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Il piano di salvataggio di emergenza per la Grecia:

una nuova fase della crisi economica globale

12 aprile 2010

 

La crisi economica precipitata nel 2008 dal crollo della Lehman Brothers sta entrando in una nuova fase, mentre gli stati europei organizzano rapidamente il primo salvataggio in assoluto di un membro dell'Unione Europea. I loro tentativi frenetici durante il fine settimana per mettere insieme un pacchetto di soccorso europeo in collaborazione con il Fondo Monetario Internazionale sono venuti dopo intense pressioni delle agenzie di rating ed intensificata speculazione dei trader che scommettono che il governo greco sarà insolvente sui suoi impegni debitori.

Il piano europeo di salvataggio per la Grecia rappresenta un capovolgimento sostanziale dell'accordo concordato al vertice della UE appena due settimane fa. Al loro incontro a Bruxelles alla fine di marzo, i capi di stato europei accettarono la proposta spinta dal governo tedesco mirata ad evitare un salvataggio dell'economia greca. Al vertice, la delegazione tedesca, guidata dal cancelliere Angela Merkel, ha offerto una garanzia al governo greco a condizione che questo pagherà tassi di interesse punitivi per il rimborso del debito, rendendo chiaro nel frattempo che qualsiasi aiuto sarebbe stato dato soltanto come "ultima risorsa".

La posizione imposta dalla Germania era equivalente a dichiarare che l'Europa non avrebbe offerto condizioni più favorevoli di quelle attualmente disponibili sui mercati finanziari internazionali.

Il fine delle dure condizioni richieste dalla Germania era di massimizzare la pressione sul governo greco perché continui il suo programma di severi tagli di spesa e di misure di austerità, mirati a convincere le banche ad offrire ad Atene credito ad un tasso più favorevole. La Germania voleva anche inviare un segnale chiaro ad altri paesi europei altamente indebitatiSpagna, Irlanda, Portogallo, Italiache da Bruxelles non vi sarebbe stato affatto denaro facile.

Questi calcoli sono saltati in pezzi nello spazio di due settimane per l'intensificazione della crisi, che ha costretto i ministri delle finanze europei a venir fuori con un pacchetto di emergenza progettato per soddisfare le banche internazionali e gli hedge funds. Esposto al collasso dell'economia greca e dalla potenziale disgregazione della valuta europea, il governo tedesco ha comunicato con riluttanza il suo tacito consenso al piano europeo.

La scorsa settimana, dei funzionari finanziari greci sono andati a Washington per esortare le banche USA ad acquistare titoli greci. Il governo socialdemocratico del primo ministro George Papandreou si è appellato per l'aiuto come un "mercato emergente", sottolineando che potrà contare sui sindacati del paese per reprimere la resistenza della classe lavoratrice e contribuire ad imporre le misure di austerità.

Ha ricevuto un freddo trattamento da Wall Street. Papandreou ha quindi tenuto una serie di incontri con dei funzionari europei mirati a sviluppare un piano di sicurezza per l'economia greca.

In seguito all'esplosiva crescita dei tassi d'interesse sui titoli del governo greco, raggiungendo il culmine l'8 aprile ben oltre il 7%, la borsa valori greca ha sofferto una svendita da panico, con le azioni delle banche greche che cadevano precipitosamente. Un quotidiano greco ha parlato del "Giovedì Nero" del mercato di Atene, mentre il quotidiano Independent ha dichiarato che la crisi finanziaria greca era diventata "nucleare".

La svendita di giovedì si è estesa alla maggior parte delle borse valori europee. Temendo il panico finanziario su vasta scala e l'attacco concertato alla valuta europea, il presidente della Banca Centrale Europea Jean-Claude Trichet ha dichiarato che la UE non avrebbe permesso alla Grecia di essere inadempiente.

Il declino del mercato azionario è stato accompagnato dall'emergente corsa alle banche greche da parte di depositanti preoccupati. Ciò è stato in cima ad un crescente movimento di fondi fuori dalla Grecia da parte degli strati più ricchi del paese.

Allo stesso tempo, l'agenzia di rating Fitch ha ridotto i rating sulla valuta straniera e locale a lungo termine della Grecia a BBB- da BBB+. Ha pure decurtato il suo rating del credito per cinque banche, compresa la Banca Nazionale di Grecia. Secondo un commentatore, la retrocessione della Grecia sui mercati monetari internazionali la mette ora alla pari con l'Iraq.

