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Che mangino responsabilità fiscale

La conversazione tra i politici è rivolta fermamente verso l'austerità, austerità ed altra austerità.

28 luglio 2010

I LAVORATORI negli USA sono ancora colpiti dal peggiore collo economico dalla Grande Depressione. E' qualcosa che la gente in tutti gli stati del paese comprende fin troppo bene.

"Non è come il danno per un uragano o una siccità o qualcosa cui ci si riferisce tipicamente come ad un 'atto di Dio' al di fuori del controllo del governo", ha affermato il senatore democratico del Nebraska Ben Nelson. Nelson stava spiegando perché ha votato assieme ai repubblicani per cercare di bloccare l'estensione dei sussidi di disoccupazione.

Alla fine a metà luglio quella estensione è stata approvata, nonostante Nelson ed i repubblicani--sette settimane dopo che i sussidi di disoccupazione extra erano scaduti, escludendo un totale di 2,5 milioni di persone che sono senza lavoro più a lungo delle 26 settimane standard per l'assicurazione contro la disoccupazione.

Il costo della legislazione è di $34 miliardi--un poco più di metà dell'ammontare che il Senato ha approvato per una legge di spese belliche qualche settimana prima. Ciò nonostante, i repubblicani ed alcuni democratici hanno lottato tutti i momenti contro l'estensione della disoccupazione--nel nome della "responsabilità fiscale" di bilancio.

"Gli americani sono frustrati per l'ammontare di spesa e prestiti qua intorno", ha dichiarato il leader della minoranza al Senato Mitch McConnell (R-Ky.). "Non facciamo il segno di avanzare in una legislazione che peggiorerà il deficit e scaverà un buco ancora più profondo di quello in cui ci troviamo".

Comunque, per milioni di lavoratori e per le loro famiglie il "buco in cui ci troviamo" è come pagare i conti quando non si trova nessun lavoro--e l'estensione dei sussidi di disoccupazione che si aggirano su una media appena sopra $300 la settimana come stanno le cose è poco adeguata ad aiutare.

In realtà, la legge per estendere i sussidi di disoccupazione è stata ancora meno di aiuto dopo quello che i democratici del Senato hanno fatto svendendo diversi importanti provvedimenti. Per esempio, hanno fatto cadere il fortemente necessario finanziamento per i programmi Medicaid statali--un compromesso che obbligherà i governi statali ad altri tagli all'assistenza sanitaria e ad altre spese. Il Centro per le priorità di bilancio e di politica ha avvisato che lasciare cadere il finanziamento supplementare a Medicaid potrebbe in definitiva portare alla perdita di 900.000 posti di lavoro nel settore pubblico ed in quello privato.

I democratici hanno anche addolcito l'accordo con i repubblicani concordando di tagliare un aumento di $25 la settimana in sussidi stanziati in precedenti leggi di estensione dell'indennità di disoccupazione.

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CIRCA 15 milioni di persone sono disoccupate, secondo le cifre ufficiali, ed almeno tanti lavorano involontariamente part time perché non riescono a trovare un lavoro a tempo pieno o hanno abbandonato completamente la forza lavoro per la disperazione di non trovare mai un posto di lavoro.

Quindi perché i politici sono così lenti ad agire? L'opinione pubblica non li sta fermando. Un recente sondaggio USA Today/Gallup ha riportato che il 60% della gente appoggia la "spesa governativa addizionale per creare posti di lavoro e stimolare l'economia". Un'indagine del National Employment Law Project ha scoperto che il 74% è d'accordo con l'affermazione "Con la disoccupazione vicina al 10% e milioni ancora fuori dal lavoro, è troppo presto per cominciare a tagliare i sussidi e la copertura sanitaria per i lavoratori che hanno perso il posto".

Si, i repubblicani hanno continuato a perseguire la loro strategia di ostacolare ogni iniziativa dei democratici. Ma a Washington il problema non è soltanto l'intransigenza del GOP, ma la dedizione dell'amministrazione Obama e della leadership del Partito Democratico a molti degli stessi dogmi e politiche neoliberisti del passato.

Obama ed i democratici hanno approvato un grande pacchetto di incentivi economici nei loro primi mesi al potere nel 2009--non così grande o così diretto a creare posti di lavoro come molti sostenitori avevano sperato, ma nondimeno la maggiore di queste misure dalla Grande Depressione.

Ma, da allora, il discorso si è rivolto fermamente verso l'austerità, austerità ed altra austerità. Lo stesso Obama ha promesso un congelamento della spesa della maggior parte delle agenzie governative--naturalmente non il Pentagono--per i prossimi tre anni ed in giugno i funzionari al bilancio della Casa Bianca hanno ordinato ai dipartimenti di tagliare dai loro bilanci il 5%.

