La guerra in Afghanistan:
Droga, riciclaggio e sistema bancario
17 ottobre 2006
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"La ferrea legge del mercato è che la domanda genera l'offerta". -The Economist Lo stato senza sbocco sul mare dell'Afghanistan rimane agli incroci dell'Asia Centrale, del subcontinente indiano e del Medio Oriente. E' importante geostrategicamente ed economicamente per numerose ragioni. Innanzitutto, l'Afghanistan è il principale fulcro geostrategico che convenientemente affianca l'Iran, l'ex Unione Sovietica e la Cina. La posizione dell'Afghanistan è sempre stata significativa. Per la maggior parte della sua storia, l'area geografica è stata una frontiera tra l'Iran, l'India, la Russia zarista cui subentrò l'Unione Sovietica e l'India sotto il dominio coloniale britannico—alla quale più tardi subentrarono la repubbliche dell'India e del Pakistan. L'Afghanistan è un luogo ideale per creare un cuneo tra le principali potenze eurasiatiche e per istituire una presenza militare permanente per future operazioni in Eurasia. In secondo luogo, l'Afghanistan costituisce anche un uscio per l'Asia Centrale ricca di risorse energetiche, che aggira i territori di Iran, Federazione Russa e Cina. Questo è un fattore importante perché delle forze esterne dal di fuori della regione come Stati Uniti o Gran Bretagna possono utilizzare l'Afghanistan per aggirare queste potenze regionali rivali. Un corridoio delle pipeline che scorre attraverso il Pakistan e l'Afghanistan dai giacimenti di petrolio e di gas del Turkmenistan e dell'Asia Centrale è da anni un grande progetto per gli Stati Uniti e per le sue grandi imprese petrolifere. Le missioni di combattimento della NATO, sotto gli auspici della International Security Assistance Force (ISAF), sono concentrati nel sudest e nel nordest dell'Afghanistan dove sarà localizzato il corridoio strategico delle pipeline di petrolio e gas dall'Asia Centrale all'Oceano Indiano. Prima dell'11 settembre 2001, Washington era stata impegnata in negoziati con il governo talebano allo scopo di mettere al sicuro questa rotta del petrolio e del gas. Gli interessi petroliferi e del gas in Afghanistan hanno un'incidenza diretta nella struttura politica post-talebani. Il presidente afgano è stato scelto inizialmente (22 dicembre 2001) dal governo USA e dalla "comunità internazionale". Comunque, questa scelta è stata il risultato dell'attività di pressione della Union Oil Company of California (UNOCAL). Non soltanto Karzai era un ex dipendente della UNOCAL, collaborava anche con il governo talebano nelle trattative riguardanti la costruzione e le royalty della proposta pipeline trans-afgana. Infatti, diversi funzionari della UNOCAL, come Zalmay Khalilzad1, furono nominati ambasciatori speciali degli USA sia in Afghanistan che nell'Iraq occupato dagli anglo-americani. Le offensive della NATO nella metà occidentale dell'Afghanistan possono essere intese come un mezzo per rendere sicuro il territorio necessario alla costruzione di una pipeline geostrategica dall'Asia Centrale al Pakistan attraverso l'Afghanistan. Pare persino che vi siano dei piani per riconfigurare sia i confini dell'Afghanistan che del Pakistan per facilitare il flusso del petrolio e del gas dall'Asia Centrale alle sponde dell'Oceano Indiano. Una volta costruiti, il corridoio della pipeline ed il terminale sulla costa dell'Oceano Indiano sarebbe una importante vittoria sui concorrenti interessi energetici russi, cinesi ed iraniani bel bacino del Caspio ed in Asia Centrale. Questa sarebbe la seconda vittoria geostrategica degli Stati Uniti dopo l'apertura del terminale petrolifero Baku-Tbilisi-Ceyhan (BTC), un altro terminale che aggira la Russia, l'Iran e la Cina. Il controllo dell'Afghanistan è vitale nel decidere il futuro bilancio del potere in Asia Centrale ed Eurasia, quindi, chiunque controlli l'Afghanistan ha un grande potere di leva sul continente eurasiatico ricco di risorse. In terzo luogo, l'Afghanistan costituisce una importante area di produzione dell'oppio, il quale alimenta il traffico illecito di narcotici