La Francia e l'Italia hanno emesso la richiesta di un pacchetto di emergenza per impedire l'insolvenza greca. Dopo dei colloqui venerdì con il primo ministro italiano  Silvio Berlusconi, il presidente francese Nicolas Sarkozy ha annunciato che la UE era pronta ad implementare un piano di assistenza per la Grecia.

In maniera reminiscente del turbinio di riunioni che avvenne all'epoca del crollo della Lehman nel settembre del 2008, capi di governo, ministri delle finanze e banchieri hanno lavorato freneticamente per venir fuori con qulcosa che potesse essere annunciato prima dell'apertura dei mercati globali lunedì mattina.

I dettagli principali del piano come sinora riportato comportano un prestito di €30 miliardi da parte della UE a tassi d'interesse di circa il 5%. Tale tasso è sotto il 7% che viene attualmente richiesto dalle banche per i titoli a lungo termine greci, ma molto di più del tasso pagato dalla maggiore economia europea, la Germania (3%).

Rilevando che era in gioco il futuro dell'euro, il 9 aprile l'investitore miliardario George Soros ha raccontato alla Bloomberg Radio che ai greci "deve essere offerto qualche aiuto dall'Europa o dall'FMI a tassi di concessione.... E' tempo di completo successo o di fallimento per l'euro ed è un interrogativo se vi sia oppure non la volontà politica di tenere assieme l'Europa".

La decisione di salvare la Grecia ha implicazioni economiche e politiche di vasta portata. In primo luogo, stabilisce un precedente per altre economie europee in una situazione simile per appellarsi all'assistenza finanziaria dalle economie più forti d'Europa.

Comunque, il fatto è che tutti i paesi europei, comprese le economie maggiori, Germania e Francia, hanno sulle spalle enormi debiti pubblici e stanno cercando di imporre i loro severi programmi di austerità per rimborsare le enormi somme spese per salvare i rispettivi sistemi bancari. Le banche, che hanno ricevuto trilioni di fondi pubblici, ora dettano le condizioni alle quali la classe lavoratrice europea pagherà per la crisi.

Il piano di emergenza per la Grecia non porterà nessun sollievo per la popolazione lavoratrice. Un simile piano UE-FMI è già stato imposto al piccolo stato membro della UE di Lettonia. Il governo lettone ha imposto il programma di austerità più severo in Europa, che consiste in tagli che ammontano al 10% del prodotto interno lordo del paese. Lo stato ha ridotto drasticamente gli stipendi dei dipendenti pubblici fino al 45%, alzato le tasse, tagliato le pensioni e gli assegni per i bambini ed ora ha il più alto livello di disoccupazione in Europa al di sopra del 20%.

Per tutta l'Europa l'elite dominante è unita nella sua determinazione per garantire che l'intero peso della crisi venga scaricato sulle spalle della classe lavoratrice, ma, mentre la crisi economica aumenta sempre più fuori controllo, gli interessi e le rivalità degli stati nazionali vengono in modo crescente alla ribalta. Commentando le crescenti divisioni tra la Germania ed i suoi vicini europei, l'editorialista del Financial Times Martin Wolf ha recentemente commentato: "Vi è un modo soddisfacente per uscire dal dilemma? Per quanto ne so no. Questo è realmente spaventoso".

In particolare, due cose sono divenute chiare in Europa dagli sviluppi delle due settimane passate. In primo luogo, i discorsi di ripresa globale dalla crisi scoppiata nel 2007-2008 sono senza serio fondamento. L'economia mondiale rimane sospesa sul filo della lama di un nuovo panico finanziario e di una persino più grave recessione.

Nulla è stato risolto. Invece, l'insolvenza delle maggiori banche è stata trasferita ai governi nazionali, producendo una crisi senza precedenti del debito sovrano che può diffondersi facilmente dai cosiddetti paesi secondari come la Grecia alle grandi potenze, inclusi Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti.

In secondo luogo, non vi è nessuna prospettiva per una coerente strategia concordata internazionalmente per gestire la crisi in maniera non dirompente e pacifica. Invece, la contraddizione fondamentali tra l'economia mondiale ed il sistema dello stato-nazioneuna contraddizione intrinseca al capitalismosi afferma con crescente virulenza. La posizione aggressiva della Germania e le divisioni crescenti entro l'Europa sono tra le espressioni più acute di questo sviluppo globale.

Questi sviluppi sottolineano l'urgenza dell'unificazione progressista dell'Europa attraverso la mobilitazione unita, rivoluzionaria della classe lavoratrice, basata su un programma socialista per la nazionalizzazione delle banche e delle grandi industrie sotto il controllo democratico dei lavoratori.

Stefan Steinberg