I democratici al Congresso hanno lasciato svanire nel nulla diverse proposte--un programma di lavoro estivo per i ragazzi, aiuti agli stati per impedire il licenziamento di insegnanti, l'ampliamento del finanziamento per il programma Pell Grants--al primo sbuffo di opposizione repubblicana.

Con persino gli economisti mainstream che avvertono della minaccia di una recessione a doppia caduta, l'amministrazione Obama--come i governi in tutto il mondo avanzato--sta attuando delle politiche che sono l'esatto opposto di ciò che è necessario. Come stanno le cose, gli effetti dello stimolo federale dello scorso anno sono stati minati drasticamente dalla scala dei tagli alla spesa a livello statale e locale.

Se i democratici fossero seri riguardo il loro rituale discorso sul creare posti di lavoro, milioni di persone potrebbero essere messe a lavorare per ricostruire le infrastrutture che si sgretolano--strade, ponti, sistemi di trasporto e scuole. Quei posti di lavoro sarebbero sicuri per pagare un salario al minimo vitale se il salario minimo venisse aumentato per stare al passo con anni di inflazione--e potrebbero essere aiutati anche milioni di lavoratori poveri.

Piuttosto che salvataggi per i banchieri ed altri tagli fiscali per le grandi società, il governo potrebbe capovolgere i tagli in programmi dai quali dipendono i poveri e la gente che lavora. E già che ci siamo, parliamo di rafforzare, non tagliare, la Sicurezza Sociale per compensare il massiccio declino nelle pensioni che ricevevano i lavoratori--e nei risparmi di pensionamento che sono svaniti durante la crisi finanziaria del 2008-09.

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SFORTUNATAMENTE, IL movimento sindacale e le organizzazioni liberali hanno presentato molto poca opposizione alle molte delusioni dell'amministrazione Obama. Ma un segnale positivo per avanzare un programma alternativo è il progetto di una marcia nazionale a Washington, D.C. il 2 ottobre.

L'AFL-CIO si è unita al NAACP, al 1199 SEIU, al National Council of La Raza ed a molte altre organizzazioni per una manifestazione per chiedere "posti di lavoro, sicurezza economica, riforma completa dell'immigrazione, una politica dell'energia sicura e rinnovabile ed il capovolgimento delle priorità nazionali dal fare le guerre a soddisfare i bisogni umani". George Gresham, presidente del 1199 SEIU, ha chiamato il raduno programmato una "marcia enorme e, riteniamo, storica".

Alla convenzione del gruppo agli inizi di luglio, il presidente del NAACP Ben Jealous ha annunciato che lo scopo della marcia su Washington è di dimostrare "che la maggioranza di questo paese è pronta e disposta a contrattaccare ed assicurarsi che tutto il cambiamento per il quale abbiamo votato sia una realtà per tutti i nostri figli".

In aggiunta, la United Auto Workers ed il Rainbow PUSH del Rev. Jesse Jackson si stanno associando in una campagna per i posti di lavoro che verrà iniziata ad una marcia a Detroit il 28 agosto, nell'anniversario della Marcia su Washington del 1963 dove Martin Luther King Jr.diede il suo discorso del  "I Have a Dream". Detroit era la località della "Marcia della Libertà", una marcia di 125.000 persone che King guidò diversi mesi prima della Marcia su Washington.

L'evento di Detroit chiederà la fine delle continue guerre degli USA in Medio Oriente e di reindirizzare il bilancio bellico alla ricostruzione negli USA. Gli organizzatori affermano che la campagna si concentrerà sui sequestri di case e chiederà la moratoria sulla "pratica che costringe gli americani che lavorano duramente ad uscire dalle loro case mentre allo stesso tempo si salvano i dirigenti di Wall Street e si pagano loro bonus milionari".

La storia ci narra che i più importanti cambiamenti sociali--riforme che hanno migliorato la vita dei lavoratori ed esteso la democrazia e la libertà--non sono arrivati a causa delle proposte a Washington, ma perché i lavoratori si sono organizzati ed hanno lottato per loro.

Lo spirito di solidarietà che oggi costruiamo--nei nostri sindacati, luoghi di lavoro, scuole e comunità, nei movimenti per salvare le nostre scuole in California o per fermare i sequestri di case a Boston--sarà la base per una vera lotta per i posti di lavoro ed in definitiva per una vera giustizia sociale.