fuori dell'Afghanistan. Questo è significativo dal momento che il traffico illecito di narcotici è classificato il terzo in termini di volume d'affari nel commercio mondiale, dopo il petrolio ed il commercio delle armi. Le quasi dimenticate guerre dell'oppio L'oppio ed i narcotici illeciti hanno giocato un ruolo relativamente sconosciuto, nondimeno storico e centrale nell'economia mondiale e nelle relazioni internazionali. Vi furono delle grandi guerre lanciate a causa dell'oppio. La Gran Bretagna e le società britanniche avevano condiviso gli interessi nel commercio e nel traffico di narcotici. Una di queste società era la Compagnia Britannica delle Indie Orientali (East India Company-BEIC). L'India era amministrata e governata dalla Compagnia Britannica delle Indie Orientali. Essenzialmente nell'India e nelle colonie britanniche governate dalla Gran Bretagna gli interessi delle società private e gli interessi del governo erano unificati e sovrapposti. Intere culture e nazioni sono state storicamente deformate ed alterate per soddisfare interessi economici latenti od invisibili. Gli interessi commerciali britannici hanno costretto al cambiamento in molte società e luoghi. Per esempio, i britannici hanno costretto l'Iran a sostituire il caffé con il tè britannico. La società iraniana abbandonò la sua bevanda nazionale, il caffé, per il tè dall'India semplicemente a causa degli interessi e delle pretese commerciali britanniche. Ancora oggi le taverne iraniane vengono chiamate "caffé" ma servono principalmente del tè. In estremo oriente e nel sudest asiatico, l'oppio era una parte integrale del commercio europeo. Al suo culmine alla metà dell'ottocento, l'oppio era una delle merci più preziose vendute nel commercio internazionale.2 Le esportazioni britanniche di oppio dall'India erano servite ad indebolire sistematicamente la resistenza cinese alle potenze straniere o coloniali ed erano servite a bilanciare l'enorme deficit commerciale che la Gran Bretagna aveva con la Cina. Le società britanniche che amministravano l'India non soltanto costrinsero il governo cinese a lasciare che si diffondesse rapidamente la dipendenza dalla droga per meri interessi economici, ma anche costrinsero gli agricoltori indiani a coltivare l'oppio. Infatti, coltivare oppio era una pratica illecita tra gli agricoltori dell'India. I britannici forzarono efficacemente molti contadini indiani a diventare dipendenti dalla coltivazione dell'oppio per guadagnarsi da vivere. Le economie locali di molte località dell'India furono sistematicamente allontanate dall'agricoltura alimentare per la coltivazione di raccolti per contanti ai mercanti britannici. I raccolti di sussistenza davano ai contadini una qualche forma di autonomia dalle forze di mercato e garantivano la sopravvivenza, mentre i raccolti per contanti rendevano i contadini dipendenti dai britannici e dal mercato dell'oppio per la sopravvivenza. Di conseguenza, anche l'India venne radicata più profondamente nel controllo britannico e nello sfruttamento da parte delle compagnie britanniche.3 Una delle cause del crollo della Cina imperiale o dell'impero cinese è stata la dipendenza dalla droga patrocinata dai britannici in Asia. La dipendenza dalla droga in Cina saliva alle stelle e presto i cinesi furono costretti a proibire il consumo di oppio da parte della popolazione a causa dei suoi effetti danneggianti e distruttivi sulla società, la salute, la produttività, l'economia e la cultura. L'oppio era molto importante per la Gran Bretagna. La dipendenza dall'oppio veniva utilizzata anche per sfruttare le nazioni, le popolazioni e le economie asiatiche. I profitti dell'oppio erano così significativi e remunerativi che i britannici arrivarono a dichiarare guerra alla Cina per essersi intromessa nel commercio dell'oppio. Alla Cina fu dichiarata una guerra fondamentalmente ingiusta da parte della Gran Bretagna.4 L'impero cinese riaffermò il bando alle importazioni di oppio nel 1799, ma le compagnie ed i mercanti britannici semplicemente ignorarono il bando e continuarono ad importare oppio in Cina. La