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Giovedì, 2 maggio 2013

La depressione dell'Europa si aggrava

 

Qui Yves. In particolare notate la discussione sulla situazione attuale in Italia. Anche se altri paesi sotto il giogo tedesco protestano, l'Italia è l'unica che può credibilmente sfidare la Germania e i tedeschi lo sanno.

Accetto volentieri commenti da persone che seguono i media europei. Non sono certa che il fallimento di Letta nel raccogliere sostenitori conti molto. Penso voglia collocarsi come messaggero di Berlusconi piuttosto che come un fedele alleato.

Di Delusional Economics, che è determinato a mondare il flusso quotidiano della propaganda degli interessi acquisiti per presentare un contrappunto equilibrato. Post incrociato da MacroBusiness.

Come ho accennato prima nella settimana, l'Italia può avere un nuovo parlamento ma c'è una persona molto familiare che pare stia manovrando dietro le quinte e quanto tempo possa durare un simile accordo è discutibile. Nel corso dell'ultimo paio di giorni Silvio Berlusconi ha piazzato diverse richieste al nuovo PM, compresa una rinegoziazione degli impegni sul deficit dell'Italia e l'abolizione di alcune imposte. Finora le imposte sono rimaste, ma Berlusconi ha già fatto brontolii sul ritirare il sostegno mentre il nuovo PM si dirige a Berlino tentando di correre con l'agenda anti-austerità di Berlusconi:

Il primo ministro italiano ha esortato l'Unione Europea ad abbandonare la sua insistenza su politiche di austerità e a promuovere invece iniziative che favoriscano la crescita.

Martedì in Germania il primo ministro Enrico Letta ha dichiarato che "è assolutamente necessario" favorire la crescita e la creazione di posti di lavoro per aiutare le economie in stallo del blocco dei 27 paesi "in modo che i nostri cittadini vedano l'Europa non come qualcosa di negativo ma come qualcosa di positivo".

La visita di Letta a Berlino per dei colloqui con il cancelliere Angela Merkel ha contrassegnato il suo primo viaggio ufficiale all'estero ed è arrivata soltanto poche ore dopo avere guadagnato l'approvazione del Senato a Roma.

La Merkel ha affermato di non vedere nessuna contraddizione tra la disciplina fiscale e l'obiettivo della crescita economica.

"Per noi in Germania, consolidamento fiscale e crescita non sono in contrasto ma devono andare di pari passo per portare a maggiore competitività e quindi più posti di lavoro", ha dichiarato la conservatrice Merkel a una conferenza stampa congiunta davanti a collocui privati con Letta, di centrosinistra.

Come ne ho detto in precedenza, questo non è andare da nessuna parte in un anno elettorale in Germania. Possiamo vedere alcune concessioni nel quarto trimestre, ma non è probabile che fino ad allora Letta veda molto in direzione di un aiuto. Secondo me sarebbe stato molto meglio fare un viaggio a Parigi e/o Amsterdam per mettere insieme qualche appoggio prima di dirigersi direttamente alla porta della Merkel.

Nel frattempo, mentre gli italiani tentano di rinegoziare il loro contratto con la UE, dal resto della periferia continuano ad arrivare semplicemente brutte notizie:

La Spagna va verso un altro anno di recessione dopo che delle cifre hanno mostrato che nei primi tre mesi del 2013 il PIL si è contratto tra un rallentamento generale della spesa dei consumatori, disoccupazione crescente e previsioni di ulteriori declini dei prezzi delle case.

Nel primo trimestre l'economia si è ridotta dello 0,5%, secondo l'ufficio nazionale di statistica spagnolo, in linea con le previsioni governative che una ripresa sarà ritardata fino alla fine dell'anno.

Un analista ha affermato che l'economia, che ha cominciato a declinare nell'estate del 2011, era sulla rotta di ripetere la contrazione dell'1,9% dello scorso anno prima di stabilizzarsi nel 2014.

L'oscura prospettiva ha seguito una quantità di cifre deboli che mostrano che la Spagna resta nella stretta di una profonda recessione. Un rapporto dell'agenzia di valutazione del credito Standard & Poor’s ha mostrato che il mercato immobiliare continuava ad essere un ancora per la crescita. I prezzi delle case in alcune aree sono già calati di più del 40%, scatenando un'ondata di ricuperi. Decine di migliaia di famiglie non sono in grado di vendere le loro case mentre restano con il capitale negativo.

Potete dirigervi da Tinsa per controllare dettagliatamente i movimenti dei prezzi delle case. La costa mediterranea ha avuto diminuzioni di più del 40% dal picco mentre la media delle altre aree è vicina al 30%. In entrambe i casi questi sono numeri punitivi e la perdita di ricchezza del settore privato loro attribuita è un massiccio salasso per l'economia nazionale. La cosa preoccupante è che i prezzi delle case non stanno soltanto calando, ma sembra che nelle ultime cifre stiano accelerando verso il basso. Ho precedentemente dicusso quella che vedo in Spagna come una dinamica di recessione di bilancio patrimoniale e c'è poco da meravigliarsi che il governo spagnolo continui a correggere in basso le entrate e le stime economiche. Non così molto tempo fa, il terzo trimestre del 2013 era il periodo nel quale tutto sarebbe andato a fondo e iniziato ad andare meglio nella zona euro, ma sembra che alla fine abbiamo visto la fine di quella illusione con il governo spagnolo che ora prevede che il deficit di quest'anno sarà il 6,3% del PIL e nulla che arrivi vicino ad andare incontro ai trattati esistenti almeno fino al 2016.

Naturalmente, dovete soltanto guardare alle ultime cifre della disoccupazione di EuroStat per capire che nulla andrà meglio per gli europei del sud:

Il tasso3 della disoccupazione destagionalizzato dell'area1 euro (EA17) in marzo 2013 era il 12,1%, in alto dal 12,0% in febbraio4. Il tasso di disoccupazione EU271 era stabile al 10,9% paragonato a febbraio. In entrambe le zone, i tassi sono saliti considerevolmente paragonati con marzo 2012, quando erano l'11,0% ed il 10,3% rispettivamente. Queste cifre sono pubblicate da Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione Europea.

Eurostat stima che 26,521 milioni di uomini e donne nella EU27, dei quali 19,211 milioni erano nell'area euro, in marzo 2013 erano disoccupati. Confrontato con gennaio 2013, il numero delle persone disoccupate è cresciuto di 69.000 nella EU27 e di 62.000 nell'area euro. Paragonata al marzo 2012, la disoccupazione è salita di 1,814 milioni nella EU27 e di 1,723 milioni nell'area euro.

Tra gli stati membri, i tassi di disoccupazione inferiori sono stati registrati in Austria (4,7%), Germania (5,4%) e Lussemburgo (5,7%) ed i più alti in Grecia (27,2% in gennaio), Spagna (26,7%) e Portogallo (17,5%).

Paragonato a un anno fa, il tasso di disoccupazione è aumentato in diciannove stati membri ed è calato in otto. Gli incrementi maggiori sono stati registrati in Grecia (21,5% a 27,2% tra gennaio 2012 e gennaio 2013), Cipro (10,7% a 14,2%), Spagna (24,1% a 26,7%) e Portogallo (15,1% a 17,5%). I decrementi maggiori sono stati rilevati in Lettonia (15,6% a 14,3% tra il quarto trimestre del 2011 e del 2012), Estonia (10,6% a 9,4% tra febbraio 2012 e febbraio 2013) ed Irlanda (15,0% a 14,1%).

Euro area and EU27 unemployment rates

Quella linea blu continua a dirigersi verso la luna.

Postato da Yves Smith