Socialist Appeal

FOR A MASS PARTY OF LABOR!

 

La storia dinamica dei partiti politici USA

Scritto da John Peterson

Mercoledì, 29 ottobre 2014 09:53

 

Il seguente articolo è stato originariamente pubblicato come intervista nel giornale in lingua farsi Mehrnameh, il più importante giornale di studi umanistici in Iran.

La politica americana degli inizi

Data la loro tumultuosa ascesa alla prominenza mondiale nel corso di un periodo di meno di due secoli, non è una sorpresa che la storia dei partiti politici negli Stati Uniti sia ugualmente effervescente. Vi è stato un processo continuo e contraddittorio di ascesa e caduta, sviluppo, decadenza e rinnovo delle possibilità e degli interessi economici, che si è espresso anche in politica. I partiti dominanti di oggi non hanno sempre avuto l'attuale presa sul potere politico e non vi sono stati sempre due partiti principali. In vari momenti, è emerso un terzo e persino un quarto vitale partito, talvolta riuscendo a soppiantare i partiti del giorno, talvolta comparendo soltanto come un breve suono acuto nella storia degli USA.

Tutti i partiti politici esprimono i concentrati interessi economici e politici di una o di un'altra classe o strato della società. Dove esiste o ha il predominio un solo partito, alla fine inevitabilmente quegli interessi saranno espressi all'interno di quel singolo partito. In altri casi, vi sono molteplici partiti che difendono gli stessi fondamentali interessi di classe in modi differenti, appellandosi a diversi strati della classe dominante e per il sostegno si appoggiano a questo o quello strato della popolazione. Nel caso degli USA oggi, vi sono formalmente due partiti capitalisti maggiori, ma se si guarda alle loro attuali politiche e metodi di governare, la linea tra loro è sempre più sfocata, nonostante il fragore dell'anno elettorale. Per comprendere meglio come siamo arrivati a questa situazione, è utile andare indietro, come si è detto, al Primo Sistema dei Partiti, cioè, alla prima serie di partiti politici che esiste nel corso della vita politica del paese.

Le due classi dominanti nei primi Stati Uniti erano da una parte i mercanti, i banchieri ed i piccoli industriali, concentrati principalmente nel nordest, e, dall'altra, i proprietari di piantagioni di vasta scala, concentrati principalmente nel sud. Talvolta i loro interessi coincidevano; in altri momenti si scontravano, in modo più evidente durante la Guerra Civile. A quel tempo non vi era nessuna classe lavoratrice come tale, sebbene vi fossero molti piccoli proprietari terrieri indipendenti (“husbandsmen”) ed artigiani (“mechanics”), come pure una piccola ma crescente base manifatturiera, particolarmente nel nordest.

I primi partiti politici, parlando in generale, esprimevano gli interessi dei capitalisti embrionali contro gli agrari schiavisti. Come rimane oggi la situazione, la vasta maggioranza della popolazione era senza diretta rappresentanza politicase le era anche affatto permesso di votaree doveva scegliere tra queste opzioni. In una forma o nell'altra, questa struttura fondamentale sarebbe continuata fino alla Guerra Civile ed oltre, sebbene la base elettorale alla fine si allargò alquanto con l'espansione verso ovest. Il Partito Federalista di Alexander Hamilton rappresentava la nascente borghesia, mentre i Democratici-Repubblicani di Thomas Jefferson rappresentavano i potenti proprietari di piantagioni. Naturalmente, vi erano sostenitori di entrambe le fazioni per tutto il paese, ma la divisione Nord-Sud era già notevolmente pronunciata.

All'epoca il capitalismo era un sistema storicamente progressista. La Rivoluzione Americana tolse di mezzo gli elementi di feudalesimo che erano stati piantati sul continente nordamericano dai britannici. Scacciò la monarchia, espropriò la ricchezza dei Toeries in fuga, inclusi milioni di acri di terra che furono divisi tra piccoli proprietari ed istituì una repubblica costituzionale borghese che garantiva molte libertà personali e politiche, almeno sulla carta. Questo era qualcosa di nuovo al mondo, particolarmente poiché l'esperimento si svolgeva su un vasto continente, che apriva molte possibilità per il suo sviluppo futuro. Ma vi erano dei profondi disaccordi su quale direzione doveva prendere quello sviluppo.

Alexander Hamilton fu un abile e deciso fautore del capitalismo iniziale. Come primo segretario al Tesoro, portò a termine delle politiche destinate a centralizzare il potere nel ramo esecutivo del governo federale, arricchire i suoi amici ed alleati e facilitare lo sviluppo del capitalismo USA. Fu un sostenitore di un forte esercito nazionale permanente e di una politica estera aggressiva ed espansionistica. Inoltre, Hamilton aveva in se in una certa misura una vena monarchica, preferendo la stabilità del sistema britannico all'Illuminismo ed alla Rivoluzione Francese. Se non fosse stato ucciso in duello dal suo rivale di New York Aaron Burr, se si fosse presentata l'opportunità, sarebbe stato felice di collocarsi come un Napoleone americano.