criminalizzazione dell'oppio in Cina favorì la crescita del suo prezzo di mercato. La situazione in Cina era paragonabile alla proibizione all'alcool negli Stati Uniti nel 1920-1933, eccetto che l'oppio aveva un profondo impatto sulla società cinese e stava drenando capitali dall'economia cinese. Per gli anni 1830, il valore delle esportazioni di oppio per i britannici aveva superato quello delle esportazioni internazionali di tè. Nel 1838 fu legalmente imposta da parte delle autorità cinesi la pena di morte su tutti i commercianti, trafficanti e contrabbandieri con la cittadinanza cinese. Persino allora, i britannici furono esentati dalle punizioni della legge perché il governo cinese non voleva creare dei problemi con la Gran Bretagna. Per il 1838-1839 le autorità cinesi non ebbero altra scelta che fare osservare la legge proibendo le importazioni di oppio capeggiate dalle compagnie e dai mercanti britannici con il pieno appoggio del governo britannico. La Cina stava scivolando verso il disastro economico dal momento che le riserve di oro ed argento venivano utilizzate per pagare le importazioni di oppio, portando ad un massiccio afflusso di capitale dalla Cina alla Gran Bretagna. I cinesi non potevano più permettersi di tollerare in Asia l'industria dei narcotici britannica. I cinesi si rifiutarono di permettere ancora le importazioni illecite di narcotici in Cina che il governo britannico e le compagnie europee avevano ignorato e violato in maniera lampante.5 Nel 1839 i britannici dichiararono guerra alla Cina ed inviarono in Cina una forza navale e truppe britanniche dall'India. La Cina fu sconfitta e costretta a firmare un trattato ingiusto, il Trattato di Nanchino (1842). Questo portò ad ulteriore sfruttamento economico dei cinesi e ad un'altra guerra. La Seconda Guerra dell'Oppio fu combattuta con la giustificazione del Trattato di Nanchino e condusse ad un ulteriore assoggettamento della Cina da parte delle potenze straniere e coloniali, compreso lo stazionamento di truppe straniere nella capitale cinese, la cessione di Hong Kong e Macao e la perdita di territorio cinese. Il primo ministro britannico Lord Palmerston fece una importante dichiarazione in riferimento alla firma del Trattato di Nanchino per porre fine alla Prima Guerra dell'Oppio che conferma l'importanza della narcoeconomia per la Gran Bretagna: "Non vi è nessun dubbio che questo evento [la fine delle guerre dell'oppio con il Trattato di Nanchino], che plasmerà una svolta nel progresso della civilizzazione delle razze umane, deve essere coronato con i più importanti vantaggi per gli interessi commerciali dell'Inghilterra [intesa come Gran Bretagna]."6 L'eredità delle guerre dell'oppio nell'Afghanistan moderno
Storicamente, il redditizio commercio dell'oppio patrocinato dai
britannici nel 19° secolo creò le fondamenta per l'industria
dell'oppio e dell'eroina nell'Afghanistan
contemporaneo, che produce oggi il 92% della fornitura mondiale di
eroina.7
Il traffico internazionale di droga: il mercato degli stupefacenti Se, nel corso della loro storia passata, la Gran Bretagna, l'Olanda ed il Portogallo sostenevano attivamente il traffico di droga, cosa impedisce che accada oggi, specialmente con i colossali profitti resi ed i guadagni in valuta forte che l'illegale industria della droga genera. I principi economici difesi dal governo britannico durante le guerre dell'oppio sono ancora gli stessi nei tempi moderni. Le droghe o i narcotici illeciti sono ancora una merce importante ed una componente significativa del commercio internazionale. L'oppio dall'Afghanistan costituisce una grande quota del mercato mondiale dei narcotici, che dall'ONU è stato stimato essere approssimativamente di 400-500 miliardi di dollari.9 I narcotici sono uno strumento della politica estera degli USA, che sostengono anche interessi finanziari occidentali. La CIA, in collaborazione con le altre agenzie di intelligence, come l'ISI pakistano che opera in Afghanistan, hanno messo in piedi operazioni clandestine che appoggiano il traffico di droga: "La nostra conclusione rimane che il