|
17 settembre 2015 "Information
Clearing House"
- Nel corso degli ultimi mesi la situazione nel
Mediterraneo è servita da drammatico promemoria di quello che i leader
dell'Europa hanno cercato accanitamente di dimenticare. La crisi siriana
ha raggiunto l'Europa. Sebbene si siano fatti molti discorsi su numeri e
percentuali di rifugiati che ogni paese può o non può accettare, non
dimentichiamo che dietro quei numeri e l'ostentata emotività dei
politici si nasconde la parte sgradevole della politica mondiale.
I piani per rovesciare i regimi "fastidiosi" del Medio oriente sono
iniziati all'epoca in cui i falchi di guerra di
Washington ed i loro alleati europei preparavano la prima guerra
irachena.
In un discorso del 2007, il generale USA
Wesley Clark ha raccontato di una
conversazione che aveva avuto già nel 1991 con l'allora vice segretario
alla difesa
Paul Wolfowitz. Durante quel colloquio, il segretario disse al
generale che il pentagono aveva già redatto i piani per realizzare
il cambio di regime in Iraq, Siria ed Iran. "...Abbiamo circa 5 o 10
anni per fare pulizia di quei vecchi regimi sovietici
– Siria, Iran, Iraq –
prima che arrivi a sfidarci la prossima grande superpotenza".
Il generale
Clark ha continuato per rivelare che sei settimane dopo
l'attacco alle torri gemelle del 2001, un ufficiale del Dipartimento
della Difesa gli raccontò che il Pentagono aveva pubblicato un documento
classificato che descriveva la strategia degli USA allo scopo di
rovesciare i regimi di sette paesi nei cinque anni successivi. L'inizio
sarebbe stato fatto con l'Iraq, seguito da Siria e Libano,
quindi Libia, Somalia, Sudan e, alla fine, Iran.
Quelle affermazioni sono state confermate dall'ex ministro degli
affari esteri francese
Roland Dumas, quando raccontò ad una
stazione televisiva francese che la Gran Bretagna addestrava e sosteneva
i ribelli siriani almeno due anni prima della rivolta mirata a
rovesciare Assad dal potere.
Il denaro alimenta la guerra
Tra il 2006 ed il 2010, gli USA hanno speso 12 milioni di dollari
allo scopo di sostenere ed istigare dimostrazioni e propaganda contro il
governo siriano.
WikiLeaks
7.000 cablo diplomatici che documentano
quel finanziamento. I cablo rivelano che fino a 6,3 milioni di
dollari sono stati incanalati verso il Movimento per la Giustizia e
lo Sviluppo, un'organizzazione dissidente siriana con sede a
Londra. Il Movimento operava il canale satellitare Barada che
trasmetteva propaganda antigovernativa in Siria e che ha giocato una
parte importante nelle proteste anti-Assad del
2010-11.
I rimanenti 6 milioni sono stati spesi dagli USA per sostenere
ribelli ed attivisti e per istruire giornalisti nelle maniere per
manipolare le notizie sulla crisi siriana in un modo che avvantaggi i
ribelli. Nell'aprile 2011, il portavoce del Dipartimento di Stato, Mark Toner, ha ammesso che
i documenti di
WikiLeaks erano autentici e ha affermato che gli USA sostenevano
diversi "movimenti civili in Siria" con "lo scopo di rafforzare la
libertà d'espressione".
Nel 2012, il ministro degli affari esteri francese,
Laurent Fabius, assieme al Regno Unito, ha
spinto per l'allentamento dell'embargo di armi della UE alla Siria per
permettere ad "armi difensive di raggiungere i combattenti
dell'opposizione". La Francia è stata la prima potenza europea a
riconoscere la Coalizione Nazionale Siriana per l'Opposizione e le
Forze Rivoluzionarie, una coalizione di diversi gruppi ribelli
formata a Doha che, secondo il presidente francese
François Hollande, era "l'unico rappresentante del popolo siriano". La
coalizione
è stata riconosciuta pure dalla confinante Turchia e dalla Lega
Araba come "la legittima rappresentante delle aspirazioni del popolo
siriano".
Nel dicembre 2012, ad una riunione tenuta a
Marrakesh,
gli Stati Uniti hanno appoggiato la Coalizione
Nazionale come governo transitorio della Siria. A quell'epoca più di 100
paesi, compresa l'Unione Europea, avevano riconosciuto l'opposizione
siriana, nonostante i timori che potesse essere collegata ai gruppi
imparentati con al Qaeda. Secondo il ministro degli esteri
francese
Laurent Fabius,
all'incontro furono annunciati degli "importanti"
contributi finanziari: l'Arabia Saudita offrì $100 milioni,
gli USA promisero ulteriori $14 milioni di assistenza sanitaria e la
Germania offrì $29 milioni.
Due anni dopo, il presidente francese
Hollande raccontò cinicamente ai media francesi che la Francia
stava armando ed addestrando i ribelli siriani, da un periodo di tempo
non specificato, perché "sono gli unici a prendere parte al processo
democratico". In un intervista al quotidiano francese
Le Monde
ammise che la Francia non può "andare da sola" e che
c'era "un buon intendimento con l'Europa e gli americani".
Effettivamente c'era.
La connessione libica
Addietro nel settembre del 2012, il consolato di Bengasi ed una base
della CIA situata ad un miglio dal consolato sono stati attaccati da
milizie locali. Gli attacchi risultarono nella morte di quattro persone,
compreso l'ambasciatore americano in Libia,
Christopher Stevens.
Il presidente
Obama
e Hillary Clinton sono stati criticati
pesantemente sulla mancanza di sicurezza al consolato e sulla risposta
ritardata.
