SaBATO 15 MARZO 2008
I mastini della guerra si radunano sulle Ande -- e a Washington
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A velocità vertiginosa--e con assoluta ipocrisia--gli Stati Uniti intensificano la loro guerra di parole con il Venezuela. Venerdì un gruppo di parlamentari repubblicani ha proposto una risoluzione che chiede al regime Bush di dichiarare il Venezuela "uno stato sponsor del terrorismo". Pubblicizzato in modo martellante dal deputato della Florida Connie Mack e da Ileana Ros-Lehtinen, una fidata apologa dei criminali neofascisti cubani Orlando Bosch e Luis Posada Carriles, il testo congressuale, secondo il Miami Herald cita, ...gli accordi internazionali che impegnano i paesi a combattere il terrorismo che il Venezuela sta presumibilmente violando appoggiando le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, o FARC, che conducono una guerra di guerriglia contro il governo da oltre quattro decenni. Esso elenca anche gli illeciti delle FARC, compresi rapimenti e traffico di droga. Se Bush dovesse elencare il Venezuela come "sponsor del terrorismo", potrebbero essere imposte delle paralizzanti sanzioni economiche come preludio ad un intervento militare per rovesciare la repubblica socialista bolivariana. Senza saltare un battito, i reporter dell'Herald senza un briciolo di prova hanno dichiarato, riferendosi al "dossier truccato" di Uribe, che Da lungo tempo i funzionari USA protestano per gli stretti legami tra il Presidente venezuelano Hugo Chávez e le FARC, che sono considerate dai governi USA e colombiano e dall'Unione Europea un gruppo terrorista. Ma la cattura di quattro computer appartenenti alle FARC da parte della polizia colombiana suggerisce che i legami siano più estesi di quanto in precedenza ritenuto e potrebbero riguardare pagamenti in contanti. (Pablo Bachelet, "Bill: Deem Venezuela a Terror Sponsor," Miami Herald, Friday, 14 marzo 2008) (Per il testo completo della risoluzione congressuale proposta, vedi: "Mack, Ros-Lehtinen Introduce Resolution Calling for Venezuela to Be Named a State Sponsor of Terrorism," Comunicato stampa, 13 marzo 2008.) Nel frattempo, la Associated Press riferisce che giovedì il Segretario di Stato USA Condoleezza Rice ha detto "che le Nazioni Unite, incluso il Venezuela, hanno l'obbligo di dare la caccia ai terroristi ed impedire loro di operare entro i loro confini". Agitando il "Potente Wurlitzer" (la sistematica, velata manipolazione dei media da parte delle agenzie di intelligence degli USA n.d.r.) per uno scontro con il governo socialista, in risposta ad una domanda sui presunti collegamenti del Venezuela con le FARC la Rice ha detto , "Osserveremo la situazione e gli Stati Uniti agiranno di conseguenza". Rispondendo alle intensificate minacce di Washington, il presidente Hugo Chávez in un discorso televisivo riportato dalla Associated Press ha detto, "Lasciamoli fare quella lista e ficcarsela in tasca. Non dovremmo dimenticare per un istante che siamo in lotta contro l'imperialismo nordamericano e che ci hanno classificato come nemici--almeno in questo continente hanno noi come nemico No. 1. "Il progetto imperiale è di rovesciare questo governo ed abbattere la Rivoluzione Bolivariana. Hanno paura dell'impatto di questa rivoluzione sul resto dei paesi ... dell'America Latina. Questa aggressione permanente è a causa di ciò". (Jorge Rueda, "Chavez Dares U.S. on Terror List Proposal," Associated Press, Venerdì 14 marzo 2008) Le bellicose osservazioni della Rice hanno seguito l'ugualmente sgradevole retorica del criminale di guerra internazionale e terrorista di stato presidente degli USA George W. Bush. Secondo "il Decisore-in-capo" l'America Latina ...fronteggia una scelta sempre più rigida: accettare silenziosamente la visione dei terroristi e dei demagoghi o appoggiare attivamente i leader democratici come il Presidente Uribe". Ciò è particolarmente sostanzioso, considerando lo scandalo "parapolitico" che si sta svelando che scuote l'elite della Colombia, dal momento che i suoi legami alle squadre della morte paramilitari di destra ed ai sindacati del narcotraffico rivelano nuovi strati di complicità e di corruzione che imputridiscono al cuore dello stato oscuro colombiano. Il Centro di Politica Internazionale, citando la rivista colombiana di notizie Semana, ha pubblicato degli estratti di un'intervista con "David Hernández López, un ex tenente dell'esercito colombiano che diventò uno stretto amico dei leader paramilitari tra il 2000 ed il 2007". Secondo il rapporto del CIP, l'intima relazione tra esercito colombiano, paramilitari, narcotrafficanti e l'oligarchia minaccia la credibilità di Uribe come "nostro uomo". Generale a riposo Rito Alejo del Río. Il generale Del Rio guidava la 17^ Brigata dell'esercito colombiano nella