primo obiettivo di una efficace strategia sulla droga dovrebbe essere la stessa Washington e, specificamente, i suoi rapporti con le forze corrotte e collegate alla droga in altre parti del mondo. Disputiamo che le operazioni clandestine di Washington all'estero siano state il fattore principale nel produrre cambiamenti nel modello complessivo dei flussi della droga negli Stati Uniti e, citate l'epidemia di eroina degli anni '60 provocata dal Vietnam e l'epidemia di eroina generata dall'Afghanistan degli anni '80 come analoghe di interesse centrale in questo libro: l'esplosione del traffico di cocaina in America Centrale durante gli anni di Reagan, resa possibile dall'operazione clandestina dell'amministrazione per rovesciare i sandinisti del Nicaragua [vis-à-vis Iran-Contra].(Cocaine Politics: Drugs, Armies, and the CIA in Central America, Jonathan Marshall e Peter Dale Scott, aprile 1998) Anche Michel Chossudovsky ha chiarito i meccanismi economici dietro al commercio illegale di narcotici: Basato su cifre del 2003, il traffico di droga costituisce 'la terza grande merce globale in termini di contanti dopo il petrolio ed il commercio delle armi.’ (…) L'Afghanistan e la Colombia sono le maggiori economie di produzione della droga al mondo, le quali alimentano una fiorente economia criminale. Questi paesi sono pesantemente militarizzati. Il traffico di droga è protetto. E' ampiamente documentato di come la CIA abbia svolto un ruolo centrale nello sviluppo sia in America Latina che nei triangoli della droga dell'Asia. L'FMI ha stimato che il riciclaggio mondiale del denaro sporco sia tra 590 miliardi e 1,5 trilioni di dollari l'anno, il che rappresenta il 2-5% del PIL globale. (Asian Banker, 15 agosto 2003). Una grande quota del riciclaggio globale come stimato dall'FMI è collegato al traffico di narcotici. (Chi beneficia del traffico dell'oppio afgano?, Global Research 21 settembre 2006) L'aumento dell'oppio con la presenza della NATO in Afghanistan In termini economici, la domanda è ciò che crea l'offerta. L'offerta di oppio ed eroina cresce. Questo avviene proprio sotto il naso della NATO. La NATO afferma di tollerare qualche coltivazione di oppio per non incitare alla violenza contro le truppe della NATO. L'Afghanistan deve essere demilitarizzato. Per fare questo non ci vuole un esercito permanente ma lo sradicamento delle armi e la fine al flusso di narcotici illeciti. E' questo flusso verso l'esterno di narcotici che crea un flusso inverso, verso l'interno di armi in Afghanistan. L'industria multimiliardaria (U$A) dell'eroina dell'Afghanistan deve essere presa di mira. Invece che eliminare il traffico di droga, la presenza militare straniera ha aiutato a ripristinarlo. La NATO, come entità, è diventata complice di una maggiore proliferazione dei narcotici e dell'attività criminale. Realmente l'oppio non viene ridotto: infatti, tutte le cifre dimostrano che è in crescita. Ciò avviene sotto gli occhi della NATO, come confermato da diversi rapporti dei media. Gli impegni di eliminare l'oppio e l'eroina non mantenuti, ma "scandalosamente violati" L'Afghanistan è fondamentale nel mercato internazionale dei narcotici e della produzione di eroina. Secondo il Guardian (3 ottobre 2001) del Regno Unito, il primo ministro britannico Tony Blair presentò l'invasione anglo-americana dell'Afghanistan controllato dai talebani come un mezzo per sradicare il traffico illecito di droga. "Le armi che oggi comprano i talebani vengono pagate con la vita dei giovani britannici che acquistano le loro droghe [afgane] nelle strade britanniche", ha detto Tony Blair. "Questa è un'altra parte del loro [dei talebani] regime che dovremmo cercare di distruggere". Le giustificazioni per la guerra del primo ministro britannico come questione di documentazione pubblica si sono dimostrate essere retorica, nel tentativo di ottenere il sostegno dell'opinione pubblica. La dichiarazione di Tony Blair è ironica perché le truppe britanniche e della NATO hanno permesso che la coltivazione dell'oppio procedesse incontrollata nell'Afghanistan presidiato dalla NATO.
