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Qui Yves. In particolare notate la discussione sulla situazione
attuale in Italia. Anche se altri paesi sotto il giogo tedesco
protestano, l'Italia è l'unica che può credibilmente sfidare la
Germania e i tedeschi lo sanno.
Accetto volentieri commenti da persone che seguono i media
europei. Non sono certa che il fallimento di Letta nel raccogliere
sostenitori conti molto. Penso voglia collocarsi come messaggero di
Berlusconi piuttosto che come un fedele alleato.
Di
Delusional Economics,
che è determinato a mondare il
flusso quotidiano della propaganda degli interessi acquisiti per
presentare un contrappunto equilibrato. Post incrociato da
MacroBusiness.
Come ho
accennato prima nella settimana, l'Italia
può avere un nuovo parlamento ma c'è una persona molto familiare che
pare stia manovrando dietro le quinte e quanto tempo possa durare un
simile accordo è discutibile. Nel corso dell'ultimo paio di giorni
Silvio Berlusconi ha piazzato
diverse richieste al nuovo PM, compresa una rinegoziazione degli
impegni sul deficit dell'Italia e l'abolizione di alcune imposte.
Finora le imposte sono rimaste, ma Berlusconi ha già fatto
brontolii sul ritirare il sostegno mentre il nuovo PM si
dirige a Berlino tentando di correre con
l'agenda anti-austerità di Berlusconi:
Il primo ministro italiano ha esortato l'Unione Europea ad
abbandonare la sua insistenza su politiche di austerità e a
promuovere invece iniziative che favoriscano la crescita.
Martedì in Germania il primo ministro
Enrico Letta
ha dichiarato che "è assolutamente necessario" favorire la
crescita e la creazione di posti di lavoro per aiutare le economie
in stallo del blocco dei 27 paesi "in modo che i nostri cittadini
vedano l'Europa non come qualcosa di negativo ma come qualcosa di
positivo".
La visita di Letta a Berlino per dei colloqui con il
cancelliere
Angela Merkel ha contrassegnato il suo primo viaggio ufficiale
all'estero ed è arrivata soltanto poche ore dopo avere guadagnato
l'approvazione del Senato a Roma.
La Merkel ha affermato di non vedere nessuna contraddizione tra
la disciplina fiscale e l'obiettivo della crescita economica.
"Per noi in Germania, consolidamento fiscale e crescita non
sono in contrasto ma devono andare di pari passo per portare a
maggiore competitività e quindi più posti di lavoro", ha dichiarato
la conservatrice Merkel a una conferenza stampa congiunta davanti a
collocui privati con Letta, di centrosinistra.
Come ne ho detto in precedenza, questo non è andare da nessuna
parte in un anno elettorale in Germania. Possiamo vedere alcune
concessioni nel quarto trimestre, ma non è probabile che fino ad
allora Letta veda molto in direzione di un aiuto. Secondo me sarebbe
stato molto meglio fare un viaggio a Parigi e/o Amsterdam per
mettere insieme qualche appoggio prima di dirigersi direttamente
alla porta della Merkel.
Nel frattempo, mentre gli italiani tentano di rinegoziare il
loro contratto con la UE, dal resto della periferia continuano ad
arrivare semplicemente brutte notizie:
La Spagna va verso un altro anno di recessione dopo che delle
cifre hanno mostrato che nei primi tre mesi del 2013 il PIL si è
contratto tra un rallentamento generale della spesa dei consumatori,
disoccupazione crescente e previsioni di ulteriori declini dei
prezzi delle case.
Nel primo trimestre l'economia si è ridotta dello 0,5%, secondo
l'ufficio nazionale di statistica spagnolo, in linea con le
previsioni governative che una ripresa sarà ritardata fino alla fine
dell'anno.
Un analista ha affermato che l'economia, che ha cominciato a
declinare nell'estate del 2011, era sulla rotta di ripetere la
contrazione dell'1,9% dello scorso anno prima di stabilizzarsi nel
2014.
