Workers Action

a revolutionary socialist organization

 

Riduzione del deficit contro democrazia

di Shamus Cooke

11 luglio 2011

 

 

Ascoltare il dibattito al Congresso sulla riduzione del deficit è come ascoltare una tana di leoni che discute del benessere delle zebre. In entrambe i casi il dibattito è molto unilaterale. Alla TV i democratici ed i repubblicani sembrano scontrosi, ma i loro argomenti differiscono per il più minuscolo dei gradi (come i leoni che litigano su come meglio mangiare una zebra).

In questo caso le zebre sono i lavoratori degli USA, che non vedono rappresentati i loro interessi dai loro cosiddetti rappresentanti. Invece di sistemare il deficit nazionale nel modo in cui vorrebbe la vasta maggioranza degli americani, vengono considerate soltanto le opinioni di una minuscola minoranza di gente molto ricca. Entrambe i partiti politici si associano per ridurre il deficit sulla schiena dei lavoratori.

Per esempio, il capo di gabinetto di Obama, William Daley, recentemente ha parlato del deficit di bilancio e della necessità di tagli massicci ai programmi sociali, che comprendono Sicurezza Sociale e Medicare:

"Tutti [democratici e repubblicani] concordano che una cifra di attorno a $4 trilioni [di tagli] è la cifra che farà un serio intacco nel nostro deficit...Lui [Obama] non è venuto in questa città per fare piccole cose. E' venuto per fare grandi cose". (10 luglio 2011).

In un recente discorso presidenziale Obama ha affermato: "Lo stato deve cominciare a vivere entro i propri mezzi, proprio come fanno le famiglie. Dobbiamo tagliare la spesa che non possiamo permetterci di modo che possiamo mettere l'economia in un più solido e dare alle nostre imprese la fiducia della quale hanno bisogno per crescere e creare posti di lavoro".

Questo è il linguaggio della destra, che ora è il linguaggio di entrambe i partiti democratici e repubblicani. In realtà, il governo USA potrebbe facilmente accedere a trilioni di dollari di entrate; semplicemente sceglie di non farlo. Entrambe i partiti politici si rifiutano di discutere su come alzando le imposte ai ricchi ed alle grandi società potrebbe sistemare facilmente l'attuale questione del deficit sia a livello federale che di stato. L'UNICA menzione di tassare i ricchi è nel contesto dei tagli fiscali di Bush, che alcuni democratici acconsentirebbero a fare scadere nell'anno a venire; ma è oltremodo possibile che i democratici su questa questione "comprometteranno" ancora una volta.

Anche l'economista e sostenitore liberale di Obama ha fatto due più due quando ha dichiarato:

"di fatto, se tutto quello che avete fatto è stato di ascoltare i suoi discorsi [di Obama], potete concludere che condivide sostanzialmente la diagnosi del GOP su ciò che affligge la nostra economia e su cosa dovrebbe essere fatto per sistemarla". (8 luglio 2011).

I ricchi e le corporation hanno sempre odiato la Sicurezza Sociale e Medicare; piuttosto non pagherebbero affatto imposte per questi programmi. Abbassano i loro profitti. E SOLTANTO questa prospettiva viene condivisa sui media mainstream e viene discussa nelle sale del Congresso. Se a questi programmi federali vengono fatti tagli massicci a spese di milioni di lavoratori -- senza alzare sostanzialmente le imposte ai ricchi -- allora la rete di sicurezza negli USA sarà stata danneggiata criticamente.

Come vorrebbe fosse sistemato il deficit la vasta maggioranza di lavoratori in questo paese? Sondaggio dopo sondaggio ha indicato che tagliare Sicurezza Sociale e Medicare è MOLTO impopolare, mentre alzare le imposte sui ricchi è estremamente popolare. Un recente sondaggio Washington Post/ABC News ha riportato che il 78% degli americani sono contrari ai tagli a Medicare, mentre il 72% sono a favore di tassare i ricchi. (20 aprile 2011).

Ma i sondaggi sono soltanto un modo per esprimere l'opinione popolare, cioè la democrazia. Un'altra alternativa sono le mobilitazioni di piazza imponenti. In Grecia la maggioranza del popolo ha smascherato le politiche antidemocratiche del suo governo, che sta cercando di imporre tagli massicci ai programmi sociali per sistemare i problemi di bilancio della Grecia. Suona familiare? Se il governo greco non cambia direzione avrà appoggio popolare zero, cioè, sarà una dittatura. Il silenzio di Obama su questa situazione in Grecia è molto espressivo.

Allo scopo di seguire gli esempi di mobilitazioni massicce della Grecia e del Wisconsin, per fare in modo che accada vi deve essere una spinta organizzativa all'interno delle organizzazioni della classe lavoratrice. Una risoluzione adottata unanimemente il 5 luglio 2011 dal Comitato Esecutivo del Consiglio del Lavoro di San Francisco esprime questa visione:

"Ora la questione grossa è cosa farà il movimento dei lavoratori per misurarsi con questa sfida che sta di fronte ai lavoratori ed alla grande maggioranza. La scelta è chiara: o limitiamo le proteste dei lavoratori contro i tagli ai programmi sociali a dichiarazioni che vi si oppongono, associate a pressioni politiche, oppure combiniamo questi sforzi con una mobilitazione totale della massa e dei nostri alleati per impedire che avvengano i tagli".

La risoluzione del Consiglio del Lavoro di San Francisco ha anche incoraggiato tutti i settori del lavoro ad organizzare "una campagna per mobilitare nelle piazze -- dove conta di più -- ed in ogni angolo del paese il sostegno per "Niente tagli o concessioni! Tassate le corporation e i ricchi!".

La democrazia non è più espressa nelle sale del Congresso né alla Casa Bianca e deve perciò essere strasferita nelle strade.

Shamus Cooke è un operatore dei servizi sociali, sindacalista e giornalista per Workers Action. Può contattarsi a shamuscooke@gmail.com


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iferimenti

http://www.nytimes.com/2011/07/11/us/politics/11debt.html?hp
http://www.nytimes.com/2011/07/08/opinion/08krugman.html?partner=rssnyt&emc=rss
http://www.politico.com/news/stories/0411/53455.html