Conformemente alla moralità delle dichiarazioni ed impegni del
primo ministro britannico, egli è colpevole di negligenza e del
sacrificio di vite britanniche. Fermare la coltivazione
dell'oppio per salvare vite britanniche è stata utilizzata nel 2001
come una giustificazione per l'invasione dell'Afghanistan
controllato dai talebani. L'invasione non ha contribuito a ridurre
la coltivazione dell'oppio, proprio il contrario. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha riferito che "la misura aggregata del riciclaggio nel mondo potrebbe trovarsi all'incirca tra il 2-5% del Prodotto Interno Lordo (PIL) mondiale. Utilizzando le statistiche del 1996, queste percentuali indicherebbero che il riciclaggio varia tra 590 miliardi di dollari USA e 1,5 trilioni di dollari USA [nel 2003]".10 Il riciclaggio del denaro americano negli Stati Uniti ed internazionalmente è un argomento chiave. Il 91% dei miliardi di dollari USA spesi in cocaina negli Stati Uniti restano negli Stati Uniti. Sono depositati nel sistema bancario USA e canadese. Il narcotraffico contribuisce ad accumulare valuta forte nelle economie americana e canadese.11 L'estensione del riciclaggio negli Stati Uniti si può comprendere quando si realizza che praticamente ogni dollaro americano in circolazione negli Stati Uniti contiene "tracce microscopiche" di cocaina. Questa non è una mera leggenda urbana, ma un fatto verificato da scienziati, esperti legali e dall'FBI. Le tracce di cocaina nella moneta cartacea americana implicano l'utilizzo estensivo del contante come mezzo di pagamento negli affari di droga.12 La maggior parte del riciclaggio viene compiuto attraverso il sistema bancario commerciale internazionale. Le banche nazionali americane riciclano annualmente una cifra stimata di 100 miliardi di dollari USA di denaro della droga. Queste comprendono numerose delle maggiori istituzioni finanziarie d'America. 13 Pare che il sistema bancario in Nord America ed in Europa occidentale servano come punti per l'accumulazione di valuta dal resto del mondo che travasano capitale o valuta forte (contante). César Gaviria Trujillo, ex presidente della Colombia ed ex segretario generale dell'Organizzazione degli Stati Americani (OAS), disse: "Se i colombiani sono il pesce grosso del narcotraffico, allora gli americani sono la balena", e chiese che gli Stati Uniti fermassero le attività di riciclaggio del denaro entro i confini degli USA e dedicassero più risorse all'abbassamento del consumo di droga interno negli Stati Uniti. Anche le forze armate pakistane ed i loro oligarchi militari beneficiano dell'economia internazionale dei narcotici. Secondo il giornalista Rahul Bedi: "Oltre che governare direttamente ed indirettamente dall'indipendenza [del Pakistan dall'India] e controllare il suo [del Pakistan] nucleare, la politica della difesa ed estera, le forze armate restano la maggiore e la più redditizia azienda conglomerata".14 Raoolf Ali Khan, il rappresentante pakistano alla Commissione ONU per i Narcotici nel 1993 disse che "non vi è nessuna branca del governo [in Pakistan] che non sia pervasa dalla corruzione della droga", e la CIA, essa stessa una forza tristemente nota dietro la proliferazione internazionale dei narcotici, riferì nel 1994 al Congresso USA che l'eroina era diventata "la linfa vitale del sistema economico e politico pakistano".15 Il collegamento tra il Kosovo e l'Afghanistan presidiato dalla NATO Riciclaggio, traffico di droga ed acquisti illegali di armi sono strettamente allineati e formano una trinità internazionale. Nei Balcani questo è cominciato con la criminalizzazione della Repubblica Albanese (Republika e Shqipërisë) e più tardi del Kosovo (Kosovo i Metohija in serbo-croato /Kosovë in albanese). Il Kosovo e l'Albania rivestono un ruolo importante nel corridoio della droga eurasiatico. La provincia serba potenzialmente indipendente del Kosovo, abitato principalmente dall'etnia albanese, ha un forte collegamento con l'Afghanistan presidiato dalla NATO. Il Kosovo è dove vengono trasferiti parte dell'oppio e dell'eroina dall'Afghanistan per l'ingresso nei mercati europei e del Nord America. Sia l'Afghanistan che il Kosovo sono sotto dominazione anglo-americana, "democratizzazione", passando attraverso "il processo di edificazione nazionale", con basi militari USA nei loro rispettivi territori e nell'orbita della NATO. Anche la ex Repubblica Jugoslava di Macedonia e l'Albania, che sono saturate di droghe illecite ed armi, fanno parte del corridoio della droga eurasiatico. Il corridoio della droga eurasiatico si trova anche dove viene agevolato il flusso di droghe ed armi. I flussi di droga ed armi scorrono anche in direzioni opposte. Le armi fluiscono verso l'interno del corridoio della droga eurasiatico mentre le droghe illegali o i narcotici fluiscono verso l'esterno. L'industria dei narcotici illegali con al centro il Kosovo vale