliare dai loro bilanci il 5%.
I democratici al Congresso hanno lasciato svanire nel nulla
diverse proposte--un programma di lavoro estivo per i ragazzi, aiuti
agli stati per impedire il licenziamento di insegnanti,
l'ampliamento del finanziamento per il programma
Pell Grants--al primo sbuffo di opposizione
repubblicana.
Con persino gli economisti mainstream che avvertono della
minaccia di una recessione a doppia caduta, l'amministrazione
Obama--come i governi in tutto il mondo avanzato--sta attuando delle
politiche che sono l'esatto opposto di ciò che è necessario. Come
stanno le cose, gli effetti dello stimolo federale dello scorso anno
sono stati minati drasticamente dalla scala dei tagli alla spesa a
livello statale e locale.
Se i democratici fossero seri riguardo il loro rituale discorso
sul creare posti di lavoro, milioni di persone potrebbero essere
messe a lavorare per ricostruire le infrastrutture che si
sgretolano--strade, ponti, sistemi di trasporto e scuole. Quei posti
di lavoro sarebbero sicuri per pagare un salario al minimo vitale se
il salario minimo venisse aumentato per stare al passo con anni di
inflazione--e potrebbero essere aiutati anche milioni di lavoratori
poveri.
Piuttosto che salvataggi per i banchieri ed altri tagli fiscali
per le grandi società, il governo potrebbe capovolgere i tagli in
programmi dai quali dipendono i poveri e la gente che lavora. E già
che ci siamo, parliamo di rafforzare, non tagliare, la Sicurezza
Sociale per compensare il massiccio declino nelle pensioni che
ricevevano i lavoratori--e nei risparmi di pensionamento che sono
svaniti durante la crisi finanziaria del
2008-09.
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SFORTUNATAMENTE, IL movimento sindacale e le organizzazioni
liberali hanno presentato molto poca opposizione alle molte
delusioni dell'amministrazione Obama. Ma un segnale positivo per
avanzare un programma alternativo è il progetto di una marcia
nazionale a
Washington, D.C.
il 2 ottobre.
L'AFL-CIO
si è unita al
NAACP,
al
1199 SEIU,
al
National Council of La Raza
ed a molte altre organizzazioni per una manifestazione per
chiedere "posti di lavoro, sicurezza economica, riforma completa
dell'immigrazione, una politica dell'energia sicura e rinnovabile ed
il capovolgimento delle priorità nazionali dal fare le guerre a
soddisfare i bisogni umani".
George Gresham,
presidente del
1199 SEIU,
ha chiamato il raduno programmato una "marcia enorme e,
riteniamo, storica".
Alla convenzione del gruppo agli inizi di luglio, il presidente
del
NAACP
Ben Jealous
ha annunciato che lo scopo della marcia su
Washington
è di dimostrare "che la maggioranza di questo paese è pronta e
disposta a contrattaccare ed assicurarsi che tutto il cambiamento
per il quale abbiamo votato sia una realtà per tutti i
nostri figli".
In aggiunta, la
United Auto Workers
ed il
Rainbow PUSH
del
Rev. Jesse Jackson
si stanno associando in una campagna per i posti di lavoro che verrà
iniziata ad una marcia a Detroit il 28 agosto, nell'anniversario
della Marcia su
Washington
del 1963 dove
Martin Luther King Jr.diede
il suo discorso del
"I Have a Dream".
Detroit
era la località della "Marcia della Libertà", una marcia di 125.000
persone che King guidò diversi mesi
prima della
Marcia su
Washington.
L'evento di
Detroit
chiederà la fine delle continue guerre degli USA in Medio Oriente e
di reindirizzare il bilancio bellico alla ricostruzione
negli USA. Gli organizzatori affermano che la campagna si
concentrerà sui sequestri di case e chiederà la moratoria sulla
"pratica che costringe gli americani che lavorano duramente ad
uscire dalle loro case mentre allo stesso tempo si salvano i
dirigenti di
Wall Street
e si pagano loro bonus milionari".
La storia ci narra che i più importanti cambiamenti
sociali--riforme che hanno migliorato la vita dei lavoratori ed
esteso la democrazia e la libertà--non sono arrivati a causa delle
proposte a
Washington,
ma perché i lavoratori si sono organizzati ed hanno lottato per
loro.
Lo spirito di solidarietà che oggi costruiamo--nei nostri
sindacati, luoghi di lavoro, scuole e comunità, nei movimenti per
salvare le nostre scuole in California o per fermare i sequestri di
case a Boston--sarà la base per una vera lotta per i posti di lavoro
ed in definitiva per una vera giustizia sociale.
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