LE STIME SULLA BASE DI STIME
Mercoledì/Giovedì, 28 febbraio-1° marzo 2007
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Il numero delle morti attribuito dall'occidente a Saddam Hussein è incomprensibile. Se le sommate tutte, sembra che abbia ucciso più persone di quante vivano in Iraq. Doveva fare gli straordinari e doveva avere armi avanzate delle quali nessuno è informato. Numeri e tecniche abbondano: 182.000 durante la campagna di Anfal (nonostante i numeri, non è stato trovato un cadavere. Forse Saddam aveva un raggio vaporizzatore segreto); 5.000 a Halabja (furono trovati 300 cadaveri e vi sono molti dubbi sull'origine del gas utilizzato contro i kurdi) e centinaia di migliaia nell'Iraq meridionale. Nel novembre del 2003, venne fuori la notizia che erano stati scoperti più di 400.000 corpi in fosse comuni in Iraq. "L'intero paese è un cimitero di massa" era lo slogan del giorno. Finalmente, la prova che Saddam era il Macellaio di Baghdad era lì perché il mondo intero la potesse vedere. Caso chiuso. Andiamo avanti alcuni mesi dalla scoperta di quasi mezzo milione di corpi. Il 18 luglio 2004, il titolo del giorno del quotidiano britannico The Independent recitava: "Il primo ministro britannico ammette che l'affermazione sulle fosse è falsa". Come poteva essere? George Bush e Tony Blair non mentono. Se non ci fidiamo di loro, di chi possiamo fidarci? Certamente non di Saddam, anche se disse la verità sulle armi di distruzione di massa. Deve essere stato per puro caso. Secondo l'articolo: Downing Street ha ammesso al The Observer che le ripetute pretese di Tony Blair che "erano stati trovati circa 400.000 cadaveri in fosse comuni irachene" sono false e finora sono stati scoperti solamente circa 5.000 corpi. Alle pretese di Blair in novembre e dicembre dello scorso anno (2003) fu dato credito generale, citato da parlamentari ed ampiamente pubblicato, compreso nell'introduzione ad un pamphlet del governo USA sulle fosse comuni in Iraq. In quella pubblicazione, Iraq’s Legacy of Terror: Mass Graves, prodotta dall'USAID, l'agenzia di distribuzione di aiuti del governo USA, Blair è citato dal 20 novembre dello scorso anno: Abbiamo già scoperto, soltanto finora, i resti di 400.000 persone in fosse comuni". Ecco cosa dichiarava il sito web dell'USAID: Se queste cifre si dimostrano accurate, rappresentano un crimine contro l'umanità superato soltanto dal genocidio in Ruanda del 1994, dai campi della morte cambogiani di Pol Pot negli anni '70 e dall'Olocausto nazista della II Guerra Mondiale. Ritengo che l'USAID non abbia sentito dei due milioni di iracheni che sono morti a causa dell'embargo imposto dagli USA dal 1990 al 2003. Dopo tutto, loro sono iracheni: non contano. Lo stesso articolo approfondiva la regressione di altre cifre elevate attribuite a Saddam Hussein ed al regime Ba'ath nel nord del paese. Per esempio, menzionava che Human Rights Watch dovette drasticamente diminuire le sue cifre sulle morti e non poteva dare numero accurate. Qui l'ironia è che non una persona andò in Iraq per confermare le cifre. Human Rights Watch ed altri gruppi presero soltanto le cifre date loro come accurate. Hania Mufti, che realizzò la ricerca che produsse le originali cifre gonfiate nel nord dichiarò: "Le nostre stime erano basate sulle stime. La cifra definitiva era basata in parte su informazioni indiziarie raccolte negli anni". Immaginate persino il più modesto reato che venisse giudicato in un tribunale USA ed il procuratore dicesse che il suo caso è basato sulla stima di stime. Il caso sarebbe rigettato ed il giudice rimprovererebbe all'accusa anche di aver fabbricato il caso. Comunque, non è così per l'Iraq. Dite soltanto "è stato Saddam" ed aggiungete uno scenario e delle cifre ridicoli e viene preso per vero. Il sangue di milioni di iracheni giace sulle mani di questi spregevoli gruppi e persone che hanno cercato di superare se stessi nel demonizzare Saddam Hussein, il Partito Ba'ath e gli iracheni in generale. La lista è lunga: Human Rights Watch, Amnesty International, tutti i fantocci iracheni all'estero che tornarono