miliardi di dollari l'anno in tasse sui trasporti e sui cambi. L'Esercito di Liberazione del Kosovo (KLA/UCK) ed i suoi affiliati o estensioni in Macedonia ed Albania e, fino ad un certo punto, in Italia, Grecia e Turchia, ricoprono un ruolo importante nel traffico e nel contrabbando di droga. L'UCK è un intermediario nell'industria dei narcotici. A sua volta utilizza parte del ricavato della narcoeconomia illegale per armarsi e per consolidare il suo controllo su numerosi aspetti del commercio e della vita in Kosovo, nelle aree abitate da albanesi in Macedonia occidentale ed in Albania. La criminalizzazione nei Balcani: come fu avviata l'economia dei narcotici Secondo Chossudovsky (The Globalization of Poverty and the New World Order), l'Albania ed il Kosovo sono divenuti, dagli inizi degli anni '90, un importante punto organizzativo per il traffico dell'oppio e dell'eroina afgani verso l'Europa occidentale. Si è sviluppato un commercio triangolare di petrolio, armi e narcotici principalmente come risultato dell'embargo imposto dalla comunità internazionale [cioè gli Stati Uniti, l'U.E. ed i membri della NATO] alla Serbia ed al Montenegro [gli ultimi due stati della Federazione Jugoslava] e del blocco applicato dalla Grecia contro la Macedonia. Successivamente, il crollo dell'industria e dell'agricoltura aveva creato un vuoto nel sistema economico che incrementò l'ulteriore espansione del traffico illecito. L'ultimo [il traffico illecito, cioè contrabbando e traffico di droga] era diventato un "settore di primo piano", una fonte importante di valuta estera ed un terreno fertile per le mafie criminali. (…) Al traffico di narcotici ed armi è stato [deliberatamente] permesso di prosperare nonostante la presenza, dal 1993, di più di 800 soldati americani al confine albano-macedone con il mandato di fare rispettare l'embargo. (…) Le entrate del petrolio e dei narcotici vennero usate per finanziare l'acquisto di armi (spesso in termini di baratto diretto): "Le consegne di petrolio alla Macedonia (aggirando l'embargo greco [nel 1993-1994]) possono essere utilizzate per coprire l'eroina, come fanno le consegne di fucili kalashnikov (…) in Kosovo." Queste grandi consegne di armi erano tacitamente accettate dalle potenze occidentali su basi geopolitiche: sia Washington che Bonn [Germania] avevano favorito l'idea di una "Grande Albania" [controllata dall'alleanza anglo-americana e da interessi franco-tedeschi] comprendente Albania, Kosovo e parti della Macedonia [occidentale]. In maniera non sorprendente, vi è stato un "silenzio assordante" dei media internazionali riguardo al traffico di armi-droga in Kosovo: "il traffico [di droga ed armi] viene fondamentalmente giudicato per le sue implicazioni geopolitiche (…) In Kosovo, il traffico di droga e di armi alimenta speranze e preoccupazioni geopolitiche". La disinformazione dall'Afghanistan presidiato dalla NATO Eric Margolis, giornalista conservatore confesso, ha detto: "Non credete a quello che ci raccontano dell'Afghanistan i NOSTRI media e politici. Quasi tutte le informazioni che riceviamo sulla quinquennale guerra in Afghanistan provengono dagli ufficiali di pubbliche relazioni degli USA e della NATO o da giornalisti 'incorporati' che meramente ripetono meccanicamente i comunicati stampa dei militari. Chiedetevi di quando è stata l'ultima volta che avete letto un rapporto di un giornalista che riguardi i talebani ed altre forze della resistenza afgana"? (19 settembre 2006)16 Il governo canadese, tra gli altri, ha avviato un programma di addestramento di militari da far diventare giornalisti—qualcosa che va oltre l'informazione controllata o il giornalismo incorporato.17 Si deve anche riconoscere che l'insurrezione in molte regioni dell'Afghanistan in parte è anche un movimento di resistenza. I media chiamano "erroneamente" questo movimento i "talebani". Comunque, sul terreno in Afghanistan le truppe della NATO identificano gli insorti afgani come Milizie Anti-Coalizione (ACMs). Questo appellativo riflette il fatto che Afghanistan la NATO sta combattendo un vario movimento multietnico che vede la NATO come una forza di occupazione. Anche il problema degli abusi dei diritti umani da parte delle truppe NATO e dei contraenti della sicurezza (mercenari) ha incitato alla violenza tra gli abitanti dell'Afghanistan. In aggiunta alla disinformazione dei media vi sono molti rapporti ingannevoli o distorti. Vi sono anche degli individui che pretendono di rappresentare il popolo afgano e la difesa dei diritti umani come il presidente afgano ed i membri della non eletta Loya Jirga (lo pseudo-parlamento afgano). Molti nel movimento internazionale contro la guerra sono stati ingannati da membri della Loya Jirga che hanno preteso di difendere i diritti umani ed i diritti delle donne contro gli Stati Uniti ed i signori della guerra, mentre di fatto sono anche loro sostenuti dagli USA.