regione di Urabá del dipartimento di Antioquia nel 1995-1997, un periodo quando i gruppi paramilitari stavano prendendo il controllo della regione per mezzo di una campagna di massacri quasi quotidiani. (Incidentalmente, anche un periodo nel quale Álvaro Uribe era governatore di Antioquia). Sebbene il Gen. Del Rio sia largamente accusato di essere complice della sanguinosa conquista di Urabá dei paramilitari, le accuse contro di lui sono state polemicamente fatte cadere a metà del 2001. Sen. Ciro Ramírez. Al di fuori della Colombia, il Sen. Ramírez è meglio conosciuto -- se conosciuto affatto -- come il primo politico colombiano a chiedere il cambiamento della costituzione della Colombia una volta ancora per permettere ad Álvaro Uribe di correre per un secondo mandato. Lo ha fatto ad una conferenza stampa tenuta il 2 agosto 2006, poco prima della seconda inaugurazione del Presidente Álvaro Uribe. Secondo David Hernández, Ciro Ramírez -- ora sotto inchiesta per lo scandalo della "para-politica" -- ha assistito ardentemente il nascente "Blocco Capitale" dell'AUC ad iniziare dal 2000 e 2001. (Il Centro di Politica Internazionale, ""Another Paramilitary Witness Comes Forward," 12 marzo 2008)
Le rivelazioni della Semana sono compatibili con una collaborazione decennale tra estrema destra sindacati internazionali dei narcotici e Stati Uniti: "associati" quintessenziali dello stato oscuro d'America. Ma che importanza ha il ruolo degli USA nel fomentare ed inasprire la crisi? L'analista dell'America Latina James J. Brittain sostiene che gli "assassini mirati" dei comandanti delle FARC Raúl Reyes (1° marzo) ed Iván Ríos (7 marzo) erano intimamente collegati alle operazioni di controinsurrezione degli USA con l'esercito colombiano e le forze paramilitari di estrema destra. Scrive Brittain, Dei rapporti hanno esposto dettagliatamente che le Forze Speciali ed i Marine USA sono illegalmente impegnati in campagne di controinsurrezione all'interno della Colombia da anni. Sebbene il numero legale delle truppe USA non possa superare gli 800 di stato (e le 600 private) ì, migliaia operano in campagne contro le FARC-EP. Per esempio, Peter Gorman ha pubblicato che fino al 2002 all'incirca 1.100 truppe controinsurrezione USA erano si trovavano agli "ordini per eliminare tutti gli alti ufficiali delle FARC". Ciò nemmeno mette in risalto quali possibili azioni le forze di controinsurrezione private degli USA potrebbero stare effettuando. Brittain ritiene che questa sia una componente di operazioni psicologiche (PSYOPS) USA-colombiane su vasta scala contro le FARC ed altri oppositori di sinistra--attori armati i partiti politici legali. La metodologia impiegata è tratta direttamente dal copione di controinsurrezione USA e comprende: 1) Esporre in modo sistemico settori del grande pubblico della Colombia a fotografie del cadavere penetrato di proiettili di Reyes ad ogni ora o il 'refrigeratore' contenente gli arti troncati di Ríos è uno strumento utilizzato per intimidire il subconscio e l'azione diretta sociopolitica, dissuadere i simpatizzanti dell'insurrezione, gli attivisti politici e gli oppositori dello stato all'interno della Colombia dal criticare il predominio politico dello stato e la promozione di politiche economiche di estrema destra. 2) Raccontare al mondo che il Comandante Ríos è stato assassinato dai suoi stessi compagni è una tattica impiegata per ridurre la solidarietà estera dei settori della comunità internazionale, che ora potrebbe falsamente credere all'argomentazione che il maggiore e più potente movimento sociale rivoluzionario marxista-leninista in America Latina stia perdendo terreno, potere ed influenza nelle campagne colombiane. Allo stesso tempo, simili accuse vengono disseminate all'interno nella speranza di destabilizzare gli stessi FARC-EP. Diffondere che la massa ha abbandonato la leadership e che il movimento stia crollando è una strategia per destabilizzare le molte squadre, compagnie, colonne e fronti dell'insurrezione. ("Was the United States Involved in Recent Attacks Targeting the FARC-EP?" Venezuela Analysis, 12 marzo 2008) L'analisi di Brittain pare plausibile, sebbene la proverbiale "pistola fumante" debba ancora fare la sua comparsa. Considerando i 5,5 miliardi di dollari che il Plan Colombia ha fatto piovere sulla regione per operazioni "contronarcotici", sembrerebbe che gli impenitenti uomini della guerra fredda di Washington incoraggino tattiche sviluppate di controinsurrezione abbondanti di squadre di "cacciatori-killer" delle Forze Speciali USA e consiglieri di PSYOPS che operano in tandem con paramilitari narcotrafficanti "bendisposti alla missione" che guidano la carica in difesa del regime Uribe. Come una impresa redditizia per i contraenti della difesa americana ed i "contractor militari