in Iraq dopo l'aprile 2003; con l'eccezione di alcuni individui, l'intero governo USA (democratici e repubblicani in ugual misura); Tony Blair; i media mainstream USA e molti, molti, molti altri. Sono tutti coinvolti nella carneficina di milioni di iracheni. La data del 18 luglio 2004 dovrebbe essere proclamata tanto quanto altre date della storia mondiale. Fu la data alla quale venne pubblicata la verità sulle fosse comuni irachene. Comunque, non una parola apparve sulla stampa USA. E, entro un giorno o due, Blair cambiò rapidamente direzione e venne fuori con altri complotti per minimizzare la comunicazione che aveva mentito su ampia scala. Se guardiamo attentamente i 5.000 cadaveri esistenti, la maggior parte, se non tutti, sono maschi in età militare. Gli esami medico-legali hanno provato che nel sud molti furono uccisi dalle bombe USA durante Desert Storm. Se guardate una mappa, vedrete che l'Iraq meridionale nel febbraio del 1991 è stato bombardato pesantemente. Aggiungete a questo la possibilità che alcuni corpi siano di uomini dell'esercito iracheno che nel 1991 ha combattuto contro il tentativo sciita di rovesciare il governo iracheno e vedremo che il numero di civili innocenti uccisi da Saddam è drammaticamente calato rapidamente da 400.000. Recenti esami medico-legali su corpi nell'Iraq settentrionale hanno mostrato che la maggior parte sono stati uccisi negli anni '90. In quel periodo, Baghdad non aveva il controllo del nord. Gli USA lo avevano isolato dal resto dell'Iraq. E negli anni '90 due fazioni kurde combatterono una guerra interna e molti rimasero uccisi. La logica indicherebbe che la maggior parte, se non tutti, dei cadaveri trovati nell'Iraq settentrionale sono stati causati dalla guerra civile kurda. Le prove scientifiche, non le dicerie o il giornalismo sciatto, indicato che la grande maggioranza dei 5.000 corpi rinvenuti non hanno nulla a che fare con una campagna orchestrata da Saddam Hussein e dal Partito Ba'ath. Mi domando quante persone fossero curiose del metodo per processare Saddam per la morte di "182.000" kurdi nel 1988 durante la campagna di Anfal. Al processo di Saddam non venne avanti nessun vero testimone. Alcune persone raccontarono di come avevano sentito di un amico in un vicino villaggio che era stato gassato. Questo è tutto. Se vennero uccise 182.000 persone, molte con il gas, vi sarebbero stati molti testimoni di un massacro, ma non comparve nessuno. Non spuntò nessuna prova medico-legale. Dopo l'impiccagione di Saddam, il tribunale fantoccio iracheno lasciò cadere le accuse contro di lui riguardo Anfal. Quello che si presumeva essere il "processo del secolo" e dovesse portare alla luce le spregevoli azioni per l'assassinio di 182.000 andò in fumo. Non vi era nessun caso ed il tribunale sapeva che avrebbe emesso un verdetto di colpevolezza contro Saddam per un'altra falsa accusa e che non aveva bisogno di continuare con il processo per Anfal. Non ha potuto perché non vi era nulla da processare. Gli estranei erano curiosi del perché Saddam non venne mai processato per la campagna di Anfal o per avere gassato i kurdi a Halabja, quelle che venivano percepite come le sue due più orrende azioni. Non vi era nessun caso. Human Rights Watch non è stata punita per aver perpetrato una delle più grandi menzogne della storia. Andò soltanto avanti facendo accuse contro una miriade di regimi che gli USA non favoriscono. Ma, a causa della demonizzazione di Saddam Hussein, dal 17 gennaio 1991 sono stati ammazzati più di tre milioni di iracheni. Saddam Hussein, non avrebbe dovuto essere alla sbarra in un tribunale a sentenza predeterminata di Baghdad. Human Rights Watch avrebbe dovuto essere in un tribunale di Baghdad con dei veri giudici che servivano pene per il coinvolgimento del gruppo nell'assassinio di milioni di iracheni. La frase "la storia viene scritta dai vincitori" nel caso dell'Iraq è soltanto parzialmente vera. Qui, le frottole del genere più atroce sono state scritte spacciandole per storia. Ricordatevi del 18 luglio 2004.
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