Questa è una
forma di "dissenso fabbricato", una opposizione
(contro-comunicazione") che crea l'illusione che vi sia una vera
opposizione politica all'interno dell'Afghanistan
ed è anche utilizzata per sviare il movimento contro la guerra. I talebani sono una creatura della CIA e dell'Inter Service Intelligence (ISI) del Pakistan. Il governo talebano fu istituito nel 1996 come stato satellite anglo-americano. La premessa che l'invasione sovietica dell'Afghanistan sia stata il precedente dell'estremismo e del militarismo in Afghanistan è un inganno. In realtà, la creazione dell'estremismo in Afghanistan fu la collaborazione congiunta dei servizi segreti USA e dell'ISI pakistano, la maggiore operazione della CIA nella storia. La costruzione di una guerra in Afghanistan è stata ideata dagli Stati Uniti, che hanno dato alla luce i mujahideen afgani ed infine ai talebani. Secondo Zbigniew Brezinski, gli Stati Uniti iniziarono le operazioni per causare una guerra civile in Afghanistan assieme ai collegamenti pakistani prima dell'intervento sovietico del 24 dicembre 1979. L'ex consigliere per la sicurezza nazionale USA Zbigniew Brezinski, durante un intervista al Nouvel Observateur, svelò che la direttiva ufficiale per il sostegno clandestino per causare una guerra civile e l'opposizione al governo filo-sovietico afgano da parte degli Stati Uniti iniziò il 3 luglio 1979.18 Questo fu persino sei mesi prima che le truppe sovietiche entrassero in Afghanistan. Vi sono indizi che le operazioni dell'intelligence USA in Afghanistan a sostegno dei mujahideen e di altri gruppi siano antecedenti al 1979. Il ritorno dei talebani, la manipolazione del movimento pacifista e la demonizzazione dell'Alleanza del Nord Sembra che gli Stati Uniti e la NATO stiano preparando la reintegrazione dei talebani nell'arena politica afgana, a detrimento dell'Alleanza del Nord. Il senatore USA Bill Frist del Tennessee (repubblicano) ha chiesto l'inclusione dei talebani nel governo afgano.19 Ciò è significativo perché il Pakistan ha fatto degli accordi con gli agenti pakistani in Waziristan dei talebani.20 Bill Frist è sia capo della maggioranza al Senato USA che un repubblicano di primo piano. Anche la NATO è coinvolta in trattative con i talebani, molto probabilmente attraverso canali pakistani ed il presidente Hamid Karzai. I talebani hanno servito gli interessi degli USA e pare che vi sia un nuovo ruolo che emerge ancora una volta per i talebani come amministratori degli interessi degli USA in Afghanistan. Per la maggior parte i talebani erano degli alleati affidabili degli Stati Uniti—più degli attuali gruppi presenti nell'Afghanistan presidiato dalla NATO che erano alleati di Mosca, Tehran e Pechino e potrebbero ancora ritornare ai loro vecchi campi. I talebani potrebbero anche rivelarsi più collaborativi nel rapporto con gli Stati Uniti, come nel passato. L'Alleanza del Nord, sebbene non angelica, è stata pesantemente screditata e demonizzata. Ciò pare essere terreno di lavoro per ulteriori operazioni e doppiezze in Afghanistan. Vi sono anche dei tentativi di manipolare il movimento(i) contro la guerra per agevolare questi obiettivi. Gli Stati Uniti ed i media principali hanno ritratto l'Alleanza del Nord come un alleato degli USA, quando di fatto la leadership dell'Alleanza del Nord precedente all'11/9 era contraria all'intervento USA. A questo riguardo, vi sono indizi che i servizi segreti pakistani (ISI) in collaborazione con individui all'interno dell'Alleanza del Nord siano coinvolti nell'assassinio del capo dell'Alleanza del Nord, Ahmad Shah Massoud. Shah Massoud è stato oggetto di un assassinio kamikaze due giorni prima dei tragici avvenimenti dell'11/9.
