L'economia: truffe dei ricchi e famosi

di Deirdre Griswold

2 marzo 2008

 

Come una cipolla putrefatta quando viene pelata, nuovi strati della crisi economica capitalista vengono rivelati in tutta la loro melma ed il loro fetore.

Nelle ultime settimane, sono state pubblicate statistiche governative che mostrano disoccupazione più elevata, valori immobiliari in declino e minima costruzione di nuove case, più basse vendite al dettaglio (la gente non può permettersi di fare acquisti) ed un crollo nel settore dei servizi—la parte dell'economia la cui crescita si presumeva avrebbe attenuato per i lavoratori USA l'urto provocato quando i loro padroni, andando alla ricerca di manodopera più a buon mercato, smantellavano e portavano al largo tanta produzione.

Per l'ultimo quarto del 2007 le grandi banche hanno iniziato a rivelare ripide cadute nei loro profitti. Molto di questo è stato attribuito al loro coinvolgimento nell'affare dei prestiti ipotecari—che prima avevano trasferito centinaia di miliardi a Wall Street in facili guadagni ma che sono in crisi dalla scorsa primavera.

Le grandi imprese piagnucolano sempre che il "grande governo" interferisce con l'economia con le sue norme ambientali, con le regole sulla genuinità degli alimentari e delle medicine e le leggi sulla sicurezza e la salute dei lavoratori—leggi che negli Stati Uniti sono minime e costantemente infrante a poco prezzo per le corporation.

Questo comunque non impedisce ai padroni delle società di essere primi in linea per l'assistenza finanziaria del governo. Infatti, non hanno nemmeno bisogno di stare in linea—viene tutto risolto dietro le quinte.

Le banche prendono in prestito a basso costo, danno in prestito a caro prezzo—grazie alla Fed

Un modo con il quale il governo capitalista inonda Wall Street di "liquidità"—soldi facili—è stato di abbassare il tasso di interesse che la Federal Reserve Bank addebita alle grandi banche commerciali. In gennaio la Fed ha abbassato questo tasso di 1,125 punti—il maggiore ribasso dal 1982.

Le banche possono ora prendere in prestito dalla Fed a 3% di interesse, ma addebitano ai proprietari di case più dei 6% di interesse per i mutui—che può gonfiarsi al doppio di quel tasso più tardi se i mutui sono a tasso variabile, il genere che si "aggiusta" ad un costo molto più alto.

Questo è perché tanti proprietari di case ora affrontano il sequestro—non possono proprio onorare accresciuti pagamenti del mutuo, specialmente in un momento di disoccupazione crescente e di prezzi più alti per ogni cosa.

Gli ultimi dati del governo mostrano che il debito dei proprietari di case negli Stati Uniti ammonta ora a 11 TRILIONI di dollari ed un terzo di questo è in traballanti mutui a tasso variabile.

In febbraio l'interesse medio fatto pagare per un mutuo a 30 anni è salito dal 5,48% ad oltre il 6%. Questo costerà al mutuatario un supplemento di 38.000 dollari durante la vita di un prestito tipico—e viene chiamato dalla banca come un profitto extra anticipato di 38.000 dollari. (Bloomberg Online, Feb. 26)

Perché non si rallegrano

Pensereste che le banche siano ben sistemate facendo tutti quei soldi. Ma si ottiene ciò che si da. Il capitale monetario è come il sangue—deve circolare continuamente o si coagulerà e provocherà grossi disturbi all'organismo. E cosa taglia meglio la circolazione di un laccio emostatico è un mercato che è saturato da molti altri prodotti che possono essere venduti e troppo capitale—non soltanto capitale monetario ma anche l'enorme, high-tech, globale apparato produttivo che ora può produrre tante altre merci mentre si pagano salari a sempre meno lavoratori.

Il risultato sono "bolle" frananti nel mercato, come la bolla immobiliare, un contagio che poi si diffonde ai molti meccanismi contorti che hanno incrementato il credito ed i mercati finanziari anche quando vi era poco di reale—cioè, piccolo incremento nei beni e servizi reali—per pomparli verso l'alto.

Così, proprio nello stesso momento nel quale le banche cercano di spremere di più dai proprietari di case, si trovano in grossi guai. E non è soltanto un fenomeno degli USA.

Northern Rock: nazionalizzazione per i ricchi

In Gran Bretagna, dove il ricupero delle abitazioni da parte delle banche è al livello più alto in 12 anni, il governo il 21 febbraio è intervenuto e ha nazionalizzato la Northern Rock, il quinto maggiore mutuante del paese. Questa nazionalizzazione è stata motivata interamente dalla paura dei capitalisti britannici che potessero finire alla maniera degli USA ed avere una situazione quasi di panico nei loro mercati finanziari.

Perché la nazionalizzazione passasse vi è stato bisogno di una legge speciale del Parlamento—la Legge per  Provvedimenti speciali per le banche. Il governo prenderà il controllo di tutte le azioni della banca ed un revisore contabile "indipendente" determinerà quanto dovrà essere pagato di indennizzo agli azionisti della banca.

