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Martedì, 15 ottobre 2013

Lo pseudo-Nobel per l'Economia 2013 – una reazione istintiva

 

 

Qui Yves. Stavo per dire alcune parole sugli appena annunciati riceventi del premio noto come lo Sveriges Riksbank Prize in Scienze Economiche in memoria di Alfred Nobel, ma Yanis Varoufakis mi batte sul tempo. Mi sono presa la libertà di combinare i suoi due brevi articoli su questo argomento. State sicuri che, come indica Varoufakis, Eugene Fama (uno dei tre riceventi del premio di quest'anno) è stato uno dei sostenitori di primo piano della Ipotesi del mercato efficiente, che, come abbiamo discusso in ECONNED, ha fornito un critico sostegno intellettuale all'idea che i mercati, particolarmente i mercati finanziari, hanno compiuto un eccellente lavoro di determinazione del prezzo e così dovrebbero essere lasciati a se stessi quanto possibile.

Di Yanis Varoufakis, professore di economia all'Università di Atene. Articolo incrociato dal suo blog

Il momento che ho sentito che a Fama e Shiller (assieme ad Hansen) erano stati assegnati gli ultimi pseudo-Nobel per Economia, il mio pensiero iniziale è stato: Che altro? Un Premio Darwin per qualche arcicreazionista? Un Premio per l'Alta Arte Marinaresca al capitano del Titanic?

Ma poi ho velocemente cambiato idea. Assegnare questo ‘Nobel’ ad entrambe Fama e Shiller è stata una brillante copertura. Una che può essere superata soltanto assegnando il Nobel per la Fisica a Galileo ed all'inquisitore che lo ha condannato.

* * *

I lettori hanno chiesto un sommario della Ipotesi del mercato efficiente, che è di nuovo nelle notizie in conseguenza del Premio ‘Nobel’ al professor Eugene Fama. In quello che segue il lettore può esaminare delle presentazioni molto brevi della triade di teorie tossiche che hanno minato la logica macroeconomica ed aiutato a legittimare le pratiche che hanno contribuito a finire al Crollo del 2008. Esse sono: l'Ipotesi delle aspettative razionali, l'Ipotesi del mercato efficiente di Eugene Fama e la cosiddetta Teoria del ciclo economico reale...

[La descrizione sotto è un estratto dal Capitolo I del mio Il minotauro globale]

Il tipo di economia che domina il pensiero di persone influenti (nel settore bancario, gli hedge fund, la Fed, la BCE, dappertutto) non è più che una forma sottilmente velata di frode intellettuale che ha fornito la foglia di fico 'scientifica' dietro alla quale Wall Street ha cercato di nascondere la verità sulle sue 'innovazioni finanziarie'. Sono arrivate con nomi impressionanti come l'Ipotesi del mercato efficiente (EMH), l'Ipotesi delle aspettative razionali (REH), Teoria del ciclo economico reale (RBCT). In verità, non erano più che teorie vendute in maniera impressionante la cui complessità matematica è riuscita per troppo tempo a nascondere la loro debolezza.

Tre teorie tossiche che hanno puntellato il pensiero dell'establishment pre-2008

EMH: Nessuno può arricchirsi sistematicamente sindacando il mercato. Perché? Perché i mercati finanziari fanno in modo di assicurare che i prezzi correnti rivelino tutte le informazioni note privatamente che vi siano. Alcuni attori del mercato reagiscono esageratamente ad informazioni nuove, altri il contrario. Così, anche quando tutti sbagliano, il mercato agisce in modo 'corretto'. Una pura teoria panglossiana!

REH: Nessuno dovrebbe attendersi che una teoria dell'azione umana alla lunga predica bene se presuppone che gli esseri umani fraintendano sistematicamente proprio la teoria. Senza dubbio, questo sembra radicalmente anti-paternalista. Presuppone che non possa essere gettata molta luce sulla società da dei teorici che credono di comprendere le sue direzioni meglio di Joe Blog. Ma osservate la puntura nella coda: Perché il REH tenga, deve essere vero che gli errori delle persone (quando predicono qualche variabile economica, per esempio l'inflazione, i prezzi del grano, il prezzo di alcuni derivati o di un'azione) devono essere sempre a caso; cioè non modellati, non correlati, non teorizzabili. Ci vuole soltanto un momento di riflessione per capire che l'adesione alla REH, specialmente quando presa assieme alla EMH, è equivalente a non attendersi mai delle recessioni, e tanto meno delle crisi. Perché? Perché le recessioni sono, per definizioni, eventi sistematici, modellati. Tuttavia sorprendenti quando colpiscono, si svolgono in maniera modellata, essendo ciascuna delle sue fasi altamente correlata con quella che la precede. Così, come risponde un credente nella EMH-REH quando i suoi occhi e le sue orecchie urlano nel suo cervello: Recessione, Crisi, Crollo? La risposta è: Rivolgendosi alla RBCT per una spiegazione confortante.

RBCT: Prendendo EMH e REH come suo punto di partenza, la teoria descrive il capitalismo come una Gaia ben funzionante. Lasciato stare, resterà armonioso e non andrà mai in spasmo (come quello del 2008). Tuttavia, potrebbe bene essere 'attaccato' da qualche scossa 'esogena' (proveniente da un governo che si intromette, da una Fed indocile, da sindacati scellerati, da produttori di petrolio arabo, da alieni ecc.) alla quale deve rispondere ed adattarsi. Come una Gaia benevolente che reagisce ad una grande meteora che vi si precipita contro, il capitalismo reagisce efficientemente alle scosse esogene. Potrebbe volerci del tempo perché le onde d'urto siano assorbite e nel processo potrebbero esserci molte vittime ma, nondimeno, il modo migliore di gestire la crisi è di lasciare proceda con essa, senza essere soggetto a nuove scosse dispensate da funzionari governativi interessati e dai loro compagni di viaggio (che pretendono di sostenere il bene comune allo scopo di favorire i loro programmi).

Per riassumere, i derivati tossici sono stati puntellati dall'economia tossica che, a sua volta, non erano altro che illusioni motivate dalla ricerca di giustificazione teorica; tratti fondamentalisti che riconoscono i fatti soltanto quando possono essere accomodati alle richieste della fede lucrativa. Nonostante le loro etichette altamente impressionanti e l'apparenza tecnica, i modelli economici erano delle versioni puramente matematicizzate della commovente superstizione che i mercati ne sanno di più, sia in tempi di tranquillità che in periodi di tumulto.

Postato da Yves Smith