Workers Action

a revolutionary socialist organization

 

Le economie europea e USA: tessere del domino che cadono

Shamus Cooke

28 maggio 2010

 

Tentare di sistemare un problema irreparabile può creare nuovi problemi. Perché nell'attuale contesto l'economia globale è irreparabile? Per prima cosa, la causa della depressione non viene mai menzionata nei media mainstream. E quando una malattia viene diagnosticata male, un trattamento prescritto crea nuove afflizioni.

Come causa della depressione globale viene spesso citato il massiccio debito non pagato, ma perché in primo luogo esisteva questo debito non è mai discusso. Piuttosto semplicemente, il debito era necessario per acquistare i prodotti delle aziende che i salari una volta consumavano. Nel tempo, le aziende hanno spinto giù i salari per farsi concorrenza fino in fondo l'una contro l'altra mentre spingevano in su i profitti, creando la "domanda" globale per il credito, che ora le banche chiedono venga ripagato.

Disfarsi dei trilioni di dollari di debito globale non pagato deve portare giù con esso l'intero sistema, nessun ammontare di "stimolo" porta ai risultati desiderati. Non è un rimedio nemmeno cercare di riparare con l'offerta di moneta. Montagne di falsa ricchezza (debito) devono essere distrutte, portando giù con esse la ricchezza reale, dal momento che i prodotti (ricchezza reale) venivano fabbricati con l'idea che la falsa ricchezza li avrebbe ingoiati.

Mentre la ricchezza sia reale che immaginaria viene distrutta, viene condotta una battaglia per quanto riguarda la ricchezza "di chi" sarà eliminata come risultato: quella dell'elite corporativa o quella del resto di noi.

Questa lotta è evidente a chiunque legga le notizie su qualsiasi giornale nazionale, dovunque. I salvataggi bancari ne sono l'esempio più appariscente: gli azionisti delle banche ricevono denaro dei contribuenti per compensare la loro ricchezza distrutta (prestiti non rimborsati).

Il gigantesco pacchetto di salvataggio dell'Unione Europea ne è un esempio. Ai banchieri europei come pure all'elite corporativa saranno saldati dai governi i loro miliardi in prestiti non rimborsati. Nel frattempo, ai lavoratori contribuenti di Grecia, Spagna, Irlanda, Italia ecc, verranno ridotti i salari, tagliate le pensioni, alzata l'età pensionabile, tutto per pagare per una crisi che non hanno provocato.

Non è noto se l'Europa possa punire abbastanza i suoi lavoratori per spingere indietro i profitti a livelli competitivi; vi è una lunga strada davanti e possiamo aspettarci un percorso pieno di agitazione.

L'elite corporativa USA sta osservando con molta attenzione, dal momento che alla fine dovrà combattere una disputa simile con la propria classe lavoratrice. Non passa un giorno senza che alcuni politici o media corporativi incidano parlando dei lavoratori USA che devono rimborsare il debito nazionale, accumulato attraverso salvataggi bancari, molteplici guerre ed anni di diminuzione delle imposte per i ricchi.

Per pagare queste politiche corporative, ai lavoratori USA viene raccontato che la Sicurezza Sociale e Medicare devono essere ridotti, come i servizi sociali e l'istruzione pubblica. Questa politica è già in moto ad un livello stato per stato e come risultato i salari per tutti i lavoratori pubblici sono già sotto attacco. La politica dell'istruzione Race to the Top di Obama sta decimando a il sistema della scuola pubblica a livello nazionale.

Ci si può aspettare che la situazione peggiori. Gran parte della "ripresa" USA era basata su esportazioni crescenti (l'obiettivo di Obama era di incrementare di cinque volte le esportazioni).

Il crollo dell'Europa manterrà in coma le esportazioni USA, dal momento che l'euro sta precipitando chiudendo fuori le esportazioni USA mentre gli investitori globali restano con il dollaro, alzandone il prezzo e così danneggiando le esportazioni delle aziende USA rendendole più costose. In questo clima la Cina non rivaluterà la propria valuta.

Ora i funzionari governativi e delle aziende USA danno lezioni agli europei su come condurre la politica economica, quando soltanto pochi mesi fa i tavoli erano rivoltati. In realtà, la depressione economica sarà prolungata, estendendosi ad aree differenti dell'economia globale in momenti differenti, poiché sia gli USA che l'Europa sono stati giocatori a lungo termine nella partita della globalizzazione corporativa che ha trasformato i milionari in miliardari.

Vi sono ancora molti prestiti non restituiti che richiederanno accordo ed ai lavoratori verrà chiesto di fare i "sacrifici". La fragilità della situazione è descritta in un recente articolo del corporativo Washington Post, intitolato "Una mossa falsa in Europa potrebbe far esplodere una reazione a catena globale". L'articolo afferma:

"Se uno o più [paesi europei] trascurano di compiere l'atteso progresso nel tagliare il bilancio, [tagliare salari, pensioni ecc.], ristrutturando l'economia o aumentando la crescita, ciò potrebbe esaurire la fiducia in modo ampio e preoccupante. I mercati mondiali del credito potrebbero immobilizzarsi e rigettare l'economia globale nella recessione". (24 maggio 2010).

In definitiva, gli "investitori" globali, cioè i capitalisti, costringeranno i governi in ogni luogo a proteggere il loro denaro non guadagnato distruggendo la minuscola ricchezza della classe lavoratrice europea ed USA. I lavoratori in ogni luogo devono richiedere che l'elite corporativa paghi per la crisi che ha creato. Uno slogan internazionale sta già facendo la sua comparsa: Tassare i ricchi e le grandi aziende!

Shamus Cooke è un operatore dei servizi sociali, sindacalista e giornalista per Workers Action. Può contattarsi a portland@workerscompass.org