
di John Pilger
18
agosto 2005
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Thomas Friedman è un famoso opinionista del New York Times. E' stato descritto come "un cane da guardia della politica estera USA". Qualunque cosa i signori della guerra americani abbiano in mente per il resto dell'umanità, Friedman la abbaierà. Si gloria che "la mano nascosta del mercato non funzionerebbe mai senza un pugno nascosto". Egli promuove il bombardamento di paesi e dice che la terza guerra mondiale è cominciata. L'ultimo scoppio di Friedman è sulla libertà di parola, che la costituzione del suo paese si dice salvaguardi. Vuole che il Dipartimento di Stato compili una lista nera di quelli che fanno dichiarazioni politiche "sbagliate". Si riferisce non soltanto a coloro che difendono la violenza, ma a quelli che credono che le azioni americane siano la causa di fondo dell'attuale terrorismo. Secondo gli ultimi sondaggi, l'ultimo gruppo, che egli descrive come "soltanto una tacca meno spregevole dei terroristi", comprende molti americani e britannici. Friedman vuole un "Rapporto sulla guerra delle idee" che nomini chi cerca di capire e spiegare, per esempio, perché Londra è stata colpita. Questi sono "fabbricanti di scuse" che "meritano di essere esposti". Prende a prestito il termine "fabbricanti di scuse" da James Rubin, che è stato l'apologo di Madeleine Albright al Dipartimento di Stato. La Albright, che si elevò a segretario di stato con il Presidente Clinton, disse che la morte di mezzo milione di bambini iracheni come risultato dell'embargo guidato dagli americani è stato un "prezzo" che "valeva la pena pagare". Di tutte le interviste che ho filmato nella Washington ufficiale, la difesa che Rubin fa della uccisione di massa è indimenticabile. In queste materie la farsa non è mai molto distante. I "fabbricanti di scuse" includerebbero anche la CIA, che ha avvertito che "L'Iraq [dall'invasione] ha sostituito l'Alfghanistan come zona di addestramento per la prossima generazione di terroristi 'professionisti'". Gli spioni entrano nella lista nera di Friedman/Rubin!
Così
come molte altre cose durante l'era Blair, questa spazzatura
maccartista è galleggiata attraverso l'Atlantico ed ora viene
riciclata dal primo ministro come legislazione proposta per lo stato
di polizia, poco differente dagli struggimenti fascisti di
Friedman e di altri estremisti. Per la lista nera di Friedman ,
leggete il database proposto da Tony Blair su opinioni, negozi di
libri e siti web proscritti. Naturalmente Blair tace sul terrorismo di stato occidentale in Medio Oriente ed altrove ed il suo moralismo sui "nostri valori" offende il fatto del suo crimine in Iraq. Egli spera che il suo germogliante stato di polizia avrà i poteri totalitari che desidera dal 2001, quando sospese il giudizio di legalità sulla detenzione ed introdusse gli arresti domiciliari illimitati senza processo. La Corte dei Lord, la più alta istanza giudiziaria britannica, tentò di fermare questo. Lo scorso dicembre, Lord Hoffmann disse che gli attacchi di Blair ai diritti umani erano per la libertà una minaccia maggiore del terrorismo. Il 26 luglio, si espresse con emozione sul fatto che l'intera nazione britannica era minacciata ed abusò del potere giudiziario in termini che, come notò Simon Jenkins, "darebbero credito al suo amico Vladimir Putin." Ciò a cui assistiamo in Gran Bretagna è l'ascesa dello stato democratico di polizia. Se foste essere tentati di respingere tutto ciò come esoterico o puramente folle, andate in qualsiasi comunità musulmana della Gran Bretagna, specialmente nel nord ovest, ed avvertirete lo stato di assedio di paura. Il 15 luglio si è intravista la Gran Bretagna di Blair del futuro quando la polizia ha fatto incursione al Centro Studi Iqra ed in librerie vicino a Leeds. L'Istituto Iqra è una ben nota associazione di beneficenza che promuove l'Islam in tutto il mondo come "una religione pacifica che copre ogni passo della vita". La polizia ha buttato giù la porta, demolito il negozio e portato via il materiale pacifista che ha descritto come "antioccidentale". Fra questo vi era, secondo quanto riferito, un DVD del deputato del Respect Party George Galloway che teneva un discorso al Senato USA ed un mio articolo sul New Statesman illustrato con una foto più volte pubblicata di un palestinese di Gaza che tentava di proteggere suo figlio dai proiettili israeliani prima che il ragazzo venisse ucciso. E' stato detto che la fotografia "eccitava la gente", cioè i musulmani. Chiaramente, David Gibbons, lo stimato direttore artistico di questo giornale che ha scelto questa illustrazione, verrà convocato dinanzi al Tribunale dell'istigazione di Blair. A quanto pare è stato anche confiscato uno dei miei libri, "I nuovi dominatori del mondo". Non è noto se la polizia abbia già letto il capitolo che documenta di come gli americani, con la collaborazione del MI6 e delle SAS, crearono, armarono e finanziarono i terroristi islamici mujahideen, non ultimo Osama Bin Laden. L'incursione è stata deliberatamente teatrale, con i media che ne erano stati informati. Due degli asseriti attentatori del 7 luglio avevano svolto lavoro volontario nel negozio quasi quattro anni fa. "Quando sono diventati dei duri", ha detto un giovane lavoratore della comunità. "Se ne andarono e non sono mai ritornati e non hanno niente a che fare con il negozio". L'incursione è stata osservata dalla inorridita gente del posto, che ora ha paura, è arrabbiata ed amareggiata. Ho parlato con Muserat Sujawal, che da 31 anni vive nella zona ed è ampiamente rispettata per la sua gestione del vicino Hamara Community Centre. Mi ha raccontato che "Non vi era nessuna giustificazione per l'incursione. L'intero interesse del negozio è insegnare di come l'Islam sia una religione basata sulle comunità. La mia famiglia si serve da anni del negozio, per comprare, per esempio, l'equivalente arabo di Sesame Street. Lo hanno fatto per mettere la paura nei nostri cuori". James Dean, un insegnante di scuola secondaria di Bradford, ha detto: "Insegno a me stesso l'urdu perché ho classi multietniche ed il negozio è stato molto utile per i nastri". La polizia ha il diritto di seguire ogni pista nella caccia agli attentatori, ma non è suo diritto fabbricare paura. Sir Ian Blair, il capo della polizia metropolitana che comprende come i media possano essere utilizzati e che passa molto tempo negli studi televisivi, deve ancora spiegare perché ha annunciato che l'uccisione del brasiliano Jean Charles de Menezes nella metropolitana di Londra fosse "collegata direttamente" al terrorismo, quando deve avere saputo la verità. I musulmani in tutta la Gran Bretagna riportano la presenza di "van video" della polizia che incrociano le loro strade, filmando tutti. "Siamo diventati come dei ghetto sotto assedio", ha detto un uomo troppo impaurito per essere nominato. "Sanno cosa questo provoca nei nostri giovani"? L'altro giorno Blair ha detto: "Non crediamo a nessuna di queste insensatezze [gli attentati non centrano] su quello che i britannici fanno in Iraq o in Afghanistan, o il sostegno a Israele, o il sostegno all'America, o qualcosa altro. E' un nonsenso e dobbiamo affrontarlo così come è". Questo "delirare", come ha osservato lo scrittore americano Mike Whitney, "fa parte di una più ampia strategia per accantonare i fatti ovvi sul terrorismo ed incolpare le vittime dell'aggressione angloamericana. E' una tattica che è stata coniata a Tel Aviv e perfezionata in 37 anni di occupazione. E' predicata sull'assunzione che il terrorismo emerge da una ideologia amorfa, a base religiosa che trasforma i suoi aderenti in spietati macellai". Il professor Robert Pape dell'Università di Chicago ha esaminato tutte le azioni di terrorismo suicida nei 25 anni passati. Egli rifiuta l'assunzione che gli attentatori suicidi siano guidati principalmente da "un'ideologia perversa indipendente da altre circostanze". Ha detto che "I fatti sono che dal 1980 metà degli attacchi sono stati secolari. Pochi dei terroristi corrispondono allo stereotipo standard... Metà di loro non sono affatto dei fanatici religiosi. Infatti, oltre il 95% degli attacchi suicidi in tutto il mondo non sono per la religione, ma per uno specifico scopo strategico, per obbligare gli Stati Uniti ed altri paesi occidentali ad abbandonare impegni militari nella penisola arabica ed in paesi che considerano la loro patria o dei quali hanno grande considerazione... Il collegamento tra la rabbia contro americani, britannici ed azioni militari occidentali e l'abilità di al Qaeda di reclutare terroristi suicidi per ucciderci non potrebbe essere più stretto".
Dunque,
siamo stati avvertiti, ancora una volta. Il terrorismo è la logica
conseguenza della "politica estera" americana e britannica il cui
infinitamente più grande terrorismo dobbiamo riconoscere, e
dibattere, come una questione urgente. |
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