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Tentare di sistemare un problema irreparabile può creare nuovi
problemi. Perché nell'attuale contesto l'economia globale è
irreparabile? Per prima cosa, la causa della depressione non viene
mai menzionata nei media mainstream. E quando una malattia viene
diagnosticata male, un trattamento prescritto crea nuove afflizioni.
Come causa della depressione globale viene spesso citato il
massiccio debito non pagato, ma perché in primo luogo esisteva
questo debito non è mai discusso. Piuttosto semplicemente, il debito
era necessario per acquistare i prodotti delle aziende che i salari
una volta consumavano. Nel tempo, le aziende hanno spinto giù i
salari per farsi concorrenza fino in fondo l'una contro l'altra
mentre spingevano in su i profitti, creando la "domanda" globale per
il credito, che ora le banche chiedono venga ripagato.
Disfarsi dei trilioni di dollari di debito
globale non pagato deve portare giù con esso l'intero sistema,
nessun ammontare di "stimolo" porta ai risultati desiderati. Non
è un rimedio nemmeno cercare di riparare con l'offerta di
moneta. Montagne di falsa ricchezza (debito) devono essere
distrutte, portando giù con esse la ricchezza reale, dal momento che
i prodotti (ricchezza reale) venivano fabbricati con l'idea che la
falsa ricchezza li avrebbe ingoiati.
Mentre la ricchezza
— sia reale che immaginaria
— viene distrutta, viene condotta una battaglia per
quanto riguarda la ricchezza "di chi" sarà eliminata come risultato:
quella dell'elite corporativa o quella del resto di noi.
Questa lotta è evidente a chiunque legga le notizie su
qualsiasi giornale nazionale, dovunque. I salvataggi bancari ne sono
l'esempio più appariscente: gli azionisti delle banche ricevono
denaro dei contribuenti per compensare la loro ricchezza distrutta
(prestiti non rimborsati).
Il gigantesco pacchetto di salvataggio dell'Unione Europea ne è
un esempio. Ai banchieri europei come pure all'elite corporativa
saranno
saldati dai governi i loro miliardi in prestiti non rimborsati.
Nel frattempo, ai lavoratori contribuenti di Grecia, Spagna,
Irlanda, Italia ecc, verranno ridotti i salari, tagliate le
pensioni, alzata l'età pensionabile, tutto per pagare per una crisi
che non hanno provocato.
Non è noto se l'Europa possa punire abbastanza i suoi
lavoratori per spingere indietro i profitti a livelli competitivi;
vi è una lunga strada davanti e possiamo aspettarci un percorso
pieno di agitazione.
L'elite corporativa USA sta osservando con molta attenzione,
dal momento che alla fine dovrà combattere una disputa simile con la
propria classe lavoratrice. Non passa un giorno senza che alcuni
politici o media corporativi incidano parlando dei lavoratori USA
che devono rimborsare il debito nazionale, accumulato attraverso
salvataggi bancari, molteplici guerre ed anni di diminuzione delle
imposte per i ricchi.
Per pagare queste politiche corporative, ai lavoratori USA
viene raccontato che la Sicurezza Sociale e Medicare devono essere
ridotti, come i servizi sociali e l'istruzione pubblica. Questa
politica è già in moto ad un livello stato per stato e come
risultato i salari per tutti i lavoratori pubblici sono già sotto
attacco. La politica dell'istruzione
Race to the Top
di Obama sta decimando a il sistema della scuola
pubblica a livello nazionale.
Ci si può aspettare che la situazione peggiori. Gran parte
della "ripresa" USA era basata su esportazioni crescenti
(l'obiettivo di Obama era di incrementare di cinque volte le
esportazioni).
Il crollo dell'Europa manterrà in coma le esportazioni USA, dal
momento che l'euro sta precipitando
— chiudendo fuori le esportazioni USA
— mentre gli investitori globali restano con il dollaro,
alzandone il prezzo e così danneggiando le esportazioni delle
aziende USA rendendole più costose. In questo clima la Cina non
rivaluterà la propria valuta.
Ora i funzionari governativi e delle aziende USA danno lezioni
agli europei su come condurre la politica economica, quando soltanto
pochi mesi fa i tavoli erano rivoltati. In realtà, la depressione
economica sarà prolungata, estendendosi ad aree differenti
dell'economia globale in momenti differenti, poiché sia gli USA che
l'Europa sono stati giocatori a lungo termine nella partita della
globalizzazione corporativa che ha trasformato i milionari in
miliardari.
Vi sono ancora molti prestiti non restituiti che richiederanno
accordo ed ai lavoratori verrà chiesto di fare i "sacrifici". La
fragilità della situazione è descritta in un recente articolo del
corporativo
Washington Post,
intitolato "Una mossa falsa in Europa potrebbe far esplodere una reazione
a catena globale". L'articolo afferma:
"Se uno o più [paesi europei] trascurano di compiere l'atteso
progresso nel tagliare il bilancio, [tagliare salari, pensioni
ecc.], ristrutturando l'economia o aumentando la crescita, ciò
potrebbe esaurire la fiducia in modo ampio e preoccupante. I mercati
mondiali del credito potrebbero immobilizzarsi e rigettare
l'economia globale nella recessione". (24 maggio 2010).
In definitiva, gli "investitori" globali, cioè i capitalisti,
costringeranno i governi in ogni luogo a proteggere il loro denaro
non guadagnato distruggendo la minuscola ricchezza della classe
lavoratrice europea ed USA. I lavoratori in ogni luogo devono
richiedere che l'elite corporativa paghi per la crisi che ha creato.
Uno slogan internazionale sta già facendo la sua comparsa: Tassare i
ricchi e le grandi aziende!
Shamus Cooke è un operatore dei servizi sociali, sindacalista e
giornalista per Workers Action.
Può contattarsi
a portland@workerscompass.org
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