Ironicamente, gli Stati Uniti utilizzano sentimenti
di politica estera anti-USA provenienti dal movimento pacifista e
dall'opinione pubblica in generale per favorire proprio gli
obiettivi della politica estera degli USA. Il collaboratore di Global Research Mahdi Darius Nazemroaya è un autore indipendente ed un analista del Medio Oriente residente ad Ottawa. I lettori sono i benvenuti a dibattere questo articolo con l'idea di diffondere le notizie e di avvisare la gente dei pericoli di ulteriore conflitto nell'Afghanistan presidiato dalla NATO e di una ulteriore militarizzazione della politica estera in Nord America. Si prega di indicare la fonte e la nota sul copyright. Note 1 Zalmay Khalilzhad, nato in Afghanistan, è l'ambasciatore degli USA in Iraq e membro del PNAC (Project for the New American Century); ha anche curato la the American University di Beirut in Libano e contribuito a creare tensioni settarie e divisione tra musulmani, drusi e cristiani durante la guerra civile libanese. Zalmay Khalilzhad è anche stato uno degli intermediari tra le milizie che uccisero i civili palestinesi in Libano ed il governo israeliano. 2 Professor John F. Richards; Opium and the British Indian Empire: The Royal Commission of 1895 Lecture, University of Cambridge, Regno Unito, 23 maggio 2001 http://www.drugpolicy.org/library/opium_india.cfm http://fds.duke.edu/db/aas/history/faculty/richards 3 Professor Peter Ward Fay; The Opium War, 1840-1843, Chapel Hill, University of North Carolina Press, 1975. 4 Ibid 5 Ibid 6 Thomas Roy; China: The Awakening Giant, Chapter 2: Opening to the West, pages 15-28, Toronto, McGraw-Hill Ryerson Ltd., 1981 Nota: Le pagg. 27-28 hanno un elenco dettagliato e di facile lettura di letture suggerite, materiale di ricerca e fonti riguardanti le Guerre dell'Oppio ed il coinvolgimento britannico nell'industria dei narcotici (oppio) con riguardo allo sfruttamento della Cina. 7 Dichiarazione dell'UNODC su L'economia dell'oppio in Afghanistan 8 "Guerra al terrorismo" dell'America del Prof. Michel Chossudovsky, Cap. 2: Chi è Osama bin Laden?, pagg. 26-27, Global Research, Centre for Research on Globalization (CRG), Pincourt (Québec), 2005 9 Professor Michel Chossudovsky, Who benefits from the Afghan Opium Trade?, Centre for Research on Globalization (CRG), September 21, 2006 http://www.globalresearch.ca/index.php?context=viewArticle&code=CHO20060921&articleId=3294 10 L'impatto economico dell'industria della droga illegale, Transnational Institute (TNI) http://www.tni.org/crime-docs/impact.pdf 11 Professor Asad Ismi, Droghee e corruzione in Nord and Sud America 12 Ibid 13 Ibid 14 Rahul Bedi, Le forze armate del Pakistan sono la maggiore impresa conglomerata del paese, Indo-Asian News Service (IANS), 12 ottobre 2006 15 Professor Asad Ismi, Una dittatura militare finanziata dagli USA: il Pakistan ha una lunga e sanguinosa storia come il braccio terrorista degli USA, CCPA Monitor, Canadian Centre for Policy Alternatives (CCPA), giugno 2002 16 Eric Margolis, Afghanistan: E' ora della verità, 18 settembre 2006 http://www.ericmargolis.com/archives/2006/09/afghanistan_tim.php 17 Le forze armate vogliono trasformare i soldati in 'giornalisti' per conquistare le menti all'estero, Brandon Sun, 21 settembre 2006 http://www.brandonsun.com/story.php?story_id=29952 Bergen, Bob; Censura militare nascosta in piena vista, The Hamilton Spectator, 13 ottobre 2006 18 L'intervento della CIA in Afghanistan, Intervista con Zbigniew Brezinski, Le Nouvel Observateur, Edizione 15-21 gennaio, 1998, pag. 76.Analizzata anche in Michel Chossudovsky, America’s "War on Terrorism", op cit. 19 Jackie Dent, E' ora di trattare con i talebani?, Cable News Network (CNN), 5 ottobre 2006 http://edition.cnn.com/2006/WORLD/asiapcf/10/05/taliban.talks Includete i talebani nel governo, dice un senatore USA, The Associated Press, 3 ottobre 2006 Presentato dalla Canadian Broadcasting Corporation (CBC), http://www.cbc.ca/world/story/2006/10/03/taliban-frist.html 20 Il Waziristan di Musharraf tratta una svendita ai talebani, India Defence, 14 ottobre 2006 http://www.india-defence.com/reports/2607
© Copyright Mahdi Darius Nazemroaya, GlobalResearch.ca, 2006
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