Il partito di Jefferson era contrario al nocciolo delle politiche federaliste di Hamilton, preferendo che il potere fosse più sparso, concentrato nel ramo legislativo e tra gli stati. Un ardente sostenitore della Rivoluzione Francese ed estensore della Dichiarazione d'Indipendenza, era un difensore dei diritti dell'uomo, della vita, della libertà e della ricerca della felicità (ancora, almeno sulla carta). Gli anti-federalisti, come erano conosciuti nei primi anni i Democratico-Repubblicani, sono stati responsabili della Carta dei Dirittii primi dieci emendamenti alla Costituzioneche garantisce certe libertà ed allenta il potere del ramo esecutivo e del governo federale.

Questi due partiti sono emersi dal calderone della primitiva nazione, polarizzando la sua politica per più di due decenni, sebbene dopo il 1800 i seguaci di Jefferson ebbero la meglio. Tuttavia, dopo la guerra del 1812 e fino agli anni 1820, vi era un senso crescente di "fine nazionale" ed il desiderio di maggiore unità lungo linee partigiane. Questa "Era dei Buoni Sentimenti" era l'era della Dottrina Monroe, dei primi inizi di un sentimento di identità nazionale (contro uno stato o una identità regionale). I federalisti scomparvero dalla scena (in parte dovuto ad un grande scandalo) ed il campo Jeffersoniano cadde in lotte interne e nello scompiglio. I differenti interessi di classe nella giovane repubblica arrivarono ad esprimersi nello stacco principale dal campo Jeffersoniano, che emerse come i Democratici, guidati da Andrew Jackson, ed il Liberali anti-Jackson, guidati da Henry Clay, che continuarono molte delle politiche federaliste in una forma alquanto nuova.

Le origini contraddittorie di Democratici e Repubblicani

Possiamo rintracciare la genesi dei Democratici di oggi all'era di Andrew Jackson, sebbene da allora i Democratici abbiano assunto molte forme. L'immigrazione crescente negli USA, combinata con l'espansione verso ovest nei territori dell'Acquisto della Louisiana, le prospettive di vita nuova date dalla schiavitù nelle piantagioni del Sud dall'invenzione della ginnatrice e dell'industria tessile guidata dalla rivoluzione industriale in Gran Bretagna, il nascente potere economico del nordest, accelerato dalla costruzione del Canale Erie, portarono tutti ad intensificate contraddizioni e ad una nuova dinamica politica nell'ancora giovane nazione. Sopra tutto, la questione della schiavitù continuò a dividere il paese per tutto questo periodo, culminando nella Guerra Civile.

Per la gente oggigiorno è spesso sorprendente apprendere che "Il Grande Emancipatore" Abraham Lincoln, fu il primo presidente repubblicano. Sembra una contraddizione inesplicabile che il partito che liberò gli schiavi ora poggia sul razzismo istituzionale per mantenere la sua presa sul potere dovunque in gran parte del paese. Ma, come vedremo, le condizioni ed i partiti cambiano. E' questa la dialettica della storia!

La Guerra Civile non era sui diritti degli stati. Non era sulla schiavitù come astratto concetto morale. Alla radice, vi era una questione di capitalismo, industrialismo e lavoro gratuito settentrionali contro agricoltura delle piantagioni e schiavitù del possesso meridionali. Quale classe della società avrebbe dominato il governo nazionale ed il suo tesoro nell'era a venire? Entrambe i sistemi sono basati sul crudele sfruttamento del lavoro umano per il profitto di una minoranza. Ma all'epoca il capitalismo era ancora una forza storicamente progressista. Era economicamente superiore al sistema schiavista ed era un esito previsto che, presto o tardi, avrebbe avuto la meglio.

Lincoln non era affatto un santo ed aveva profonde contraddizioni. Ma, continuando fino alla fine la Guerra Civile, quando altri potevano avere raggiunto un compromesso con il Sud che poteva avere permesso di continuare alla schiavitù per decenni più a lungo, "sgombrò i ponti" per lo sviluppo non inceppato del capitalismo. Perché un marxista (compreso lo stesso Marx) avrebbe appoggiato ciò? Perché lo sviluppo del capitalismo porta in definitiva all'industrializzazione, all'urbanizzazione, al rafforzamento della classe operaia, al sorgere di potenti sindacati, ad incrementare drammaticamente la produttività del lavoro e ad un aumento della ricchezza materiale della società. In breve, lo sviluppo capitalista ha gettato le fondamenta per una nuova, superiore forma di organizzazione socio-economica-politica umana: il socialismo. A 150 anni dalla Guerra Civile, il sistema capitalista non è più progressista. Le condizioni oggettive sono putrefatte-mature per il socialismo. Quello che manca è il fattore soggettivo, una leadership marxista veramente rivoluzionaria che possa portare la classe lavoratrice a porre fine a questo sistema una volta per tutte. Ma forse questo è argomento per un'altro colloquio.