Ciò arriva gravemente immediatamente seguente ad una mossa del governo lo scorso settembre per "soccorrere" la stessa banca con l'infusione di 25 miliardi di sterline (quasi 50 miliardi di dollari USA). Il governo è anche intervenuto per garantire tutti i depositi. Tutto questo non è stato sufficiente ad evitare la minaccia di bancarotta. Comunque, priverà i lavoratori della Gran Bretagna di 50 miliardi di dollari che, in un modo o in un altro, è certo verranno fuori dai loro servizi sociali.

Vi sono generi differenti di nazionalizzazioni. Di quando in quando, un paese che è stato oppresso e derubato dall'imperialismo possiede la forza di espellere gli sfruttatori stranieri e nazionalizzare una risorsa vitale che gli intrusi controllavano—come la nazionalizzazione del petrolio in Messico nel 1938 o la nazionalizzazione del petrolio in Iran nel 1953, dopo la quale la CIA cospirò con la Gran Bretagna per rovesciare il governo iraniano ed installare lo scià fantoccio.

In questi casi, qualunque "indennizzo" fosse reso agli imperialisti, questi erano furiosi perché era molto di meno di ciò che si aspettavano di fare in superprofitti. Ma spesso un paese oppresso che paga un "indennizzo" per riprendersi le proprie risorse ne calcola l'ammontare sulla base di quanto le corporation imperialiste hanno valutato la proprietà—ed è sempre molto basso per evitare tasse. Così rimangono impigliate nel loro gioco.

La Gran Bretagna, poco dopo la II Guerra Mondiale, nazionalizzò le ferrovie, l'industria del carbone e dell'acciaio. Dal momento che la nazionalizzazione fu compiuta sotto un governo del Partito Laburista, molti la considerarono uguale al socialismo. Ma non lo era. Essa lasciò intatti la classe capitalista ed il sistema capitalista—infatti, rafforzò il capitalismo britannico, che era stato indebolito dalla guerra. Nessuno dei ricchi voleva impegnare il suo capitale per ricostruire queste essenziali parti dell'economia. Non sapevano quanto ci sarebbe voluto loro a trasformarli in profitto—ed i profitti sono tutto ciò che interessa il capitalismo.

La nazionalizzazione della Northern Rock di oggi in definitiva cade in questa categoria. Nonostante il suo nome, il governo del Partito Laburista del Primo Ministro Gordon Brown, proprio come quello del suo predecessore, Tony Blair, segue i dettami della classe dominante capitalista, non dei lavoratori. Già progetta di ritornare in pochi mesi la Northern Rock in mani private, appena la banca è stata stabilizzata.

Indovina chi taglia il bilancio?

Che sia fatto tramite un Partito Laburista, i Democratici o i Repubblicani, l'intervento dello stato in una crisi economica capitalista è inteso principalmente a salvare le banche e le corporation e non coloro che più sono danneggiati: la classe lavoratrice.

Questo si può già notare nelle lotte emergenti sui bilanci statali, che andranno in rosso a causa delle calanti entrate fiscali. Nel New Jersey, il Gov. Jon Corzine, un Democratico multimilionario liberal, propone già un nuovo bilancio che taglia a fondo nei sevizi richiesti da lavoratori e poveri, compresi l'assistenza ospedaliera, l'assistenza sanitaria statale e l'istruzione pubblica.

Per dare l'apparenza di equilibrare i tagli, Corzine propone anche la fine delle riduzioni delle tasse sulla proprietà per le persone che guadagnano oltre 150.000 dollari. Ma qui non vi è parità di sacrificio. Tutti quelli con quel livello di reddito non soffrirà allo stesso modo dei poveri che vogliono l'assistenza sanitaria statale.

Il maggiore problema che ora la Federal Reserve Board fronteggia è come stimolare la crescita economica—ed evitare una travolgente recessione o depressione—senza aumentare l'inflazione. E' in qualche modo come un paziente che è in pericolo di entrambe morire dissanguato e prendersi un embolo nel cervello. Il medico dovrebbe prescrivere un anticoagulante e rischiare più emorragia? Oppure qualcosa per arrestare l'emorragia e rischiare un ictus? In entrambe i modi il paziente può morire.

I prezzi all'ingrosso hanno preso un grande rincaro in gennaio, fino ad un intero punto percentuale in appena un mese. I prezzi al dettaglio è certo che seguano. Se la Fed abbassa ancora i tassi di interesse potrebbe spingere ancora più in alto il tasso di inflazione. Ma se non fa nulla è certo che l'economia peggiori. Sta esaurendo le opzioni mentre la "stagflazione" diventa peggiore.

Per i lavoratori, le opzioni devono essere diverse. Non possono essere fondate sull'idea che prima debbano venire i profitti. Non vi è nessuna scusa per la fame, l'essere senza tetto o la povertà in un paese con un prodotto lordo del valore di oltre 11 trilioni di dollari (si, lo stesso del debito in mutui)—che raggiunge la media di 37.000 dollari annui pro capite.

Nulla è più importante del diritto delle persone a cibo, riparo, istruzione e salute. Un movimento dei lavoratori che sfida i padroni, le banche e le loro leggi sulla proprietà privata per conquistare questi diritti è efficace quanto il movimento per i diritti civili che sfidò le leggi sulla segregazione razziale per conquistare uguale trattamento per le persone di colore.

E-mail: dgriswold@workers.org


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