DISSIDENT VOICE

a radical newsletter in the struggle for peace and social justice

 

 

La religione economica del capitale finanziario

di Frank Scott / 28 gennaio 2013

 

La nascita dalla vergine.
Il popolo eletto.
La resurrezione dei morti.
Il libero mercato.

Quale di queste non è sorretta da prove materiali ma esiste in virtù di pratiche basate sulla fede ardente, forzata o semplicemente priva di senso critico ed è così soggetta al fallimento in qualsiasi momento la fede sia scossa alle radici dalla realtà sperimentata? Tutte.

Naturalmente gli agricoltori ed i mercati delle pulci sono reali, come i centri commerciali dove milioni di persone entrano con voglia di credito e vanno via nella frustrazione del debito. Ma il mercato finanziario globale i cui controllori della minoranza dirigono il pianeta è una immensa chiesa elettronica sostenuta da una congregazione di parrocchiani mentalmente e fisicamente abbruttiti. Un clero politico di rabbini, sacerdoti e ministri operano le sue cattedrali bancarie come un casinò internazionale i cui profitti della minoranza risultano dalle perdite di miliardi di persone costrette a scommettere la loro esistenza sul suo successo ed il loro fallimento.

La minoranza dominante dipende dai suoi computer giganteschi, da matematici e da manipolatori di simboli per trasformare la ricchezza globale in armi di guerra per l'utilizzo forzato dell'umanità su se stessa e beni di lusso per vite di ignobile eccesso per se e per i suoi servi. Tutto ciò viene sostenuto dalla maggioranza la cui lotta per la sopravvivenza incrementa in debiti, sofferenze e guerra infinita.

La dittatura finanziaria è mantenuta dalla potenza militare capace di macellare all'istante migliaia di persone e di distruggere governi attraverso il dominio delle menti come pure dei corpi. E' più vantaggioso manipolare gli adoratori attraverso il controllo della coscienza dei media politici piuttosto che con la forza bruta. La propaganda è utile specialmente per programmare il patriottismo durante le guerre ed il dovere civico durante le elezioni. I rituali di voto mostrano il clero domestico guidato nella mente collettiva come rappresentante un'astrazione chiamata "il popolo" piuttosto che le elite finanziarie che dirigono i templi, le banche e l'impresa elettorale.

I filosofi che una volta asserivano che dio era morto hanno incontrato poca resistenza poiché nessuna prova materiale potrà contrastare un'accusa immateriale. Ma il tempo perché le comunità secolari e spirituali si riuniscano e proclamino che il dio mercato finanziario è morto potrebbe essere vicino, prima che la fede fanatica in questa divinità del dollaro ci annienti tutti.

Quelle che molte persone religiose situano come indicazioni della rovina dell'umanità offre talvolta una visione più chiara della realtà di quella dei tipi secolari scettici delle credenze mitologiche, mentre contribuiscono a perpetuare la più fantasiosa favola:

Una demenza economico-politica che pretende che la minoranza che governa il pianeta attraverso una minuscola casta di popolo autoeletto-razza padrona stia creando la migliore vita immaginabile per i suoi miliardi di sudditi, mentre aumentano le prove che il mondo materiale non può più sostenere questo fanatismo senza la distruzione definitiva di gran parte di quello che passa per realtà civile.

I critici sociali che detengono lo spirituale con sdegno possono rendere degli argomenti scientifici apparentemente più credibili per indicare che è necessario il cambiamento radicale nelle fondamenta economico-politiche della società perché la razza possa avere successo. Se una parte o l'altra ha ragione è un argomento dualistico e parte del problema. Entrambe sono corrette nel sostenere che non possiamo continua come abbiamo fatto o saremo di fronte al possibile fallimento per l'umanità stessa e non soltanto per i soliti segmenti sempre sacrificati al dogma iniquo che beneficia alcuni a spese di tutti.

Mentre aumentano gravi problemi, i protettori dello status quo assumono un tono più folle e sadico, strillando su pace e democrazia mentre assassinano la prima e rendono impossibile la seconda. I programmi pubblici vengono attaccati con ferocia da politiche che colmano di denaro coloro che possiedono grandi ricchezze, rubano denaro da coloro che creano tutta la ricchezza e negano denaro a coloro che non hanno nessuna ricchezza. Le incrementate sofferenze inflitte alle popolazioni occidentali manipolate nell'accettare l'idea irrazionale che il crollo finanziario prodotto dalla minoranza sia colpa del bisogno di servizi umani della maggioranza viene ricambiato da più feroce brutalità inflitte sugli stranieri, specialmente in medio oriente.

Il piano per smembrare i paesi arabi che non obbediscono all'occidente, che criticano Israele o che si riferiscono all'Iran come ad un alleato, ha preso una svolta più brutale. Punita ferocemente qualsiasi disobbedienza al dogma della grande chiesa bianca dell'occidente, prima la Libia ed ora la Siria – con l'Iran ancora in attesa – sono stati soggetti alla guerra aperta ed all'assassinio più coperto dell'embargo e dell'infiltrazione di estranei illegali che deviano le lotte legittime degli interni per il cambiamento.

La Libia è stata frantumata e lo stesso destino viene perseguito per la Siria, ma gli imbroglioni sciamani del capitale finanziario globale non hanno imparato nessuna lezione dalla loro quasi distruzione dell'Iraq. Quel paese ora è un alleato dell'Iran, rafforzando il presunto centro di un "asse del male". Il male vero, noto essere così dalla schiacciante maggioranza dei popoli del mondo, è la divinità dualista di Israele e degli USA. Un'entità che proclama se stessa comunità internazionale è in realtà una manciata relativa di leccapiedi e di una massiccia potenza militare, che insiste che il mondo è suo possedimento da regolarsi con la perversione del linguaggio, del pensiero e della pratica che chiama democrazia.

Tutto ciò è motivato dalla raccolta di profitti da parte di minoranze a spese di maggioranze e la perdita prolungata da parte della terra e del suo popolo è diventata così sbalorditiva che la vita stessa potrebbe essere sfregiata per generazioni se non trapassiamo l'oscurità dell'ignoranza coercitiva e creiamo un più illuminato futuro di speranza. Questo significa strappare via le radici della superstizione imposta da alcuni allo scopo di permettere la crescita della saggezza per i molti.

Siamo tutti costretti ad adorare questo falso dio, non importa quale etichetta attacchiamo a noi stessi, ai nostri paesi o alle nostre fedi. La fede continua ed il sostegno della follia religiosa chiamata capitalismo finanziario globale sarà la rovina del gruppo d'identità ultimo; deisti, atei, agnostici ed il resto dell'umanità. In breve, tutti noi.

Frank Scott scrive commentari politici che escono in stampa sul Coastal Post e sul The Independent Monitor e online nel blog Legalienate. Leggete altri articoli di Frank.