Ma la narrativa ufficiale non è riuscita ad affrontare alcune
questioni chiave: perché la base della CIA è stata attaccata e qual'era
l'esatto ruolo del consolato in una zona parzialmente controllata dalla
milizia locale?
Ufficialmente il ruolo del consolato era di istituire a Bengasi un
centro culturale ed una biblioteca. Ma i rapporti dei media indicano che
il consolato era aveva un ruolo molto più oscuro.
Poco dopo che in Libia iniziò la guerra che rovesciò
Muammar
Gheddafi, nel febbraio 2011, la CIA
impiantò a Bengasi una base per operazioni di spionaggio. La base della
CIA era nota come la Dipendenza e, secondo il
Wall Street Journal,
il solo scopo del consolato era di "fornire copertura diplomatica
alla Dipendenza".
Il
Sunday Times
di Londra ha riferito che gli Stati Uniti acquistavano
segretamente
le scorte di armi di Gheddafi
— compresi missili antiaerei SA-7, proiettili anticarro,
lanciarazzi e proiettili di mortaio. Tramite una connessione con i paesi
mediorientali che già sostenevano i vari gruppi d'opposizione in Siria
alcune di queste armi
furono dirette ai ribelli.
Inoltre, il giornalista investigativo vincitore del Premio
Pulitzer
Seymour Hersh ha rivelato che il presidente
Obama ed il PM turco Erdogan agli inizi del 2012 avevano raggiunto un
accordo segreto. L'accordo era che la CIA ed il britannico MI6 si
sarebbero impegnati a spostare fuori dalla Libia le armi pesanti di
Gheddafi e ad utilizzarle per rifornire l'Esercito Libero Siriano;
Turchia, Arabia Saudita e Qatar dovevano procurare i finanziamenti per
questa operazione che era coperta sotto gli auspici di un'entità
australiana.
E' molto probabile che la maggior parte di queste armi siano finite
in mano al Fronte al Nusra
– un gruppo estremista collegato ad al Qaeda in Siria.
Quando gli USA ed i loro alleati europei e mediorientali stavano
incanalando armamento pesante ai ribelli in Siria, fino al 9% del totale
dei combattenti dell'Esercito Libero Siriano
appartenevano al
Fronte al Nusra. Nel 2012 il
Washington Post riferì che il gruppo
jihadista stava crescendo rapidamente "in parte perché era il
braccio più aggressivo e vittorioso della forza ribelle".
Effettivamente, per il 2013 quasi tutte le aree controllate dai ribelli
in Siria erano guidate da
jihadisti.
Il massacro di Ghouta
Nell'agosto del 2013, del fumo giallo si levò sul sobborgo di
Ghouta vicino a Damasco controllato dai ribelli. Alcune ore dopo ed i
corpi senza vita di 1.000 persone, inclusi 300 bambini, giacevano nelle
strade. E' stato uno dei peggiori attacchi con il sarin nella storia
della guerra civile siriana.
Il presidente Obama accusò il regime siriano di avere
presumibilmente attraversato la 'linea rossa' che aveva stabilito nel
2012 sull'uso delle armi chimiche ed annunciò l'intervento militare in
Siria.
Tuttavia, due giorni prima del progettato attacco, Obama dichiarò
che avrebbe cercato l'approvazione del Congresso per l'intervento.
E così cosa fece cambiare idea al presidente USA?
Seymour Hersh presenta una narrazione alternativa degli eventi:
L'intelligence USA temeva che la Turchia stesse fornendo ai ribelli gas
sarin
prima che avesse luogo l'attacco. Questa informazione non è mai
stata resa pubblica.
Hersh scrive
che "il 19 giugno la
Defense Intelligence Agency pubblicò delle istruzioni su "argomenti cruciali" di
cinque pagine altamente classificate che affermavano che il gruppo
ribelle al Nusra manteneva una cellula di produzione del sarin". Secondo
il documento "I facilitatori chimici con base in Turchia ed Arabia
Saudita, 'stavano tentando di ottenere precursori del sarin alla
rinfusa, decine di chilogrammi, probabilmente per l'anticipato tentativo
di produzione su larga scala in Siria".
Secondo la denuncia di
Hersh, nel 2012 i servizi segreti USA credevano che i
ribelli avrebbero perduto la guerra.
Questo spinse i servizi segreti turchi e la Gendarmeria, il braccio
di polizia paramilitare del paese, ad operare con il Fronte al Nusra in
Siria allo scopo di aiutarlo a fondare il suo sviluppo chimico.
Presumibilmente Erdogan sperava che l'utilizzo di armi chimiche sui
civili siriani avrebbe portato ad una risposta militare degli Stati
Uniti contro Assad.
Il rapporto di
Hersh ha acceso una controversia ed il
New
Yorker
ed il Washington Post
hanno declinato di pubblicarlo.
Ci vorranno degli anni prima che vengano alla luce i giochi
politici e militari che circondano il conflitto siriano.
Nel frattempo, 4 milioni di siriani sono costretti a sfuggire al
conflitto e più di 250.000 persone hanno cercato di raggiungere l'Europa
nell'agosto del 2015. I paesi occidentali sono disposti a concedere
asilo, ma non sono disposti a fermare le azioni che alimentano la
guerra.
Sembra che i corpi dei bambini siriani annegati abbiano scosso
molte coscienze, ma che non abbiano cambiato nessuna politica.
Fragkiska Megaloudi è una giornalista indipendente
che copre storie umanitarie e notizie dal suo paese d'origine, la
Grecia.
https://fragkiskamegaloudi.wordpress.com
|