privati" (mercenari armati), il Plan Colombia è un altro di una lunga linea di losche "associazioni pubblico-privato" in repressione sponsorizzate dagli USA. Secondo John Lindsay-Poland, La DynCorp International ha firmato contratti con il Dipartimento di Stato per circa 150 milioni di dollari ogni anno dal 2000 per le sue operazioni in Colombia. Inoltre gestisce la maggior parte delle operazioni dalla base di Manta. Gli uffici della società, come quelli di molte del crescente gruppo di reparti militari mercenari, sono situati nella periferia della Virginia, fuori Washington. (Il quartier generale della società è a Falls Church, che è adiacente al distretto congressuale del deputato Frank Wolf, il repubblicano più elevato in grado della sottocommissione Operazioni Estere della Camera dei Rappresentanti che attribuisce le centinaia di milioni di dollari di fondi che il Congresso approva per la DynCorp). A sua volta la società ha offerto costantemente migliaia di dollari per la campagna di Wolf. Un simile lampante conflitto di interessi è un'altra dimostrazione delle corrotte dinamiche sottostanti al Plan Colombia, che dovrebbero essere motivo di una basilare rifondazione della politica. ("Yankees Head Home," Foreign Policy in Focus, 6 marzo 2008) Conflitto d'interessi o affari come al solito, scegliete voi. Ma già nel 2001, il giornalista investigativo Jeremy Bigwood rivelò una parte ancora più oscura del reparto militare mercenario multiuso: La coltre di segretezza della DynCorp ha il potenziale per dare copertura ad una vasta gamma di attività al di fuori degli obiettivi dichiarati della politica USA. La DynCorp è tenuta per contratto a collaborare nell'eliminazione della produzione di droga in Colombia. Ma un documento della DEA, ottenuto di recente in base alla Legge sulla Libertà di Informazione, affermava che il 12 marzo del 2000 la Polizia Nazionale Colombiana ha intercettato all'aeroporto un pacco della FedEx. Era stato inviato dal sito della DynCorp di Bogotà e destinato all'ufficio della DynCorp alla base dell'aeronautica militare di Patrick in Florida. Il nome del mittente è stato oscurato. Secondo la DEA, 250 g. di liquido "sono risultati positivi per l'eroina". "La mia interpretazione è che il risultato dell'esame è scorretto", ha detto a CorpWatch il portavoce della DynCorp Wineriter. ("DynCorp in Colombia: Outsourcing the Drug War," CorpWatch, 23 marzo 2001) Velocemente in avanti fino al 2008, miliardi di dollari più tardi ed i risultati delle operazioni contronarcotici USA sono tutt'altro che promettenti. Secondo l'Ufficio di Washington per l'America Latina (WOLA), la fumigazione aerea dei campi di coca e di papaveri della Colombia è stata, come in Afghanistan, un deprimente fallimento. In un nuovo rapporto, gli analisti del WOLA descrivono come "l'intensiva disseminazione aerea di erbicida dei raccolti di coca in Colombia ha fortemente fallito, contribuendo alla diffusione della coltivazione di coca ed alla produzione di cocaina in nuove aree del paese e minacciando la salute umana e l'ambiente". Hanno scoperto che, durante un periodo di sette anni, "secondo cifre del governo USA, l'area sotto coltivazione della coca in Colombia è aumentata da 122.500 ettari a 157.200 ettari" e che "Secondo cifre dell'ONU, la produzione di cocaina in Colombia è salita da 617 tonnellate nel 2001 a 640 tonnellate nel 2005, nonostante un incremento della fumigazione durante quel periodo ogni anno". ("'Chemical Reactions'," Washington Office on Latin America, 29 febbraio 2008) Ma, come ho elencato in un precedente rapporto, citando le investigazioni di Bill Conroy e di Daniel Hopsicker, simili "fallimenti" possono molto bene essere parte integrante di una operazione di intelligence protetta intesa a collegare la massiccia coltivazione di coca ed il "traffico di droga" da parte dei ribelli delle FARC al Venezuela. Mentre il Plan Colombia vacilla, i prezzi del petrolio vanno alle stelle e l'economia degli USA "si dirige a sud", l'America Latina respinge il "consenso di Washington" delle "riforme" neoliberiste dettate dall'FMI-Banca Mondiale. Predicati sulla "democrazia guidata" consigliata dal NED e da immorali progetti di estrazione delle risorse garantite da "stati forti" amici degli USA, il regime Bush prepara il terreno per la completa destabilizzazione politica ed il possibile intervento militare attraverso le Ande per annientare qualsiasi "minaccia" potenziale di una alternativa socialista. Tempi pericolosi per i padroni capitalisti provocano misure disperate. Washington cerca un avversario regionale da incolpare delle sue fallite politiche e Hugo Chávez ed il governo socialista bolivariano vengono costretti ad adattarsi alla cornice. Posted by Antifascist
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