Avendo vinto la Guerra Civile, portando avanti la Ricostruzione del Sud ed avendo adottato molte delle politiche di modernizzazione dei defunti Liberali, i Repubblicani dominarono la politica degli USA fino agli anni 1890. Contrariamente a oggi, la loro base forte si trovava nel Nord e nel Midwest, mentre i Democratici dominavano il Sud, specialmente dopo il tradimento della Ricostruzione e l'ascesa di Jim Crow. Molta gente dimentica che i Democratici erano il partito originario del razzista "dividi e conquista". Per decenni, il "Sud Compatto" fu controllato dai Democratici. Fu soltanto sotto Franklin Delano Roosevelt e con il cambiamento demografico che i Democratici giunsero ad essere associati con politiche più “liberal” e "amiche dei lavoratori" e la base regionale di sostegno dei due principali partiti si capovolse. I Repubblicani di Nixon "sigillarono il patto" adottando consapevolmente la "Strategia Meridionale" ed appellandosi ai razzisti del Sud. Ma questi blocchi geografici non sono eterni, poiché la demografia continua a cambiare e lo scontento verso entrambe i maggiori partiti cresce.

La necessità di un partito di massa del lavoro

E' chiaro da questo breve esame generale della genesi storica di questi partiti che entrambe hanno sempre difeso le classi possidenti (siano esse gli schiavisti o i capitalisti). Possono poggiare demagogicamente sulle masse per ottenere voti, ma non hanno mai rappresentato veramente la maggioranza lavoratrice di questo paese. Non possono servire due padroni. Oggigiorno, entrambe questi partiti difendono gli interessi della classe capitalista, sebbene con metodi e politiche differenti (liberalismo "moderno" contro liberalismo "neoclassico", keynesianismo contro monetarismo, liberalismo sociale contro conservatorismo sociale, questo settore dell'industria o della finanza contro un altro ecc.). Ma, alla radice, entrambe i partiti rappresentano il capitalismo. Entrambe sostengono l'austerità ed il taglio di ciò che resta dello stato sociale. Entrambe sostengono l'imperialismo USA all'estero. In ultima analisi, entrambe sono sottomessi a Wall Street.

FDR fu costretto negli anni 1930 ad implementare le politiche del New Deal allo scopo di evitare un'esplosione sociale più radicale. Una rivoluzione. Era un abile rappresentante della borghesia e fece quello che doveva farsi per salvare il sistema. Tuttavia, ai capitalisti il New Deal servì soltanto a guadagnare tempo; non risolse e non poteva risolvere le contraddizioni del sistema. Fu la II Guerra Mondiale che "fece uscire gli USA dalla Grande Depressione"al costo di milioni di vite e della devastazione mondiale. Seguì la guerra una crescita prolungata, che calmò la lotta di classe per un intero periodo storico. Comunque, le contraddizioni del capitalismo rimasero e furono soltanto esacerbate da un'espansione senza precedenti del credito e dalla globalizzazione. La crisi che è iniziata nel 2008 è lontana dalla fine.

In assenza di un'alternativa di massa praticabile, i lavoratori sono presi in trappola da un maligno ciclo "male maggiore contro male minore". Tendono a votare per un partito o un altro sulla base di questioni sociali o sulla speranza astratta del "cambiamento in cui possiamo credere". Ma un 60% record di elettori sono a favore di un terzo grande partito. Appena la metà degli aventi diritto al voto si prende il fastidio di votare affatto e milioni di altri americani in età di votare sono privati del diritto di voto. Come marxisti, comprendiamo che gli interessi della classe capitalista e dei suoi partiti sono diametralmente opposti agli interessi dei lavoratori. E' per questo che siamo a favore di un'espressione politica per la classe lavoratrice, che in questo paese ancora non esiste. Inoltre, sosteniamo che un simile partito dovrebbe andare oltre i limiti del capitalismo e della proprietà privata dei mezzi di produzione ed attuare delle politiche socialiste che possano affrontare veramente i bisogni della maggioranza. E' per questo, in poche parole, che la Workers International League non ha mai dato appoggio a l'uno o l'altro partito capitalista e che lottiamo per un partito di massa del lavoro armato di politiche socialiste.