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L'implosione del Partito Democratico

6 novembre 2014

 

La debacle sofferta nelle elezioni di medio termine di martedì dal Partito Democratico e dall'amministrazione Obama segna la fine del periodo in cui i democratici potevano utilizzare politiche identitarie basate su razza, genere e preferenze sessuali per mascherare il loro costante spostamento a destra ed il loro accordo con i repubblicani su attacchi sempre più estesi contro la classe lavoratrice.

I democratici sono stati sbaragliati dai loro avversari repubblicani sia a livello nazionale che di stato. Al Senato, i repubblicani saranno ora il partito di maggioranza, avendo guadagnato almeno 7 seggi e probabilmente di più. Alla Camera dei Rappresentanti, i repubblicani hanno ottenuto almeno 14 seggi, aumentando la loro maggioranza a livelli mai visti dagli anni 1920. I repubblicani hanno battuto i democratici in molte importanti elezioni governatoriali, compreso negli stati tradizionalmente democratici come Illinois, Maryland, Connecticut e Massachusetts.

Il crollo dei democratici ha provocato una prevedibile risposta dei media e dell'establishment politicola pretesa che le elezioni siano una richiesta di bipartitismo e la fine della "paralisi" da un elettorato che si è spostato a destra.

"Il messaggio degli elettori è chiaro", ha affermato il leader uscente della maggioranza al Senato Harry Reid. "Vogliono che lavoriamo insieme. "La Casa Bianca di Obama ha già indicato di essere desiderosa di lavorare con i repubblicani di fare approvare un gran numero di misure di destra, inclusi nuovi tagli fiscali alle imprese, ulteriori attacchi ai diritti democratici e l'intensificazione della guerra in Siria e Iraq.

Le pretese di uno spostamento popolare a destra sono smentite dal passaggio di referendum per innalzare il salario minimo in un intero numero di stati che hanno eletto dei repubblicani al Senato ed a governatorati come risultato della caduta dell'affluenza degli elettori della classe lavoratrice e dei giovani.

Per esempio, gli elettori dell'Illinois, hanno approvato in modo schiacciante delle misure elettorali non vincolanti sull'aumento del salario minimo, sul finanziamento dell'istruzione pubblica attraverso una nuova imposta sui milionari e sulla richiesta alle compagnie d'assicurazione di fornire copertura al controllo delle nascite. Allo stesso tempo, il candidato repubblicano a governatore Bruce Rauner ha sconfitto facilmente quello in carica, il democratico Pat Quinn.

Misure vincolanti sul salario minimo sono state approvate in Arkansas, Nebraska, Sud Dakota ed Alaska—tutti stati che hanno eletto dei senatori repubblicani.

La strategia dei democratici di appellarsi a strati affluenti della classe media sulla base della politica identitaria mentre operano con i repubblicani per aumentare gli attacchi ai posti di lavoro, ai salari ed ai livelli di vita dei lavoratori ha prodotto un disastro elettorale. In maniera contraddittoria, che riflette un sistema monopolizzato dai due partiti di destra della grande impresa, le elezioni hanno dimostrato che gli appelli sulla base di razza, genere e sessualità muovono soltanto una piccola frazione della popolazione, mentre le vaste masse popolari sono spinte da questioni di classe più fondamentaliquestioni sulle quali i democratici non hanno niente da offrire.

Complessivamente, l'affluenza elettorale è stata stimata al 36,6% degli aventi diritto di voto, paragonata al 40,9% delle elezioni di medio termine del 2010. Gli elettori giovani (d'età 18-29 anni) hanno compreso soltanto il 13% di coloro che hanno votato, paragonato al 19% del 2012.

Anche tra coloro che hanno votato, le votazioni hanno rivelato un elettorato profondamente disilluso. Secondo gli exit polls della CNN, sei elettori su dieci hanno dichiarato di essere insoddisfatti o arrabbiati sia con la Casa Bianca che con i repubblicani al Congresso. Due terzi degli elettori hanno dichiarato che il paese era sulla strada sbagliata e meno di un quarto ha sostenuto di pensare che la prossima generazione starà molto meglio di quella attuale.

L'implosione dei democratici nel 2014 è il culmine di un processo prolungato, L'associazione del Partito Democratico con le riforme sociali era radicato nelle politiche del New Deal degli anni 1930 e con le misure di riforma del periodo post II Guerra Mondiale. Attraverso aspre lotte sociali, la classe lavoratrice è stata in grado di strappare riforme significative alla classe dominante ed ai suoi rappresentanti politici. Il Partito Democratico è stato in grado di assicurarsi una base elettorale tra i lavoratori a causa della sua associazione con queste misure e, più tardi, con la legislazione sui diritti civili.

Come negli anni 1970 il capitalismo americano è entrato in un periodo di declino prolungato, la classe dominante si è mossa decisamente a destra. Come parte di questo processo, i democratici e la loro periferia hanno operato per ridefinire le politiche di "sinistra" per concentrarsi su questioni di genere, razza ed identità sessuale. I settori più affluenti della classe media sono stati introdotti in posizioni di potere e privilegio attraverso l'azione di promozione delle donne e delle minoranze e di altre misure, mentre la classe dominante ha attuato un'offensiva coordinata contro posti di lavoro, salari e programmi sociali che beneficiavano la classe lavoratrice.

Il processo ha raggiunto la sua apoteosi con l'elezione di Obama, proclamato dai liberali e dai sostenitori della pseudo-sinistra della politica identitaria come candidato "trasformativo" che, a causa della sua posizione come primo presidente afroamericano, avrebbe cambiato la direzione della politica in maniera progressista.

Invece, l'amministrazione Obama, uno strumento della classe dominante non meno del suo predecessore repubblicano, ha continuato ed intensificato tutte le politiche di destra, anti-classe lavoratrice di Bush. L'impatto sulla consapevolezza popolare poteva vedersi già sulla rielezione di misura di Obama nel 2012, che effettivamente ha visto declinare il voto per il presidente in carica paragonato al 2008.

Sottostante a questi processi vi è una profonda crisinon soltanto del Partito Democratico, ma dell'intero sistema politico. Entrambe i partiti rappresentano gli interessi di un minuscolo strato della popolazione e dell'elite finanziaria in alleanza con l'apparato militare-intelligence. Oltre i confini del 5% o 10% del vertice della popolazione, lo stato è di fronte ad una classe lavoratrice arrabbiata, insoddisfatta e sempre più ostile.

Questi sentimenti devono ancora trovare un'espressione politica diretta e non possono trovarla all'interno della struttura del sistema a due partiti e delle istituzioni ufficiali del capitalismo americano. Proprio per questo, le elezioni di medio termine del 2014 hanno chiarito della necessità di una rottura con entrambe i partiti della grande impresa e della costruzione di un movimento politico indipendente della classe lavoratrice sulla base di un programma rivoluzionario e socialista.

Joseph Kishore