L'oscura prospettiva ha seguito una quantità di cifre deboli
che mostrano che la Spagna resta nella stretta di una profonda
recessione. Un rapporto dell'agenzia di valutazione del credito
Standard & Poor’s
ha mostrato che il mercato immobiliare continuava ad
essere un ancora per la crescita. I prezzi delle case in alcune aree
sono già calati di più del 40%, scatenando un'ondata di
ricuperi. Decine di migliaia di famiglie non sono in grado di
vendere le loro case mentre restano con il capitale negativo.
Potete dirigervi da
Tinsa
per controllare dettagliatamente i movimenti dei
prezzi delle case. La costa mediterranea ha avuto diminuzioni di più
del 40% dal picco mentre la media delle altre aree è
vicina al 30%. In entrambe i casi questi sono numeri punitivi e la
perdita di ricchezza del settore privato loro attribuita è un
massiccio salasso per l'economia nazionale. La cosa preoccupante è
che i prezzi delle case non stanno soltanto calando, ma sembra che
nelle ultime cifre stiano accelerando verso il basso. Ho
precedentemente dicusso
quella che vedo in
Spagna come una dinamica di recessione di bilancio patrimoniale e
c'è poco da meravigliarsi che il governo spagnolo continui a
correggere in basso le entrate e le stime economiche. Non così molto
tempo fa, il terzo trimestre del 2013 era il periodo nel quale tutto
sarebbe andato a fondo e iniziato ad andare meglio nella zona euro,
ma sembra che alla fine abbiamo visto la fine di quella illusione
con il governo spagnolo che ora prevede che il deficit di quest'anno
sarà il 6,3% del PIL e nulla che arrivi vicino ad andare incontro ai
trattati esistenti almeno fino al 2016.
Naturalmente, dovete soltanto guardare alle ultime cifre della
disoccupazione di
EuroStat
per capire che
nulla andrà meglio per gli europei del sud:
Il tasso3 della disoccupazione destagionalizzato dell'area1
euro
(EA17) in marzo 2013 era il 12,1%, in alto dal
12,0% in febbraio4. Il tasso di disoccupazione EU271 era stabile al
10,9% paragonato a febbraio. In entrambe le zone, i tassi sono
saliti considerevolmente paragonati con marzo 2012, quando erano
l'11,0% ed il 10,3% rispettivamente. Queste cifre sono pubblicate da
Eurostat,
l'ufficio statistico dell'Unione Europea.
Eurostat stima che 26,521 milioni di uomini e donne nella EU27,
dei quali 19,211 milioni erano nell'area euro, in marzo 2013 erano
disoccupati. Confrontato con gennaio 2013, il numero delle persone
disoccupate è cresciuto di 69.000 nella EU27 e di 62.000 nell'area
euro. Paragonata al marzo 2012, la disoccupazione è salita di 1,814
milioni nella EU27 e di 1,723 milioni nell'area euro.
Tra gli stati membri, i tassi di disoccupazione inferiori sono
stati registrati
in Austria (4,7%), Germania (5,4%)
e Lussemburgo (5,7%) ed i più alti in
Grecia (27,2% in
gennaio), Spagna (26,7%)
e Portogallo (17,5%).
Paragonato a un anno fa, il tasso di disoccupazione è aumentato in
diciannove stati membri ed è calato in otto. Gli incrementi maggiori
sono stati registrati in Grecia (21,5%
a 27,2% tra gennaio 2012 e gennaio 2013), Cipro
(10,7%
a 14,2%),
Spagna
(24,1%
a 26,7%) e Portogallo
(15,1%
a 17,5%). I decrementi maggiori sono stati rilevati in Lettonia
(15,6%
a 14,3% tra il quarto trimestre del 2011 e del 2012),
Estonia (10,6%
a 9,4% tra febbraio 2012 e febbraio 2013) ed Irlanda
(15,0%
a 14,1%).
Euro area and EU27 unemployment rates
Quella linea blu continua a dirigersi verso la luna.
Postato da Yves Smith
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